Domenica 25 Febbraio 2018 - 14:29

Acerra, picchia la madre per la droga: preso

ACERRA. Violenza in famiglia quasi ogni giorno per i soldi da spendere in droga. I carabinieri arrestano un 25enne di Acerra già noto alle forze dell'ordine. È stato bloccato dai carabinieri della locale stazione subito dopo aver alzato le mani sulla madre all’interno dell’abitazione in cui vivono. ha anche opposto resistenza ai militari per evitare l’arresto ma è stato immobilizzato. Dovrà rispondere dunque di maltrattamenti in famiglia e resistenza a un pubblico ufficiale. La madre ha poi formalizzato denuncia e raccontato ai militari che il figlio pretendeva ogni giorno dai 10 ai 30 euro da spendere in droga e perciò la minacciava ricorrendo spesso alle mani. Dopo le formalità l’arrestato è stato tradotto in carcere.

Fucili e tremila cartucce: nel casolare l'arsenale dei clan

SANT'ANASTASIA. I carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata hanno tratto in arresto un 45enne di Scisciano, disoccupato e già noto alle forze dell'ordine, per ricettazione, porto e detenzione illegale di armi e detenzione illegale di munizioni per armi comuni e da guerra. Tutto è partito quando i militari hanno osservato l’uomo in un sospetto andirivieni da e per un casolare nel comune di Sant’Anastasia: visibilmente agitato ha spostato grossi sacchi bianchi e poi si è allontanato frettolosamente. in quel momento è scattato l’intervento dei carabinieri che, bloccato l’uomo, hanno perquisito lo stabile e le pertinenze rinvenendo in una cisterna di plastica 2 fucili da caccia con matricola abrasa e 2 carabine con le munizioni; nei sacchi bianchi c’erano oltre 3.000 munizioni (più di 200 delle quali per armi da guerra) e materiale per il confezionamento dei colpi (polvere da sparo, ogive e bossoli). Il casolare era un deposito di armi e munizioni verosimilmente custodite in quel posto sicuro nell’attesa che acquirenti interessati ad armi “anonime” ne avessero fatto richiesta. L’arsenale è stato sequestrato; sulle armi saranno effettuate le indagini dattiloscopiche e balistiche del caso. l’uomo è stato tradotto in carcere.

Grumo Nevano, mozione
di sfiducia contro D’Aponte

GRUMO NEVANO. Colpo di scena. Il conflitto tra maggioranza e opposizione al Comune di Grumo Nevano deflagra definitivamente. Ieri mattina sei consiglieri comunali hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco facente funzioni Carmine D’Aponte. Un atto formale sul quale si giungerà ad un voto in aula che, se andasse nella direzione auspicata dai proponenti, potrebbe mettere fine a una consiliatura tribolata. A firmare la mozione di sfiducia sono stati i consiglieri comunali Gaetano Di Bernardo, Tammaro Chiacchio, Tammaro Faccenda, Peppe Ricciardi, Carmela Mormile e Francesco Manco. 

 

la mozione. Si tratta di un documento dai toni durissimi, che rappresenta la prosecuzione dello scontro innescatosi dopo il caso delle dimissioni dell’assessore alla Legalità Carla Cimmino, poi rientrate. Nella mozione di sfiducia, i sei consiglieri ripercorrono le vicissitudini visite dal Comune, «come la decadenza della consigliere comunale Marianna Ranucci a seguito di una condanna penale; gli arresti del sindaco Pietro Chiacchio» e in ultimo «le dimissioni dell’assessore Cimmino, respinte dal sindaco facente funzioni in maniera illegittima - scrivono i consiglieri nella mozione di sfiducia nei confronti di D’Aponte - in quanto considerato un atto privo di rilevanza giuridica dal ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Napoli». Di Bernardo, Chiacchio, Faccenda, Ricciardi, Mormile e Manco sono durissimi quando scrivono che «dopo la manifesta incapacità amministrativa del sindaco Pietro Chiacchio, registriamo che tale incapacità, nel proseguire con il sindaco facente funzioni, con quest’ultimo abbia assunto proporzioni bibliche». 

Al punto, sempre a parere dei consiglieri firmatari della mozione di sfiducia, «da mettere in serio pericolo il buon andamento amministrativo e di riflesso influire negativamente sull’intera comunità grumese in termini economici, nei servizi e principalmente, nella credibilità delle istituzioni, con un enorme danno di immagine per la nostra Grumo Nevano, in tutte le sedi istituzionali e  pubbliche». La mozione - indirizzata al presidente del consiglio comunale, Ai capigruppo consiliari, al segretario generale e al sindaco facente funzioni - dovrà essere adesso messa in votazione entro i prossimi 20 giorni. Nel mirino dell’opposizione, come detto, in particolare c’è però la vicenda degli atti di Giunta prodotti nel periodo intercorso dalla presentazione delle dimissioni dell’assessore Cimmino e fino alla rinomina avvenuta dopo l’intervento del Ministero dell’Interno. L’opposizione parla di «presunta sanatoria unilaterale» che sarebbe avvenuta l’8 febbraio scorso «con l’approvazione della delibera di giunta comunale n° 21 che tenderebbe a sistemare gli atti prodotti dalla presenza estranea e illegittima dell’assessore Cimmino». Per questo i consiglieri comunali d’opposizione chiedono di sottoporre al consiglio comunale la mozione di sfiducia, «auspicando nei componenti il consiglio comunale, una presa di coscienza dei fatti elencati, votando favorevolmente la presente per consentire di chiudere definitivamente una brutta pagina di eventi amministrativi accaduti in questi ultimi mesi a danno della città di Grumo Nevano».

Torre Annunziata, estradato in Italia il broker della droga dei clan

TORRE ANNUNZIATA. Rientra oggi in Italia, a Fiumicino, Francesco De Simone, 62enne napoletano, arrestato ad Amsterdam dieci giorni fa, grazie alle indagini del Nucleo Investigativo Carabinieri di Torre Annunziata e dal supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia Divisione S.I.Re.N.E. (Supplementary Information Request at the National Entry) che ha coordinato il lavoro della Polizia olandese per localizzarlo. De Simone, latitante dal 2015 e condannato per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti ad oltre 7 anni di reclusione, ha sempre ricoperto il ruolo di 'broker della droga' per i sodalizi criminali di Torre Annunziata, fungendo da tramite per quei carichi che proprio dall'Olanda raggiungevano i porti italiani. 

Raid alla gioielleria: il rapinatore non ha sparato

NAPOLI. Non avrebbe sparato Raffaele Ottaiano, il rapinatore che la sera dello scorso 10 febbraio, a Frattamaggiore, è rimasto ucciso dai colpi di pistola sparati dal gioielliere titolare dell'omonimo negozio dove poco prima, insieme con quattro complici, aveva tentato una rapina a mano armata. È quanto emerge dalle indagini della procura di Napoli Nord. Il gioielliere, Luigi Corcione, è indagato con l'ipotesi di accusa di omicidio colposo per eccesso di legittima difesa.

Nutrizionisti in campo contro le fake news

napoli. Sotto accusa finiscono le fake dei social. L'Andid, associazione nazionale dietisti, lancia l'allarme: «Non esistono prodotti miracolosi. Occorrono strumenti per combattere chi diffonde le false notizie sul web, non si scherza sulla salute delle persone».

Le balle informatiche non risparmiano nessuno, e anche l'alimentazione e la nutrizione cadono nel mirino di chi vuole diffondere paure e psicosi celandosi dietro lo schermo di un pc. Ma cosa sono, di preciso, le fake news? Sono delle informazioni false prodotte a tavolino, con l'intento di diffondere ansie e paure intorno ad un argomento. Ersilia Troiano, dietista, presidente nazionale dell'Andid, ci aiuta a fare chiarezza sull'argomento.

Il fenomeno delle fake news è sempre più preoccupante. Che tipo di false notizie girano sul web riguardo il mondo della nutrizione?

«Le fake news girano in maniera virale. Il mondo della scienza della nutrizione è in costante crescita in termini di ricerca, ma su una base chiara e certa. Quello che continua a fare breccia nelle persone è la notizia sulla dieta miracolosa per perdere peso o l'ingrediente magico per la longevità».

Qual è, secondo lei, il veicolo più utilizzato per diffondere le fake news?

«Il probelma della diet industry e del mercato degli integratori e dei prodotti dietetici c'è sempre stato. Le persone credevano anche prima all'esistenza di diete miracolose e facili. Oggi, purtroppo, con i social questo fenomeno si è amplificato. Tutti i mezzi di comunicazione si prestano a diffondere le fake news. È invece importante fare riferimento a delle fonti affidabili di informazione».

Quando ha capito che era necessario intervenire in qualche modo?

«Abbiamo fatto un comunicato sulla base di un allarme lanciato dalle associazioni di pazienti diabetici. Una persona sui social consiglia alle persone che lo seguono un metodo alimentare basato su alcuni integratori e un certo tipo di alimentazione. Sembrerebbe, addirittura, consigliare a soggetti con diabete di tipo uno di sospendere l'insulina».

Qual è, secondo lei, lo scopo di queste persone?

Io voglio rimanere nel mio ruolo, ma le possibilità sono due: o vogliono la notorierà o ricercano un profitto economico. Alcuni parlano addirittura di commercializzazione della salute».

Quali sono i maggiori rischi che corrono gli utenti?

«I maggiori rischi riguardano la salute delle persone, che possono essere persuase a sospendere terapie salvavita o a seguire regimi alimentari inadeguati».

Che tipo di soluzioni intende proporre Andid?

«Noi abbiamo fatto un appello al ministero della salute, affinchè intervenga con un tavolo tecnico che possa andare ad identificare una serie di soluzioni: da una parte occorre un'informazione corretta,una strategia di comunicazione, anche sul web,  e dall'altra parte chiediamo un'azione reale di controllo su queste persone che devono essere denunciate per abuso di professione e devono smettere di danneggiare la salute delle persone». 

Violentò due bimbi, condannato l'orco di Caivano

CAIVANO.  È stato condannato a 8 anni di carcere in primo grado l'uomo che violentò due fratellini di 9 e 12 anni a Caivano. L'uomo è stato anche condannato all'interdizione perpetua dalla potestà genitoriale e dai pubblici uffici. L'orco, che era vicino di casa delle vittime, avrebbe abusato per anni dei due minori. 

Si finge tassista, stupra e rapina turista

Un palermitano di 46 anni è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Palermo con l'accusa di violenza sessuale, rapina e sequestro di persona. L'uomo, che ha precedenti per i reati di rapina, lesioni, porto abusivo di arma, è un lavoratore precario ex Pip. I fatti risalgono al maggio dell'anno scorso, quando una ventenne cittadina inglese residente in città da qualche mese, dopo avere trascorso la notte con alcune amiche presso diversi locali, si era ritrovata da sola in via Roma intorno alle 4 del mattino ed era salita su una macchina credendo si trattasse di un taxi. L'autista invece di riportarla a casa l'aveva condotta in un luogo isolato, a Brancaccio, dove in auto aveva abusato di lei e l'aveva rapinata del cellulare e dei soldi, abbandonandola al buio. La ragazza aveva camminato tra i rifiuti ed era riuscita a raggiungere l'autostrada e solo dopo avere percorso più di un chilometro aveva trovato soccorso. Le indagini iniziate immediatamente sono state molto articolate e complesse e hanno permesso di individuare l'indagato del quale si era in possesso solo di alcune immagini sfocate e del modello e colore dell'auto. Determinante è stato anche il ruolo del Gabinetto Provinciale della Polizia Scientifica che attraverso gli operatori del laboratorio di biologia ha individuato sui vestiti della donna il profilo genetico dell'aggressore e lo ha confrontato con quello estratto dai reperti che con grande abilità sono stati acquisiti dal personale della squadra mobile, identificando l'autore del grave reato nell'arrestato. Il provvedimento è stato emesso dal Gip Roberto Riggio, su richiesta della pm Giorgia Righi del pool dei reati sessuali, coordinato dal Procuratore aggiunto Ennio Petrigni.

Accoltella 17enne per uno sgambetto

GIULIANOVA. Un ragazzo di 17 anni è stato colpito al volto con un coltellino a serramanico da un coetaneo. È successo questa mattina verso le 8.15 all'Itis di Giulianova, in provincia di Teramo. La vittima, di origine marocchina, è stata portata in ospedale: l'adolescente sarà sottoposto a un intervento chirurgico per una ferita alla guancia sinistra. L'aggressore, 18enne di Giulianova, è stato denunciato per lesioni personali aggravate e porto abusivo di coltello di genere proibito. L'aggressione, spiegano i carabinieri di Giulianova, è avvenuta mentre i ragazzi stavano entrando a scuola. Secondo la prima ricostruzione, tra i due coetanei si erano già verificati episodi di insulti e spintoni. Oggi, arrivati a scuola, il marocchino avrebbe fatto lo sgambetto al 18enne, il quale avrebbe reagito ferendolo con un coltello alla guancia sinistra provocandogli, oltre a un taglio, la caduta di un molare. Insegnanti e studenti sono intervenuti per separarli. Le immagini di sorveglianza dell'istituto scolastico sono al vaglio dei carabinieri.

Truffa 10mila euro ad un’anziana: arrestata alla Stazione Centrale

NAPOLI. È stata individuata dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Arezzo, con la collaborazione della Polizia Ferroviaria di Arezzo, quella di Napoli e della Polizia Municipale di Arezzo, una donna, C.M., 46 anni, residente a Napoli, pregiudicata, che nella tarda mattinata di ieri aveva truffato un anziana nel centro storico di Arezzo, sottraendole la somma contante di 10.000 euro. La vittima è stata così raggirata: ha prima ricevuto una chiamata telefonica da parte di un sedicente avvocato, il quale le riferiva che suo figlio aveva avuto un incidente stradale ed aveva investito un ragazzo, e quindi, essendo stato trovato sotto l'effetto di stupefacenti e non avendo copertura assicurativa, era in stato di fermo presso una caserma dei carabinieri. Per evitare il suo arresto, allora, l'anziana madre doveva consegnare come cauzione la somma richiesta. Una volta caduta nella truffa, l'interlocutore le ha detto che sarebbe venuta una sua incaricata a riscuotere il tutto.

Ricevuta la visita dell'inviata, la vittima, sola in casa, le ha consegnato il denaro, per rendersi conto subito dopo di essere stata raggirata. Allertata quindi la centrale operativa del comando provinciale dei carabinieri di Arezzo che, ha coordinato tutte le forze di polizia sul territorio, diramando le ricerche del caso. Le indagini hanno consentito di individuare la donna ricercata mediante il sistema di videosorveglianza urbana del Comune. Grazie ai filmati è stato possibile ricostruire il percorso fatto dalla donna che, da casa della vittima ha raggiunto la stazione ferroviaria. Dalle indagini condotte in collaborazione con la Polizia Ferroviaria di Arezzo, sono stati individuati i treni utilizzati dalla truffatrice: prima è andata a Firenze Santa Maria Novella e poi, da li, con un Frecciarossa verso Napoli. Una volta giunta presso la stazione di Napoli Centrale, la donna è stata immediatamente fermata e identificata dalla Squadra di Polizia Giudiziaria della Polizia Ferroviaria di Napoli. La perquisizione ha permesso di rinvenire la somma indebitamente sottratta alla donna di Arezzo che, sequestrata, le sarà a breve riconsegnata. La truffatrice è stata quindi denunciata in stato di libertà e dovrà rispondere del reato di truffa aggravata.

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