Lunedì 26 Giugno 2017 - 4:01

Omicidio Fortuna, in aula i “colloqui” delle bimbe

Marianna Fabozzi che in una stanza della caserma "istruisce" la figlia maggiore sulla versione da fornire ai Carabinieri, il colloquio della figlia più piccola, appena tre anni all'epoca, con la psicologa e il pubblico ministero nel quale la bimba racconta degli abusi subiti e, infine, le dichiarazioni dell'amichetta del cuore di Fortuna che dopo mesi di silenzio ricostruisce finalmente quanto avvenuto la mattina del 24 giugno 2014, il giorno in cui Fortuna Loffredo morì nel Parco Verde di Caivano. Tutti momenti catturati nei video mostrati oggi in aula nel corso della requisitoria del pubblico ministero di Napoli Nord Claudia Maone, prima parte della requisitoria dell'accusa che proseguirà nell'udienza del prossimo 30 giugno con quella dell'aggiunto Domenico Airoma. Maone ha ricostruito la vicenda avvalendosi dell'audio delle intercettazioni e delle riprese video dei colloqui con le bambine, figlie di Marianna Fabozzi, imputata con l'accusa di aver coperto gli abusi sessuali di Raimondo Caputo, a sua volta imputato per omicidio volontario e violenza su minori. Immagini forti, che hanno scosso i presenti all'interno dell'aula nel quale si svolge il processo, in particolare le immagini della bimba più piccola che, seduta sulle gambe della psicologa quasi a cercarne la protezione, spiega come avvenivano gli abusi.

Tocca poi alla figlia più grande della Fabozzi, l'amichetta del cuore di Fortuna e testimone chiave del processo, che dopo aver "subito per mesi le pressioni della madre e della nonna sulla versione da fornire agli investigatori - ha spiegato il pm Maone - dopo alcuni mesi trascorsi in casa famiglia, lontano dalla madre, decide di raccontare tutto". Secondo il pm "non ci sono dubbi sull'attendibilità della bambina", mentre al contrario non sono attendibili né Raimondo Caputo, né Marianna Fabozzi. Il primo, ha spiegato Maone, "perché prima ha detto di non aver mai abusato delle figlie, poi ha confessato gli abusi sulla figlia maggiore della Fabozzi, poi che la morte di Fortuna è stata frutto di un comportamento posto in atto dalla Fabozzi ma anche che quest'ultima sarebbe responsabile della morte di Antonio Giglio. Lui quindi avrebbe convissuto con una donna responsabile di un duplice omicidio senza dire mai nulla e spiega questo suo comportamento con il fatto che voleva rimanere estraneo alla vicenda, pur avendo abusato della figlia maggiore. Non c'è logicità". Marianna Fabozzi invece "ha negato ogni circostanza senza fornire alcuna spiegazione alternativa, anche quando le sono state contestate intercettazioni ambientali".

Diciottenne ucciso per una sospetta relazione con la donna del capoclan: tre arresti

NAPOLI. Ucciso perché si era sparsa la voce di una sua presunta relazione con la moglie del capoclan. Per questo motivo sarebbe stato ucciso Vincenzo Amendola, scomparso il 5 febbraio 2016 e il cui corpo è stato ritrovato il 19 febbraio 2016 seppellito a un metro e mezzo di profondità in un terreno nel quartiere San Giovanni a Teduccio, a Napoli. La Squadra Mobile di Napoli, eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli su richiesta della Dda partenopea, ha arrestato 3 persone ritenute responsabili dell'omicidio, premeditato e aggravato, di Amendola. Secondo quanto emerso dalle indagini, l'omicidio è maturato all'interno del clan camorristico Formicola, al quale la vittima era legata da rapporti di frequentazione, e sarebbe stato deciso per "tutelare l'onore" del capoclan, attualmente detenuto. La ricostruzione dei fatti è stata svolta attraverso intercettazioni e le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia che ha partecipato all'omicidio e che ha consentito non solo di trovare il cadavere, ma anche di recuperare l'arma utilizzata per l'omicidio, gettata in mare da una scogliera. La sera del 5 febbraio 2016 Amendola è stato portato nel luogo in cui doveva essere giustiziato e, fatto inginocchiare, è stato ucciso con due colpi di arma da fuoco al volto, il secondo dei quali, quello mortale, alla tempia. Le indagini hanno consentito di accertare il coinvolgimento del titolare del fondo nel quale il corpo di Vincenzo Amendola è stato ritrovato. Gli arrestati sono Giovanni Tabasco, Gaetano Formicola e Raffaele Morra, tutti di Napoli.

San Giorgio, rubano smartphone nella Circum: presi

SAN GIORGIO A CREMANO. Confusi tra gli utenti della Circumvesuviana, i carabinieri della Tenenza di Ercolano, in abiti civili, hanno sorpreso e arresto 2 complici entrambi di origini romene e già noti alle forze dell'ordine.
Ionut Zodieru, 30enne e Ionut Grigore, 22enne, sono stati bloccati dopo aver sottratto uno smartphone dalla borsa di una turista canadese che non si era minimamente accorta del furto con destrezza.
Arrestati, sono in attesa del rito direttissimo.

Studiavano i movimenti delle vittime e poi le ripulivano: preso trio di rapinatori

NAPOLI. Studiavano le vittime per giorni e colpivano solo se avevano addosso migliaia di euro. I Carabinieri della Stazione di Posillipo hanno dato esecuzione a un decreto di fermo emesso dalla Procura di napoli nei confronti di due persone già note responsabili di rapina, lesioni e porto abusivo di arma da fuoco in concorso tra loro e con altri complici in via di identificazione: sono Ciro Vollaro, 53enne di Materdei e Carmela Giamminelli, 34enne di Ponticelli (nella foto appostati davanti a una banca). Sono stati individuati come i responsabili di 2 rapine commesse a Napoli e provincia e il provvedimento è scattato dopo indagini condotte dai militari dell’Arma di Posillipo e condivise dall’Autorità giudiziaria. 
Studiavano le vittime a lungo per capire i movimenti, i giorni di deposito degli incassi ed eventuali appuntamenti in banca. La prima rapina risale al 4 aprile, quando i malviventi hanno pedinato l’impiegato di una clinica privata dalla clinica stessa fino all’esterno di una banca di via Cilea dove stava andando a depositare 20.000 euro, l’incasso delle prestazioni erogate negli ultimi giorni. Dopo averlo avvicinato in scooter hanno infranto il vetro del furgone su cui viaggiava e si sono appropriati dei soldi.  Il 31 maggio a Casandrino hanno rapinato una 72enne appena uscita dall’Ufficio postale in cui le avevano concesso un finanziamento: minacciandola con una pistola le hanno sottratto la borsa contenente 9mila euro. 
Sottoposto a fermo per rapina dai carabinieri anche un 43enne dei Quartieri Spagnoli, libero vigilato e già noto, Pasquale Ciprio. È ritenuto complice di Vollaro e di Giamminelli nella rapina perpetrata a Casandrino. Durante la perquisizione nella sua abitazione i carabinieri hanno trovato le sim card utilizzate dai rapinatori per restare in contatto durante i colpi: usavano infatti telefoni con cui si chiamavano solo e soltanto tra di loro. Dopo le formalità, Vollaro e Ciprio sono stati tradotti al carcere di Poggioreale, la Giamminelli ai domiciliari.  

 

Mugnano, arrestato con 68 dosi di droga

MUGNANO. I carabinieri dell’aliquota operativa della Compagnia di Giugliano hanno arrestato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio Filippo Frasca, 19enne, del luogo, già noto alle forze dell'ordine. Perquisendo la sua abitazione, i militari lo hanno sorpreso a detenere 68 dosi di marijuana e 28 stecchette di hashish, oltre a 190 euro in banconote di vario taglio e 250 bustine di cellophane utilizzate per il confezionamento della droga. Ora è in attesa del giudizio direttissimo.

Torre del Greco, sequestro di ricci di mare

TORRE DEL GRECO. Un consistente carico di ricci di mare, mal conservati, stavano per essere consegnati ai ristoranti della zona. I militari della compagnia dei carabinieri di Torre del Greco e della Capitaneria di porto, sezione di polizia marittima, hanno individuato e sanzionate 4 persone che erano in possesso di una ingente quantità di ricci di mare, che vendevano a bordo di un autoveicolo, esponendo gli alimenti ad agenti patogeni.

L'attività di vigilanza e di controllo sulla filiera della pesca, a tutela della sicurezza alimentare e degli stock ittici si è concretizzata nella individuazione del carico consistente in 1.360 esemplari. La vendita veniva effettuata in prossimità della strada litoranea di Torre del Greco.

Il prodotto ittico sequestrato in questo periodo dell'anno non può essere pescato, per assicurare il normale ciclo di produzione. Pertanto, i 4 trasgressori sono stati deferiti all'autorità giudiziaria per il reato di cui alla legge 283/1962, per la fattispecie penalmente rilevante sotto il profilo sanitario a danno della salute dei cittadini.

 

Rapinava passanti travestito da operaio, preso latitante goloso di merendine

NAPOLI. Un peccato di gola tradisce la posizione di un latitante. I carabinieri della sezione “catturandi” di Napoli hanno individuato e assicurato alla giustizia il ricercato Emanuele Passariello, un 37enne già noto e ricercato da maggio perché destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli per rapina. Nel mese di marzo, all’alba, travestito da addetto a lavori stradali e a mano armata rapinava passanti del centro di Napoli insieme al fratello Alessio, già arrestato a maggio.
L’uomo è stato oggi catturato in un appartamento nel quartiere napoletano di Vasto che aveva scelto come covo nel quale i carabinieri hanno trovato numerose confezioni di merendine, di tutti i tipi. Il 37enne è stato "sgamato" dai carabinieri che hanno seguito la sorella vivandiera. 

Far West al Vasto, spari contro il portone di un palazzo

NAPOLI. La polizia sta indagando su un raid armato avvenuto in serata in via Ferrara, dove contro il portone di un palazzo sono stati esplosi due colpi di pistola. Per fortuna non ci sono stati feriti, ma soltanto tanta paura tra i passanti e i residenti. All'origine dell'episodio ci sarebbe una lite tra due famiglie risalente a qualche giorno fa. Sul posto la "Scientifica" per i rilievi

Due affiliati al clan De Biase di Giugliano presi con una pistola

GIUGLIANO. Nel rione popolare delle "Palazzine", roccaforte dei "Paparella", in serata sono entrati in azione i poliziotti del locale commissariato. Ne hanno fatto le spese due personaggi già noti alle forze dell'ordine, bloccati e arrestati in via Montessori: Gennaro Catuogno detto "o' scoiattolo" e Gaetano Mele.. I due  erano insieme quando uno di essi, per sfuggire alle manette, si sarebbe disfatto di una pistola con il colpo in canna. Tra i Mallardo e i De Biase la guerra è cominciata due anni fa.  Erroneamente, e ce ne scusiamo con l'interessato, era stato fatto anche il nome di Vincenzo Micillo tra i fermati, ma quest'ultimo è estraneo alla vicenda.

Baby-gang a via Toledo, cingalese n ospedale

NAPOLI. La polizia è intervenuta in serata per difendere un ambulante che vende in via Toledo dall'aggressione, più per un assurdo divertimento che a scopo di rapina, di un gruppetto di minorenni in sella a tre motorini. Erano in sei e hanno preso di mira il venditore, difeso da un cingalese di passaggio che ha inveito contro i teppistelli. A quel punto di essi l'ha spinto a terra, procurandogli contusioni guaribili in pochi giorni. Sull'epiodio indaga la polizia

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