Sabato 20 Gennaio 2018 - 14:08

Restauro Teatro Grande, sequestro da 6 milioni di euro all'ex commissario straordinario degli Scavi

POMPEI. Il restauro che cementificò il Teatro Grande di Pompei negli Scavi avrebbe provocato un danno da 6 milioni di euro alle casse dello Stato. Questa, dunque è la somma sequestrata questa mattina dalla Guardia di Finanza al commissario straordinario dell'emergenza Scavi di Pompei, Marcello Fiori.

Il restauro, per il quale era stata programmata una spesa pari a 450mila euro, lieviò nei costi fino a 8 milioni di euro.

Le indagini erariali condotte dai finanzieri oplontini, diretti dal colonnello Carmine Virno e coordinati dal procuratore Donato Luciano, hanno permesso di accertare il danno pe le forniture in lavori condotti con aggiudicazioni dirette nel 2010.

Per questa vicenda è già in corso un procedimento penale davanti al tribunale di Torre Annunziata. Insieme a Marcello Fiori, la Procura della Corte dei Conti di Napoli indaga per danno erariale i funzionari Salvatore Nastasi, Giuseppe Proietti, Stefano De Caro, Raffaele Tamiozzo, Maria Grazia Falciatore, Roberto Cecchi, Jeannette Papadopoulos, Bruno De Maria e Maria Pezzullo.

Torre Annunziata, preso con droga e soldi

TORRE ANNUNZIATA. F. C., già noto alle forze dell'ordine, è stato sorpreso dai carabinieri di Torre Annunziata e del nucleo cinofili di Sarno, in provincia di Salerno, a detenere in casa 23 grammi di marijuana, 3.400 euro in contanti, un bilancino, forbici e buste di plastica per confezionare le dosi. L'uomo è stato arrestato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio e tradotto ai domiciliari, ove attende il giudizio direttissimo.

Blitz nel bunker videosorvegliato: un arresto

NAPOLI. Un 19enne del luogo già noto alle forze dell'ordine, E. P., è stato arrestato dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia Bagnoli: esattamente è stato bloccato in un “bunker “ sul viale Traiano immediatamente dopo aver spacciato droga a un assuntore. Il bunker era videosorvegliato con microcamere montate sui muri perimetrali dell’edificio. All’interno del locale sono stati rinvenuti 360 euro, una dose di cocaina e materiale per il confezionamento.

Accoltella il cognato: arrestato

SOMMA VESUVIANA. I carabinieri di Somma Vesuviana hanno arrestato per tentato omicidio un 33enne di Marigliano, M. P., che durante una lite con il cognato lo ha colpito più volte con un coltello. I militari, allertati da una chiamata al 112, sono giunti sul posto e lo hanno bloccato, disarmato e tratto in arresto. La vittima ha riportato una ferita da taglio a una mano ed è stata dimessa dall’ospedale di Ottaviano con 3 giorni di prognosi. L’arrestato è invece ricoverato in osservazione all’Ospedale di Nola e  appena le sue condizioni di salute lo permetteranno verrà tradotto in carcere.

Fabbrica distrutta dalle fiamme ad Arzano, salvato un 70enne

ARZANO. Un incendio ha distrutto questa mattina la fabbrica di scarpe Eurospond in via San Francesco d'Assisi. Ad accorgersi del rogo, attorno alle 7, una delle proprietarie dell'opificio. Ad intervenire sul posto i carabinieri della Compagnia di Casoria alle dipendenze del Capitano Francesco Filippo che hanno salvato un anziano intrappolato in un'abitazione nei pressi della Eurospond e i vigili del fuoco di Napoli e Afragola impegnati nelle difficili operazioni di spegnimento delle fiamme. Non si registrano feriti ma alcune persone sono state costrette a ricorrere alle cure mediche dei sanitari del 118 di Casoria perché intossicati dal fumo. Un uomo di 70 anni è stato salvato dai carabinieri mentre si trovava in casa, minacciata pericolosamente dalle fiamme. Al 70enne è stato applicato l'ossigeno da parte dei sanitari e le sue condizioni di salute non destano preoccupazioni. I pompieri sono ancora adesso impegnati a spegnere il rogo.

Furto al Caccioppoli, de Magistris: è una vergogna

NAPOLI. «Non è possibile che non vengano mai individuati i responsabili dei furti nelle scuole. Io però non faccio il poliziotto. Come Città Metropolitana abbiamo stanziato dei fondi alle scuole. Il furto all'istituto Caccioppoli è solo l'ultimo di una lunga serie. Se succede tante volte, però, si poteva mettere in campo un'attività investigativa per trovare i colpevoli. È una vergogna. Nel nostro Paese sembra che non tutti i reati vengano perseguiti con la stessa forza». Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ai microfoni di radio Kiss Kiss Napoli commentando l'ennesimo furto all'istituto, dove ignoti hanno rubato alcuni cavi di rame. Si tratta del sesto raid in pochissimo tempo. Sul posto la polizia, che ha avviato le indagini. 

Intanto gli studenti stanno seguendo le lezioni con i doppi turni presso la succursale e nei locali di un altro liceo cittadino. Si allontana il rientro nei locali di via Nuova del Campo.

Visite mediche gratuite a Liveri, arriva il Campus della salute

LIVERI. Sarà un weekend all’insegna della prevenzione quello che prenderà il via domani e che si concluderà domenica. Col “Campus della salute” ci saranno, infatti, visite mediche gratuite presso gli ambulatori allestiti nelle aule dell’istituto comprensivo statale “Costantini” di via Cesare Soprano a Liveri. Dalle 9 di domani, sabato 20 gennaio, fino alle 13 e poi dalle 14 alle18 sarà possibile effettuare numerose visite specialistiche ed effettuare ecografie al seno ed alla tiroide con i medici di Campus salute onlus.  Domenica 21, invece, aule aperte dalle 9 alle 13. «Con questa iniziativa straordinaria, oltre ad offrire un ottimo servizio ai cittadini, - spiega il sindaco di Liveri, Raffaele Coppola - vogliamo sancire e ribadire un fondamentale diritto costituzionale Il diritto alla salute di tutti i cittadini, che ingiustamente per troppo tempo é stato negato o quanto meno non garantito a tutti».

Pezze e roghi, affari per quattro clan

ERCOLANO. Via Pugliano è una stradina di provincia come tante altre. I motorini che sfrecciano veloci sono come aghi che s’infilano in una matassa di vicoli e stradine. In sella ci sono scugnizzi di appena 10 anni e bambine travestite da donne. Un labirinto di miseria e colori dove il tempo sembra essersi fermato. La strada è occupata da manichini che indossano vestiti sgargianti e tele di stoffa che cullano montagne di stracci. Appese al muro come reliquie ci sono giacche di pelle e vestiti firmati. A Ercolano il commercio degli abiti usati è un’arte. Tutto è cominciato nel dopoguerra, quando il contrabbando ha trasformato quella strada di provincia in una delle principali basi di stoccaggio degli abiti usati provenienti dall’America. Le pezze si trasformano da ammortizzatore sociale in business. Un affare d’oro capace di far gola anche alla camorra. I clan annusano l’affare, impoverendo anche quello storico e affascinante mercato dell’usato. Portano le fabbriche al Nord, in Toscana. Esportano un “modello” che verrà imitato da alcune delle cosche più potenti. Una recente inchiesta sull’affare stracci messa in moto proprio in Toscana ha dimostrato l’esistenza di un patto di ferro tra la camorra e la mafia cinese per la gestione della tratta delle pezze. I clan coinvolti nel giro milionario legato al racket sugli stracci e alle truffe sullo smaltimento dei rifiuti dei “cassoni gialli” sono almeno 4. I Birra e gli Ascione di Ercolano. Ma anche i Fabbrocino di San Giuseppe Vesuviano, la multinazionale del crimine ritenuta vicina al clan dei Casalesi. Poi ancora il clan Terracciano, oltre ai Cozzolino. Addirittura le pezze sarebbero state il pretesto per la nascita di un patto imprenditoriale tra la camorra e la criminalità asiatica. Un’autostrada che da Napoli arriva a Hong Kong passando per Prato una delle centrali internazionali dello smistamento degli stracci. I cinesi si fanno consegnare le materie prime di cui sono a caccia e in cambio la camorra fa sparire nel nulla - in maniera illecita - i rifiuti. Il recente sequestro di un’enorme distesa di stracci in alcuni capannoni a Pompei - vicenda per la quale sono indagate 3 persone, tra cui un imprenditore di Ercolano - ha spostato l’attenzione degli investigatori sui nuovi siti di stoccaggio delle eco-balle di stracci. I cumuli di stracci smistati dalle camorra sono stati per anni nascosti nelle cave della vergogna alla falde del Vesuvio, nei luoghi che la scorsa estate hanno alimentato i tanti roghi che hanno distrutto ettari di vegetazione del vulcano.

Somma Vesuviana, apre il parcheggio nel centro storico

SOMMA VESUVIANA. Apre il parcheggio multipiano di via Dietro Le Torri, si scrive il primo passo verso quella che vuole essere una vera e propria rivoluzione nel centro storico sommese. Nella mattinata di domani, a partire dalle ore 11,30, dopo quindici anni di attesa, sarà finalmente inaugurata la struttura votata alla risoluzione del problema sosta e viabilità al Casamale.

IL PARCHEGGIO. Il parcheggio è stato progettato nel 2003 e dopo varie vicissitudini e rallentamenti vede ora la luce. Sarà gestito dalla “TMP - Servizi per la PA srl”, società che a Somma Vesuviana si occupa già della sosta a pagamento e che ha provveduto, senza alcun onere per il Comune, ad installare dodici telecamere di videosorveglianza per il controllo delle aree coperte e scoperte della struttura nonché due parcometri all’interno del parcheggio, che resterà aperto 24 ore su 24. Il costo orario della sosta è di 50 centesimi ad ora, con pagamento minimo di 25. Dalle ore 20 alle ore 8 si pagherà un euro. Il 30% dei posti sono riservati ai titolari degli abbonamenti, che sarà possibile effettuare a 30 euro al mese e permetteranno di parcheggiare anche nell’area sosta di via don Minzoni, lungo via San Giovanni de Matha e su via Traversa Casaraia.

LA SODDISFAZIONE DEI VERDI. «La struttura andava aperta al più presto per evitare che, una volta ultimata, venisse vandalizzata come è capitato per altre opere pubbliche. Siamo contrari allo sperpero di denaro e per questo ci siamo attivati per aprirlo in tempi brevissimi e renderlo operativo e fruibile ai cittadini» ha detto l’assessore delegato ai parcheggi, Ciro De Simone. A fargli eco le parole del capogruppo dei Verdi - partito di cui De Simone è espressione - in consiglio comunale, Salvatore Esposito: «Su quest’apertura abbiamo lavorato dal primo giorno in cui ci siamo insediati perché la riteniamo un’opera pubblica importante per decongestionare il traffico che si riversa soprattutto nel centro storico della nostra città. In questo modo il Casamale sarà “libero” dalle auto e diventerà più vivibile e pronto ad avere il ruolo di attrattore turistico che gli è naturale, considerati i beni architettonici, culturali e artistici che gli sono propri».

PIANO TRAFFICO. Ma l’apertura di domani non rappresenterà un punto di arrivo per il quartiere: il nuovo parcheggio, che farà il paio con quello di via Casaraia, anche questo bloccato da anni ma la cui apertura dovrebbe avvenire a breve secondo quanto annunciato, permetterà di studiare una nuova viabilità nel Casamale. «Sono davvero contento di poter aprire un parcheggio multipiano di cui negli anni si è tanto discusso e sembrava non vedere mai la luce. Contento perché è un primo passo concreto del nostro agire amministrativo teso a risolvere i problemi dei cittadini e poi perché ci consentirà, una volta a regime, di studiare un piano di traffico limitato per il nostro meraviglioso centro storico. Un obiettivo che ci permetterà di farlo rinascere e farlo diventare traino del turismo a Somma Vesuviana» ha detto il sindaco Salvatore Di Sarno.

Il nuovo clan di Ponticelli puntava in alto

NAPOLI. Fanno parte del nuovo clan che ha conquistato buona parte di Ponticelli, subentrando ai De Micco, i tre estorsori arrestati dalla polizia nei giorni scorsi. Un asse di malavita, definito dagli investigatori Minichini-Rinaldi-Formicola-Aprea, nato proprio per attaccare i “Bodo” in difficoltà dopo il duro colpo inferto al clan lo scorso 28 novembre con 21 arresti. E infatti i poliziotti della squadra giudiziaria di Ponticelli, che li hanno arrestati dopo indagini lampo, non hanno dubbi che si tratti di neo affiliati. Oltre che uomini che non simpatizzavano, per usare un eufemismo, verso i componenti della cosca fino a poco tempo fa sugli scudi. La polizia, dopo l’operazione che ha disarticolato i De Micco, non è stata a guardare ben sapendo che le estorsioni ai commercianti e le piazze di spaccio avrebbero fatto gola ad altri clan. Infatti, già il giorno dopo sono cominciate le “stese” per marcare il territorio e dimostrare forza e potenza ai pochi affiliati ai “Bodo” rimasti in zona. Per un po’ questi ultimi hanno reagito con altrettante sparatorie, e sarebbe un errore darli per finiti, poi  la situazione si sarebbe cristallizzata con una prevalenza dell’alleanza Minichini-Rinaldi con l’appoggio dei Formicola e degli Aprea. Un asse quindi tra pregiudicati “ponticellari” nemici dei De Micco e una parte della malavita di San Giovanni a Teduccio e Barra. A incastrare Luigi Crisai, Salvatore Coppola e Vincenzo (i primi due residenti a Ponticelli, il terzo a San Giovanni a Teduccio) è stata la squadra giudiziaria del commissariato Ponticelli (dirigente Antonella D’Andria, sostituto commissario Vittorio Porcini). Investigatori esperti che hanno raccolto immagini di telecamere che dimostrerebbero la responsabilità degli indagati in relazione alle richieste di “pizzo” (fermo restando la presunzione d’innocenza fino a eventuale condanna definitiva)  e le dichiarazioni di una decina di commercianti finiti sotto pressione. I quali, inizialmente titubanti, sarebbero poi stati messi con le spalle al muro in quanto non potevano non ammettere che quegli uomini entrati nei loro negozi non erano là per fare acquisti. Poi l’inchiesta ovviamente porterà a una richiesta di rinvio a giudizio o di proscioglimento a seconda della bontà del materiale probatorio raccolto. 
I presunti taglieggiatori avrebbero fatto presente alle vittime che in cambio di “tranquillità” avrebbero dovuto versare tre rate di “pizzo”. Inizialmente, almeno in qualche caso, sarebbe stata avanzata una richiesta di 1000 euro. Poi ci sarebbe stata una contrattazione, ma l’intervento dei poliziotti di Ponticelli ha tolto dall’impaccio i commercianti impauriti. E tra lunedì e l’altro uno dopo l’altro sono stati arrestati Luigi Crisai, Salvatore Coppola e Vincenzo Tabasco. Quest’ultimo è il fratello di Giovanni, in carcere con l’accusa di aver partecipato all’omicidio di Vincenzo Ammendola. 

 

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