Giovedì 13 Dicembre 2018 - 15:03

Statuina di Hitler a San Gregorio Armeno, monta la polemica

NAPOLI. Per alcuni è stato un gesto da condannare, per l'autore «solo una commissione per un cliente». Ha fatto discutere, sui social network e non solo, la statuina raffigurante Adolf Hitler realizzata dal maestro Genny Di Virgilio, dell'omonima bottega di via San Gregorio Armeno, strada dei presepi nel cuore del centro antico di Napoli. Il caso è nato con il post del presidente dell'assemblea metropolitana del Pd di Napoli, Tommaso Ederoclite, che pubblicando la foto della statuina si è chiesto: “Possiamo dire che il presepe di San Gregorio Armeno ci è scappato di mano?". Sul caso è intervenuto anche il vicesindaco di Napoli Enrico Panini, che comunicando in una nota il suo «profondo biasimo» ha chiesto «l'immediata rimozione» della statuina, definendo la sua presenza nella strada dei presepi «assolutamente inaccettabile». Di Virgilio dà la sua versione dei fatti, spiegando innanzitutto che la rimozione della statuina è una questione già risolta, in quanto si trattava di un pezzo unico «realizzato su commissione e acquistato ieri dal cliente». Di Virgilio racconta: «È nato tutto dalla commissione di un privato che è venuto nella mia bottega commissionandomi la statuina, che avrebbe dovuto regalare. Io sono un artista del settore e di queste statuine personalizzate ne faccio a decine. Non ho dato tanto peso a chi fosse il personaggio da creare, anche se so benissimo che ha fatto la storia in modo negativo, sappiamo tutti chi è Hitler». Di Virgilio ha quindi realizzato la statuina in tempo per l'Immacolata: «Con il cliente ci siamo dati appuntamento per l'8 dicembre per il ritiro, lui mi ha chiesto la gentilezza di fargliela trovare tra le statuine di attualità che faccio ed espongo al pubblico in modo da farla vedere alla persona che era con lui e che era il destinatario del regalo. L'ho lasciata lì un'oretta, il tempo che arrivasse. L'hanno ritirata, sono rimasti contenti da com'è venuta e l'hanno portata via». Di Virgilio chiede «scusa a chi si è ritenuto offeso da quanto fatto», ma ribadisce che «si è trattato di un lavoro commissionato. Inoltre - aggiunge - nell'angolo dell'attualità, oltre ai personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport, ci sono politici italiani e internazionali come il presidente americano Donald Trump, e anche dittatori: c'è il presidente nordcoreano Kim Young Un, c'è anche Mussolini, una statuina che hanno tutti in zona e che si vende anche bene. Sappiamo tutti che Hitler in vita è stato una persona diabolica, ma si è trattato di un lavoro su commissione che ho accettato di fare. E posso dire - conclude - che il cliente è stato felice di com'è stata realizzata».

Nei vicoli è una polveriera: è guerra per il pizzo di Natale

di Bruno Pavone

NAPOLI. È una guerra su più fronti quella che si sta giocando nella zona del centro di Napoli.  La bomba che ha scosso il quartiere e che ha portato alla distruzione di una saracinesca di articoli sacri nel cuore dei Decumani è il segnale che qualcosa di è rotto nelle alleanze. Riguarda soprattutto le estorsioni. Non tanto le piazze di droga che sono bene divise tra i gruppi camorristici ma il pizzo e in partciolare quello legato alla rata di Natale. Innanzitutto al centro ci sono due blocchi. Uno legato ai Mazzarelle e uno che fa capo ai Sibillo-Giuliano che si sono alleati con i Contini. Sono loro ad essere stati attacati due notti fa, perché la bomba è esplosa in vico Santissimi Filippo e Giacomo. Lì nel bunker del clan Sibillo, a pochi metri dall’appartamento dei fratelli Lino (che è in carcere) ed Emanuele che invece è stato ucciso e ricordato in una cappella votiva con un mezzo busto. I Contini avrebbero chiesto il pizzo anche in zone dei Mazzarella e questo avrebbe generato una crisi tra le due cosche che invece si erano divisi il quartiere. Dopo le tensioni con i fuoriusciti dei Giuliano, ovvero i De Martino, la situazione pareva essere tornata alla tranquillità, e invece no.

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Scarpe preziose come dipinti per aiutare i bambini affetti da malattie rare

di Massimo Ellis

NAPOLI. Una scarpa come superficie per dipingere, trasformata in oggetto d’arte. È l’ idea di “Ink of Shoes” (letteralmente: inchiostro sulle scarpe), organizzata dalla “Mattia Fagnoni Onlus”, che si chiude oggi al “Rush Store” di Napoli  (Via Diaz, 36).  All’iniziativa - il cui ricavato è destinato alle famiglie di bambini affetti da malattie rare - hanno aderito 35 artisti di tutto il mondo. Quattro di essi si sono alternati nel “live painting” (pittura dal vivo) sotto gli occhi degli incuriositi clienti dello Store.

Le scarpe di una nota griffe, una volta decorate dagli artisti dell’ “Ink Shoes”, vengono vendute a 150 euro, circa il  doppio del prezzo.  “L’ anno scorso - racconta Francesco Fagnoni, commerciante di Montesanto, che con la moglie Simona Marrazzo anima della Onlus - la nostra  iniziativa si è svolta a Monaco di Baviera, ma i tedeschi non si sono lasciati coinvolgere. Contiamo sulla sensibilità dei napoletani”.

La stessa sensibilità che ha mosso commercianti e residenti del rione Pignasecca, a Napoli, a contribuire alla realizzazione del grande murales inaugurato a luglio su un edificio in piazza Portamedina a Montesanto, che ricorda Mattia Fagnoni, il bambino affetto dalla sindrome di Sandhoff morto nel 2015 dopo sette anni e mezzo di lotta “da guerriero” contro la rara e per ora incurabile malattia degenerativa.

L’ autore del murales, che riproduce in azzurro il volto di Mattia, è David Vecchiato , “Diavù”, che adesso dipinge “dal vivo” le scarpe nello Store di via Diaz.

Le sue opere, donate alla “Mattia Fagnoni Onlus”, possono essere  “adottate”, come quelle di numerosi altri artisti,  con una donazione alla Onlus  (www.mattiafagnoni.weebly.com).

“Prima di Natale saremo all’ ospedale pediatrico Santobono ed al Policlinico per recapitare i regali ai bambini ricoverati - dice Francesco Fagnoni – ma l’ attività principale della nostra Onlus è l’ assistenza alle famiglie, una cinquantina in tutta Italia, che hanno bambini ammalati gravi, con patologie incurabili. Abbiamo vissuto questa esperienza con Mattia per quasi otto anni, ed abbiamo vissuto il senso di solitudine e di impotenza di questa situazione. L’ assistenza del Servizio sanitario è insufficiente, a volte inesistente. Le famiglie debbono affrontare da sole una prova più grande di loro”.

Nell’ ambito di “Ink on shoes” in via Diaz si sono alternati atleti professionisti in lezioni di nuove discipline sportive come gli “skaters”, che saranno presenti alle Olimpiadi di Tokyo 2020.

                                                                                                                                  

Immigrato ripulisce le scale di via Pontano

NAPOLI. Chi ieri è passato per le scalette di via Pontano per la prima volta da moltissimi anni le ha potute finalmente vedere pulite. Siamo nel cuore della Napoli bene, in una strada frequentatissima dai ragazzi della scuola media Carlo Poerio e dell'Istituto Gronoble. Eppure, da sempre, queste scalette sono "off-limits" per cumuli di rifiuti, erbacce e siringhe. E invece ieri mattina un giovane immigrato si è armato di guanti, cappellino, cazzuola, scopa, sacchi della spazzatura e in poche ore ha fatto quello che nessuna squadra di giardinieri era riuscita a fare. Non ha chiesto nulla a nessuno, se non una piccola offerta e un contributo in termini di attrezzature. In cambio strada pulita - ben sei sacchi di spazzatura raccolti - ed un immancabile sorriso. Esperienza più che positiva anche per i residenti, passanti ed esercenti limitrofi. E la promessa di tornare ad occuparsi di altre strade.

 

Di Maio a San Gregorio Armeno acquista la statuina di Grillo

NAPOLI. Il vicepremier Luigi Di Maio a San Gregorio Armeno. Per lui “sosta" dal maestro Genny Di Virgilio per un omaggio, la statuina che lo ritrae, e per un acquisto, la statuina che invece ha le fattezze di Grillo. «Durante la sua passeggiata Di Maio si è reso protagonista di tantissimi selfie con turisti e napoletani - racconta Di Virgilio - poi si è fermato nel mio negozio. Sapeva che avevo realizzato una statuina che lo ritraeva, molti suoi amici gli avevano inviato delle foto. Ha detto che non si aspettava di finire nel presepe e si è detto onorato. È rimasto anche molto divertito per la “manina" che ho realizzato tempo fa quando, quando proprio il ministro, parlò di presunte manomissioni nel testo della manovra economica. Gli ho regalato la statuina che ha il suo volto mentre ha voluto acquistare la statuina che ritrae Grillo».

Centinaia di firme in poche ore per la chiusura notturna della Galleria Umberto

NAPOLI. «In poche ore abbiamo raccolto oltre 500 firme per chiedere la chiusura notturna con appositi cancelli della Galleria Umberto I, tutelandola così dalle incursioni vandaliche delle baby gang. Hanno aderito alla nostra proposta praticamente tutti i commercianti della zona e tantissimi cittadini. Anche numerosi turisti hanno voluto firmare per proteggere uno dei luoghi maggiormente apprezzati dai visitatori di Napoli». Lo hanno dichiarato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che insieme al consigliere comunale del Sole che Ride e ai Verdi cittadini guidati da Laura Capobianco ha promosso una petizione per chiedere la chiusura notturna della Galleria Umberto con l’apposizione di cancelli. «Una volta raggiunte le cinquemila firme – prosegue Borrelli – sottoporremo il nostro progetto all’attenzione del Comune, della Soprintendenza e dei condomini della Galleria affinchè si convincano della necessità di tutelare questo patrimonio della città al più presto possibile, prima che il degrado e l’inciviltà prevalgano. Restano intanto numerosi rosoni danneggiati dalle ultime incursioni delle baby gang e dagli scooter che scorrazzano di notte, così come resta ancora in bella vista il mozzone dell’albero della legalità segato e trascinato via da un manipolo di piccoli delinquenti. Non sappiamo a questo punto se e quando sarà ripristinato. Un “monumento" al degrado cittadino. Scene che fanno male all’immagine di Napoli, per le quali chiediamo da subito soluzioni concrete per proteggere i nostri tesori dall’incuria e dall’inciviltà». 

Allerta meteo, domani a Napoli villa comunale e parchi chiusi

NAPOLI. La Protezione civile della Regione Campania ha emanato  un “avviso di allerta”  valevole a partire dalle ore 10 di domani  9 dicembre e fino alle ore 8 di lunedì 10. Per la zona 1 che comprende la città di Napoli l’allerta prevede tra l’altro vento forte per cui il Servizio del Comune “verde della città" ha disposto la chiusura precauzionale dei parchi cittadini.

 

Il comandante interregionale dei Carabinieri Tomasone in visita al "Roma"

NAPOLI. Il comandante interregionale dei Carabinieri, generale Vittorio Tomasone, è stato in visita giovedì pomeriggio nella redazione del “Roma” per un cordiale scambio di opinioni e per anticipare gli auguri di Natale. Ricevuto dal direttore editoriale Antonio Sasso, dal direttore responsabile Pasquale Clemente e dal vicedirettore Roberto Paolo, il generale ha visitato tutta la redazione intrattenendosi con i giornalisti dei vari settori. Si è in particolare soffermato nell’archivio del  giornale dove ha ripercorso alcune delle più brillanti tappe della sua carriera di investigatore di rango sfogliando i numeri del “Roma” dei primi anni ’90, in cui venivano riportate alcune operazioni anticamorra da lui dirette. Tomasone, infatti, 63 anni, nativo di Altavilla Irpina, che nel gennaio 2018 ha assunto il comando interregionale dell’Arma, ha svolto gran parte della sua carriera proprio a Napoli, dove ha prestato servizio prima nelle compagnie  di Napoli Centro, Poggioreale e Vomero, e in provincia (è stato a capo della compagnia di Pozzuoli negli anni ’80), per poi prendere il comando del Nucleo investigativo dei carabinieri. Tanti gli aneddoti ricostruiti dal generale con la redazione, riguardanti sia le più delicate inchieste di quegli anni tra malavita organizzata e malaffare politico, sia i rapporti con le maggiori firme del giornalismo napoletano dell’epoca. Nell’occasione è stato donato al generale Tomasone l’annullo filatelico emesso da Poste Italiane in occasione dei 150 anni di vita del quotidiano “Roma”.

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