Domenica 25 Febbraio 2018 - 14:28

Indagine choc: a Napoli e Caserta si vive due anni in meno rispetto al Nord

ROMA. In Italia si vive piu' a lungo a seconda del luogo di residenza o del livello d'istruzione: hanno una speranza di vita piu' bassa le persone che nascono al sud, in particolare in Campania, o che non raggiungono la laurea. È quanto denuncia l'Osservatorio nazionale della Salute nelle Regioni Italiane. Le evidenze, infatti, testimoniano che in Campania nel 2017 gli uomini vivono mediamente 78,9 anni e le donne 83,3; nella Provincia Autonoma di Trento 81,6 gli uomini e 86,3 anni le donne. In generale, la maggiore sopravvivenza si registra nelle regioni del nord-est, dove la speranza di vita per gli uomini e' 81,2 anni e per le donne 85,6; decisamente inferiore nelle regioni del Mezzogiorno, nelle quali si attesta a 79,8 anni per gli uomini e 84,1 per le donne. Scendendo nel dettaglio territoriale, il dato sulla sopravvivenza mette in luce l'enorme svantaggio delle province di Caserta e Napoli, che hanno una speranza di vita di oltre 2 anni inferiore a quella media nazionale.

Video di De Luca, accuse a tutti: un attacco creato ad arte

NAPOLI. "Si è scatenata in queste ore una campagna di aggressione mediatica pseudogiornalistica contro di noi alla vigilia di una campagna elettorale delicata. Una operazione camorristica e squadristica nei nostri confronti che parte dal tema della gestione dei rifiuti". Lo dichiara il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che in un video risponde alle polemiche sollevate dall'inchiesta giornalistica della testata web Fanpage che ieri hanno portato alle dimissioni del figlio Roberto. "Questa operazione - aggiunge De Luca - è la migliore conferma che nella Regione Campania stiamo buttando fuori la camorra e tutti gli interessi oscuri che si sono nascosti dentro al ciclo dei rifiuti. Due anni fa la Regione ha stipulato un protocollo di legalità con l'Anac, unica Regione d'Italia nella quale tutta la gestione di rifiuti e acque è sottoposto alla vigilanza dell'Anac. Le gare per la rimozione delle ecoballe vengono approvate dall'Anac, che deve approvare il capitolato di gara, deve vigilare sulle aziende che partecipano alla gara, che controlla la commissione che aggiudica la gara. Un esempio nazionale di correttezza e di trasparenza". "Il significato di questa operazione - continua De Luca in merito all'inchiesta di Fanpage.it - è esattamente il contrario di quello che vogliono fare apparire: è la reazione dei delinquenti e dei camorristi a un'operazione di pulizia che stiamo facendo in Campania, dove per la prima volta stiamo cacciando la camorra in relazione ai rifiuti".

Secondo De Luca "è una vergogna nazionale: ma quale giornalismo? Viene ingaggiato un camorrista, uno che si presenta mascherato, un signore che fa un'intervista a mio figlio e parla solo lui di cose che non c'entrano niente, cerca di tirare in ballo la Regione, le ecoballe e le gare. E' una cosa vergognosa, ci dovremmo vergognare in Italia per il fatto che ci sia spazio per operazioni di vero squadrismo. A che punto è ridotta la democrazia italiana? Siamo arrivati al punto che una persona perbene deve vivere nella paura di sabotaggi, di manovre occulte. Ti può arrivare in casa un camorrista con telecamera nascosta, che viene a fare una registrazione, un'operazione di violenza privata". "Cosa ha portato alla luce? Parla solo lui per cercare di confondere le acque. La gente normale ormai se ne scappa dalle istituzioni e dalla vita pubblica per questo sistema di aggressione mediatica continua al quale fai fatica a rispondere in tempi brevi con migliaia di titoli diffamatori". De Luca spiega che in Campania "stiamo vivendo una resistenza, ci sentiamo partigiani in difesa dei valori di dignità e libertà umana. Sono anni che va avanti una vita pubblica fatta di calpestamento della dignità delle persone senza che ci sia una reazione adeguata. Su questo piano l'Italia arriva davvero alla barbarie". E l'ira di De Luca si abbatte anche contro gli antagonisti politici, prima rinnovando la sfida a Luigi Di Maio per "un dibattito pubblico dove, come e quando vuole e sulla materia che vuole lui", poi rivolgendosi al presidente del Senato e leader di LeU, Pietro Grasso: "Ho visto le sue dichiarazioni e c'è da vergognarsi".

"I migliori utilizzatori di questa vicenda sono le Cinque Stelle - dice De Luca - e rinnovo alle Cinque Stelle il mio invito a un dibattito pubblico sui temi della trasparenza, della correttezza e della moralità pubblica. Sono mesi che sfido il loro candidato, Luigino Di Maio, a un dibattito pubblico. Mi piacerebbe avere un dibattito con questo giovanotto che intasca 15mila euro al mese e parla contro la casta". Poi De Luca estende l'invito "anche a Pietro Grasso: ho visto le sue dichiarazioni e c'è da vergognarsi. Non una parola sui camorristi che vengono a fare operazioni di aggressione e finto moralismo da quattro soldi. Sfido anche questo nostro amico a un dibattito pubblico in diretta, rigorosamente senza registrazioni e tagli, sui temi della moralità pubblica". De Luca conclude il messaggio video promettendo di "far ringoiare tutto a chi ha messo in piedi e a quelli che si sono prestati a questa aggressione mediatica".

In mattinata la manifestazione dei cinquestelle contro il Governatore. Decine di smartphone sintonizzati sul video di Roberto De Luca che parla con Nunzio Perrella, ex boss della camorra, per trattare dello smaltimento di rifiuti ed ecoballe. Sono le immagini riprese dalle telecamere nascoste di Fanpage, un'inchiesta da cui e' partita l'indagine della procura di Napoli che coinvolge, tra gli altri, Roberto De Luca e il consigliere regionale e candidato Fdi alla Camera, Luciano Passariello, oltre ai vertici di Sma Campania. Si e' svolto cosi' il flash mob del Movimento 5 Stelle fuori alla sede della Regione Campania "perche' De Luca veda queste immagini e finalmente decida di dimettersi". L'invito e' rivolto soprattutto a Vincenzo De Luca, presidente della giunta regionale, "gli chiediamo - spiega il consigliere regionale M5S, Valeria Ciarambino - di dimettersi e per farlo presenteremo anche una mozione di sfiducia. Dovranno firmarla tutti oppure dimostreranno di essere collusi e dovranno assumersene le responsabilita'. In questo momento, sulle caselle mail dei consiglieri regionali - continua Ciarambino -, e' in arrivo questa mozione. Ma siamo sicuri che nessuno, oltre al Movimento 5 Stele, firmera'. Dall'inchiesta giornalistica di Fanpage, emerge il coinvolgimento sia il centrodestra che il centrosinistra". Al flash-mob hanno partecipato diversi attivisti, candidati e portavoce del Movimento 5 Stelle, dai consiglieri regionali della Campania, ai parlamentari Roberto Fico, Luigi Gallo, Salvatore Micillo e Sergio Puglia.

La cocaina spacciata dal balcone col paniere

CASTELLAMMARE DI STABIA. I carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia hanno eseguito un'ordinanza emessa dal gip di Torre Annunziata nei confronti di 3 indagati già noti alle forze dell'ordine, 2 dei quali sono fratelli, ritenuti responsabili di spaccio di cocaina: le indagini hanno fatto luce sull'attività illecita che i 3 conducevano, particolarmente viva nel corso dell'ultimo mese. I militari li hanno scoperti grazie a servizi di osservazione della piazza di spaccio e "pizzicando" alcuni clienti del trio, presi con ancora addosso le dosi di cocaina: lo scambio avveniva sotto casa dei 2 fratelli che cedevano le palline mediante un paniere calato dal balcone mentre il terzo socio, per altro libero vigilato, regolava l'afflusso degli acquirenti. Durante le operazioni i carabinieri hanno rinvenuto nell'abitazione dei fratelli 3.400 euro verosimilmente frutto di numerosissime cessioni; sequestrate anche delle telecamere abusive, nascoste all'interno di una lampada posta all'ingresso del palazzo, istallate per proteggere gli affari dai controlli delle forze dell'ordine. 

Muore investito dal treno sui binari a Sant'Antimo

SANT'ANTIMO. Un uomo è morto investito stamane sui binari a Sant'Antimo. Dalle prime indiscrezioni sembra che la vittima sia un uomo di mezza età. Dalle 10,55 è sospeso il traffico ferroviario tra Aversa e Napoli Centrale (linea Formia-Napoli), riprogrammato con ritardi fino a 70 minuti.

Intestazioni fittizie: maxi sequestro da 160 milioni a imprenditore di Marigliano

MARIGLIANO. I militari del nucleo investigativo di Castello di Cisterna stanno dando esecuzione a un provvedimento di sequestro emesso dal tribunale di Napoli - sezione misure di prevenzione su proposta della Dda partenopea nei confronti di un imprenditore 52enne di Marigliano impegnato nei settori ricettivo, immobiliare e alimentare, imputato per intestazione fittizia di beni insieme ad altre 9 persone, i prestanome, appunto. Il provvedimento è frutto di indagini iniziate nel 2012 condotte su beni riconducibili al 52enne e frutto di attività illecite commesse dallo stesso tra il 1994 e il 2008. Il vincolo è successivo a un primo sequestro preventivo eseguito nel 2014, anno in cui, all'indomani della notifica di un'interdittiva antimafia da parte della prefettura di Napoli, l'imprenditore creò fittiziamente 4 società per eludere i provvedimenti. Oggi finiscono vincolati 2 società (nel settore turistico e della compravendita di beni immobili), 92 beni immobili tra cui terreni nel Vesuviano e nell'Avellinese e 7 conti correnti. 

Ricoveri abusivi per pitbull a Pozzuoli, un denunciato

POZZUOLI. Continua l’azione di controllo e bonifica del territorio condotta dalla Polizia Municipale di Pozzuoli nel Rione Toiano. Nella giornata di sabato la squadra di Polizia Ambientale e quella dell’Antiabusivismo Edilizio, unitamente al Servizio Veterinario della Asl Napoli 2 Nord, sono intervenute su una serie di illeciti di natura amministrativa e penale nelle adiacenze delle cosiddette Case Parcheggio.
Sono stati controllati e affidati ai legittimi proprietari quattro cani di razza pitbull che erano ricoverati in baracche abusive ricavate con lamiere e reti metalliche. I manufatti sono stati immediatamente smantellati ripristinando il naturale stato dei luoghi. Una persona residente in zona è stata deferita all’autorità giudiziaria per gli abusi edilizi perpetrati, mentre i cani sono stati affidati ai legittimi proprietari in quanto i veterinari non hanno riscontrato alcuna violenza a loro carico.

Un milione di euro evasi, maxi sequestro di beni

NAPOLI. Evasione fiscale da un milione di euro. I finanzieri del comando provinciale di Napoli hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni, emesso dal Tribunale partenopeo, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di una società operante nel settore del commercio al dettaglio di confezioni per bambini e del suo rappresentante legale. In particolare, le Fiamme gialle del gruppo Napoli, al termine di un controllo fiscale eseguito nei confronti di una Srl, con sede legale in Napoli e con punti vendita in tutta italia, hanno constatato, relativamente all’anno d’imposta 2014, che la società aveva dichiarato al fisco un reddito d’impresa minimo, facendo così apparire una situazione economica non corrispondente al vero, omettendo di indicare all’amministrazione finanziaria elementi positivi di reddito per quasi un milione di euro. I finanzieri pertanto hanno sottoposto a sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente i beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie intestati alla persona giuridica ed al rappresentante legale. l’azione posta in essere dall’autorità giudiziaria, nonchè dalla Guardia di Finanza e dall’amministrazione finanziaria riveste rilevanza fondamentale nella lotta all’evasione fiscale, fenomeno che produce effetti negativi molto rilevanti su più versanti: diminuzione del gettito fiscale in favore dell’erario, alterazione della leale competitività tra contribuenti e sostenibilità delle finanze pubbliche.

Pompei. 16 licenziati agli Scavi. Cantieri a rischio stop

POMPEI. Cantieri a rischio paralisi negli Scavi di Pompei. A partire da domani, a seguito del licenziamento di 16 componenti della Segreteria Tecnica - a causa della scadenza del loro contratto - mancheranno alla guida dei cantieri figure fondamentali per 30 attività tra progettazioni, verifiche e collaudi del Grande Progetto Pompei e della programmazione ordinaria. 
Mancheranno tecnici, archeologi, architetti e ingegneri: i 16 super-esperti in restauro e valorizzazione dei beni culturali. A darne notizia è la Federazione Confsal-Unsa di Napoli area Metropolitanta Soprintendenza Speciale di Pompei. Il segretario dell'Unsa Pompei, Antonio Pepe, lancia l'allarme: "Il Grande progetto Pompei perde pezzi". 
Un emendamento alla Legge di Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 avrebbe dovuto risolvere il problema della continuità occupazionale dei 16 super-esperti in restauro e valorizzazione dei beni culturali. Ma la conclusione della legislatura ha impedito il perfezionamento del provvedimento e i super-esperti sono stati "abbandonati".
"I Funzionari dovranno lasciare i progetti in corso, senza concluderli - spiega Pepe - in ostaggio della solita burocrazia o perché è addirittura svanita la recentissima bozza della legge di bilancio che prevedeva la loro immissione in ruolo". 
Alla nota del Direttore Generale, inviata al Capo di Gabinetto, al Segretario Generale e all'Ufficio Legislativo, sulla necessaria prosecuzione delle attività, al fine di non arrecare un danno all'Amministrazione, non è giunta alcuna risposta. ''Ricordiamo che 76 sono gli interventi finanziati del Grande Progetto Pompei e 69 sono conclusi, ai quali vanno aggiunte tutte le attività di programmazione ordinaria'' commenta il sindacalista dell'Unsa.

"L'Unsa ha sempre contestato la gestione 'assunzionale' del Ministero - conclude il rappresentante del sindacato Antonio Pepe - ancor di più in presenza di discriminazioni perché si lasciano licenziare i 16 funzionari operanti nella messa in sicurezza e restauro dell'area archeologica di Pompei, mentre si assumono a tempo indeterminato, con Decreto Direttoriale del 15 febbraio 2018, 7 assistenti tecnici e amministrativi operanti nelle aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016".

Cani con collari che danno la scossa: denunciato il proprietario

SAN GIORGIO A CREMANO. Teneva buoni i suoi cani con collari che danno la scossa. Denunciato dai carabinieri.
Un 78enne di San Giorgio a Cremano teneva nel cortile i suoi 2 cani a cui aveva fatto indossare collari elettrici di quelli che rilasciano una scossa elettrica quando l’animale abbaia.
Dcoperto dai carabinieri della locale stazione e da personale Enpa, è stato denunciato per maltrattamento di animali.
I collari sono stati sequestrati.

Dibattito sulla legalità, Cafiero De Raho in cattedra

NOLA. Entra in Scena la Legalità è il titolo del convegno organizzato dal Movimento Piazza d’armi, che avrà luogo venerdì 23 febbraio, con inizio alle 9.30, nel Salone delle Armi del tribunale di Nola, in piazza Giordano Bruno. A fare gli onori di casa il Dott. Alberto Ruggiero, Presidente del Movimento Piazza d’Armi. Al tavolo dei relatori siederanno il: dott. Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo; dott. Filippo Spiezia, vice presidente di Eurojust e don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano. Per l’occasione interverranno l’attrice Martina Liberti e l’attore Fabio Balsamo, the Jackal. Al convegno nazionale si giunge dopo un’accurata indagine statistica condotta dal Movimento che vede al centro delle preoccupazioni degli studenti bullismo e inquinamento ambientale. 

Sono essenzialmente due le grandi preoccupazioni dei giovani dell'hinterland nolano in materia di legalità: il bullismo e l'inquinamento ambientale. Quanto precede è il risultato, come accennato, di uno studio statistico effettuato dai volontari del Movimento Piazza d'Armi, i quali hanno somministrato ad 813 studenti iscritti alle scuole medie superiori della zona un questionario con una serie di domande in tema di regole e di convivenza. I risultati sono decisamente interessanti ed offrono uno spaccato delle paure e dei centri di attenzione dei ragazzi del territorio.

Ecco si risultati nel dettaglio il:

1.      43 % degli intervistati ritiene che il problema principale della propria città sia quello dell'inquinamento ambientale. Al secondo posto la criminalità organizzata con il 26%;

2.      35 % degli intervistati correlativamente individua nel fatto di vivere in un ambiente inquinato il diritto la cui violazione è costretto a subire. Al secondo posto con il 30% la violazione del diritto ad un posto di lavoro e più in generale all'inserimento nel mondo del lavoro;

3.      33% degli intervistati indica come il bullismo l'argomento da trattare nel corso di incontri pubblici e di formazione sul tema della legalità. Al secondo posto, con il 30% ancora una volta il tema dell'ambiente.

L'iniziativa si è svolta nell'ambito di un più vasto progetto legalità varato dallo staff del gruppo, i cui responsabili hanno anche bandito un concorso per la realizzazione, ad opera degli studenti, di un cortometraggio che avesse come tema proprio il rispetto delle leggi. La premiazione del miglior film (realizzato naturalmente in modo amatoriale dagli studenti) avverrà proprio nel corso del convegno del 23 febbraio.

 “Con questa indagine e con il successivo evento – sottolinea Alberto Ruggiero, presidente del gruppo – il Movimento Piazza d’Armi intende aprire una finestra sul mondo del giovani e sulle loro reali preoccupazioni: degli aspetti cioè di cui noi adulti forse ci preoccupiamo troppo poco.  Siamo molto felici di poter premiare gli studenti che si sono impegnati nella realizzazione dei cortometraggi ma anche di offrire loro la possibilità di ascoltare un personaggio importante nella lotta al crimine come il procuratore nazionale antimafia”.

Il “Movimento Piazza d ’Armi” è un movimento civico che nasce dall’incontro di un gruppo di amici che, riunendosi il sabato pomeriggio davanti a un caffè, si sono soffermati, inevitabilmente, a discutere su tutta una serie di problematiche di comune riscontro in cui versa la “propria” città di Nola.

Hanno così deciso di intraprendere un percorso aggregativo, “arruolando”, l’uno dopo l’altro, caffè dopo caffè, concittadini e amici che condividevano le medesime idee, valori e principi… costituendo, concretamente un movimento ed avviando così un percorso, nuovo, audace e ambizioso, di rinnovamento civico e culturale della nostra amata Città.

Il “Movimento Piazza D’Armi” nasce così ufficialmente il 26 Novembre 2015. Si ispira a valori condivisi fra i suoi aderenti e che costituiscono le fondamenta del presente Movimento, che sono: amicizia, onestàconcretezza e trasparenza.

Il Movimento si propone di promuovere e organizzare iniziative di vario tipo nell’ambito dei contenitori di riferimento, Civico e Culturale, al fine di fornire la propria opera e il proprio contributo, in termini di idee e di fatti, allo scopo di contribuire al miglioramento, sotto i più vari aspetti, del Comune di Nola e dell’Agro tutto. Piazza d’Armi non è solo un luogo “fisico”, anche se il nome richiama non a caso la piazza più grande e importante della città di Nola.
La nostra associazione mutua il proprio nome da tale piazza perché essa dovrà, si auspica, simboleggiare un giorno la rinascita della città stessa.

Movimento “Piazza d’Armi” è un luogo di aggregazione aperto a tutte le donne e gli uomini di buona volontà, che hanno a cuore il miglioramento generale del tessuto urbano, civico, culturale di Nola e di tutti i suoi cittadini. Il nome del nostro Movimento non è stato scelto certo a caso: appartiene al patrimonio collettivo della cittadinanza. Piazza D’Armi non richiama valori e pensieri vicini alle “armi” o alla violenza, ma è stato pensato per richiamare alla mente la piazza che è, o dovrebbe essere, il biglietto da visita della città. Una delle nostre aspirazioni è quella che un qualunque cittadino e/o visitatore che metta piede nell’agorà di Piazza D’Armi possa apprezzare e godere non solo di uno spazio aperto, ma possa essere accolto, se non addirittura restare “incantato”, da una piazza degna di questo nome, magari piena di verde oppure occupata da un centro sportivo o da una pista ciclabile, senza sognare chissà cosa. Tutto, fuorché il degrado a cui siamo costretti ad assistere e vivere attualmente.

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