Mercoledì 18 Ottobre 2017 - 1:52

Simula una rapina, denunciata la responsabile del ristorante Vesi di via Caracciolo

Gli agenti del commissariato di Polizia San Ferdinando hanno denunciato in stato di libertà, per i reati di: simulazione di reato e appropriazione indebita, una giovane 25enne di nazionalità straniera che lo scorso 10 ottobre aveva denunciato di essere stata rapinata di poco meno di euro 7000 in Via Tommaso Campanella. La 25enne, responsabile del ristorante pizzeria Vesi di Via Caracciolo, denunciò ai poliziotti, che dopo aver prelevato l’incasso dal locale, si era diretta direttamente in banca alla Via Tommaso Campanella ma, una volta giunta nei pressi era stata bloccata e minacciata con una pistola da un soggetto che le sottraeva la borsa. Il racconto fornito dalla vittima non ha convinto gli investigatori. Molte le differenze e inesattezze raccontate alla Polizia, tanto da far immediatamente dubitare i poliziotti che in seguito ad accurate indagini hanno accertato che la donna avesse inventato tutto per appropriarsi dei soldi. Proseguono le indagini della Polizia per verificare se la giovane è stata aiutata da un complice.

L'ex 007 Contrada rientra in polizia a 86 anni

Bruno Contrada, l'ex 007 che dopo la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, dieci anni fa era stato destituito dall'Amministrazione della pubblica sicurezza dall'allora capo della Polizia Antonio Manganelli, rientra nel corpo della Polizia. Lo ha deciso il Capo della Polizia di Stato Franco Gabrielli, che con un provvedimento, ha revocato la destituzione di dieci anni fa. Una decisione arrivata dopo la sentenza della Corte di Cassazione, che lo scorso 6 luglio aveva dichiarato "inesegubile e improduttiva di effetti penali la sentenza penale di condanna del 25 febbraio 2006". Un provvedimento che ha anche effetti retroattivi. "Il periodo di tempo ricompreso tra il 13 gennaio 1993 e il 30 settembre 1996, cioè il giorno antecedente a quello in cui il dottor Contrada è stato collocato in quiescenza - si legge nel provvedimento di cui è in possesso l'Adnkronos - durante il quale ha esplicato i propri effetti il provvedimento di sospensione cautelare dal servizio datato 15 gennaio 1993, è riconosciuto utile (a Contrada ndr), sia agli effetti giuridici sia agli effetti economici e previdenziali". Per questo motivo, viene riconosciuto a Bruno Contrada "l'intero trattamento economico previsto dalle vigenti disposizioni di legge, con interessi e rivalutazione monetaria". La Corte di Cassazione a luglio aveva revocato la condanna a 10 anni di carcere inflitta all'ex funzionario della Squadra mobile di Palermo, accusato di concorso in associazione mafiosa. I giudici romani avevano accolto il ricorso dei legali di Contrada, Stefano Giordano e Vittorio Manes, che avevano impugnato il provvedimento con cui la Corte d'appello di Palermo aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di incidente di esecuzione. La Cassazione a luglio aveva così dichiarato "ineseguibile e improduttiva di effetti penali la sentenza di condanna". 

Bruno Contrada, per tanti anni poliziotto in prima linea contro la mafia a Palermo, venne arrestato con l'accusa di concorso in associazione mafiosa il 24 dicembre del 1992. In primo grado fu condannato a 10 anni, ma la sentenza fu ribaltata in appello e il funzionario venne assolto. L'ennesimo colpo di scena ci fu in Cassazione, quando l'assoluzione fu annullata con rinvio e il processo tornò alla corte d'appello di Palermo che, il 25 febbraio del 2006, confermò la condanna a 10 anni. La sentenza divenne definitiva nel 2007. Dopo dieci anni la sentenza della Corte di cassazione, che ha dichiarato ineseguibile la sentenza penale. "È un giorno importante per il nostro assistito, che dopo tanti anni vede restituita la sua onorabilità e viene reinserito tra i prefetti della Polizia, ma più in generale per tutti, perché la forza del diritto prevale sulle ingiustizie. Esprimiamo sincero apprezzamento e stima nei confronti del Capo della Polizia dottor Gabrielli per la sollecitudine e la disponibilità dimostrata, un esempio dell'Italia che funziona", dichiarano gli avvocati Stefano Giordano e Vittorio Manes, difensori di CONTRADA e autori del ricorso vittorioso in Cassazione.

«Anm deve individuare i falsi inidonei e licenziarli immediatamente»

«Anm deve individuare i falsi inidonei e licenziarli immediatamente. Altresì devono essere denunciati i medici compiacenti che hanno certificato inidoneità fasulle. La tutela della salute è un diritto primario che non può essere infangato in alcun modo. La nostra indicazione al nuovo Amministratore è precisa e vi è già un lavoro in corso: vanno stanati e perseguiti i furbetti di ogni natura ed i loro sodali». È la dichiarazione dell'assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Enrico Panini.

G7: ministri dell'Interno a Ischia, stop alle auto sull'isola dal 18 al 20

Ischia "blindata" per la riunione dei ministri dell'Interno dei Paesi del G7, in programma il 19 e il 20 ottobre sull'isola. Il prefetto di Napoli, Carmela Pagano, ha disposto infatti il divieto di afflusso e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori appartenenti o condotti da persone non residenti nel territorio dell'isola d'Ischia. Il divieto è stato deciso "attese le contenute dimensioni territoriali dell'isola e al fine di assicurare ottimali condizioni di ordine e sicurezza pubblica dell'evento", sarà vigente dal 18 al 20 ottobre e vale per tutti i comuni dell'isola: Barano d'Ischia, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno e Serrara Fontana. Sono esclusi dal divieto i veicoli delle forze dell'ordine, delle Capitanerie di Porto, dei Vigili del Fuoco, i veicoli che trasportano generi di prima necessità, autoambulanze, veicoli che trasportano farmaci e attrezzature destinate a ospedali, nonché un veicoli per ciascun nucleo familiare che dimostri di soggiornare in una casa privata con regolare contratto di affitto o in un albergo dei comuni dell'isola. 

Vomero, Capodanno: spariti i portarifiuti

«Da alcuni mesi a questa parte i vomeresi sono alle prese con un vero e proprio giallo, un mistero che riguarda la sparizione dell'arredo urbano, in particolare dalle isole pedonali di via Scarlatti e di via Luca Giordano.  Dopo le diverse panchine, al Vomero sono spartiti anche buona parte dei cestini per i rifiuti». A lanciare l'ennesimo S.O.S. dalla collina è ancora una volta Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari.

«Il già scarno arredo urbano delle strade e delle piazze del popoloso quartiere - afferma Capodanno - si va ogni giorno sempre più depauperando per la scomparsa di alcuni componenti, panchine e cestini portarifiuti, in particolare. Per le prime è stata da tempo segnalata la scomparsa di ben otto panchine, cinque delle quali nell'isola pedonale di via Scarlatti, due nell'isola pedonale di via Luca Giordano e una in via Morghen».

«Più di recente - aggiunge Capodanno -, sono scomparsi anche buna parte dei cestini per i rifiuti, dei quali, in molti casi, si nota la presenza della sola base, infissa al suolo, con conseguenze immaginabili».

«In particolare - puntualizza Capodanno - nel tratto pedonalizzato di via Luca Giordano, posto tra via Carelli e piazza degli Artisti, ne è rimasto solo uno. Al punto che per sopperire alla loro mancanza, in tale tratto di strada, uno dei tanti bidoncini carrellati che, invece di essere custoditi nelle androni dei fabbricati o negli esercizi commerciali sono perennemente esposti sulla pubblica via, è stato di fatto trasformato in un cestino per i rifiuti, dove i passanti depositano uno di tutto, imbrattando anche l'area circostante».

Capodanno sollecita ancora una volta l'amministrazione comunale, dopo aver effettuato tutti gli accertamenti e le verifiche del caso, a provvedere al ripristino immediato dei contenitori portarifiuti scomparsi rinnovando, con l'occasione, anche l'invito a reintegrare le otto panchine scomparse dalle strade del Vomero, ponendo una maggiore attenzione verso l'arredo urbano di piazze e strade del quartiere collinare, finalizzata pure all'individuazione dei responsabili i eventuali manomissioni, per i provvedimenti del caso.

 

Volatili di specie protetta e cani trovati in un allevamento abusivo, un denunciato a Pozzuoli

POZZUOLI. I carabinieri delle Stazioni Territoriale e Forestale di Pozzuoli hanno denunciato per ''maltrattamento di animali'' e per ''violazioni penali alla normativa per la protezione della fauna'' un 54enne del luogo già noto alle forze dell'ordine. I militari hanno perquisito l'abitazione dell'uomo in scoprendo che c'erano 3 cardellini e 7 cani meticci, in pratica un allevamento abusivo degli animali. Nella stessa gabbia, in cattività, tenuti senza alcun titolo autorizzativo e in precarie condizioni igienico sanitarie, c'erano i 3 cardellini e in vari locali non idonei i cani, come poi certificato da personale della Lipu e del servizio veterinario dell'Asl Napoli 2 Nord. Durante le operazioni è stata rinvenuta e sottoposta a sequestro una rete di nylon da uccellaggione di circa 12 mq, quella presumibilmente usata per la cattura dei volatili. Dopo le operazioni di rito i volatili sono stati affidati al centro recupero animali selvatici dell'ospedale veterinario dell'Asl Napoli 1 Centro per essere sottoposti a un periodo di riabilitazione, al termine della quale saranno rilasciati in natura. I cani sono stati affidati a una ditta specializzata.

Lunedì chiude il parrucchiere che ha detto no ai clan

Lunedì chiude definitivamente il parrucchiere che ha detto No ai clan, Borrelli (Verdi): una sconfitta per la città; la lotta alla camorra ha bisogno del sostegno dei cittadini. Lunedì con il presidente Eav De Gregorio consegneremo a Castelluccio assegno di duemila euro per aiutarlo a ricominciare.

«Lunedì 16 ottobre Salvatore Castelluccio, il parrucchiere di largo Ecce Homo che ha osato sfidare il clan denunciando i suoi estorsori e facendoli arrestare, abbasserà per l’ultima volta la saracinesca del suo negozio. Una sconfitta per tutta la città, una resa alla logica dell’intimidazione camorristica e della cultura della violenza e della sopraffazione. Per sconfiggere la malavita non bastano le Forze dell’ordine; occorre una risposta dei cittadini netta e decisa che in questo caso, come in tanti altri, non si è avuta. Un altro presidio di legalità chiude i battenti nell’indifferenza di molti. Lunedì alle 12.30 i Verdi saranno con il presidente dell’Eav, Umberto De Gregorio, in largo Ecce homo per consegnare un assegno di duemila euro a Salvatore come contributo per ricominciare, somma raccolta dai contributi del personale e dei fornitori dell’Ente Autonomo Volturno. Un gesto importante che purtroppo è rimasto isolato e che non ha scongiurato la chiusura. Speriamo sia utile per far ricominciare una nuova vita ad una persona come salvatore, reo di aver fatto il proprio dovere dicendo No alla camorra».  Lo ha dichiarato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli.

Trovato con due panetti di hashish, pregiudicato arrestato a Secondigliano

Quando la Polizia di Stato, nel pomeriggio di ieri, ha fermato i 3 occupanti di un’autovettura Mercedes classe B, in sosta in Via Limitone di Arzano, uno di questi, Dario Giuseppe Sarracino, pregiudicato 36enne, si è mostrato alquanto insofferente al controllo.

Gli agenti della sezione “Falchi” del Commissariato di Polizia “Secondigliano”, infatti, nell’ambito dei controlli di prevenzione e contrasto al diffuso il fenomeno dello spaccio di sostanza stupefacente, maggiormente diffuso nel fine settimana, hanno intercettato l’autovettura con a bordo tre pregiudicati.

Nel procedere al controllo, i poliziotti hanno notato, riposto sul sedile posteriore dell’auto, un giubbotto al cui interno erano nascosti due panetti di hashish del peso complessivo di circa 200 grammi.

L’insofferenza di Sarracino era dettata proprio dal fatto che quel giubbotto era il suo e, non sapendo come giustificare il possesso della droga, come ultima scappatoia, asseriva di averlo prestato, dapprima ad uno straniero di origini slave per poi correggersi, sostenendo che era un nordafricano che lavora al mercato della frutta.

I poliziotti hanno messo alle strette il 36enne che, dopo poco, ha ammesso le sue responsabilità.

Sarracino è stato arrestato perché responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e condotto alla Casa Circondariale di Poggioreale.  

 

 

Minacce di morte alla ex 16enne, bloccato con un coltello

Minaccia di morte la ex fidanzata 16enne in strada, e, quando si accorge che stanno arrivando i carabinieri, si disfà del coltello che portava con sé. Il ragazzo, un 19enne incensurato, è stato arrestato dai carabinieri dell'aliquota radiomobile di Torre del Greco. Interpellata dai Carabinieri, la ex ha raccontato di aver dovuto subire in passato botte e minacce dal 19enne, a casa del quale, nel corso di una perquisizione domiciliare, sono stati sequestrati 5 coltelli e una mazza da baseball. 

I carabinieri entrano in casa e lui continua a lavorare la cannabis: preso

OTTAVIANO. I carabinieri della stazione di Ottaviano hanno arrestato in flagranza di coltivazione di cannabis Camillo Fusco, un 60enne del luogo già noto alle forze dell'ordine per 2 reati dello stesso tipo. In sintesi, i carabinieri entrano in casa, attraversano velocemente l’abitazione e si dirigono di corsa nel vigneto, li c’è il 60enne intento a scegliere le parti più ricche di principio attivo che stacca dalle piante per metterle in una scatola. Non si accorge che i carabinieri gli stanno alle spalle e continua; nello stesso momento gli squilla il telefonino. È la moglie che vuole avvisarlo ma ormai non serve a nulla. I carabinieri si qualificano e lo dichiarano in arresto. Nel vigneto vengono trovate 8 piante di cannabis che hanno già raggiunto l’altezza media di 2 metri e che pesano 5 chili ma l’uomo si giustifica: le coltivo per me! In casa i militari gli trovano 2 chili di marijuana in un soppalco trasformato in essiccatoio che addirittura è stato attrezzato di lampade e ventilatori per velocizzare il procedimento; ci sono anche semi, concime, un manuale per la coltivazione della cannabis, materiale per confezionare la droga in dosi. L’'uomo viene portato davanti al giudice per il rito direttissimo. Anche lì dice che i 7 chili che i carabinieri gli hanno sequestrato sono per uso personale. Ma il giudice ordina che sia sottoposto ai domiciliari in attesa del processo: dovrà rispondere di coltivazione di cannabis e di detenzione di marijuana a fini di spaccio.

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