Martedì 19 Febbraio 2019 - 5:28

#iostoconBaglioni, coro dei colleghi sui social

Dopo Fiorella Mannoia, Emma Marrone, Giuliano Sangiorgi e Daniele Silvestri, tanti altri artisti hanno palesato nel weekend sui social network la loro solidarietà a Claudio Baglioni, attaccato da più parti per le dichiarazioni fatte sui migranti. In particolare dopo le repliche del vicepremier Matteo Salvini e del direttore di Rai1 Teresa De Santis, tanti colleghi del cantautore romano, con l'hashtag #iostoconBaglioni, hanno espresso solidarietà al direttore artistico di Sanremo. Da Ermal Meta a Luca Barbarossa, a Simone Cristicchi.

"Non ho mai detto ad un politico: 'fai il ministro che alla musica ci pensano i cantanti'. Ed è per questo che non permetterò mai a nessun politico di censurare le mie opinioni e quelle di amici musicisti che da sempre combattono contro ogni regime autoritario. #iostoconbaglioni", ha twittato Roy Paci. "Ma davvero nel 2019 in Italia siamo ridotti a dover specificare che ognuno può dire ciò che pensa, a prescindere dal mestiere che fa? #iostoconbaglioni", ha scritto su Twitter Luca Barbarossa. "La politica siamo noi, lo è Baglioni, lo sono io, lo sono le persone che rappresentate. Quindi, se c’è qualcosa che non ci va giù, lo diciamo, come cittadini, come persone che tutelate", scrive Renzo Rubino. "#iostoconbaglioni e mi sembra superfluo che spieghi perché", scrive Frankie HiNrg.

Anche Simone Cristicchi, cantautore da sempre sensibile ai temi sociali che quest'anno torna in gara la festival, ha twittato il suo sostegno a Baglioni: "Sono fiero di essere stato ospite per ben due volte di O’Scià,il Festival a Lampedusa ideato da Claudio Baglioni. Uno dei pochi Artisti che ha sensibilizzato sull’argomento migranti, tenendo alta l’attenzione, a differenza di chi ci specula sopra. Io sono grato e #iostoconbaglioni".

"Ma che cosa averebbe detto di così terribile? Mi sembra una considerazione di buon senso. Io non l'ho capito. Giudicate voi", ha scritto Fiorella Mannoia commentando su Twitter le affermazioni di Baglioni. "Io non sono un jukebox: ho un'anima, un cuore e un pensiero. E chiedere alle nostre istituzioni di salvare vite umane, non è fare politica ma essere UMANI", scrive Giuliano Sangiorgi dei Negramaro.

 

'O Zulù torna con "Il traffico"

NAPOLI. Si chiama “Il traffico” il singolo che lancia il conto alla rovescia verso il prossimo album di ‘o Zulù, alias Luca Persico, storico frontman dei 99 Posse al suo secondo album da solista, “Bassi per le masse”, che uscirà il prossimo 25 gennaio. La metafora del brano muove dalla citazione del film di Roberto Benigni “Johnny Stecchino” e la celebre scena dove, in terra di mafia, il traffico viene indicato come il problema più grande. Con il featuring di Valerio Jovine, le musiche di Stanislao Spike Costabile e il missaggio di Madaski, Zulù tra durezza, ironia e irriverenza presenta la realtà italiana del nostro tempo fatta di distrazioni futili e rincorsa al “primato nazionale” attraverso l’uso dei social network divenuti amplificatore di un hate speech permanente contro nemici immaginari, dai migranti ai meridionali, mentre povertà, disoccupazione, devastazione ambientale e corruzione restano i drammi nascosti del nostro paese. Una sorta di cortina fumogena alimentata ad arte da politici, spin doctor e media strategist che rinchiude le persone in un mondo virtuale mentre nelle strade i drammi sociali passano in secondo piano. «Sostenere che gli italiani siano tutti razzisti è una generalizzazione oltre che un messaggio sbagliato – spiega ‘o Zulù - questo non è il paese reale, anche se è certamente il riverbero di investimenti sempre minori sulla scolarizzazione e della mancata educazione familiare verso valori come la tolleranza e il rispetto. L’attuale propensione al razzismo risponde a dati elettorali spesso falsati e a una percezione amplificata dai social network. Il resto sono solo proiezioni e il frutto dell’hate speech». Così mentre la realtà ci consegna «traffico ai confini per la fuga dei cervelli, traffico di armi, droga, denaro e gioielli, di informazione, di organi e schiavi che intasano i caselli”»l'italiano medio è stretto nella scelta del se «viene prima un bambino italiano o un rimbambito padano». 
L’incipit del video, curato da InColore con la regia di Gianluigi Sorrentino, rimanda a un’altra citazione cinematografica, “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino, dove il dialogo tra Vincent, Jules e Marvin viene rimodulato su una discussione sull’uso della rete. Il finale resta uguale: bisogna sempre avere un’opinione. «È la percezione di un ingorgo sociale, più che automobilistico – sottolinea o'Zulù - per raccontare un paese che non è invaso, ma che al contrario si sta svuotando”». Un singolo che lo stesso Zulù definisce “impopolare”, senza alcuna soluzione imposta ma con la consapevolezza che “un mondo diverso è ancora possibile”. “Il traffico” anticipa l’uscita di “Bassi per le masse” che vedrà la partecipazione di decine di ospiti che hanno accompagnato o'Zulù nel suo nuovo viaggio artistico, politico e musicale. 

 

D’Angelo e D’Alessio insieme per un super concerto

NAPOLI. Una grande festa della musica il 21, 22 e 23 giugno prossimi a Napoli sul palco dell'Arena Flegrea: per la prima volta insieme due icone della musica partenopea come Nino D'Angelo e Gigi D'Alessio. Due artisti legati da una lunga amicizia quasi trentennale, ma da sempre considerati 'nemici' sul palco per via del loro pubblico, delle vere e proprie tifoserie che spesso si sono considerate antagoniste. "Abbiamo scelto queste date perche' oltre ad essere la festa della musica, il 21 giugno e' anche il compleanno di Nino e l'onomastico di Gigi. Avendo tanti parenti con una grande famiglia, abbiamo pensato di annunciare direttamente tre date", dichiarano i due artisti scherzando. 

Il sindaco di Capri: sì al premio alla carriera per Peppino Di Capri

CAPRI. Il sindaco di Capri, Gianni De Martino, ha inviato una nota al collega di Sanremo rilanciando la proposta di «assegnare, nel corso dell'edizione 2019 del Festival di Sanremo, un premio alla carriera a Peppino di Capri in riconoscimento della sua straordinaria attività artistica». «Ho ritenuto giusto condividere l'idea lanciata sui social network - dichiara De Martino - per festeggiare la brillante carriera del nostro concittadino che, tra l'altro, è stato protagonista in più occasioni proprio del Festival di Sanremo che lo ha visto partecipare per quindici edizioni e trionfare in due di esse. Capri sarebbe orgogliosa, sicuramente, dell'accoglimento di una tale iniziativa anche a riconoscimento di quanto Peppino di Capri ha rappresentato per la canzone italiana in tutto il mondo». 

Sanremo 2019: Baglioni sceglie Bisio e Raffaele. Attesi Bocelli, Elisa, Giorgia e (forse) Zalone

SANREMO. Nessuna eliminazione. Nessuno ospite straniero. Questi i primi due capisaldi del Festival di Sanremo 2019 che si terrà dal 5 al 9 febbraio, come di consueto al teatro Ariston. «Se l'anno scorso il moto del festival era portare l'immaginazione al festival – ha dichiarato il direttore artistico Claudio Baglioni in conferenza stampa - quest'anno sarà l'armonia al festival. Questa è l'edizione numero 69. E il numero 69 richiama moltissimo il simbolo dello Yin e dello Yang. Dunque anche l'avvicinamento degli opposti, la bellezza nella diversità. Per questo ho pensato di chiamare Claudio Bisio e Virginia Raffaele, che sono un po' fratello Sole e sorella Luna».

L’IRONIA DI BISIO E RAFFAELE. «Non abbiamo mai lavorato insieme, non vedevo l'ora - spiega Bisio con grande ironia - Avremmo dovuto fare Zelig insieme, ma non è successo. Temevo che fosse un po' arrabbiata, non era vero. Ci siamo conosciuti un giorno a casa sua, era afona: pensate per un uomo una serata con una donna afona, è un sogno». «Lo stimo da sempre, ero piccola e lui già lavorava. È un mostro, anche professionalmente parlando. La cosa positiva - dice sorridendo - è che quest'anno devo imparare un nome solo, Claudio. Ringrazio Baglioni per avermi richiamata anche quest'anno, nonostante l'anno scorso lo abbia fatto passare per anziano, e l'anno scorso non lo era. Siamo solo all'inizio, cominceremo ora a lavorare, a scrivere simpaticissime situazioni. Speriamo di colorare il festival, ma saremo rispettosi verso la gara».

ZALONE AL FESTIVAL? «Vogliamo fare gruppo – spiega Bisio - tante cose insieme io e Virginia ma anche io, Virginia e Claudio. Ma ci saranno ospiti anche non canori: non posso fare nomi ma solo cognomi. Forse Zalone, se torna dal Kenya in tempo, perché sta facendo un film». Già annunciati Andrea Bocelli, Giorgia, Elisa. Torneranno Pippo Baudo e Rovazzi dopo aver presentato Sanremo Giovani. Si valuta il premio alla carriera a Peppino Di Capri richiesto da una petizione web.

NO AGLI OSPITI INTERNAZIONALI. «Al momento non ci sono ospiti internazionali - lo ha ribadito Claudio Baglioni - già l'anno scorso la regola d'ingaggio al festival era che anche l'ospite arriva e porta qualcosa e non prende soltanto. Io sto aspettando ancora proposte, ma al momento non ce ne sono. Il festival è internazionale per se stesso e non ha bisogno di “figurine”».

CANTANTI IN GARA. Sul palco attesi 24 artisti in gara: Federica Carta e Shade con “Senza farlo apposta”, Patty Pravo e Briga con “Un po’ come la vita”, i Negrita con “I ragazzi stanno bene”, Daniele Silvestri con “Argento vivo”, Ex Otago con “Solo una canzone”, Achille Lauro con “Rolls Royce”, Arisa con “Mi sento bene”, Francesco Renga con “Aspetto che torni”, Boomdabash con “Per un milione”, Enrico Nigiotti con “Nonno Hollywood”, Nino D’Angelo e Livio Cori con “Un’altra luce”,  Paola Turci con “L’ultimo Ostacolo”, Simone Cristicchi con “Abbi cura di me”, Zen Circus con “L’amore è una dittatura”, Anna Tatangelo con “Le nostre anime di notte”, Loredana Bertè con “Cosa ti aspetti da me”, Irama con “La ragazza con il cuore di latta”, Ultimo con “I tuoi particolari”,  Nek con “Mi farò trovare pronto”, Motta con “Dov’è l’Italia”, Il Volo con “Musica che resta”, Ghemon con “Rose Viola”, Einar e Mahmood.

 

Dal 29 marzo la quarta serie di Gomorra in tv

È stata fissata la data d’arrivo su Sky Atlantic, in esclusiva per l’Italia, della quarta stagione di “Gomorra", la serie originale Sky prodotta da Cattleya, parte di ITV Studios, e Fandango in collaborazione con Beta Film. I nuovi 12 episodi debutteranno il 29 marzo, come annunciato oggi con il rilascio delle primissime immagini della nuova stagione. Il serratissimo teaser trailer riprende proprio da lì dove si era chiusa la terza stagione di Gomorra, da quello scafo al largo del Golfo di Napoli su cui, morto l’Immortale, Genny è rimasto per la prima volta solo. Nelle prime immagini dei nuovi episodi si vedono tutti i protagonisti superstiti: Genny (Salvatore Esposito), Patrizia (Cristiana Dell’Anna), Enzo (Arturo Muselli), Valerio (Loris De Luna) e Azzurra (Ivana Lotito).

Da Genny, ormai sempre più solo e per questo sempre più in pericolo, riparte la storia dei nuovi episodi, girati fra Napoli e dintorni, Bologna, Reggio Emilia ma anche Londra. L’erede dei Savastano è sopravvissuto a tutto, ma qualcosa in lui si è spezzato da quando Ciro non è più al suo fianco. Per proteggere la sua famiglia dovrà prendere decisioni difficili, arrivando fino a Londra, dove metterà in gioco le sue finanze con il supporto della moglie Azzurra, sempre più coinvolta nel nuovo posizionamento della famiglia Savastano. Con Patrizia, Genny dovrà stabilire un nuovo equilibrio nel sistema, mentre Enzo e Valerio hanno confermato la posizione del loro clan nel centro di Napoli e si troveranno ad affrontare importanti cambiamenti.

Nel panel dei registi della nuova stagione torna Francesca Comencini, regista dei primi 4 episodi e alla supervisione artistica. Torna anche Claudio Cupellini (regista degli ultimi due dei nuovi episodi), mentre di esordio assoluto alla regia di “Gomorra – La serie" è il caso di parlare per Marco D’Amore (regista del quinto e del sesto episodio), per la prima volta sul set dietro la macchina da presa, per Enrico Rosati (settimo e ottavo episodio), aiuto regia delle prime tre stagioni e regista di 'Gomorra VR - We own the streets', e per Ciro Visco, anche lui aiuto regia nelle prime tre stagioni nonché regista del nono e decimo dei nuovi episodi. La nuova stagione di Gomorra, da un’idea di Roberto Saviano e tratta dal suo omonimo romanzo (edito da Arnoldo Mondadori Editore), è stata scritta da Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Enrico Audenino, Monica Zapelli. Il soggetto di serie è firmato da Stefano Bises, Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli e Roberto Saviano. Direttori della fotografia sono Ivan Casalgrandi e Valerio Azzali.

Quattro anni senza Pino Daniele, flash mob e concerti a Napoli

NAPOLI. «Sono quattro anni senza te, papà meraviglioso - scrive sui social Sara, la figlia di Pino Daniele scomparso il 4 gennaio di 4 anni fa - Passano gli anni ma quello che hai lasciato ad ognuno di noi è sempre presente. Più cresco, e più realizzo e apprezzo l'uomo meraviglioso che sei stato sia come persona, che come padre. Grazie perché tutto quello che mi hai detto e insegnato, lo porto nel mio cuore tutti i giorni. Spesso la gente mi chiede come si fa a gestire un lutto, la risposta è: non si fa, si va avanti. Ed io vado avanti a testa alta sempre, proprio come facevi tu». E oggi anche Napoli ricorda il suo "Pinuccio" con una serie di eventi. Si comincia questa sera al Borgo Marinari dove, per il secondo anno consecutivo, ci sarà un flash mob dedicato all'artista napoletano. L'evento intitolato "Pino Daniele - I still love you" è una serata in cui sarà possibile omaggiare Pino cantando tutti insieme per strada le sue canzoni, in uno dei luoghi simbolo della città, con un pianoforte in riva al mare, sotto le stelle, accompagnati dal pianista Danise, in tour con il suo ultimo lavoro discografico. Un concerto improvvisato, in cui ogni passante è invitato ad aggiungere la propria voce, il proprio blues, il proprio canto. A due passi dalla casa di via Santa Maria La Nova dove il cantautore è cresciuto, si ritroveranno anche gli autoconvocati della pagina Facebook "Cresciuti a pane e Pino Daniele". Nei club, nei pub, nelle ultime feste di piazza natalizie, per tutto il fine settimana, cover band e artisti vari aggiungeranno il loro ricordo, il loro omaggio, la loro rilettura. Domani il Common Ground, industrial bistrò di Napoli, gli rende omaggio con un tributo live: “Tutta Napoli canta Pino al Common Ground", con la regia di Drop e dell'associazione Vivere Napoli, insieme alla cover band Mascalzoni Latini con Francesco Boccia alla voce.

D'Alessio: «Il 21 giugno grande evento in città»

di Carlo Ferrajuolo

NAPOLI. Gigi D’Alessio si è ripreso la sua Napoli con un doppio concerto (il 26 e il 27) al Palapartenope dal titolo “Napulitanata”. Un live che per il cantautore è stato un modo per incontrare il suo pubblico partenopeo in quello che per lui sta diventando un appuntamento fisso nelle feste natalizie. 

Come hai pensato al titolo, è un omaggio alla tua città e ai tuoi fan? 
«Dopo il Natale in famiglia, ho pensato di passare il 26 e 27 dicembre al Palapartenope insieme ai miei fan, la mia famiglia più grande! Sono stati due eventi speciali, non un tour, per il piacere di stare insieme come solo a Napoli sappiamo fare. È piaciuta l’idea? Un’idea molto carnale direi. La scaletta è stata totalmente diversa da tutto quello che ho fatto quest’anno in tournée». 
Senza dubbio si può considerare un grande evento...
«Beh, è un concerto in cui sono partito dal 1992 riportando in scena le mie prime canzoni, i miei primi successi. Le sorprese sono quelle canzoni che non canto da tanto tempo e che comunque hanno un posto speciale nel cuore del pubblico. Quelle canzoni in lingua napoletana che vivono nell’anima di diverse generazioni. Napoli è mia madre che mi aspetta a braccia aperte, ogni qualvolta ci ritorno, mi ci si apre il cuore. Il cervello rincorre ricordi, angoli di gioventù, ripasso nel mio quartiere Cavalleggeri d’Aosta a trovare i miei parenti. Gli odori di Napoli e il cibo di questa città non li trovi da nessuna parte. Come fai a non amarla?? Una città invidiata proprio perché ha qualcosa di speciale, di fiabesco, di mistico di irraggiungibile per altre città del mondo». 
Come hai trovato Napoli? Il sindaco ha operato bene per la città? 
«Certamente Luigi de Magistris ha raccolto un’eredità difficile, a Napoli si parlava del problema della spazzatura, del turismo che non c’era, dei musei chiusi. Il centro storico è rinato, il sindaco ha aperto porte e portoni chiusi, ha rilanciato il turismo, i dati gli danno ragione. Sì può e si deve fare ancora tantissimo. Bagnoli può diventare un punto turistico importante, via Caracciolo uno dei lungomare più belli d’Europa, Scampia e le periferie sono in evoluzione. Costruire un palazzetto della musica non sarebbe una cattiva idea, un museo della canzone napoletana, ricordare Caruso com’è ricordato in America, c’è molto da fare, ma siamo sulla strada giusta. Incrociamo le dita». 
Napoli città particolare, come il suo popolo...
«Napoli è una città che emana un’energia sotterranea incredibile. Ho cominciato ad amarla con i dischi di Carosone e di Mario Merola. Due artisti-personaggi che sapevano fare tutto: teatro, cantare, guidare un gruppo, interpretare grandi canzoni ed essere anche delle persone serie, artisti di cuore, core napulitane».
Si parla della canzone napoletana come patrimonio dell’Unesco: cosa ne pensi? 
«È un traguardo importante da raggiungere, sono le nostre radici culturali. È cantata è riconosciuta negli Stati Uniti d’America, in Russia, Australia, Germania, Giappone e in ogni paese del mondo. È stata cantata da tutti, Pavarotti, Carreras e Domingo hanno avuto successo all’estero con le nostre canzoni. Lo stesso Elvis Presley, Ray Charles, Frank Sinatra e tanti altri. Poi noi napoletani siano fortunati, siano nati bilingue, me lo ricordava sempre il mio amico Lucio Dalla, che amava Napoli più della sua città. Anche con Pino Daniele parlavamo del potenziale di questa terra, l’energia compressa che emana in ogni quartiere». 
Novita nel prossimo futuro?

«Non vado in tour, non sono in sala di registrazione per oreparare un nuovo disco. Leggo e mi diverto come molti tuoi colleghi commentano questa mia grande amicizia con Nino D’Angelo. Quello che posso dire è che il 21 giugno farò un grande evento nella mia città».

Capodanno, la lunga notte dal Plebiscito al Lungomare

NAPOLI. A Capodanno, da Piazza del Plebiscito al Lungomare, una lunga notte di musica e divertimento, il cui programma è stato presentato questa mattina alla stampa dall’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele.

Si parte alle 21,30 in Piazza del Plebiscito; saliranno sul palco, chiamati dai conduttori Max Giannini, Maria Silvia Malvone e Max Vitale i protagonisti di Capodanno Napoli 2019: Amii Stewart & Gerardo Di Lella Dance O’rchestra The “Dance Era". Saranno preceduti da tanti altri musicisti, dai giovani Patrik Rubino, Carlo Campanile, Federica Mendil e Giorgia Pedroni, a Ciro Limatola e The Bretella Brother, un condensato di musica in allegria ricco di sonorità coinvolgenti,capaci di portare la piazza verso i festeggiamenti della mezzanotte, fino a tre grandi artisti della musica made in Napoli, Sal Da Vinci, Franco Ricciardi e Andrea Sannino. Tutto lo show di Piazza del Plebiscito sarà trasmesso in diretta televisiva sul digitale terrestre della Campania Kiss Kiss Italia TV.

A partire dalle 22 anche il Lungomare si veste a festa in attesa del nuovo anno, con la musica, le discoteche all’aperto e con i tradizionali fuochi d’artificio dal Castel dell’Ovo, intorno all’una e mezza.

Quattro location e quattro generi musicali differenti per rinnovare l’ormai tradizionale appuntamento con la discoteca più grande d’Europa. Piazza Vittoria: Live Music; Largo Diaz / Viale Dohrn: dance floor; Via Partenope: latino – americano; Borgo Marinari (Piazzetta Marinari): Revival 70/80/90.

TRASPORTI. Per la notte di San Silvestro la Linea 1 metropolitana e le Funicolari Centrale e Chiaia restano aperte senza interruzione fino alle ore 13 del 1° gennaio 2019. Il primo giorno dell’anno, dopo un breve pausa pomeridiana, la circolazione della Linea 1 riprende con la prima corsa in partenza da Piscinola alle ore 16.51 e da Garibaldi alle 17.31 per terminare con l'ultima corsa da Piscinola alle ore 22.30 e da Garibaldi alle 23.02.

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