Mercoledì 20 Giugno 2018 - 5:37

Incidente sul traghetto, alla guida dell'auto un agente di polizia

NAPOLI. È un agente della Polizia di Stato l'uomo che era alla guida dell'auto caduta da un ponte del tragetto per Palermo che ieri sera era in partenza dal porto di Napoli, la cui manovra ha provocato la morte di un uomo e il ferimento di una donna, ora ricoverata in gravissime condizioni al Cardarelli. L'agente che non è in servizio a Napoli, era in partenza per Palermo. È già stato sottoposto ad alcool test e a droga test. La dinamica dell'incidente è al vaglio della Capitaneria di Porto. 

IL VIDEO

Vino, viaggi, vite: imprenditori riuniti al Museo di Pietrarsa

PORTICI. Domani, martedì 19 giugno, gli imprenditori del mondo del vino a raccolta al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa per «Vino, viaggi, vite», il primo evento sostenibile certificato secondo lo standard internazionale ISO 20121 del sito museale della Fondazione FS. Il museo ha scelto la sostenibilità per ridare un futuro a un luogo storico del passato. Lo ha fatto con un percorso che l’ha portato anche a ottenere la certificazione ISO 14064 e la ISO 20121 per la gestione sostenibile degli eventi.

L’evento, organizzato con la collaborazione di Federturismo e ARB, sarà un momento di confronto tra realtà provenienti da tutta Italia che racconteranno, nell’anno del cibo italiano, il loro impegno nel campo della sostenibilità e la loro visione sul futuro del settore. Rispettosi del percorso di sostenibilità intrapreso dal Museo, la Fondazione FS accoglierà gli ospiti alla stazione di Napoli Centrale dove, alle 10.45, un treno storico partirà alla volta di Pietrarsa. Qui, dalle 11, sarà possibile visitare il Museo e degustare prodotti enogastronomici del territorio con un denominatore comune: la sostenibilità. Gli interventi dei relatori e il confronto tra i produttori di vino e gli esperti si svolgeranno a partire dalle 13.30. Alle 16.45, il treno storico riaccompagnerà gli ospiti a Napoli Centrale.

Il vino è, forse insieme all'uomo stesso, il prodotto che ha viaggiato e viaggia tuttora di più al mondo: trasmette la cultura, l’amore e la cura per il proprio territorio declinando perfettamente la definizione di sviluppo sostenibile. 

Torre Annunziata, sventato furto al liceo: quattro arresti

TORRE ANNUNZIATA. Sventato furto di materiale didattico a scuola, quattro arresti. Questa notte i Carabinieri dell’aliquota Radiomobile di Torre Annunziata sono intervenuti presso i locali del Liceo Artistico Statale “Giorgio De Chirico” in via Vittorio Veneto dove erano stati segnalati movimenti sospetti. Sul posto, dopo una veloce ispezione, i militari dell’Arma hanno arrestato in flagranza per tentato furto aggravato e danneggiamento un 24enne di Pompei; due 18enni e un 20enne tutti di Torre Annunziata. Sorpresi all’interno dello stabile, nel quale erano penetrati forzando una finestra per poi tentare di rubare materiale da un laboratorio didattico, i 4 arrestati sono stati sottoposti ai domiciliari dove hanno atteso il rito direttissimo. I quattro, incensurati, sono stati tutti condannati a 6 mesi di reclusione con pena sospesa.

Riprendono i lavori in piazza Garibaldi

NAPOLI. A partire da domani, martedì 19 giugno, a Napoli riprenderanno i lavori in piazza Garibaldi. Con la chiusura delle scuole e il minor volume di traffico atteso nel periodo estivo - si legge in una nota dell'ufficio stampa del Comune - si potrà finalmente dar corso ad importanti lavori di rifacimento dei marciapiedi e della carreggiata stradale nell'area Ovest di piazza Garibaldi, nella zona del monumento intitolato a Giuseppe Garibaldi. Il dispositivo di traffico istituito prevede, sino ai primi giorni di settembre, la rimozione dell'uso della corsia preferenziale della viabilità di corso Garibaldi in attraversamento di piazza Garibaldi e la conseguente definizione del senso unico di marcia in direzione piazza Principe Umberto sino alla confluenza con via Casanova. 

Incidente sulla nave, donna ferita in condizioni critiche

NAPOLI. È ricoverata in condizioni critiche la donna di 79 anni rimasta ferita ieri nell'incidente avvenuto nel porto di Napoli nel quale ha perso la vita un uomo. La donna è ricoverata nell'ospedale Cardarelli di Napoli in rianimazione per un gravissimo politrauma da schiacciamento. La donna è intubata e collegata a un respiratore automatico. Nell'incidente ha riportato fratture costali multiple, contusioni polmonari, e fratture a entrambi i femori. Le condizioni, si legge nel bollettino medico, sono "critiche". La prognosi resta riservata.Il prossimo bollettino medico sarà emanato entro le ore 12 di domani. 

Via Carbonara: prima gli spari, poi un portone incendiato

NAPOLI. Sette colpi di pistola e l'incendio del portone dello stabile in via Carbonara 102. Ecco cos'è successo intorno alle 6 e 30 e sul grave doppio episodio, avvenuto in contemporanea indagano i carabinieri. I pistoleri, secondo la ricostruzione degli investigatori, hanno prima sparato in aria e poi uno dei due ha cosparso il portone di benzina dando fuoco. Limitati i danni, si segue la pista della lotta tra clan

Precipita auto dal ponte di una nave, morto un indonesiano

NAPOLI. Tragedia nel Porto di Napoli. Mentre erano in corso le manifestazioni di Porto Aperto, si è verificato - sulla nave GNV in partenza per Palermo si è verificato un incidente mortale. Per cause da accertare, una autovettura è precipitata dal ponte superiore in quello inferiore, investendo una persona, che è morta sul colpo, mentre un'altra è rimasta ferita in modo grave. Si trattava di un gruppo di indonesiani diretti a Palermo. I festeggiamenti sono stati interrotti per solidarietà e vicinanza con il grave evento luttuoso che si è verificato. Il gruppo musicale che doveva esibirsi alle 19,30 non suonerà ed il Presidente della Adsp ha espresso ai cittadini presenti il lutto della comunità portuale. L'Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centrale testimonia solidarietà alla vittima ed alla persona ferita gravemente. Alle 20,30 sara' regolarmente proiettata "La Gatta Cenerentola", il cartone ambientato nel porto di Napoli.

 

 

Regione, Sanità campana: basta false notizie

In merito alla vicenda della signora che ha denunciato via Facebook la presunta impossibilità di sottoporsi a un intervento chirurgico per mancanza di anestesisti, la Direzione Salute ha deciso di aprire un'inchiesta interna per accertare, qualora ve ne fossero, responsabilità in merito all'allrmasmo ingiustificato nato a seguito di un post sui social. La signora infatti aveva "denunciato"  la carenza di anestesisti nell'Ospedale Incurabili di Napoli. "Avevo scritto delle Pec alle autorita' nazionali e locali, senza avere risposta - racconta - Il post è stato una rivoluzione". Ma mi domando a cosa serva tenere aperto quell'ospedale". La signora però chiarisce che, seppure non in lista agli Incurabili, era già stata rpesa in carico dal Pascale. E nel mettere a confronto le due strutture, la donna dice di essersi "impuntata".

Ieri la nota della regione Campania che ha chiarito che la  signora, «cui va il massimo rispetto e comprensione, è stata già inserita nella lista chirurgica dell’ Istituto Pascale, dove potrà recarsi e, senza alcuna agevolazione, essere seguita e assistita al meglio secondo il percorso predefinito. Ma la presa in carico sarebbe potuta avvenire, come per ogni cittadino che avesse bisogno di questo tipo di cura, anche prima della sua denuncia. Sarebbe bastato il doveroso consiglio del suo medico curante, che irresponsabilmente ha creato un allarme ingiustificato, trasformatosi poi in una notizia, di fatto, falsa. Sulla vicenda è stata disposta un’indagine interna per verificare le singole responsabilità e per eventualmente assumere conseguenti sanzioni disciplinari. La signora infatti, come il suo medico curante sa bene, sarebbe potuta rivolgersi a qualsiasi delle strutture ospedaliere che sono pienamente in grado di poter affrontare questo tipo di interventi.  Appare pertanto del tutto ingiustificato voler segnalare la carenza di anestesisti all’ospedale Incurabili rispetto all’assistenza che viene sempre e comunque assicurata ai pazienti. Tutte le Aziende Sanitarie, insieme all’Istituto Pascale, stanno realizzando Rete Oncologica Campana: in modo che in qualsiasi momento, possa sempre e in ogni caso assistere e curare ogni cittadino della Campania che ne avesse bisogno».

 

Spacciava per la camorra, ora è scrittore: «A Scampia sono tornati droga e degrado»

NAPOLI. Vendeva droga per la camorra. Oggi scrive libri, poesie e si dedica all'impegno civico per salvare i ragazzi di strada a Scampia, dove ha fondato 'L'albero delle storie', un'associazione di promozione sociale che si vuole occupare di progetti educativi rivolti a bambini da zero a sei anni e alle loro mamme. Una delle sue ultime opere, 'Poesia cruda. Gli irrecuperabili non esistono' (Editore Marotta e Cafiero), sarà presentata il 27 giugno a Roma. «Non avrei mai creduto di poter essere salvato dalla poesia, oggi posso dire di essere stato salvato da Pasolini», dice all'Adnkronos l'autore del libro, Davide Cerullo, che dopo oltre 20 anni è tornato a Scampia, dove vive da cinque anni. 

«La camorra per esistere e resistere ha bisogno di degrado e abbandono, oggi gli stanno apparecchiando tutto questo», aggiunge. «Il degrado che c'è alle Vele lo dimostra: alle Vele oggi è tornata la droga, sono tornati la camorra e lo spaccio, è una zona depressa - continua Cerullo - Se è vero che un bambino è il luogo che vive, un bambino che vive lì potrà mai essere felice? A Scampia ha fatto più danni l'assenza dello Stato che la presenza della camorra. Uccidere i sogni dei bambini è il più grande crimine che si possa commettere». A chi gli chiede se ha voglia di rivolgere un appello alle istituzioni e al nuovo governo per riaccendere i riflettori su Scampia, Cerullo risponde: «Se voglio rivolgere un appello? Io sono apolitico, non credo nella politica ma nella bontà dell'uomo. Se ci sono persone che si proclamano diverse da quelle che c'erano prima, se davvero è così allora non hanno bisogno che io faccia nessun appello». 

Nono di quattordici figli, un'infanzia vissuta nelle Vele, Cerullo viene arruolato da bambino nella malavita che lo condurrà nell'infernale ingranaggio del sistema camorristico. «Avevo 10 anni quando la camorra già si serviva di me, perché i bambini fanno 'cassa' per la camorra, perché per la camorra la vita vale meno di un bicchiere d'acqua: non ci sono sentimenti, non esiste amore o amicizia, quello che conta per la camorra sono solo i soldi e il potere». «A 14 anni mi venne regalata una pistola - racconta Cerullo - e io in quel momento mi sono sentito grande, mi sentivo realizzato come uomo... Guadagnavo 900mila lire al giorno vendendo la morte, vendendo la droga. A 17 anni mi ero già fatto un nome, stavo facendo 'carriera'. I miei miti erano persone come Paolo di Lauro, Ciruzz o milionario...». Poi la reclusione nel carcere di Poggioreale e per caso si 'imbatte' nel Vangelo, grazie a una copia trovata sulla propria branda al rientro dall'ora d'aria, e lì lasciata chissà da chi. Strapperà alcune pagine che porterà con sé e che costituiranno un incessante motivo di inquietudine. All'uscita dal carcere torna alla vita di prima ma iniziano i rimorsi, i sensi di colpa, il vuoto e l'insoddisfazione non gli danno tregua. E così inizia a intravedere una possibilità di riscatto.

«Sono andato via di casa grazie a delle persone che ho incontrato sulla mia strada e che mi hanno aiutato - racconta Cerullo - Mi sono avvicinato ai libri. Non avrei mai creduto di poter essere salvato dalla poesia, oggi posso dire di essere stato salvato da Pasolini. Ricordo che vidi un suo libro su una bancarella e decisi di comprarlo. C'era una poesia dedicata al Papa, mi colpì una frase: 'Lo sapevi, peccare non significa fare il male, non fare il bene, questo significa peccare'. Lì ho capito la 'forza sanitaria' della parola, lì ho capito che ci possono rubare tutto ma non la parola». Cerullo, dopo aver vissuto per oltre 20 anni a Modena, oggi vive a Scampia. «Pensavo che il problema di Scampia fosse la camorra e invece ho scoperto che il problema sono quelli che dicono di combatterla: i peggiori nemici di Scampia sono le associazioni che stanno sul territorio, fra loro si chiamano 'compagni' ma non si capisce 'compagni' di chi visto che poi non fanno rete». «Avevo rivolto loro un appello per intervenire con una visione comune e affrontare insieme il problema delle Vele, il degrado che c'è, per fermare il turismo dell'orrore - ha proseguito - ma il mio appello è caduto nel vuoto. Mi sono rivolto anche al sindaco de Magistris, che mi ha ricevuto e incontrato, promettendomi che mi avrebbe ricontattato il giorno seguente: sono passati due anni e non mi ha più richiamato - prosegue - L'onestà di un popolo si misura da come tratta chi non si può difendere». 

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