Lunedì 26 Giugno 2017 - 4:03

Caso Materazzo, i pm chiedono archiviazione per la morte di Lucio

NAPOLI. Archiviazione del fascicolo sulla morte di Lucio Materazzo - deceduto nel 2013 all'età di 81 anni - padre di Vittorio Materazzo, l'ingegnere ucciso con decine di coltellate il 28 novembre 2016 nei pressi della sua abitazione in via Maria Cristina di Savoia a Napoli (nella foto il luogo del delitto). È quanto chiede la Procura di Napoli. Il fascicolo era stato aperto per l'ipotesi di omicidio volontario: unico indagato il figlio minore, Lucio Materazzo, latitante dal dicembre scorso con l'accusa di essere l'autore dell'omicidio di Vittorio.

La richiesta di archiviazione porta la firma dei pm Ludovica Giugni e Mario Canale, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, in quanto dall'autopsia eseguita sulla salma che venne riesumata nel marzo scorso, non fu possibile stabilire la causa del decesso. L'unico risultato scaturito dalla perizia medico-legale fu l'assenza di fratture.

Proprio Vittorio Materazzo aveva presentato esposti alla procura di Napoli perché si indagasse sulla morte del padre che riteneva essere avvenuta in circostanze misteriose. Questa circostanza non solo aveva bloccato la divisione della eredità ma aveva creato dei dissapori tra i due fratelli, che non aveva un rapporto sereno gia' da prima. Chiaramente, dopo la omicidio di Vittorio c'è stato un impulso a quella indagine che già lo scorso anno andava verso la archiviazione.

Tav e rifiuti tossici, il sindaco Tuccillo: si indaghi con celerità

AFRAGOLA. «Condivido le preoccupazioni del presidente Cantone, è importante che la magistratura faccia la sua parte e che le indagini si svolgano con celerità». Così, il sindaco Domenico Tuccillo ha commentato le parole del presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione in merito all'ipotesi della presenza di rifiuti tossici interrati nei suoli dell'area parcheggio. «La stazione è un'opportunità per il nostro territorio, ha un'importanza strategica per il futuro dell'intera Città metropolitana di Napoli e del Mezzogiorno, e noi non vogliamo rinunciare a questa opportunità. Per questa ragione, al di là delle questioni relative alla regolarità amministrativa che da sempre siamo impegnati a garantire, dobbiamo evitare - ha precisato il primo cittadino - che il destino della stazione possa essere pregiudicato da una rappresentazione negativa e da una strumentale amplificazione delle criticità che pure sussistono, in particolare da parte di tutti coloro che già prima dell'apertura hanno pregiudizialmente messo in discussione la validità dell'opera di Zaha Hadid».

Sulla questione interviene anche il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli il quale già nel febbraio scorso aveva chiesto che si facesse chiarezza sulla questione del ritrovamento dei rifiuti, tra cui anche una macchina sotterrata nel cantiere Tav di Afragola. La stazione di Afragola dell’alta velocità si trova infatti nel pieno della Terra dei fuochi e quindi Borrelli chiedeva di essere certi che non si stesse costruendo su discariche nascoste o vere e proprie bombe ecologiche e, per questo, aveva chiesto di avviare subito controlli straordinari soprattutto nell’area del parcheggio e in quella dove si stava realizzando la strada di collegamento tra l’asse mediano con la stazione, le due aree dove ci sarebbero rifiuti interrati.

Il cantiere, era stato aperto da fine novembre da rete ferroviaria Italiana per la relizzazione della viabilità di ingresso nella stazione di porta che dista appena 800 metri. Gli operai della ditta, mentre stavano scavando, avevano notato che dal terreno fuoriusciva una carcassa di una vettura piena di rifiuti. Non solo, ma che tutta la zona era interessata da rifiuti sotterrati. Sul posto, erano giunti rapidamente i tecnici di rete ferroviaria Italiana, i quali avevano subito bloccato i lavori per effettuare la caratterizzazione dei rifiuti trovati. Ovviamente, il tutto dopo che anche nel parcheggio della costruenda stazione di porta vi era la presenza di rifiuti inerti ritenuti speciali.

“La stazione di Afragola dell’alta velocità si trova nel pieno della Terra dei fuochi e quindi bisognava essere certi che non si stesse costruendo su discariche nascoste o vere e proprie bombe ecologiche e per questo avevo chiesto di avviare subito controlli straordinari soprattutto nell’area del parcheggio e in quella dove si sta realizzando la strada che collegherà l’asse mediano con la stazione, le due aree dove ci sarebbero rifiuti interrati”, ha commentato Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione Terra dei fuochi, per il quale “la denuncia di Corrierequotidiano.it di un’area piena di rifiuti, compresa un’auto interrata, nel cantiere a ridosso dell’area Ipercoop getta ulteriori ombre che andavano assolutamente dissipate con controlli accurati prima dell'inaugurazione e non dopo”.

Svincolo asse perimetrale Melito-Scampia, firmato contratto per i lavori

NAPOLI. È stato firmato oggi il contratto della Città Metropolitana di cui è sindaco Luigi de Magistris con cui si affidano i lavori di adeguamento normativo e funzionale per l'apertura al traffico veicolare del ramo dello svincolo dell'Asse Mediano con la S.P. 500 "Asse perimetrale di Melito-Scampia attualmente chiuso in direzione "Afragola-Scampia". I lavori, il cui costo complessivo è di 748.500 euro, prevedono il completamento, nonché l'adeguamento normativo e funzionale, del ramo della intersezione tra la ex S.S. 162 "Asse Mediano" e la Strada Provinciale 500. L'obiettivo è quello di semplificare i flussi di traffico provenienti da Acerra con direzione Napoli mettendo in esercizio un'infrastruttura stradale non completata ma in gran parte già realizzata. Infatti a tutt'oggi questa parte di svincolo, benché parzialmente realizzata, risulta chiusa ed in uno stato di totale abbandono. Con il suo completamento e la apertura al traffico saranno notevoli sia i miglioramenti per lo scorrimento del traffico veicolare sia per una maggiore tutela e salubrità dell'ambiente. Il completamento dell'opera è previsto entro 6 mesi. 

Afragola, rivolta delle donne contro la polizia per evitare un arresto

AFRAGOLA. Poliziotti aggrediti dalle donne del quartiere uscite dalle case a difesa di un pregiudicato appena arrestato. Ieri sera gli agenti del commissariato Afragola hanno arrestato il 32enne pluripregiudicato del posto Mariano Tuppo in quanto ritenuto responsabile dei reati di rapina aggravata, tentata estorsione, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento di cose pubbliche. Verso le 19.15 in via 4 Giornate a Cardito il 23enne, armato di un taglierino, aveva rapinato un giovane di Frattamaggiore del suo I-Phone, di 600 euro e del suo motociclo, sul quale era infatti salito per poi scappare. Poco dopo la vittima, chiamando sul suo cellulare ha contattato Tuppo il quale gli ha chiesto 740 euro per riavere il motociclo da poco rapinato. All’appuntamento concordato per la consegna del cosiddetto “cavallo di ritorno”, si sono presentati i poliziotti in borghese, i quali hanno riconosciuto nel conducente del motociclo rubato alla vittima un pluripregiudicato per reati conto il patrimonio, B.E di anni 24, che, alla vista degli operanti,  si dava a precipitosa fuga verso il Rione Speranza insieme al Tuppo, autore della rapina. Inseguiti  dai poliziotti , hanno provato a confondersi tra la folla  e B.E. è riuscito nel suo intendo mentre, sebbene spalleggiato da circa 60 persone del rione, è stato raggiunto, bloccato e tratto in arresto, grazie anche all’ausilio degli agenti del commissariato Frattamaggiore e dei carabinieri del posto. I poliziotti  sono stati letteralmente aggrediti con calci, spintoni e sputi ed è stata inscenata una vera e propria rivolta  dalla quale è uscita altresì danneggiata l’autovettura di servizio. Il motociclo è stato recuperato e subito restituito al proprietario. Il 32enne è stato condotto alla Casa Circondariale di Napoli – Poggioreale. Il 24enne B.E.  è stato denunciato in stato di irreperibilità. I poliziotti sono stati invece accompagnati in ospedale dove sono stati medicati per le contusioni ed escoriazioni riportate

 

Insetti al San Giovanni Bosco, ecco le prime zanzariere

NAPOLI. Dopo le denunce e le ispezioni dei Verdi nel pomeriggio sono arrivate le prime zanzariere all'ospedale San Giovanni Bosco ed è stata riattivata l'aria condizionata al Pronto Soccorso.  «Il direttore sanitario ha risposto celermente alle nostre sollecitazioni per ottenere subito le zanzariere e di questo lo ringraziamo», dice il consigliere regionale dei Verdi e membro della commissione sanità Francesco Emilio Borrelli. «Nei prossimi giorni saranno istallate circa 140 zanzariere per evitare l'invasione di zanzare e altri insetti che denunciavamo da giorni. Adesso si procederà anche ad una disinfestazione straordinaria all'interno dell'ospedale e una all'esterno dove ci sono diversi acquitrini che creano le continue invasioni di insetti. Inoltre è stata riattivata l'aria condizionata del nuovo Pronto Soccorso che però aspetta ancora il collaudo definitivo. Durante la notte sono passato in ospedale per controllare la condizione dei pazienti e del personale medico e para medico. Alcune stanze erano vere e proprie fornaci piene di zanzare che le persone eliminavano a mani nude sopratutto per difendere dalle punture i ricoverati impossibilitati a farlo da soli. Ad un certo punto da alcuni medicinali sistemati nell'Obi sono usciti degli scarafaggi. Anche questo episodio è stato segnalato al neo Direttore Sanitario che si è impegnato a intervenire subito. Continuerò le mie ispezioni negli ospedali campani per ottenere il massimo dell'efficienza», ha concluso Borrelli.

 

Operata al femore a 102 anni, 3 anni in più di tutto lo staff

NAPOLI. Operata con successo al femore a 102 anni. Tre in più dell'età complessiva dei medici che sono intervenuti per sistemarle una frattura scomposta, che messi insieme di anni ne fanno 99. È accaduto alla signora Olimpia Cito, arrivata nei giorni scorsi al Pronto soccorso dell'ospedale evangelico Betania di Ponticelli per una brutta caduta, subito trasferita in Ortopedia e operata d'urgenza 6 ore dopo. A 5 giorni dall'intervento, "perfettamente riuscito", la paziente è stata dimessa "in ottime condizioni", riferiscono i sanitari. Dopo gli esami di routine e la valutazione anestesiologica, l'équipe di Giacomo Negri, direttore dell'Unità operativa di ortopedia, ha suggerito l'intervento. E nonostante le preoccupazioni dei familiari sui rischi dell'operazione legati all'età avanzata, Olimpia non ha avuto esitazioni e ha deciso di farsi operare "per riprendere al più presto le attività quotidiane". In sala gli ortopedici Andrea Accardo, 35 anni, e Pasquale Florio di 32 come lo strumentista Gennaro Sicignano. Ad assistere i 3 l'anestesista Matteo Rinaldi. "Il decorso post-operatorio è stato privo di complicazioni e la signora è stata dimessa con parametri stabili", spiegano ancora dall'ospedale. "Non è la prima volta che qui all'ospedale evangelico Betania operiamo dei centenari - afferma Negri - tanto che ogni anno annoveriamo diversi casi, e non solo in Ortopedia. Abbiamo deciso di effettuare l'intervento per le buone condizioni di salute della paziente, ma potendo contare anche su una esperienza consolidata di operazioni del genere". 

Fotografato da turisti: preso rapinarolex, denunciato ma irreperibile il complice

NAPOLI. Ieri mattina ha portato via due rapinarolex a due turisti, rintracciato grazie alle foto fatte da altri turisti in meno di 24 ore. La polizia ha sottoposto a fermo uno dei tre rapinatori che ieri a Napoli hanno strappato dal polso di due turisti americani due Rolex, uno del valore di 40mila euro, l'altro da 10mila euro. Il raid al corso Vittorio Emanuele, nella salita Pedamentina a Sammartino. L'arresto di M.G., sorvegliato speciale, è stato reso possibile anche dalle fotografie agli scippatori scattate con lo smartphone da altri turisti.  Il giovane è stato rintracciato proprio comparando le immagini dei telefonini con quelle registrate dal circuito di sorveglianza del commissariato del quartiere Montecalvario in cui la stessa mattina dello scippo aveva ottemperato all'obbligo di firma. A casa, durante perquisizione domiciliari, gli agenti hanno trovato anche gli abiti utilizzati nella rapina. Individuato e denunciato, ma ancora irreperibile, un altro suo complice. I due turisti vittima dello scippo sono un 73enne e una 40enne, entrambi finiti in ospedale per accertamenti: l'uno per le escoriazioni al polso, l'altra perché cadendo aveva battuto la testa. 

Morì dopo pestaggio, arrestati tre uomini del clan Terracciano

NAPOLI. Tre persone, ritenute affiliate al clan camorristico Terracciano, sono state arrestate dalla squadra mobile di Napoli nell'ambito delle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, su un omicidio pluriaggravato commesso a Napoli il 13 agosto 2005. Quella notte Raffaele Iannaccone, che lavorava in una panineria in via Toledo, fu costretto a uscire dal negozio, pestato, colpito al volto con mazze da baseball. La vittima finì in coma irreversibile e vi rimase per sei mesi prima di morire. Le indagini, solo di recente, hanno portato a una svolta anche grazie a "nuovi fatti emersi" e al "contributo dichiarativo di quattro collaboratori di giustizia", fa sapere la procura della Direzione distrettuale antimafia. I tre arrestati, spiega la procura, sono ritenuti responsabili dell'omicidio. 

Destinatari del provvedimento sono: Eduardo Terracciano, 36 anni, figlio di Salvatore, boss dell'omonimo clan detto ’o Nirone, morto di recente, e i nipoti del capoclan Francesco Terracciano e Salvatore Equabile, entrambi di 35 anni.

Cantone: preoccupato per la Tav di Afragola

NAPOLI. "Come cittadino e come possibile utente di quel contesto sono preoccupato perché si tratta di un volano importante". Lo afferma il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, commentando l'indagine aperta dalla procura di Napoli Nord sui terreni su cui è stata costruita la stazione dell'Alta Velocità di Afragola, inaugurata lo scorso 6 giugno dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

Scoperto un arsenale ad Afragola

AFRAGOLA. I carabinieri dell’aliquota radiomobile di Casoria hanno tratto in arresto ad Afragola per detenzione di arma clandestina e ricettazione Gennaro Esposito, 30 anni, di Afragola, già noto alle forze dell'ordine. L'uomo è stato sottoposto a perquisizioni, personale e  domiciliare; prima di poter procedere a entrambe i militari dell’arma hanno dovuto rincorrerlo e acchiapparlo perché aveva cercato di darsi alla fuga saltando giù da una finestra di casa sua con in spalla uno zaino che conteneva un fucile calibro 12 modificato e reso a canne mozze risultato oggetto di furto in appartamento, una pistola calibro 44 magnum con matricola abrasa, 40 cartucce calibro 9 mm , 10 calibro 44 magnum e 14 calibro 12. Le armi sono state inviate al Racis per verificare il loro eventuale utilizzo in fatti di sange e/o intimidazione. l’arrestato tradotto nella casa circondariale di poggioreale.

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