Sabato 17 Novembre 2018 - 15:48

Io Sono Claudia 13.11.15

Sabato 21 luglio, alle ore 21:00, sullo splendido Molo Borbonico di Forio d'Ischia, restituito all’isola con una rinnovata funzione sociale e culturale, andrà in scena (l’ingresso sarà libero) lo spettacolo teatrale “Io sono Claudia 13.11.15”, scritto e diretto da Eduardo Cocciardo e dallo stesso interpretato (nel ruolo di Lorenzo) insieme ad Anna Monti (nel ruolo di Claudia) e Salvio Di Massa (nel ruolo del Messo). 

Prodotto da Ugualos Produzioni, lo spettacolo ha debuttato in anteprima nazionale il 19 maggio al Nuovo Teatro Sancarluccio nell'ambito del Maggio D'Arte.

Con due binari che non si incrociavano, che tracciavano una direzione (inesistente?), siti in un nessun luogo e che portavano in nessun luogo, due binari sullo sfondo della vita e di una scenografia teatrale, ci eravamo congedati dall’ultima rappresentazione di Cocciardo “Un Giorno all’Improvviso – Un Amore Contemporaneo”; ora, seguendo i due binari, quel luogo indefinito si concretizza in una stazione ferroviaria dal valore di “fermata”, di attimo di attesa e di riflessione prima di uno snodo, di un passaggio a livello, di uno “scambio” dell’esistenza individuale che, con i suoi turbamenti, si unisce, suo malgrado, all’esistenza collettiva e ai suoi drammi.  

"Sarà molto bello andare in scena al Molo Borbonico, dove lo scorso anno replicammo anche Un giorno all'improvviso - commenta Eduardo CocciardoUno scenario naturale che renderà tutto più magico, e ringrazio il Comune di Forio per la sensibilità verso certi eventi culturali. Dopo il debutto il 19 maggio al Nuovo Teatro Sancarluccio, nell'ambito del Maggio D'Arte, un'affascinante tappa estiva, quindi, prima di riprendere lo spettacolo quest'inverno, quando saremo in stagione al Sancarluccio. Al Molo cercheremo di portare al pubblico la magia del teatro di prosa. Lo spettacolo nasce da una particolare ricerca drammaturgica, legata al nostro passato teatrale ma rivolta al futuro di un'arte, e soprattutto di un sistema, che deve ritrovare, secondo me, il coraggio di rischiare, di dare spazio a nuove idee, ad una drammaturgia che cerchi di raccontare davvero l'uomo contemporaneo".

Così, in una cornice d’eccezione, Cocciardo ripropone il gusto e la scelta per le scenografie scarne, dove l'assenza ha la capacità di fare scena, e in tale spazio minimale colloca l’uomo contemporaneo, in una piccola stazione di periferia, dallo stesso definita “un luogo reale, ed allo stesso tempo indefinitamente simbolico”, dove “si incontrano per caso un uomo in crisi esistenziale ed una giovanissima sopravvissuta agli attentati (al Bataclan di Parigi - ndr) che hanno sconvolto la capitale francese” il 13 novembre del 2015.

L’incontro, casuale, di Lorenzo e Claudia diviene, quindi, il pretesto per raccontare la “casualità” della vita e delle sue mille sfaccettature, in uno scontro generazionale di illusioni infrante che, minando l’equilibrio individuale, non solo ha generato una frattura interna alla società occidentale stessa, ma ne ha anche accentuato la perdita di valori e della capacità di confronto e della vera comunicazione, esponendo (oggi), senza reali difese, l’Occidente agli attacchi e alle strumentalizzazioni di fanatismi ideologici.

Lorenzo soffre di problemi respiratori (utilizza un piccolo inalatore) e alla domanda di Claudia: “Asmatico?”, risponde con un netto ma esaustivo: “No. Disilluso”; una disillusione di chi non vive ma sopravvive accumulando ricordi, una disillusione che lo ha spinto ad aspettare un treno, il suo personale treno, per andare dove? … dove “non è importante”, “in un posto minuscolo”; ciò perché “nessuno di noi vuole davvero qualcosa di nuovo, vogliamo tutti che tornino certe cose che probabilmente non torneranno più”, perché “la ragione è una bugia che ti insegna a sopravvivere” e perché alle volte non basta voltare pagina ma si deve cambiare libro.

Claudia è una giovane che viaggia, o meglio fugge, dall’ipocrisia familiare (e del mondo in genere), una ragazza per la quale “nessuna donna è nitida se è una vera donna”, una donna che è costretta a diradare la nebbia che offusca la nitidezza della vita quando si trova coinvolta in una tragedia umana ben più grande di lei dalla quale è (suo malgrado) sopravvissuta.

Il confronto dialettico tra Lorenzo e Claudia impegna la prima metà dello spettacolo finché non è improvvisamente interrotto e “rotto” dall’ingesso in scena di un ottimo Salvio di Massa nel ruolo del “Messo”, figlio di una “missiva”, di un appuntamento fissato e di un accordo preso: “Io non faccio altro che cercare di avverare i desideri delle persone quando i fatti realmente dimostrano che lo meritano e solo lì in quel caso io mi vesto della loro coscienza e ne sposo la loro causa fino all’ultimo … ciò che è stato scritto resta sempre da qualche parte … nella coscienza … io sono la voce di chi non ha troppa voce per dire quello che vuole,   sono la forza di chi non ha troppo forza per fare quello che vuole ”.

Tutto lo spettacolo si muove su il confronto/scontro tra i personaggi, un confronto mai fine a se stesso o limitato alla loro personale vita, ma che approfondisce tematiche che seppur appaiono partire dall'individualità, analizzano stati d'animo e dinamiche di ampio respiro.  

Un dialogo crudo, netto, di taglio quasi cinematografico - si legge nel comunicato stampa - Parte dall'assoluta casualità di un incontro che sembra essere anche quello fra due generazioni separate da un ventennio di illusioni infrante, e va man mano immergendosi nel cuore dei due personaggi, e nell'evocazione delle tragedie dalle quali provengono: la prima, quella di Claudia, pubblica e spaventosa, si porta dietro lo spettro del terrorismo islamico, l'altra, quella di Lorenzo, più privata, intima, sintetico contenitore dei drammi individuali della nostra epoca, disincantata, sorretta dalla pura apparenza, crudele, falsa, tutto ciò che, a ben vedere, per un profondo vuoto di valori, ha fatto dell'Occidente il principale obiettivo della sanguinaria follia dei terroristi. Lo scenario, nella sua primordiale semplicità – una panchina, l'icona di un lampione, i suoni della stazione, il silenzio della campagna – vivrà solo di luci di taglio.  Tutto per creare intorno ai due protagonisti il vuoto ovattato che li metterà sotto una grande lente d'ingrandimento, come due insetti da laboratorio. Sbalzi d'umore e di registro. Commedia. Teatro politico. Cinema on the road. Dramma da camera. Surrealismo. Un testo contaminato, che ambisce ad un mix perfetto di emozioni e soluzioni sceniche. Sulla scia di Beckett e Pirandello (L'uomo dal fiore in bocca su tutti), Io sono Claudia rappresenta un importante passaggio nel particolare percorso che l'autore ha scelto di imboccare: dopo Un giorno all'improvviso – un amore contemporaneo, un teatro che stringesse ancora più il cerchio e la morsa attorno a ciò che l'uomo cerca testardamente di evitare, il dialogo, il confronto con l'altro, la ricerca di risposte, il coraggio di gettare uno sguardo all'abisso che si nasconde dietro le nostre maschere. Provare a riportare il teatro a ciò che dovrebbe essere per sua natura: crocevia di verità e menzogne, e luogo deputato per cercare una nuova chiave di volta”.

Se con “Un Giorno all’Improvviso” fu rivolto a Cocciardo un plauso per la sua voglia e il suo coraggio di mettersi in discussione con un proprio testo, dando nuova vitalità all’arte teatrale, dopo “Io sono Claudia 13.11.15”, l’attestato di stima va rinnovato e accresciuto ulteriormente per la caparbia ostinazione del suo autore nel ricercare, in modo sempre più netto e senza compromessi, una forma e sostanza teatrale di contenuto e di significato.

Marco Sica

A Bagnoli torna la festa dell'estate dei commercialisti napoletani

NAPOLI - Un appuntamento ormai consolidato per salutare l'arrivo dell'estate: torna il Summer Party organizzato dall'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta, un'occasione per godersi una serata tra amici e colleghi all'insegna del relax.

La manifestazione, riservata agli iscritti e ai relativi accompagnatori, è prevista per martedì 24 luglio alle ore 21 all'Arenile di Bagnoli (via Coroglio, 14/b).

"Come nelle precedenti edizioni - ha sottolineato Moretta -, sono previsti riconoscimenti speciali per le eccellenze napoletane e per i membri della società civile che hanno saputo distinguersi nei rispettivi ambiti di competenza: un modo per ribadire il forte legame tra i commercialisti e la città. Un legame che va oltre gli studi professionali e tocca anche lo sport e il sociale: previsti riconoscimenti speciali per i protagonisti della "Partita del Cuore Napoletano" tra magistrati e commercialisti e per la squadra di calcio dell'Odcec partenopeo, che quest'anno ha vinto la Coppa Italia. ".

"Nell'occasione - ha aggiunto - sarà premiato uno degli studiosi che più hanno contribuito alla crescita ed alla professionalità del nostro ordine e dei suoi iscritti, specie quelli più giovani. Il professore Francesco Fimmanò che è stato meritatamente eletto dal Parlamento al vertice della Corte dei Conti. Ed il suo profilo così legato al nostro lavoro ed alla nostra tradizione per cui lo abbiamo sempre ritenuto un giurista commercialista e lui rappresenterà anche noi nell'istituzione Contabile. Come presidente credo di incarnare il pensiero di tutti gli iscritti, di cui tanti sono stati allievi".

Alla kermesse parteciperanno i vertici nazionali e regionali della categoria. Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto in beneficenza.

NaDir \ Napoli Direzione Opposta festival IV

Dal 18 al 22 Luglio, al Polifunzionale di Soccavo (Napoli) si terrà il NaDir \ Napoli Direzione Opposta Festival, un festival di musica, di arte e di impegno sociale.

 

Totalmente indipendente e autofinanziato, il NaDir nasce dal bisogno di trovare e costruire forme innovative, e cooperative, per fare produzione culturale e musicale in maniera professionale, creare spazi di socialità e di confronto alternativi al divertimento usa-e-getta consumista, riscoprire luoghi della periferia abbandonati dalle istituzioni.

 

Il festival si svolgerà con la seguente ptogrammazione

 

MERCOLEDI 18

Ore 18:30: musica e balli della tradizione campana con Compagnia d’o tammurro

Ore 21: Cinema all’aperto: conclusione del ciclo Cinema sotto le stelle organizzato dal CAP 80126 con ‘Grand Budapest Hotel’ di Wes Anderson,

GIOVEDI’ 19

Dalla mattina: giochi ed attività per i bambini e le bambine con la rete Strummolo – Carnevale Centro Storico, il Mammutbus del Centro Territoriale Mammut Napoli e gli attivisti e le attiviste dell’Associazione Davide Bifolco – Il dolore non ci ferma ONLUS \

A seguire: reggae live/dj set

VENERDI’ 19

18:00:Tavola rotonda: 'Hack the city! Beni comuni emergenti nella metropoli

Autogoverno, territori e cooperazione sociale: concetti, narrazioni e tecnologie'
18.30: Jam Session HipHop con battle di Rap a cura dello Youth Space di Bagnoli

21:00, sul palco:

Ultima Haine

Oyoshe+PeppOh

La Famiglia, full band live

Contributo: 8 euro fino alle 21, 10 euro a seguire

SABATO 21

18:00: Workshop: Make the city! Turistificazione dei centri storici e abbandono delle periferie: contenuti, strumenti e metodologie per mappare, raccontare, proporre, organizzare resistenze e alternative alla città neoliberale.

21:00, sul palco:

Babël

Soviet Soviet

Sula Ventrebianco

A Toys Orchestra

Contributo: 8 euro fino alle 21, 10 euro a seguire

DOMENICA 22

21:00, sul palco:

Le Vacanze

Fitness Forever

Enzo Gragnianiello

Vale Lambo

Ingresso gratuito ad offerta libera.

 

Nel comunicato stampa che ha accompagnato la presentazione del festival sono ben espressi i suoi principi ispiratori e nel dettaglio le caratteristiche dell'evento: 

 "Come ogni evento targato NaDir, il NaDir Festival ha come parola d'ordine la qualità e l'accessibilità, senza sacrificare, ma anzi valorizzando al massimo, il valore umano, tecnico e artistico delle persone coinvolte nell’organizzazione e nella partecipazione. NaDir Festival IV vede nuovamente coinvolti gli attivisti della rete di NDO \ Napoli Direzione Opposta e delle tante ed eterogenee realtà sociali che intervengono sui territori di Napoli e del quartiere di Soccavo. Si tratta del culmine di un anno di attività politica e sociale sui territori e al fianco dei loro abitanti e, contemporaneamente, di un anno di produzione artistica, musicale e culturale curata dal NaDir Collective all’interno dello Scugnizzo Liberato, uno dei sette spazi liberati riconosciuti come beni comuni della città di Napoli sito nel cuore del quartiere di Montesanto.  

NaDir Festival IV, per la prima volta, sarà aperto da due giorni interamente dedicati ad attività sociali per il quartiere, i suoi abitanti e la città tutta.

Il Polifunzionale di Soccavo aprirà le porte al pubblico mercoledì 18 con un aperitivo a base di musica popolare campana insieme alla Compagnia d' 'o tammurro e con l’appuntamento finale della rassegna Cinema sotto le stelle, organizzata dal CAP 80126, mentre giovedì 19 sarà una giornata interamente dedicata ai più piccoli, grazie alle realtà che durante l’anno, costruiscono i doposcuola sociali e la rete dei Carnevali Sociali in tutta la città: Rete Strummolo, Mammutbus del Centro Territoriale Mammut di Scampia, Associazione Davide Bifolco - Il dolore non ci ferma ONLUS.

Le giornate di venerdì 20  ospiteranno anche il cilo di workshop e tavole rotonde Hack the city/Make the city!, due giorni di incontri, approfondimenti e presentazioni sui temi quanto mai attuali dei beni comuni metropolitani, della turistificazione delle città e l’abbandono delle periferie. Non mancherà ovviamente la grande musica dal vivo, protagonista delle tre serate finali del festival: si comincia venerdì 20 luglio con una giornata all'insegna dell’hip hop campano. Si comincia con una Jam Session per ragazzi a cura dello Youth Space di Bagnoli e si prosegue, sul palco, con il nuovo progetto di Gheto, Ruocco e Dj Times della Soffitta Produzioni. A seguire, Oyoshe e Peppoh,  due rapper già affermati da tempo che insieme apriranno il concerto de La Famiglia; A vent'anni dallo storico album 'Quarantunesimo parallelo', i capostipiti del rap in napoletano ritornano in città dopo anni di pausa per un concerto imperdibile dove Shaone, Dj Simi e Polo suoneranno live insieme ad una band di musicisti eccezionali.

Il sabato 21 luglio sarà dedicato al rock e all’alternative: sul palco la dark wave degli Hapax, i Soviet Soviet, punte di diamante del post punk/new wave italiano che esportano ormai da anni in tutto il mondo,  e a seguire i Sula Ventrebianco, band di culto della scena rock campana che il pubblico del NaDir ha imparato a conoscere per i suoi live devastanti. Si chiude con gli A Toys Orchestra, veterani della scena alternative e pop rock, reduci dalla pubblicazione del loro ultimo album Lub Dub.

Si chiude domenica 22 luglio con una grande festa dedicata al quartiere di Soccavo, al Rione Traiano e a tutta la città, una giornata ad ingresso gratuito con offerta libera di cui sarà protagonista Enzo Gragnianiello, una delle voci più autorevoli della canzone napoletana contemporanea e che si chiuderà con il primo concerto napoletano di Vale Lambo, uno dei rapper più seguiti e originali della nuova scena napoletana, già parte del duo L Scimmie e da poco uscito col suo primo album da solista, ‘Angelo’. Ogni giornata sarà aperta dall'esibizione di un gruppo scelto fra quelli che hanno partecipato alla rassegna di musica indipendente Gravità Zero, organizzata dal NaDir Collective allo Scugnizzo Liberato: rispettivamente, il crossover rock dei L’Ultima Haine, la psichedelia blues dei Babël e il pop dei LeVacanze.

Durante tutti i cinque giorni del festival, il Polifunzionale di Soccavo ospiterà un'area mercato dedicata alle autoproduzioni, alla musica e all'illustrazione, proiezioni all'aperto, esposizioni, dibattiti e workshop sui temi politici caldi del momento, giochi e attività per i più piccoli e infopoint volti a raccontare le realtà, le attività e l’offerta che dal basso è proposta nella città di Napoli e nella sua area metropolitana; oltre ad un’area food&drink attrezzata ed attenta al mondo delle produzioni locali e delle autoproduzioni.

Sarà inoltre possibile montare le tende e sostare per la notte nell'area free camping, un prato alberato all'interno dell'area del Polifunzionale; un modo di non doversi preoccupare del ritorno a casa e trascorrere qualche ora in più al festival, ma anche un gesto di riappropriazione simbolica di uno spazio pubblico in una periferia spesso negata alle piccole gioie. Un calendario eterogeneo che rinnova una delle sfide storiche del NaDir: unire il mondo musicale a dibattiti, panel, assemblee, performance, mostre, autoproduzioni, tutto quello che riguarda la cultura, l'aggregazione, la socialità e le passioni felici. Un insieme di momenti che sarà ancora una volta ospitato nella cornice di Soccavo, un quartiere di periferia che è costantemente e inevitabilmente dimenticato nel quotidiano dalle istituzioni ed escluso dai circuiti culturali tradizionali in un’area,  quella dell’enorme struttura del Polifunzionale, che rappresenta un costoso monumento all’incuria, all’abbandono e all’incapacità di immaginare un futuro".

 

Marco Sica
 

De Giovanni approda al cinema: «Progetto con Gassmann, in sala nel 2019»

NAPOLI. Dai libri alla televisione passando per il palco di un teatro. Maurizio de Giovanni, l'autore napoletano del ciclo dei Bastardi di Pizzofalcone, arrivato anche in televisione, e del Commissario Ricciardi, ora fa un passo in più: è alle viste, infatti, l'approdo sul grande schermo. A dirlo è lo stesso De Giovanni conversando con l'AdnKronos in occasione del debutto a teatro, in prima assoluta il 21 luglio, al Real Orto Botanico di Napoli, della pièce “Vipera". «All'orizzonte - spiega infatti - c'è il cinema, c'è un progetto cinematografico con Alessandro Gassmann che potrebbe vedere la luce tra non molto tempo». Si tratta, aggiunge lo scrittore, «di un testo originale, non è la riduzione di un romanzo, è una cosa a sé rispetto alla produzione precedente. È una commedia sentimentale e non è un giallo, non ci sono reati evidenti. Ho scritto un testo per Alessandro al quale è piaciuto, il progetto dovrebbe prevedere la sua regia e la sua interpretazione». Quanto ai tempi, spiega De Giovanni, «non dovrebbero essere lunghi» e il film dovrebbe arrivare al «cinema nel 2019». 

Per ora, intanto, è sulla rampa di lancio la pièce “Vipera": «Anna Maria Russo e la Compagnia del Pozzo del Pendolo - racconta De Giovanni - hanno già messo in scena “Il senso del dolore" e “Il giorno dei morti" della serie del commissario Ricciardi. Sono curiosissimo e felice di questo interesse e sono curiosissimo di vedere come andrà questa operazione». Sul fronte, invece, della televisione, «è già programmata una seconda serie dei “Bastardi di Pizzofalcone". La prima puntata andrà in onda il 24 settembre su Rai1. La serie è già in fase di montaggio, la regia questa volta sarà affidata ad Alessandro D'Alatri», ricorda lo scrittore. Tempi brevi, infine, per l'arrivo sugli scaffali del prossimo libro: lo scrittore, infatti, manderà in libreria «a settembre un lavoro realizzato per Sellerio: si chiama “12 rose a settembre". È un giallo ma di tono molto umoristico. Al centro della storia ci sarà un personaggio nuovo, un'assistente sociale napoletana. Spero che diverta i lettori», conclude De Giovanni. 

A Miss Italia sfilerà una ragazza con protesi alla gamba

Chiara Bondi, 18 anni il primo settembre, studentessa dell’ultimo anno del liceo classico, barista stagionale di Tarquinia, sfilerà a Miss Italia con una protesi alla gamba sinistra dopo essere stata vittima il 6 luglio 2013 di un incidente stradale mentre era in motorino. Nella lunga degenza al Policlinico Gemelli di Roma ha subito tre interventi per l’amputazione transtibiale della gamba, cioè fino a sotto il ginocchio. Le è stata applicata una protesi modulabile ed ha ripreso a vivere.

Patrizia Mirigliani, alla quale Chiara si è presentata, l’ha ritenuta idonea e l’ha indirizzata, come tutte le altre miss, alle selezioni regionali. "La nostra – ha detto - è una bellezza senza confini e la disabilità in questo caso è sinonimo di una femminilità ferita e riscattata. Chiara è il simbolo della forza di chi ama la vita e vuol rinascere dopo un periodo drammatico".

"Si partecipa ad un concorso di bellezza per vincere – spiega la ragazza - ma il mio obiettivo principale è quello di dare un messaggio ai giovani affinché sappiano difendere la propria vita, concedendole sempre una nuova opportunità. Intendo trasmettere il mio coraggio ad un pubblico più vasto possibile poiché la mia esperienza dimostra che si può vivere la disabilità nella normalità, impegnandosi nello sport, in una storia d’amore e, perché no, in un concorso di bellezza".

Insieme a un giovane di 26 anni, Lorenzo Costantini, che ha perso una gamba in un incidente sul lavoro, Chiara mette in pratica queste sue idee incontrando gli studenti delle scuole (già 17) tra Roma e Viterbo per far conoscere la sua storia ispirata alla volontà e alla determinazione. I due hanno così aderito al progetto 'SuperAbile' ideato e fondato da un consigliere comunale di Bassano Romano, Alfredo Boldorini.

Il bello di questa ragazza è che con la protesi va in canoa, fa windsurf, si arrampica sui muri di roccia e si dedica all’attività di sub. "Ma non avrei mai pensato di poter sfilare a Miss Italia con i miei meravigliosi tacchi alti", ha detto Chiara.

Desert Blossom

È fresco di stampa il primo lavoro discografico dei The Next Stop, composti da Lydia alla voce, Bruno alla chitarra, Stefano alla chitarra e Elisabetta batteria.  

I quattro, dopo anni di impegni live, nel 2018, decidono di entrare in studio e grazie all'aiuto e al supporto dei membri dell'etichetta Kokoro, Sabrina Carnevale e Marco de Falco, incidono il loro primo album intitolato “Desert Blossom”.

"Desert Blossom, o Fiore del deserto, è il primo album dei The Next Stop i quali, grazie all'aiuto e il supporto dei membri dell'etichetta Kokoro, Sabrina Carnevale e Marco de Falco, sono riusciti a sviluppare un'idea molto complessa quanto affascinante. Tutto è partito da una mia riflessione - racconta Bruno, uno dei chitarristi del gruppo - Soffermandomi sulla scarsa capacità di ricezione del pubblico, sono arrivato alla conclusione che un'artista è limitato nell'esprimere sé stesso in quanto, in assenza di un uditorio, le parole diventano leggere e prive di significato. Per tale motivo, nonostante si cerchi di instaurare un dialogo con un ipotetico ascoltatore, ogni discorso, nella sua fragile essenza, risulta essere vano ed inutile, proprio come un fiore nel deserto. L'ordine dei brani, infatti, evidenzia un processo evolutivo che abbraccia varie tematiche ed è, purtroppo, destinato ad autodistruggersi: partendo con la prima traccia Nothing to say (alla lettera "niente da dire"), brano che descrive i lati pungenti dell'illusione perfetta, ovvero l'amore, l'album si conclude con Back to hell ("Ritorno all'inferno"), luogo dove un'artista può finalmente sentirsi a casa.  Amore, solitudine, speranza, denaro, morte, sono solo alcune dei topic approfonditi nel concept. Da come si può facilmente intuire, molti altri musicisti hanno trattato tematiche simili; la differenza è che i Next Stop sono arrivati alla consapevolezza che ormai non è importante ciò che si dice e, alla fine, non è importante nemmeno dire qualcosa se non c'è nessuno pronto ad ascoltarti. Provare a fare arte nel XXI è come provare a mettere radici nel deserto”.

Marco Sica

Scorre "Il Fiume" di Nijukun

Ho visto una goccia uscire dalla roccia, un’altra la seguiva e la raggiungeva e poi dalle altre rocce milioni di nuove gocce rincorrersi nel vuoto scavare un solco unito”.

E nel solco scorre e vorticoso gira "Il Fiume” del napoletano Nijukun, bel singolo di cantautorato sospeso tra l’intimismo malinconico e il vigore emotivo.

Nijukun scrive canzoni da quando aveva 13 anni, ma fino ad oggi non aveva mai considerato seriamente l’idea di diffonderle - così si racconta Nijukun stesso - All’inizio del 2018, tuttavia, dopo circa trent’anni, ha percepito una nuova energia espressiva, cui ha fatto seguito una produzione nuova, necessariamente più matura, che lo ha finalmente spinto in maniera spontanea a curarne la realizzazione esecutiva e a favorirne la diffusione. Nijukun per vivere fa tutt’altro, motivo per cui in una prima fase ha preferito non ricollegare direttamente la sua musica al suo nome e alla sua immagine. Lo pseudonimo è un tributo ai NiJu Kun (20 precetti) del Maestro Funakoshi, fondatore dello stile di karate shotokan; si tratta di 20 regole spesso applicabili non solo al karate, ma ad ogni momento della vita: basti pensare che nel precetto n. 10 si legge “Applica il karate a tutte le cose; lì è la sua ineffabile bellezza”. Nijukun (che se non si fosse capito è un karateka) ha affidato l’arrangiamento e la produzione delle sue canzoni a Marcello Vitale, chitarrista e autore di lungo corso, già mente delle Viti di Titanio, parte sostanziale de L’Esistenza dei mostri e attualmente attivo con VictorZeta e i fiori blu e l’Orchestra Elettroacustica Officina Arti Soniche (OEOAS). L’incontro ha permesso alle nude canzoni, fatte di sola chitarra e voce, di prendere sfumature più complesse, con suoni di chitarre e synth ad enfatizzarne i messaggi iniziali, in un continuo scambio energetico e musicale tra i due. Proprio da questo scambio Nijukun trova la voglia di portare la propria musica al di fuori del proprio ristretto ambito relazionale. “Il Fiume” è il punto di partenza di questo progetto musicale, sia da un punto di vista cronologico che concettuale; l’immagine del fiume in piena è intuitivamente evocativa di un’esplosione espressiva, anche se nella sua violenza c’è tanto altro. È un pezzo incalzante, a tratti “vorticoso”, che si spera riesca a trascinare (e – perché no – a travolgere) chi lo ascolta. Il fiume ha rotto gli argini e il progetto musicale di Nijukun (che è appena agli inizi) è affidato alla sua corrente”.

Così, con la consapevolezza che “se provi ad arrestare il flusso ti succede poi che la corrente ti sorprende e rischi di annegare finché non lasci andare tutto quanto”, e che “il fiume non si ferma, il fiume non ha pace il fiume ti trascina … il fiume non dà tempo, il fiume non dà scampo … il fiume precipita violento …”, si apre la certezza che “la vita scorre ancora” con tutte le sue “anime sognanti” che per vivere devono solo lasciarsi trascinare dalla corrente del “fiume dei sogni”, del fiume che  “nasconde tutti i segni”, che “lava ogni ferita” e che “porta via il marcio e la follia”.

Marco Sica

Luglio musicale, Peppe Barra a Capodimonte

NAPOLI. Appuntamento da non perdere sabato 14 luglio alle ore 21.00 sul Belvedere del Museo e Real Bosco di Capodimonte con il maestro Peppe Barra che propone un concerto-spettacolo tratto dal suo ultimo disco “E Cammina Cammina”, un omaggio al suo cammino artistico iniziato cinquant’anni fa. Un viaggio attraverso il vasto paesaggio culturale attraversato da Barra che propone canzoni vecchie e nuove di autori diversi, in un crescendo di emozioni e di musica: dagli autori del passato come Pisano-Rendine (La Pansè) per arrivare all'omaggio a Eduardo De Filippo (Uocchie c’arraggiunate) fino alla reinterpretazione dei brani di autori contemporanei come Vasame di Enzo Gragnianiello e Cammina, cammina di Pino Daniele, ai testi recitati di Tiempo in cui la creatività artistica del cantante e attore napoletano trova il picco più alto, in questo eterno cammino di musica e poesia. Voce e dialetto sono gli strumenti principali del suo lavoro. La sua voce gli consente di raggiungere in scena risultati mirabili, con il sostegno di musicisti straordinari che da lungo tempo sono i suoi compagni di viaggio e che sapientemente partecipano alla preparazione delle pozioni di Peppe, mescolando timbri e scale di tradizioni musicali diverse, creando un sound in cui si mescolano tradizione ed innovazione. Ritualità ed occhi aperti sul futuro, devozione per le tradizioni popolari sono al centro dello spettacolo. Al suo fianco sul palco del Belvedere Paolo Del Vecchio chitarra-mandolino, Luca Urciuolo pianoforte-fisarmonica, Ivan Lacagnina percussioni, Sasà Pelosi basso, Giorgio Mellone violoncello.

Il concerto-spettacolo gratuito è inserito nella terza edizione del Luglio musicale, omaggio al glorioso Luglio musicale di Capodimonte riproposto, dopo il grande successo delle scorse edizioni, dal Museo e Real Bosco di Capodimonte e dedicato quest'anno al grande compositore italiano Gioacchino Rossini, nel 150esimo anniversario dalla sua scomparsa.

Il concerto di Peppe Barra è promosso dal Museo e Real Bosco di Capodimonte e dall'associazione Amici di Capodimonte onlus, organizzato dalla Ravi Class Eventi e realizzato con il sostegno dell'azienda Rossopomodoro.

Il presidente di Rossopomodoro, Franco Manna, afferma: «Finalmente un luogo che recupera la sua vocazione! Capodimonte, storica residenza dei Borbone, per una notte ospita il talento di Peppe Barra nel solco degli usi e dei ricevimenti della famiglia reale, quando si accoglievano i migliori artisti della città. Rossopomodoro sarà presente con il suo forno delle pizze, per accompagnare l’evento, nel ricordo di quell’estate di 129 anni fa quando alla regina veniva presentata la pizza che da lei avrebbe preso il nome: Margherita».

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