Martedì 17 Luglio 2018 - 3:49

Musica, a Franco Ricciardi il Nastro d'Argento

NAPOLI. Ancora un successo per il cantante Franco Ricciardi e il film "Ammore e Malavita" dei Manetti Bros, in un anno che si può considerare straordinario per la carriera dell'artista napoletano. Il film "Ammore e Malavita" si è aggiudicato il Nastro d'Argento 2018 come miglior colonna sonora e migliore canzone originale, curata da Pivio Scalzi, con i testi di Nelson e l'interpretazione di Franco Ricciardi. Dopo il David di Donatello, il secondo della carriera, Ricciardi porta a casa anche il prestigioso Nastro d'Argento che lo ha visto salire sul palco del Teatro dei Greci di Taormina sabato sera ancora una volta da vincitore. "Bang bang"e "O'Secondo" sono alcuni dei brani interpretati da Franco Ricciardi nella colonna sonora del film già campione di incassi al botteghino che con l'ennesimo riconoscimento rafforza la carriera cinematografica del cantante della periferia nord di Napoli grazie al sodalizio con i fratelli Manetti, insieme anche nel film "Song e Napule". "Il mio primo Nastro d'Argento si è colorato di azzurro per l'emozione vissuta, per la vicinanza di tanti amici con cui continuo a condividere il mio percorso artistico e soprattutto perché anche stavolta avevo Napoli nel cuore. Così come sul palco dei David, anche qui a Taormina, mentre io e Serena Rossi ci esibivamo davanti a tutto quel pubblico, non facevo altro che pensare alla mia città. A chi in questi anni mi è stato vicino e a chi continua a farlo nonostante le difficoltà. Sono certo che continuerò a fare grandi cose insieme ai Manetti Bros ma, già solo per quello che mi hanno fatto vivere in questi anni, non li ringrazierò mai abbastanza. Il premio lo dedico fortemente alla mia città. Ma a quella città che accoglie, che non emargina, che rispetta chi vive condizioni di disagio, che siano napoletani delle periferie o clandestini in cerca di una vita migliore", questo il commento di Franco Ricciardi. Al Nastro d'Argento e al David di Donatello vinti da Ricciardi si è aggiunto il Ciak d'Oro per la miglior canzone ritirato il 7 giugno scorso. Una stagione che non può che definirsi straordinaria per il "Cuore nero" partenopeo. 

Nastri d'Argento, stravince “Dogman"

Stravince "Dogman" di Matteo Garrone ai Nastri d’Argento 2018 che chiudono a Taormina stasera la 72esima edizione. Otto i riconoscimenti al ‘miglior film’, premiato anche per la regia, la produzione (lo stesso Garrone con Paolo Del Brocco per Rai Cinema), la scenografia, il sonoro, il montaggio (ex aequo con 'Chiamami col tuo nome' di Luca Guadagnino) e anche per il casting director e, soprattutto, per i due attori protagonisti: Marcello Fonte, premiato a Cannes poche settimane fa, ed Edoardo Pesce.

Un trionfo assoluto in un’edizione - come sempre realizzata con il sostegno del Mibact - Dg Cinema, main sponsor BNL Gruppo Bnp Paribas - che ha visto candidati cinque film tra i più significativi della stagione e ben sette ‘grandi firme’ della regia, a cominciare, con Garrone, da Luca Guadagnino, arrivato quest’anno anche al traguardo degli Academy Awards e Paolo Sorrentino che vince per 'Loro' - scritto insieme a Umberto Contarello - il Nastro per la migliore sceneggiatura e tre premi per gli attori: Elena Sofia Ricci migliore protagonista (che riceve anche il Premio Wella per l’immagine), Kasia Smutniak e Riccardo Scamarcio, non protagonisti dell’anno. Ancora: è 'Come un gatto in tangenziale' di Riccardo Milani la commedia 2018 per la quale, nel decennale del premio dedicato alla commedia, i Nastri premiano come migliori attori Paola Cortellesi e Antonio Albanese.

Sul palcoscenico del Teatro Antico - in un’edizione come negli ultimi anni realizzata a Taormina con il supporto della Regione Siciliana, Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo, Sicilia Film Commission, nell'ambito del progetto Sensi Contemporanei, Fondazione Taormina Arte - due premi per la Musica a Pivio e Aldo De Scalzi con le liriche di Nelson, e per la migliore canzone - Bang Bang interpretata da Serena Rossi, Giampaolo Morelli e Franco Ricciardi - vanno a 'Ammore e malavita' dei Manetti Bros. Proprio tra gli interpreti del musical - che aveva già ricevuto tra l’altro dai giornalisti il ‘Pasinetti’ a Venezia - il Premio Nino Manfredi va a Claudia Gerini, anche protagonista quest’anno di 'A casa tutti bene' (premiato eccezionalmente per il cast) e dell’opera prima (di Michela Andreozzi) 'Nove lune e mezza'.

Nel ventennale del suo esordio con Radiofreccia, per il suo terzo film, Made in Italy, interpretato da Stefano Accorsi e Kasia Smutniak, vince per il miglior soggetto Luciano Ligabue, il rocker che a Taormina sale sul palco da regista anche per il Nastri d’Argento - Hamilton Behind the camera award, prestigioso riconoscimento importato da Hollywood che ha già premiato Alessandro Gassmann, Pif, Luca Zingaretti, Gabriele Muccino e ancora una volta festeggia un grande ritorno dietro la macchina da presa.

Tra i riconoscimenti decisi dal Direttivo due i ‘Nastri alla carriera’ 2018: dopo Gigi Proietti premiato a Roma da Alessandro Gassmann (che l’ha diretto quest’anno ne 'Il Premio'), i giornalisti cinematografici festeggiano a Taormina, per i suoi primi quarant’anni di carriera, Massimo Ghini. E dopo aver consegnato a Roma Nastri speciali a Paolo Taviani ('Una questione privata') ultimo film firmato con il fratello Vittorio, e a 'Gatta Cenerentola' (per l’innovazione e il coraggio produttivo), i Nastri premiano a Taormina 'Nome di donna' che grazie al soggetto di Cristiana Mainardi, alla produzione di Lionello Cerri e soprattutto alla regia di Marco Tullio Giordana e all’interpretazione dell’attrice protagonista, Cristiana Capotondi, ha toccato il tema delle molestie sul lavoro non solo con il taglio della denuncia sociale, ma con un invito a rompere l’omertà di un silenzio ormai fuori del tempo eppure spesso ancora ‘complice’.

Tra gli attori, a Edoardo Leo per una performance speciale, quest’anno, non solo come protagonista in 'Smetto quando voglio' - Ad Honorem ma anche come autore e interprete di 'Io c’è', va il Persol - Personaggio dell’anno che ha già premiato negli anni Pierfrancesco Favino, Maria Sole Tognazzi, Claudio Santamaria, Elio Germano, Luca Marinelli e Alessandro Borghi, Claudio Amendola e Luca Argentero

Premi tecnici di quest’edizione, infine, per la fotografia (Gianfilippo Corticelli) a 'Napoli velata' di Ferzan Ozpetek, per i costumi (con Nicoletta Taranta) a 'Agadah' e 'A ciambra', per il sonoro in presa diretta (Maricetta Lombardo) ex aequo a 'Dogman' e 'L’intrusa'. E a 'Dogman' è andato anche il premio per la scenografia (Dimitri Capuani).

A Taormina l’ultima manche di un palmarès che in un anno speciale per il cinema italiano ha segnalato anche il talento e il valore di protagonisti dell’annata come Gabriele Salvatores (Nastro ‘Argentovivo’ cinema&ragazzi) autore de 'Il ragazzo invisibile - Seconda generazione', ma anche Paolo Virzì ('Ella&John - The leisure seeker') e Vittorio Storaro per la ‘cinematografia’ del film di Woody Allen 'La ruota delle meraviglie'.

Ancora: a Roma per la fiction e a Lamezia Terme sono stati consegnati i Nastri della legalità, nati quest’anno in collaborazione con il festival Trame: premiati 'Prima che la notte' di Daniele Vicari con Fabrizio Gifuni e 'Nato a Casal di Principe' di Bruno Oliviero, prodotto da Amedeo Letizia e Mariella Li Sacchi, con Alessio Lapice, Massimiliano Gallo, Donatella Finocchiaro, Lucia Sardo. I Premi ‘Guglielmo Biraghi’ per gli esordienti sono andati a Euridice Axen ('Loro') con la ‘borsa’ di formazione del Nuovo Imaie 2018, che il SNGCI ringrazia per la collaborazione. Per il terzo anno, infine, SIAE affianca i Nastri d’Argento sulla giovane sceneggiatura segnalando, con un’altra ‘borsa’ di formazione, i fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo, anche vincitori della migliore opera prima, 'La terra dell’abbastanza'. Sempre per il talento giovane, alla terza edizione il ‘Premio Graziella Bonacchi’, destinato ad un attore rivelazione di quest’anno, ha segnalato il giovane protagonista di 'Quanto basta', Luigi Fedele. Graziella Bonacchi è stata l’agente che ha sostenuto i giovani con affetto, attenzione e amicizia. Un sostegno interrotto troppo presto.

Le “Chiavi" di Ischia a Mara Venier e Michael Radford

ISCHIA. A Mara Venier e al regista inglese Michael Radford sono state assegnate le "Chiavi di Ischia" che ritireranno il 16 luglio a Casamicciola nel corso del 16esimo Ischia Global Film & Music Festival' (15-22 luglio). «L'amatissima attrice e conduttrice, che torna quest'anno alla guida di “Domenica In" su Rai1, è da oltre 30 anni assidua frequentatrice dell'isola, una vera e propria testimonial delle bellezze di Ischia - ricorda Tony Renis, presidente onorario dell'Accademia Arte Ischia annunciando i premi - Radford, regista de “Il Postino" ultimo film di Massimo Troisi e grande conoscitore della cultura del Sud Italia, fa parte da tempo della squadra del Global festival. Entrambi sono state tra le prime star ad inviare messaggi di solidarietà dopo il sisma della scorsa estate, invitando tutti a sostenere Ischia e promettendo di tornare al più presto. Siamo felici di accoglierli quest'anno con un riconoscimento che creammo insieme al nostro compianto amico Gaetano Altieri, grande amico degli artisti e protagonista della vita culturale dell'isola». La cerimonia si svolgerà in uno dei luoghi più caratteristici di Casamicciola: il parco marino “O vagnetiello". Le Chiavi di Ischia sono un riconoscimento creato dall'Accademia Internazionale Arte Ischia e assegnato ogni anno a personaggi dello spettacolo e della cultura che vantano un autentico legame con il territorio e che con la loro presenza concorrono ad accrescere la fama internazionale dell'isola. Tra i premiati anche star come l'attore austriaco Christoph Waltz, due volte Premio Oscar, e Matt Dillon, il regista Terry Gilliam, il grande discografico Clive Davis, i produttori cinematografici Mark Canton, Lady Monika Bacardi e Andrea Iervolino e tra gli italiani Renzo Arbore, Maria Grazia Cucinotta, Enrico Lucherini. Il Global festival il 15 luglio si aprirà con l'attesa anteprima di “Soldado" di Stefano Sollima. Il programma completo dell'evento sarà presentato al Teatro Sistina di Roma, il 9 luglio. Tra i riconoscimenti già annunciati, a “Dogman" di Matteo Garrone “film dell'anno" e a Marcello Fonte "attore dell'anno". Per la sezione musicale, "Legend Award" a Quincy Jones e Renato Zero. Il premio “Ischia Truman Capote", dedicato allo scrittore americano che soggiornò sull'isola, andrà a Donato Carrisi e Maurizio de Giovanni. La sedicesima edizione di Ischia Global sarà presieduta da Cheryl Boone Isaacs e dal produttore Andrea Leone. La manifestazione organizzata dall'Accademia Internazionale Arte Ischia è promossa con il Mibact-Dg Cinema e la Regione Campania, con la partecipazione di Bnl gruppo BNP Paribas, Isaia S.p.A. Tatatu e Mediaset. 

Gigli di Nola, premiati Barca e Ortolano

NOLA. Con il concerto di Arisa di ieri sera, cala il sipario sulla Festa dei Gigli 2018. Prima dell’evento musicale che ha riscosso un grande successo, la Fondazione Festa dei Gigli ha proceduto ad alcune premiazioni. Una scelta, quella dei riconoscimenti, che non è stata per niente facile vista la grande qualità ed il notevole impegno espressi da tutti i comitati. Il premio istituito alla memoria di Gennaro Pollicino, per il miglior comitato, è andato alla Barca. A consegnarlo sono stati Gaetano e Francesco, rispettivamente fratello e figlio del compianto Gennaro, accompagnati dai consiglieri della Fondazione Festa dei Gigli, Gaetano Fusco, Raffaella Mauro, e Umberto Barbalucca.

Il premio del miglior rivestimento è stato consegnato dalla Fondazione Festa dei Gigli,  al “quattro –facce” del Giglio dell’Ortolano che proponeva un allestimento molto innovativo. Il progetto è stato realizzato da Nunzio Meo mentre la lavorazione è stata curata dalle maestranze dell’antica bottega d’arte, Tudisco. Il secondo premio rivestimento è andato , invece, alla Barca progettata da Carlo Nappi.

Parte la tournée estiva della “NapoliMandolinOrchestra”

NAPOLI. Al via la tournée estiva della “NapoliMandolinOrchestra” formazione strumentale di punta della Accademia Mandolinistica Napoletana, associazione che dal 1929 promuove il mandolino a Napoli e nel mondo, attualmente sotto la presidenza di Mauro Squillante e la direzione artistica di Leonardo Massa. Questa volta la “NapoliMandolinOrchestra” porterà in Giappone le sonorità tipicamente partenopee degli strumenti a corda come mandolino, mandola, mandoloncello, chitarra e contrabbasso. Grande spazio alla musica tradizionale napoletana, ma non solo, nel repertorio che verrà proposto in una serie di concerti che verranno aperti martedì 3 luglio a Napoli presso il Decumani Hotel De Charme alle ore 20,30, organizzato dalla società X Eventi & Communication.

Terry Riley & Gyan Riley in concerto

Nel 1969, Terry Riley pubblicava un disco rivoluzionario per l’avanguardia musicale: “A Rainbow in Curved Air”, con il quale il compositore statunitense dava compimento, dopo lo splendido “In C” del 1964, al suo personale percorso di ricerca.

Oggi, a quasi mezzo secolo di distanza, in esclusiva nazionale, a Napoli, nel settecentesco cortile di Casa Morra, il 27 luglio, Terry Riley si esibirà al pianoforte e synth con il figlio Gyan alla chitarra.

L’evento è organizzato dalla Fondazione Morra in collaborazione con la E-M ARTS.

Terry Riley, già da anni, è in tour con il figlio Gyan, proponendo dal vivo momenti musicali tipici del repertorio folk e jazz fino a toccare punte di avanguardia minimale.

"Niente di tutto quello che ho fatto in questa vita mi ha dato più soddisfazione di improvvisare su queste canzoni con Gyan. La sua presenza, brillante e virtuosa, mi sorprende ogni volta, e mi dona grande energia. Non avrei potuto sognare una migliore unione della mente e dello spirito in questa collaborazione".  [Terry Riley]

"... la natura improvvisativa di ciò che facciamo richiede di essere in quel tipo di mentalità d'ascolto ... Non possiamo mai davvero uscirne! Gran parte di questa è anche basata su qualsiasi energia che riceviamo dal pubblico, dallo spazio, dall'acustica e dall'esperienza complessiva. Ciò può avere un grande impatto e influisce sul modo in cui reagiamo". [Gyan Riley]

 

Marco Sica

 

 

Pino Daniele Opera, concerto sotto le stelle al Bagno Elena

NAPOLI. L’Associazione Arti e Mestieri presenta “Pino Daniele Opera”, il grande concerto che propone una elegante rilettura delle straordinarie canzoni del Lazzaro Felice.

Martedì 26 giugno, alle 20.30, diviso tra la platea sul pontile e la spiaggia, il pubblico del Bagno Elena, in via Posillipo 14, assisterà all’esecuzione di una versione inedita di "E po' che fa", "Anna verrà", "Maggio se ne va", "Senza 'e te", "Nun ce sta piacere", "Che ore sò", "Chi tene 'o mare", "Saglie saglie", "Suonno d'ajere", "Sicily", "Gesù Gesù", "Alleria", "Voglio di più", arrangiate dal maestro Paolo Raffone e interpretate da Michele Simonelli.  

Con loro sul palco Donatella Brighel, Roberto Giangrande, Rosario Jermano, Antonio Onorato, Ernesto Vitolo e Marco Zurzolo. Una squadra vincente, che insieme ha realizzato il disco “Pino Daniele Opera”, prodotto da Jonathan Goldsmith, omaggio al grande cantautore, dal quale sono tratte le canzoni che verranno presentate nel corso della serata. L’apertura dell'evento è affidata ad Alessia Ciccone, seguita da Carolina Fimmanò e Manuela Portogallo.

Il ricavato sarà interamente devoluto all’Associazione Arti e Mestieri, un ente senza scopo di lucro fondato nel dicembre 2017 dall’imprenditore Rosario Bianco, patron di Rogiosi editore, dal magistrato Catello Maresca, Sostituto Procuratore della Repubblica, e da Danilo Iervolino, con il supporto della Fondazione F.I.R.S.T. (Frontiere Internazionali di Ricerca Scientifica e Tecnologica), il cui obiettivo fonde la volontà di recuperare le antiche tradizioni manifatturiere partenopee con il desiderio di formare e avviare al lavoro giovani provenienti da famiglie che vivono in condizioni di disagio socio-economico.

 

Gli ZU allo Scugnizzo Liberato

Nell’ambito della rassegna "DiRotta su NaDir", nata dalla collaborazione tra il NaDir Collective e L'Asilo Filangieri, dopo 7 anni dall'ultimo concerto in formazione originale, gli ZU tornano a suonare dal vivo per un mini tour che culminerà il 27 giugno a Napoli con il concerto allo Scugnizzo Liberato.

Il trio  romano, composto da Jacopo Battaglia alla batteria, Luca T Mai al sax baritono e Massimo Pupillo al basso elettrico, fa così nuovamente parlare di sé con la reunion in occasione della ri-edizione in vinile dell’album "How to Raise an Ox".

La serata sarà resa ancora più speciale dall'esibizione dell’OEOAS, ovvero l'Orchestra Elettroacustica Officina Arti Soniche, che vanta una formazione allargata con più di 50 interpreti che si esibiranno in più sessioni distribuite sui i tre livelli dell'edificio che ospita il concerto. Il finale sarà nel cortile dello Scugnizzo Liberato dove il Maestro Naddei riunirà e dirigerà i musicisti dell'orchestra per un'unica suite.

Per l’occasione abbiamo sentito Massimo Pupillo, bassista degli ZU.

Cosa è cambiato dal 1997, anno di partenza per gli Zu, a oggi in Italia rispetto alla scena musicale indipendente e di matrice sperimentale? Ciò, sia dal punto di vista di chi suona sia dal punto di vista di chi ne è fruitore.

Quando abbiamo iniziato l’avventura Zu c’erano due campi molto contrapposti fra di loro, vagamente simili ad una destra ed una sinistra politica ben divise e contrapposte: da un lato il mainstream, la musica per le masse, di intrattenimento. Dall’altra la musica che allora veniva più comunemente definita "underground" che, a vari livelli, era comunque garanzia di qualità e di qualche tipo di "ricerca". Esattamente come nella politica, anche nella musica questi ultimi vent’anni hanno visto un progressivo assottigliarsi delle differenze fra i due campi. Dal punto di vista di chi la suona, vedo una grande furbizia, mascherata da ironia, da postmoderno, da disimpegno; come una voragine di mediocrità che avanza ogni anno. Bisognerebbe avere delle nuove parole perché uscire su un etichetta indipendente oggi giorno non significa fare musica indipendente. Indipendenza vuol dire indipendenza dalle regole del mercato, capacità di immaginare altri mondi. Tutte cose che mancano tragicamente. Questo è particolarmente grave per i giovani fruitori di musica che magari pensano che quella che gli viene presentata sia davvero la musica indipendente e quindi non sanno che esiste altro, molto altro, e che basterebbe cercarlo. Per finire su una nota positiva, ci sono tantissimi artisti oggi che stanno facendo cose incredibili. Basta cercare oltre quello che i cosiddetti addetti ai lavori provano ad imporci, e ci sono interi mondi da scoprire”.

Come si collocano oggi gli Zu, dopo oltre vent’anni di carriera, in questo scenario musicale?.

Vorremmo essere chiari e dire che noi rifiutiamo assolutamente il concetto di carriera, perché è una parola militare che sottintende una volontà di salire di grado. Gli Zu e la musica, per noi, sono la nostra vita. Non ci interessa partire come soldati semplici e finire generali o ammiragli con tante belle medaglie sul petto.   Gli Zu si collocano come sempre. Come esseri umani curiosi, appassionati alla musica (e a tanti altri aspetti della vita e della cultura), aperti allo scambio, all' esplorazione e all' avventura”.

Marco Sica

 

Teatro San Carlo, dopo 34 anni torna Muti

NAPOLI. Negli ultimi anni la programmazione del Teatro San Carlo, si è sviluppata secondo un progetto culturale le cui linee, articolate su diverse macro aree, sono chiaramente rintracciabili nella Stagione 2018/2019, che presentata il 21 di giugno, ha introdotto tanti nuovi titoli dei quali diverse nuove produzioni.

Al centro della proposta artistica del Teatro resta il repertorio italiano, che il San Carlo si impegna a presentare nella sua totalità completando la programmazione delle opere di Verdi che sono state sempre presenti nelle stagioni sancarliane assieme ai cicli dedicati a Puccini, al Verismo , al Belcanto e non in ultimo al ritrovato musical.

Un'attenzione particolare va rivolta all' inaugurazione della stagione lirica, con Riccardo Muti che il 25 novembre (sino al 2 dicembre) leverà la bacchetta su "Così fan tutte" di Mozart e per la regia di Chiara Muti. Dopo 34 anni il Maestro Muti torna al Teatro San Carlo, per un nuovo allestimento del capolavoro mozartiano co-prodotto con la Wiener Staatsoper, dove sarà ospitato nel 2020.

Il percorso culturale - che la componente artistica del San Carlo ha disegnato insieme al Maestro Valčuha (direttore musicale del Lirico) e che va prendendo forma nel trascorrere delle stagioni - è impegnativo e complesso, e risponde alle responsabilità di un’istituzione che rappresenta nel mondo una parte importante della tradizione musicale italiana. Questo progetto sarebbe impensabile senza l’impegno di tutte le componenti del Teatro oltre che dei tanti Sostenitori, degli interlocutori istituzionali e del folto pubblico sempre piu presente.

A tal proposito la Sovrintendente del San Carlo, Rosanna Purchia, ha sottolineato che proprio la collaborazione tra le istituzioni ha permesso di raggiungere al Teatro gli ottimi risultati di questo periodo. «Mai avremmo potuto raggiungere questi risultati e mai saremmo qui oggi a parlare del futuro del San Carlo se non si fosse creata una meravigliosa e responsabile alchimia tra soci istituzionali: Stato, Regione, Comune e Città metropolitana».

Prende parte attiva in questo nuovo e variegato corso del Teatro, inaugurando i suoi appuntamenti con la Stagione d’Opera del Massimo il 15 dicembre (sino al 20 dicembre), Juraj Valčuha con "Káťa Kabanová" - andata in scena per la prima volta al Teatro Nazionale di Brno nel 1921- che Leóš Janáček scrisse su proprio libretto in collaborazione con Vincenc Cervinka ispirandosi al dramma Grosa di Aleksandr Ostrovskij.

Anche la stagione sinfonica parte attraverso la stretta collaborazione col maestro Valčuha, Orchestra e Coro dunque, sotto la sua direzione musicale prenderanno parte,  sabato 20 ottobre,  all’apertura con la "Messa da Requiem" diGiuseppe Verdi, affiancati da grandi interpreti quali Eleonora Buratto, Veronica Simeoni, Antonio Poli e Riccardo Zanellato.

Per finire grande attenzione viene rivolta alla stagione di balletto, presentati cinque titoli di richiamo, per una Compagnia giovane e in grande forma, che si confronta con la tradizione e le tendenze della scena contemporanea. La Stagione di Danza 2018 / 2019 del Teatro di San Carlo si muove, infatti, in perfetto equilibrio tra repertorio classico, con balletti come "Lo Schiaccianoci", "Il lago dei Cigni " e "Sogno di una notte di mezza estate" (nelle versioni di Giuseppe Picone, Charles Jude e Patrice Bart), e coreografie all’insegna della modernità come "Rossini Cards "di Mauro Bigonzetti e "Pulcinella" di Francesco Nappa.

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