Domenica 20 Agosto 2017 - 1:15

Restauro Teatro Grande, sequestro da 6 milioni di euro all'ex commissario straordinario degli Scavi

POMPEI. Il restauro che cementificò il Teatro Grande di Pompei negli Scavi avrebbe provocato un danno da 6 milioni di euro alle casse dello Stato. Questa, dunque è la somma sequestrata questa mattina dalla Guardia di Finanza al commissario straordinario dell'emergenza Scavi di Pompei, Marcello Fiori.

Il restauro, per il quale era stata programmata una spesa pari a 450mila euro, lieviò nei costi fino a 8 milioni di euro.

Le indagini erariali condotte dai finanzieri oplontini, diretti dal colonnello Carmine Virno e coordinati dal procuratore Donato Luciano, hanno permesso di accertare il danno pe le forniture in lavori condotti con aggiudicazioni dirette nel 2010.

Per questa vicenda è già in corso un procedimento penale davanti al tribunale di Torre Annunziata. Insieme a Marcello Fiori, la Procura della Corte dei Conti di Napoli indaga per danno erariale i funzionari Salvatore Nastasi, Giuseppe Proietti, Stefano De Caro, Raffaele Tamiozzo, Maria Grazia Falciatore, Roberto Cecchi, Jeannette Papadopoulos, Bruno De Maria e Maria Pezzullo.

Aspetta 4 ore l'ambulanza: muore 23enne

Un ragazzo di 23 anni, ricoverato in codice rosso al pronto soccorso dell'ospedale Loreto Mare di Napoli, è morto dopo aver atteso 4 ore per il trasferimento in un altro istituto ospedaliero. Il giovane è deceduto il giorno dopo il ricovero. È la denuncia di Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale della Campania, che su Facebook scrive: «Ritardata assistenza è fatto gravissimo, occorre fare luce su accaduto e punire severamente eventuali colpevoli. Chiederò al direttore dell’ospedale Loreto Mare di avviare un’indagine interna per fare luce sulla gravissima vicenda. La denuncia di ritardata assistenza, firmata proprio dal responsabile del Pronto Soccorso Alfredo Pietroluongo, parla chiaramente di oltre quattro ore trascorse tra l’arrivo in codice rosso al Loreto Mare, la stabilizzazione del paziente e il successivo trasferimento al Vecchio Pellegrini per di più senza ambulanza rianimativa. Un fatto gravissimo che deve essere approfondito in modo capillare poiché occorre comprendere la natura di questo ritardo e verificare se lo stesso abbia compromesso ulteriormente il quadro clinico del ragazzo già complesso.”  ha concluso il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, componente della commissione Sanità.

Tragedia ad Anzio: cade cancello, muore bimbo

Un bambino di 4 anni è morto ad Anzio, in provincia di Roma, travolto da un cancello mentre era al mare con la famiglia. Secondo la prima ricostruzione dei carabinieri, intervenuti sul posto, il cancello si è sganciato dai binari e gli è caduto addosso. I carabinieri di Anzio hanno aperto un'indagine. Secondo la ricostruzione dei militari dell'Arma nel pomeriggio il piccolo stava rincasando assieme alla mamma e alla sorellina di un anno. La famiglia, originaria della Capitale, era diretta in via Corallo, dove alloggiano in una residenza estiva. Arrivati a destinazione la mamma, con il figlio più piccolo nel passeggino, avrebbe trascinato il cancello che, stando ai primi accertamenti, non avrebbe avuto il freno finale. Scanciandosi ha schiacciato il piccolo per cui non c'è stato niente da fare. Vani i tentativi di rianimazione dei sanitari. Il papà, fanno sapere i carabinieri, era fuori Italia per lavoro.

Marano, richiedente asilo arrestato per violenza sessuale

MARANO. A dare l’allarme al 112 sono stati alcuni privati cittadini richiamati dalle urla di una 15enne del posto. Appena è stata soccorsa ha riferito loro che mentre rincasava a piedi un ragazzo la aveva palpeggiata più volte.
I carabinieri della tenenza di Marano sono arrivati sul posto in una manciata di minuti e hanno trovato a pochi metri dalla ragazza un giovane, poi identificato in un 20enne guineano richiedente asilo, sotto l’effetto di sostanze alcoliche.
La ragazzina ha raccontato anche ai militari quanto le era appena successo e il 20enne è stato bloccato e tratto in arresto.
Dovrà rispondere di violenza sessuale.
Dopo le formalità è stato tradotto al carcere di poggioreale.

I piromani di Posillipo stavano festeggiando il compleanno della figlia

NAPOLI. La notte di venerdì sul costone alle spalle di via Coroglio è divampato un incendio di macchia mediterranea che si è esteso per più di un ettaro. immediato l’intervento di carabinieri, mezzi aerei della protezione civile e vigili del fuoco di Napoli che hanno domato le fiamme. In breve i carabinieri delle stazioni di Napoli-Posillipo e Crispano sono risaliti agli autori del disastro. Alcuni testimoni che avevano segnalato l’incendio hanno fornito indicazioni anche su una macchina sospetta che si era allontanata poco prima e gli accertamenti su quella targa hanno portato a una famiglia della provincia di Napoli. Si è accertato dunque che avevano scelto il parco Virgiliano per festeggiare i 20 anni della loro figlia e lì hanno acceso due lanterne cinesi. le lanterne però, verosimilmente a causa del vento, sono finite nella vegetazione sottostante e hanno fatto divampare l’incendio. I componenti della famiglia, un 44enne, una 42enne e la 20enne, sono stati denunciati e dovranno rispondere di incendio boschivo colposo.

Trovata morta in casa con la gola tagliata

Una donna è stata trovata riversa sul pavimento del bagno della sua abitazione a Rho, comune alle porte di Milano, con più tagli alla gola. La vittima è una 73enne, vedova e pensionata, che abitava da sola in via Belvedere al civico 4. A trovarla ieri, giovedì 18 agosto, intorno alle ore 21 è stata la figlia che - dopo più tentativi di mettersi in contatto con lei - è entrata nell'appartamento e l'ha trovata senza vita. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, il medico legale e i carabinieri che stanno cercando di ricostruire quanto accaduto.

L'appartamento è in ordine e non sembrano mancare oggetti di valore. La porta di ingresso non risulta forzata, ma l'anziana avrebbe avuto l'abitudine anche di lasciarla socchiusa perché si sentiva al sicuro nelle mura di casa. Sul corpo sono state trovate più ferite da punta e da taglio, ma il coltello non è stato trovato, fanno sapere gli inquirenti che propendono per l'ipotesi di omicidio.

I militari stanno ascoltando alcuni vicini per capire se hanno notato qualcuno di sospetto, inoltre si sta verificando se in zona ci sono telecamere che possano risultare utili alle indagini.

Psicosi terrorismo: donna col velo sul traghetto per Napoli, arrivano i carabinieri

Indossava il velo e tanto è bastato a scatenare il panico tra qualche passeggero che ha chiamato i carabinieri. E' successo questa mattina su un traghetto che faceva scalo a Procida, partito da Ischia e diretto a Napoli. Dopo l'arrivo dei militari a bordo, tra i passeggeri divisi tra incredulità e preoccupazione, la donna con il velo è stata avvicinata dai militari che poi l'hanno accompagnata in una sala interna per l'identificazione. Solo dopo gli accertamenti, risultati negativi, il traghetto, che avrebbe dovuto partire alle 11.15, è potuto ripartire alle 11.55, con circa 40 minuti di ritardo. "Eravamo da poco saliti sulla nave che avrebbe dovuto partire a minuti da Procida per Napoli quando abbiamo visto salire due carabinieri - spiega all'Adnkronos una passeggera che ha assistito ai fatti - Uno dei due militari si è avvicinato alla donna, che sembrava impaurita da quanto stava avvenendo, e le ha chiesto i documenti, poi si sono allontanati con lei nella parte interna della nave, presumibilmente per perquisirla". "La donna 'colpevole' per il solo fatto di indossare il velo era insieme a un'altra donna con un bambino - prosegue - erano per conto loro, non stavano facendo nulla di strano ma evidentemente qualcuno si è impressionato per il solo fatto che una delle due indossasse il velo e l'avrà segnalato ai carabinieri. La maggior parte delle persone era infastidita per il ritardo ma c'era anche qualcuno che ha iniziato a dire 'per colpa dei buonisti faremo la fine di Barcellona'. Mi sembra assurdo che per il solo fatto di indossare il velo si possa scatenare una reazione del genere. Fortunatamente tutto è rientrato e alla fine dei controlli il traghetto è ripartito intorno alle 11.55".

Morto Vincenzo Abate, il “padre" della fecondazione artificiale

Addio a Vincenzo Abate, il ginecologo che per primo in Italia ha fatto nascere una bambina con la fecondazione artificiale. Abate, morto oggi a Napoli all'età di 86 anni, ha legato il suo nome ad Alessandra Abbisogno, venuta alla luce l'11 gennaio del 1983 nella clinica Villalba di  Napoli, grazie a tecniche di fecondazione assistita.

Gli chiedono di spostare il camper e minaccia i passanti con la pistola

Ha parcheggiato il suo camper nei pressi della Chiesa di S. Giorgio, nel quartiere Pianura, creando intralcio per la circolazione e, nell'attimo in cui gli è stato detto di spostarlo, non ha esitato a scendere dal veicolo, impugnando una pistola e minacciando i presenti. Il provvidenziale intervento degli agenti del Commissariato di Polizia ''S. Paolo'' ha scongiurato il peggio. I poliziotti, infatti, intervenuti prontamente, hanno bloccato l'uomo, un 70enne del quartiere, accertando che l'arma in suo possesso era una scacciacani. L'uomo è stato condotto negli uffici di Polizia e, dopo aver effettuato una perquisizione nella sua abitazione, dove legalmente deteneva due pistole, è stato denunciato in stato di libertà, oltre che per minacce, anche per omessa custodia delle armi.

Carabinieri liberi dal servizio arrestano ladro di scooter

NAPOLI. Erano all’opera in vico Berio, una traversa di via Toledo, A.R., un incensurato 18enne dei quartieri e il complice, un 14enne di vico Concordia anche lui incensurato.
Il 18enne stava forzando lo sterzo di uno scooter parcheggiato in strada mentre il 14enne teneva sotto controllo la zona per farlo agire con tranquillità.
Due carabinieri liberi dal servizio delle stazioni Stella e Secondigliano hanno però notato la scena e bloccato in flagranza entrambi.
Il primo è stato arrestato per tentato furto aggravato, il secondo è stato denunciato per il medesimo reato.
lo scooter è stato restituito all’avente diritto.
Dopo le formalità di rito l’arrestato è stato tradotto ai domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo.

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