Sabato 26 Maggio 2018 - 19:51

Gli 80 anni da "antidiva" di Claudia Cardinale al San Carlo FOTO-VIDEO

NAPOLI. Un compleanno da vera diva per lei che orgogliosamente si definisce "antidiva", anzi: una "donna normale che di mestiere fa l'attrice". Claudia Cardinale compirà 80 anni domenica 15 aprile e festeggerà al Teatro San Carlo di Napoli, dove nello stesso giorno, alle 19, si terrà la prima nazionale dell'allestimento firmato Martin Kusej dell'opera di Dmitrj Shostakovich 'Lady Macbeth del Distretto di Mtsensk'. Cosa accadrà non lo sa neanche lei, attrice che ha segnato la storia del cinema italiano e internazionale: "Hanno organizzato tutto senza dirmi niente, non so chi ci sarà ma credo proprio che verrà un bel po' di gente", ha raccontato durante un incontro con la stampa tra il Foyer e il Palco reale del Massimo partenopeo. Claudia Cardinale in questi giorni è al Teatro Augusteo, a pochi metri proprio dal San Carlo, per 'La strana coppia', opera tratta dall'originale di Neil Simon riadattata in italiano e "al femminile" da Pasquale Squitieri, scomparso un anno fa e che resterà per sempre "l'unico amore della mia vita", ha detto l'attrice che ha ricordato la sua prima esperienza con Squitieri, proprio a Napoli, il film 'I guappi' del 1974. Di quel set ricorda con simpatia una scena di sesso con Fabio Testi: "Pasquale passò e urlò 'basta!'. Aveva organizzato lui la scena, ma gli dava fastidio che stesse durando troppo". Tra una chiacchierata con il critico Valerio Caprara e le interviste con le tv, Claudia Cardinale ha ripercorso le maggiori collaborazioni della sua carriera, come quelle con Alain Delon: "Dopo aver finito di girare c'era la fila per andare a letto con lui, uomini e donne". Mentre a chi le ha chiesto del fascino di Marcello Mastroianni, l'attrice ha assicurato: "Non sono mai cascata per un attore, ho avuto un solo amore nella mia vita ed è Pasquale Squitieri". Immancabili le domande su Napoli, città alla quale è inevitabilmente legata: "Il mio uomo è stato napoletano, la adoro, amo come si mangia", e ci sono anche parole al miele per il Teatro San Carlo, un "teatro meraviglioso. Sono felice di festeggiare qui", conclude. 

l rockabilly dei Blues Brazzers sul palco dell’Ennò

Sabato 7, il palco dell’Ennò di via Bellini ospiterà il sempre eterno rockabilly dei Blues Brazzers.
Nel 1980, nelle sale cinematografiche, usciva un film che avrebbe fatto storia, e che avrebbe influenzato le generazioni a seguire: “The Blues Brothers”. I fratelli Jake "Joliet" Blues (John Belushi) ed Elwood Blues (Dan Aykroyd), “in missione per conto di Dio”, riportarono, con il loro film, in auge il Soul, R&B e quel rock americano che fondeva rock ‘n roll, jazz e blues. Degni “Discepoli” del “credo” professato dai Blues Brothers sono i The Blues Brazzers.
“The Blues Brazzers è il progetto rockabilly fondato da me e Simone F. Incoronato nel 2016 - spiega John Caps - Il desiderio condiviso con anche gli altri due membri della band, Pierluigi Santoro (basso) e Claudio Sannino (batteria), é quello di celebrare il mito immortale dei fratelli Blues, spingendosi ben oltre la colonna sonora del film e inserendo nel repertorio i classici di altri artisti che hanno reso il rock n roll famoso in tutto il mondo, come Jerry Le Lewis, Chuck Berry, Elvis Presley, e tanti altri. Quella di sabato é una Réunion con il suo storico fondatore, che da un anno ha lasciato il testimone nelle mani di un altro musicista campano, Mario Palladino”.
Marco Sica

 

Addio a Luigi De Filippo, ultimo erede della dinastia

NAPOLI. Si è spento a Roma stamattina Luigi De Filippo. Attore commediografo e regista italiano, De Filippo che aveva 87 anni. Figlio di Peppino e Adele Carloni, era l'ultimo erede della celebre dinastia. Nato a Napoli il 10 agosto del 1930, era direttore artistico dal 2011 del Teatro Parioli di Roma, diventato Teatro Parioli-Peppino De Filippo, dove è stato in scena fino al 14 gennaio scorso con “Natale in casa Cupiello", la famosa commedia scritta dallo zio Eduardo. I funerali saranno celebrati martedì 3 aprile alle 11,30 nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo a Roma.

Luigi De Filippo segue le orme del padre attore e drammaturgo, già allora come oggi simbolo della napoletanità e principale rappresentante, insieme al fratello Eduardo, di un modo di fare teatro che ha accompagnato, segnandola e rappresentandola, la storia del teatro italiano. È proprio nella compagnia del padre che Luigi debutta nel 1951, e subito riscuote un successo personale. Da allora recita in tutta Italia, ma sono molte anche le tournèe all'estero. Luigi sin da giovanissimo comprende l'importanza anche sociale del suo lavoro, e dal 1959 al 1969, insieme al padre si occupa della direzione Artistica del Teatro Delle Arti di Roma. Nel 1978, poi, dopo aver raggiunto la maturità artistica, finalmente fonda una sua compagnia di teatro, per aggiungere un nuovo importante tassello alla storia della sua famiglia. Subito pubblico e critica riconoscono il suo talento, la sincerità e la professionalità, e lo identificano tra i più autorevoli depositari della grande tradizione del teatro napoletano, eleggendolo a suo principale rappresentante contemporaneo. Nel 1951, a 21 anni, debutta nella compagnia paterna. Negli anni sessanta appare in qualche film della commedia all'italiana, ma il teatro è il suo grande amore. Nel 1960 sposa a Roma l'attrice inglese Ann Patricia Fairhurst dalla quale poi si separa dopo qualche tempo, poi nel 1970 sposa l'attrice francese Nicole Tessier dalla quale ha nel 1972 la figlia Carolina, che lo ha reso nonno nel 2005. Rimasto vedovo, sposa nel 1997 a Roma Laura Tibaldi. Il 28 giugno 2011 succede a Maurizio Costanzo nella direzione artistica del "Teatro Parioli" di Roma che diventa "Teatro Parioli-Peppino De Filippo.

Luigi De Filippo è autore di commedie di particolare successo. Le sue opere, fra cui ''La commedia De re buffone e del buffone re'', ''Storia strana su di una terrazza napoletana'', ''Buffo napoletano'', ''Come e perché crollò il Colosseo'', ''La fortuna di nascere a Napoli'', sono state più volte rappresentate sia in teatro che in televisione. Nel 1989 al Festival delle Ville Vesuviane Luigi De Filippo presenta una sua personalissima interpretazione in lingua napoletana del ''Malato immaginario'' di Moliére, e vince il Biglietto d'oro Agis come campione d'incassi, ripetendosi poi nel 1990. Con la sua compagnia, oltre ai testi di famiglia ha recitato, tra gli altri, anche Gogol e Pirandello. Per parte del decennio successivo è direttore artistico del Teatro delle Muse di Roma, e nel 1999, insieme alla moglie Laura Tibaldi, costituisce la società ''I due della città del sole'', impegnandosi a produrre non solo i suoi spettacoli, ma anche opere di altri giovani attori e autori napoletani. 

Nel corso della sua carriera, poi, Luigi ha fatto anche alcune incursioni in campi diversi da quello del teatro. Per la tv ha scritto vari testi: ''Peppino al balcone'', ''P come Peppino'', ''L'applauso di questo rispettabile pubblico'', ''Buona sera, con Peppino De Filippo''. Inoltre, Luigi De Filippo ha scritto alcuni libri: ''Il suicida'', ''Lo sgarro'', ''Pulcinella amore mio!'', ''il segreto di Pulcinella'', ''Buffo napoletano'', ''De Filippo & De Filippo'', ''Oje vita, Oje vita mia!'', ''La fortuna di nascere a Napoli'', e infine ''Un cuore in palcoscenico'', autobiografia edita da Mursia. Luigi DeFilippo è interprete di circa 50 film e di vari sceneggiati televisive, e ha interpretato e diretto numerose commedie per la Rai. Nel 2001 ha festeggiato i suoi cinquanta anni di attività teatrale, ricevendo, fra gli altri riconoscimenti, il Premio Personalità Europea in Campidoglio. Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel 2005 lo ha insignito della onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica per particolari meriti artistici.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. "Ricordo Luigi De Filippo, ultimo grande di una famiglia che ha fatto grande il nostro teatro. Roma lo ringrazia anche per l'impegno di questi anni al Teatro Parioli". Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. 

IL SINDACO DI NAPOLI. “Esprimo il cordoglio mio personale, dell'amministrazione e della Città di Napoli per la fine terrena di Luigi De Filippo, grandissimo attore e regista, uomo di raffinata e profonda cultura. Figlio dell'immenso Peppino, con Luigi se ne va l'erede di una famiglia che è stata protagonista del teatro napoletano in tutto il mondo. Ai familiari di Luigi, che ho avuto l'onore di conoscere ed apprezzarne anche la sua umanità e sensibilità, le condoglianze del popolo napoletano". È il messaggio di cordoglio del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE. “La scomparsa di Luigi De Filippo lascia un grande vuoto in tutti noi. Erede della famiglia che rappresenta non solo il teatro ma l'arte, la cultura e l'umanità di Napoli, Luigi De Filippo è stato un grande protagonista e non solo sulle scene sempre con passione, ironia, intelligenza. Profondo cordoglio e vicinanza alla sua famiglia". Così su Facebook il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. 

A Piazza Dante il Festival delle Due Sicilie

NAPOLI. Nei giorni di Pasqua e Lunedì dell’Angelo e martedì 3 Aprile si terrà a Napoli nella splendida cornice di Piazza Dante “Il Festival delle Due Sicilie”, un evento che richiamerà migliaia di visitatori napoletani, della provincia e turisti in gita a Napoli per le festività pasquali. Una manifestazione dedicata alla città e alla sua storia, alle tradizioni culturali ed enogastronomiche, che hanno caratterizzato e caratterizzano ancora l’identità del Regno delle due Sicilie. Tre giorni da non perdere con cibo e artigianato dal Sud Italia, tutto accompagnato dai tradizionali usi e costumi dell’epoca, rievocazioni storiche, canti e balli che allieteranno la giornata.

ECCO IL PROGRAMMA

Domenica 1 Aprile 2018

ore 10:00 Apertura stand
ore 11:30 Inaugurazione e taglio del nastro
ore 11:45-12:30 “Vento del Sud” musiche popolari con il gruppo folk identitario I Vico
ore 12:30-14:30 Canti d’amore e libertà con Giovanni Leonetti e Tonino Tonino
ore 15:00-16:00 Info turistiche a cura della rete dei B&B del Centro storico
ore 16:00 Visite accompagnate agli stand in abito storico a cura di Associazine culturale Rievocatori Fantasie d'epoca 
ore 19:30-21:30 Canti d’amore e libertà con Giovanni Leonetti e Tonino Tonino
ore 22:00 Chiusura Stand

Lunedì 2 Aprile 2018

ore 10:00 Apertura Stand 
ore 11:00-12:30 Lezioni di lingua napoletana con l'Associazione culturale I Lazzari 
ore 12:30-13:30 Visite accompagnate agli stand in abito storico a cura di Associazione culturale Rievocatori fantasie d'epoca
ore 15:00-16:00 Info turistiche a cura della rete dei B&B del Centro storico
ore 16:00-17:00 Presentazione del libro “Malaunità” di Pino Aprile a seguire presentazione della Mostra “I Primati del Regno” a cura del Movimento Neoborbonico.
ore 18:00-19:30 Rappresentazione teatrale “Napule nun è overo” con Angelantonio Aversana e Salvatore Leonangelo, presenta Davide Brandi.
ore 22:00 Chiusura Stand

Martedì 3 Aprile 2018

ore 10:00 Apertura Stand
ore 10:30-11:00 Didattica sulla tradizione cavalleresca e sulla scherma napoletana del 1500 a cura della Compagnia d'arme La Rosa e lLa Spada 
ore 11:00 Presentazione dei libri: “C’era na vota nu Re e na Riggina”. La vera storia degli ultimi reali Borbone e “Lucia Migliaccio, l’urdemo ammore e’ Ferdinando I” di e con Ersilia Di Palo 
ore 12:00 Canti e suoni della tradizione partenopea con “Napulitanata”.
ore 15:00-16:00 Info turistiche a cura della rete dei B&B del Centro storico
ore 16:00-17:Didattica sulla tradizione cavalleresca e sulla scherma napoletana del 1500 a cura della “Compagnia d’arme la Rosa e la Spada”.
ore 17:00-17:30 Conferenza: “Sembrano pietre ma sono radici” da Neapolis al Regno delle due Sicilie a cura di Giuseppe Serroni Presidente dell’Associazione Culturale I Sedili di Napoli 
ore 17:30-18:30 Incontro-Dibattito sui “Primati del Sud” a cura del Movimento Neoborobonico.
ore 21:00 Animazione musicale
ore 22:00 Chiusura della manifestazione

I funerali di Fabrizio Frizzi saranno trasmessi in diretta su Raiuno

ROMA. Più di diecimila persone ieri hanno portato il proprio saluto a Fabrizio Frizzi (nella foto) nella sala degli Arazzi della sede Rai di viale Mazzini. La camera ardente è rimasta aperta al pubblico dalle 10 alle 19, un’ora in più rispetto al previsto, proprio per consentire l’ingresso ai tanti che si trovavano ancora in coda alle 18. I funerali di Fabrizio Frizzi, in programma oggi alle ore 12 nella chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo, saranno trasmessi in diretta, su Raiuno. La diretta sarà a cura del Tg1.

Concerto di Pasqua al San Carlo con Enzo Avitabile

NAPOLI. Venerdì 30 e sabato 31 marzo nuovo appuntamento della Stagione di Concerti del Teatro di San Carlo dedicato alla Pasqua. La serata sarà divisa in due parti. La prima vedrà protagonista Enzo Avitabile nella doppia veste di autore e interprete. Sul podio dell’Orchestra del San Carlo salirà Maurizio Agostini. Nella seconda parte il maestro russo Yuri Simonov dirigerà l’Orchestra del Massimo napoletano e la ventitreenne violinista Esther Yoo.

Avitabile aprirà il concerto con Tamburo a niro, brano che commemora la strage di Castel Volturno in cui persero la vita sei immigrati africani, vittime innocenti di un agguato di camorra di cui ricorre proprio quest’anno il decennale. A seguire Maria Stella, un’ouverture, primo tempo di una “sinfonia contemporanea”. «Si tratta di un brano il cui linguaggio è in continuità ideale con quello della grande Scuola Napoletana – spiega Avitabile -  lo è per il sentimento dolente che lo attraversa, lo è, in definitiva, perché quella sensibilità del popolo di Napoli che è recepita, reinterpretata e amplificata dai suoi artisti, non è mutata nel corso dei secoli. Maria tra l’altro – continua l’autore -  è per me un nome unico sebbene diffusissimo, perché è quello di mia moglie venuta a mancare nel 2002».

Nella seconda parte del concerto, alla guida dell’orchestra del San Carlo ci sarà Yuri Simonov, nato in Russia nel 1941 da una famiglia di cantanti, primo direttore d’orchestra dell’ex Unione sovietica ad aggiudicarsi, 50 anni fa, nel ‘68, una competizione “occidentale”: il Concorso per Direttori d'Orchestra indetto dall' Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Violino solista Esther Yoo, musicista di origini coreane impostasi all’attenzione internazionale nel 2010, quando, a soli sedici anni, divenne la più giovane vincitrice del Sibelius International Violin Competition.

Primo brano in programma Le Ebridi “La grotta di Fingal”, Ouverture da concerto in si minore per orchestra Op. 26 di Felix Mendelssohn. Composizione nata dalle suggestioni suscitate nell’autore da quel viaggio in Scozia che è alla base anche della Terza Sinfonia, e considerata uno degli apici del romanticismo musicale tedesco.  A seguire, dello stesso Mendelssohn, il Concerto in mi minore per violino e orchestra op.64, composto nel 1844, tra più amati e eseguiti concerti dedicati al violino. In questo vero gioiello della letteratura musicale, Mendelssohn abbandona la tradizionale esposizione orchestrale, facendo iniziare il concerto dal solista, assoluta novità per l’epoca.

Il terzo brano in scaletta rappresenta un’incursione nel classicismo di Franz Joseph Haydn. La Sinfonia n. 26, composta nel 1768, reca la scritta "Lamentatione" come sottotitolo perché si ispira nei primi due movimenti alla Passione di Cristo. La singolarità della Sinfonia, che è in tre tempi e termina in maniera inusuale con un Minuetto, è la scelta della tonalità minore, per la prima volta usata da Haydn nella produzione sinfonica.

Chiude il concerto La Grande Pasqua russa, ouverture op. 36 di Nikolaij Rimsky-Korsakov di cui il compositore russo ci parla in Cronache della mia vita musicale. «Per poter giudicare con un minimo di fondatezza una tale opera si deve aver assistito almeno una volta nella propria vita ad una messa mattutina di Pasqua, in una grande chiesa stipata fino all'inverosimile di uomini di tutte le classi sociali, mentre numerosi pope celebrano contemporaneamente l'ufficio divino. [...]. Erano proprio questi tratti leggendari e pagani della festa pasquale che volevo esprimere nella mia Ouverture, questo passaggio repentino dall'atmosfera cupa e misteriosa del Venerdì Santo alla gaia sfrenatezza, pagana e religiosa allo stesso tempo, del giorno di Pasqua».

 

"Era uno di casa", in fila per l'addio a Frizzi

Sono tantissime le persone in fila per dare l'ultimo saluto a Fabrizio Frizzi. La camera ardente è stata aperta alle 10 nella sede Rai di Viale Mazzini a Roma. Fino alle 18 sarà possibile rendere omaggio al conduttore morto nella notte tra domenica e lunedì in seguito a una emorragia celebrale. 

I funerali si terranno invece mercoledì 28 marzo alle 12 nella Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo.

Da Beppe e Rosario Fiorello ad Enrico Mentana passando per Roberto Giachetti, Enrico Brignano, Luca Giurato, Flavio Insinna: sono molte le personalità che si sono recate in viale Mazzini per salutare Frizzi. Presente anche il premier uscente Paolo Gentiloni che, insieme a Gianni Letta, si è intrattenuto con la vedova del conduttore, Carlotta Mantovan. Accanto al feretro di legno chiaro i familiari, il direttore generale della Rai Mario Orfeo e gli amici più stretti tra cui Flavio Insinna. Fabrizio Frizzi "era una bella persona, e per questo la gente lo apprezzava. E' un bellissimo esempio per la Rai, per la televisione e per il Paese", ha detto Gentiloni.

''Fabrizio era una persona ambiziosa, ma umanamente ambiziosa, che è una cosa molto rara. L'ambizione porta al potere, a gestirla male. Lui invece aveva una grande leggerezza, una grande umanità. È un vero peccato che se ne sia andato così presto'', è il ricordo commosso di Alessandro Haber tra i primi a rendere omaggio al conduttore. ''Era una persona che mi piaceva tanto - ha aggiunto l'attore - Lo guardavo e non era mai disturbante, mai sgomitante. Era una persona molto intelligente che è riuscita a fare quello che ha fatto perché era speciale''.

''Scherzavamo sempre, eravamo due goliardi, due universitari che parlavano di tutto, anche di donne'', racconta Luca Giurato. ''Non c'è mai stato un momento di tristezza tra di noi, nemmeno dopo la malattia. Fabrizio era di una generosità immensa e la sua professionalità non ce l'aveva nessuno. Lui studiava, si impegnava e poi quando si accendeva la lucetta rossa - ricorda- improvvisava e andava in scena se stesso'', ha aggiunto.

Ma a voler salutare il popolare conduttore sono arrivati anche i compagni di scuola, oltre al suo pubblico. "Fabrizio a scuola era esattamente così come lo avete conosciuto, non era cambiato per niente", hanno detto all'uscita dalla camera ardente alcuni ex studenti del liceo Calasanzio che oggi ha reso omaggio a Frizzi anche con il gonfalone del collegio.

E poi c'era anche il suo pubblico, chi ha portato dei fiori perché “era un ragazzo buono, uno di casa che si faceva voler bene da tutti”, dice Gabriella. Mentre Gaetano e Federica sono partiti ieri da Minervino, in Puglia, per essere qui stamattina a salutare l’uomo che ha ispirato il nome della loro azienda di acqua minerale: “Glielo avevamo raccontato l’anno scorso ed era stato contento, ci aveva abbracciato. Era una persona che colpiva per la sua semplicità”.

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