Venerdì 28 Aprile 2017 - 10:28

Open day "Tutti in rete con i nonni” all'istituto industriale di Ponticelli

NAPOLI. Open day, “Tutti in rete con i nonni” all’istituto Istituto tecnico industriale, “Marie Curie” di Ponticelli, l’iniziativa promossa da Poste Italiane in collaborazione con Mondo Digitale per imparare ad usare i principali servizi on line su computer, smartphone e tablet. A seguito del successo del progetto di alfabetizzazione digitale per gli over 65 “Nonni in rete, tutti  giovani alle Poste”,  verrà attivato da oggi uno speciale “sportello digitale” per proporre a tutta la cittadinanza una giornata per andare a scuola da quei “nonni” che nel frattempo sono diventati insegnanti delle nuove applicazioni digitali, nei banchi dell’istituto “Marie Curie”, con la dirigente scolastica Patrizia Porretta e con il coordinamento dei docenti di informatica, Hernest Abate ed Aniello Conte Paone.  Da registrare alcuni particolari del corso, come la storia del signor Barillà che è presidente del  centro anziani di zona: aveva tentato in tutti i modi di avviare un corso per insegnare l’uso del pc ai meno giovani, aveva fatto richiesta dei fondi necessari per comprare i pc, ma nonostante l’impossibilità dio ottenere risorse  per acquistare le attrezzature non si sé arreso non ha messo da parte il suo progetto e così ha  selezionato i suoi colleghi  - coetanei più brillanti e li ha portati tutti a Nonni in Rete! Dopo 30 ore trascorse al fianco di giovani tutor per acquisire familiarità con le nuove tecnologie, gli over 65 sono così diventati pronti per formare “alla pari” altri coetanei o chiunque desideri scoprire le potenzialità della comunicazione in mobilità, l’uso più efficace di smartphone e tablet e le app che aiutano a risolvere problemi pratici, come PostePay, BancoPosta e Ufficio Postale.

Un’originale task force intergenerazionale, di studenti, nonni e docenti coordinatori, insegnerà quindi ad inviare una lettera o una raccomandata, fare un pagamento, gestire la spedizione di un pacco anche da casa, ma anche a comunicare con una persona lontana o rivedere un programma televisivo. Con un computer, uno smartphone o un tablet, molte operazioni prima complicate diventeranno facili, con pochi click o qualche tocco se si usano strumenti touch. Il progetto è frutto dell’alleanza strategica tra Poste Italiane, sensibile ai temi delle pari opportunità di accesso ai nuovi servizi, e la Fondazione Mondo Digitale, impegnata nella diffusione delle nuove tecnologie tra le fasce della popolazione a rischio di esclusione digitale e sociale. L’iniziativa, che ha il duplice obiettivo di favorire la vita attiva della terza età e agevolare l’inclusione dei cittadini nella transizione dall’economia tradizionale a quella digitale, valorizza inoltre il contributo vincente dei giovani.

A disposizione di tutti i partecipanti un ricco kit formativo in manuali, video lezioni e pillole digitali.

Torna l'International Tatto Fest alla Mostra d'Oltremare

napoli. Torna dal 12 al 14 maggio alla Mostra d’Oltremare di Napoli l’International Tattoo Fest con i suoi oltre 300 tatuatori, di fama nazionale ed internazionale, provenienti da tutto il mondo. Gli artisti metteranno in mostra la propria arte facendo suonare all’unisono le loro macchinette, tramutando per tre giorni il polo fieristico di Fuorigrotta in una galleria d’arte vivente. Forti del successo dell’edizione dello scorso anno che ha richiamato oltre 10mila persone, hanno già aderito tatuatori provenienti dalla Polynesia, Samoa, Taiwan, Giappone, Brasile e da tutta Europa. Dall’Italia sono attesi Andrea Capitolino, Alessandro Florio, Antonio D’Angelo e Assia Lasco.
Ideato da Costattoo (al secolo Costantino Sasso), il festival è un evento dedicato alle nuove espressioni artistiche legate al mondo della body art e della body modification, in una cornice di puro divertimento tra musica dal vivo, artisti di strada, cibo tradizionale e tanto altro.
I 300 tatuatori di fama nazionale ed internazionale, si presenteranno al pubblico in una cornice di grande fascino e bellezza e in un contesto di puro divertimento.
All’interno degli spazi dedicati alla convention saranno allestite anche aree per lo svago e il relax, con artisti di strada, balli e giochi di animazione e aree per il ristoro, con prodotti della tradizione partenopea e non solo. Per l’occasione la manifestazione gode della compartecipazione di alberghi convenzionati che hanno deciso di ospitare i tatuatori e tutti coloro che  vorranno visitare la mostra. Verranno inoltre distribuiti a tutti i partecipanti itinerari per conoscere e scoprire Napoli, città dai mille volti e dalle mille sfumature.

Armi e droga in un sottoscala al rione "Poverelli”, sequestro a Torre Annunziata

TORRE ANNUNZIATA.  Controlli dei carabinieri al rione dei Poverelli: sequestrati armi e droga. Nel corso di perquisizioni nel rione di edilizia popolare del “Parco dei Poverelli”, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Torre Annunziata hanno rinvenuto e sequestrato nascosti nel sottoscala di un condominio una pistola semiautomatica calibro 9 con matricola abrasa e 12 cartucce nel caricatore e una pistola semiautomatica calibro 6,35 carica e con 5 proiettili. Sequestrati anche 70 grammi circa di cocaina e un bilancino di precisione. Le armi sono state inviate al racis per verificare l’eventuale utilizzo in fatti di sangue o intimidazione.

Rapine, furti e droga: una carriera lunga 24 anni, ora va in casa lavoro

POZZUOLI.  Paolo Volpe (nella foto), pregiudicato di 41 anni, di Monterusciello, alle prime luci dell'alba, è stato raggiunto nella sua abitazione dagli agenti della Polizia di Stato. L'uomo, che in 24 anni, ossia da quand'era ancora minorenne ha accumulato una serie di reati, è stato ristretto in varie strutture penitenziarie d'Italia, perché responsabile, prevalentemente, dei reati di rapina aggravata, furto e stupefacenti. Gli agenti dell'Ufficio Misure di Prevenzione e Sicurezza del commissariato di Pozzuoli stamane, hanno notificato al 41enne, la misura di sicurezza della Casa di Lavoro, per la durata di 2 anni. Volpe, infatti, stava scontando in regime di arresti domiciliari, una condanna di 4 anni, oltre al pagamento di 1.600 di multa, così come disposto dal Tribunale di Cuneo e confermata dalla Corte di Appello di Torino, con un fine pena nel marzo 2019. Il magistrato di Sorveglianza di Napoli, dovendosi pronunciare circa la reale pericolosità del 41enne, ha disposto la misura di sicurezza della Casa di Lavoro per la durata di anni 2. I poliziotti, stamane, hanno prelevato Volpe dalla sua abitazione, conducendolo alla Casa Circondariale di Poggioreale, in attesa d'essere trasferito in altro Istituto.

Agguati per difendere l'onore del boss: spari anche contro donna con bimbo in braccio al rione Don Guanella, tre arresti

NAPOLI. Tre tentati omicidi, che hanno causato tra l'altro il ferimento di una donna​ con un bambino in braccio, per difendere "l'onore" del capo di un gruppo criminale, legato a un clan del Napoletano, la cui compagna, secondo le dicerie, intratteneva una relazione con un altro uomo. Le indagini dei Carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, coordinate dalla Dda di Napoli, hanno permesso di ricostruire il contesto nel quale sono maturati i tre tentati omicidi e hanno portato all'esecuzione, tra le province di Napoli e Caserta, di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli nei confronti di 3 persone, ritenute contigue al clan camorristico Ciccarelli attivo nella zona di Caivano e nei comuni limitrofi, con l'accusa di tentati omicidi aggravati da finalità mafiose e di detenzione e porto illegale di armi da guerra. 

Si tratta di Emilio Russo, Mario Russo e Terenzio Natale Lettucci, rispettivamente di 26, 34 e 38 anni.

​Il capo del gruppo criminale offeso, secondo quanto ricostruito dalle indagini, avrebbe ordinato di uccidere l'unico maschio della famiglia della donna ma l'agguato, avvenuto nel rione Don Guanella e senza l'autorizzazione del capoclan​, fallisce e porta a due ferimenti, poiché si intromette la madre del bersaglio del raid, con un bambino in braccio. Per ricomporre la frattura si decide quindi l'eliminazione di uno degli uomini che avevano materialmente eseguito l'agguato, ma anche il secondo progetto di omicidio fallisce e l'autore dei tentati omicidi del rione Don Guanella decide di collaborare con la giustizia. In un video estrapolato da un sistema di videosorveglianza utilizzato per le indagini si vede uno degli arrestati, ilI 38enne che aveva partecipato sia al raid per difendere l'onore del suo capo che a quello per eliminare il suo complice nel ferimento della donna, che con la pistola in pugno entra in un bar di Caivano minacciando clienti e titolare. 

I raid sono stati messi a segno contro Giuseppe Telese e Amalia Sepe, a Napoli il 17 settembre scorso e contro Nunzio Montesano a Caivano il 19 settembre scorso. 

Maxi rissa ai Decumani: accoltellato 22enne

NAPOLI. Un giovane parcheggiatore abusivo è stato ferito da deu coltellate, al braccio e a una gamba, nel tardo pomeriggio al termine di una violenta avvenuta per motivi ancora da chiarire. soccorso e trasportato al Loreto Mare, il 22enne è stato giudicato guaribile in 20 giorni dai medici e dimesso. Sentito a lungo nella caserma di polizia "Raniero", avrebbe riferito particolari utii alle indagini.

Migranti a San Giorgio, il sindaco Zinno ai cittadini: «Non lasciamoci abbrutire dai pregiudizi»

SAN GIORGIO A CREMANO. In relazione all’invio da parte della Prefettura di Napoli di 33 migranti sul territorio e sulle polemiche scatenatesi sui social, il sindaco Giorgio Zinno (nella foto) scrive una lettera aperta alla cittadinanza e lancia un appello: «Non lasciamoci abbrutire dai pregiudizi»

Ecco la lettera. «In questi giorni ho letto molti commenti, e in verità non ce l’ho fatta a leggerli tutti, rispetto all’arrivo di 33 giovani migranti nella nostra città. Qualcuno chiedeva di respingerli; altri dicevano che lo Stato dà loro 35 euro al giorno; altri ancora che erano qui per un complotto e altri, infine, che “i veri sindaci fanno le barricate per non farli entrare.
Dopo questi primi commenti beceri sono iniziati a palesarsi i primi commenti di coloro che, non contrari alla presenza dei migranti, richiedevano un aiuto al Comune o allo Stato per la propria situazione economica. In ultimo, ma sempre con maggior forza, si sono palesati quei cittadini che, in un primo momento, davanti ad urla e strepiti erano rimasti a guardare, ma che rappresentano la maggioranza silenziosa sul nostro territorio: una comunità attiva, che difende non solo l’idea di integrazione ma che vedere questa situazione, decisa dalla Prefettura, come una opportunità. 
Tante associazioni e singoli si sono proposti per dare una mano. C’è stato chi ha offerto di raccogliere indumenti, chi voleva fare lezioni di italiano a questi giovani. Queste persone mi hanno riempito il cuore: ecco la San Giorgio a Cremano che riconosco, la città della solidarietà, una terra dove le diffidenze lasciano passo alle idee positive e che io sono orgoglioso di rappresentare come Sindaco. 
Vorrei fare, una volta e per tutte, chiarezza su questa vicenda. In premessa va detto che la Prefettura deve smistare su tutto il territorio della provincia i migranti: i Comuni non possono opporsi e vengono (solitamente) avvisati poche ore prima che ciò avvenga. La stessa Prefettura paga alle società-associazioni-cooperative (selezionate con regolari gare d’appalto) poco meno di 35 euro/giorno a migrante per la gestione del progetto(cibo, vestiario, fitto struttura, utenze, spese operatori ecc) e al migrante vanno 2,5 euro al giorno per le spese personali (come una scheda telefonica per chiamare a casa o un biglietto per il pulman ecc). Per tale motivo coloro che si erano proposti per dare una mano con doni di generi alimentari o vestiario credo che farebbero bene a farlo comunque, non verso i migranti che hanno garantito dallo Stato un percorso di integrazione, ma verso i concittadini in difficoltà che faticano a mettere il piatto a tavola ogni sera. Probabilmente lo strumento più facile per far ciò è quello di dare una mano alle parrocchie, molto attive nell’organizzazione della solidarietà. Il Comune fa quello che è possibile, ma c’è una grande fetta di “nuovi poveri” che, anche per dignità, non viene a chiedere nulla. Inoltre, nonostante il Comune destini molti soldi alle politiche sociali, le richieste sono talmente tante che non è possibile soddisfarle tutte, come invece vorremmo fare. Molte volte la persona in difficoltà è il nostro vicino e con semplici gesti possiamo dargli una mano. 
Ovviamente, poi, c’è il tema della integrazione, che non riguarda solo San Giorgio ma un intero mondo che cambia velocemente. Chi arriva nel nostro Paese non deve vivere in ghetti ma integrarsi con noi, eliminando qualsiasi idea di marginalizzazione. Ho incontrato i ragazzi appena arrivati a San Giorgio. Erano stanchi, spaesati e molti di loro avevano addirittura freddo nonostante il clima da noi fosse già mite. E’ stato molto bello vedere dopo due giorni del loro arrivo, i ragazzi migranti giocare a calcio a piazza Troisi con i ragazzi sangiorgesi. Sarebbe vietato il gioco in piazza… ma davanti ad una bella scena in cui non c’erano bianchi e neri, ma solo ragazzi con la voglia di stare insieme anche noi abbiamo chiuso un occhio. Poi ho visto spuntare su alcune pagine fb, foto scattate da ragazzi sangiorgesi con i migranti… insomma, come sempre i ragazzi segnano la via da seguire! Magari qualcuno di questi ragazzi imparerà prima a parlare in napoletano e poi in italiano corretto… 
Nei prossimi giorni chiederò ai migranti se sono disponibili a raccontare le proprie storie e a farne un documentario da mettere on- line: ho già raccolto le adesioni entusiaste del Forum delle Associazioni e di professionisti del territorio. Forse conoscendo bene chi sono , da dove vengono e quali sofferenze hanno patito potremo guardarli con occhi diversi. 
Appena se la sentiranno, organizzeremo una giornata di festa affinchè i sangiorgesi che vorranno possano incontrarli nella struttura in cui vivono. Sarà un modo di normalizzare questa presenza ed eliminare le paure di chi vede il diverso come una minaccia più che una risorsa. 
Domani mattina ho un nuovo incontro con la Prefettura per definire il protocollo di intesa che farà si che gli immigrati possano svolgere attività lavorative volontarie e gratuite per la nostra città. In questo modo potranno occupare parte del loro tempo per dare una mano ad attività per la collettività costruendo per loro stessi un percorso virtuoso. 
Dobbiamo riuscire ad abbattere i pregiudizi sapendo che la guerra tra poveri non serve, ma serve cercare di razionalizzare le nostre attività di sostegno e volontariato verso chi sta peggio di noi. Anche questa è integrazione. I flussi migratori non possono essere fermati ma possono essere una risorsa se ben affrontati. Non chiudiamo gli occhi e i cuori, ma apriamo la mente per far si che tutto questo rappresenti una occasione di crescita».

Infermiera fingeva di vaccinare bimbi e gettava le fiale

TREVISO. Da gennaio a giugno 2016 ha finto di vaccinare i pazienti, fra cui numerosi bambini, per poi buttare la fialetta e registrare comunque l'avvenuta profilassi. Ad accorgersene e a segnalare alla direzione un'anomalia nel lavoro di un'infermiera di Treviso, le colleghe insospettite perché "dopo 3 mesi che vaccinava, si sono rese conto che i bambini non piangevano e rimaneva del liquido all'interno dei contenitori delle siringhe". Questo il racconto del direttore sanitario della Ulss2 di Treviso, Francesco Benazzi, ai microfoni di Radio Capital in merito al caso dell'assistente sanitaria allontanata perché non eseguiva correttamente le vaccinazioni.

Sull'episodio hanno indagato per mesi anche i carabinieri del Nas e, dopo attente indagini, la vicenda è venuta pienamente alla luce. A illustrarla in una nota è la Ulss2 Marca trevigiana, che ha organizzato delle giornate vaccinali straordinarie e mirate per varie patologie, i giorni 24 e 28 aprile, 2 e 6 maggio nel Dipartimento di prevenzione di Treviso, destinate a circa 500 cittadini, "contattati tramite un’apposita lettera in questi giorni".

 

 

"La decisione si è resa necessaria dopo accurati accertamenti - spiegano dall'azienda sanitaria - in seguito a possibili irregolarità nella condotta di un'assistente sanitaria del Servizio Igiene, sanità pubblica e medicina di comunità di Treviso, durante alcune sedute per la somministrazione di vaccini".

La vicenda, come detto, ha inizio lo scorso giugno, quando la direzione riceve la segnalazione di alcuni suoi operatori: c'era il motivato sospetto "che una collega - da poco giunta a Treviso con concorso di mobilità - potesse non eseguire correttamente le vaccinazioni. Verificata subito da parte dei dirigenti la sussistenza del sospetto manifestato, la direzione aziendale denuncia i fatti al Comando Carabinieri Nas di Treviso e prende avvio un procedimento, durante il quale l’Aulss 2 è stata vincolata al rispetto dell’obbligo del segreto istruttorio, previsto dal Codice di procedura penale, e quindi impossibilitata a svolgere azioni che potessero interferire con il corso delle indagini".

L'assistente sanitaria "ha vaccinato solo per circa tre mesi, essendo stata trasferita ad altro incarico al manifestarsi dei sospetti nelle colleghe", precisa la Ulss 2. Ai primi di marzo di quest'anno la Procura della Repubblica ha trasmesso all'azienda la richiesta di archiviazione del procedimento da parte del pubblico ministero e il decreto d'archiviazione da parte del giudice delle indagini preliminari. Le conclusioni del pm erano "in assenza di ulteriori elementi a carico". Non più vincolata agli obblighi verso il procedimento penale, l'azienda ha così avviato una serie di valutazioni sierologiche. Il 10 aprile, in seguito agli accertamenti, la direzione del Dipartimento di Prevenzione ha concluso di avere elementi sufficienti per "ritenere che l'assistente sanitaria non aveva eseguito tutte le vaccinazioni che doveva avere effettuato, dandone segnalazione alla Procura della Repubblica e al proprio Ufficio Provvedimenti disciplinari".

L'azienda "ritiene che si sia configurata una grave violazione dei doveri professionali e degli obblighi assistenziali". Contemporaneamente, il Dipartimento di Prevenzione ha contattato tutti i cittadini interessati, circa 500 adulti e bambini, per offrire la possibilità di completare correttamente la vaccinazione. Come prevedono le indicazioni nazionali e internazionali, infatti, se non vi è la certezza che una vaccinazione sia stata eseguita correttamente, la dose deve essere ripetuta.

"A noi interessa la salute dei cittadini e assicurare quei servizi della cui erogazione siamo incaricati - sottolinea Francesco Benazzi, direttore generale Ulss 2 - In questo frangente, il sistema ha dimostrato di essere all'altezza. Se un'operatrice, infatti, può essere venuta meno ai suoi compiti, il fatto non è passato inosservato ai colleghi che subito se ne sono accorti e hanno attivato tempestivamente tutti quei percorsi a garanzia dei cittadini e dell’azienda. Ringrazio di cuore loro per la professionalità e la coscienziosità dimostrata - conclude il Dg - così come ringrazio i Carabinieri dei Nas e la Magistratura per la collaborazione fornita. I cittadini potranno completare la vaccinazione in modo corretto. Ci scusiamo con loro per il disagio".

IL SINDACO DI TREVISO - "Ho ricevuto diverse segnalazioni da parte di cittadini e consiglieri comunali in seguito alla notizia apparsa sul web della mancata vaccinazione per 500 bambini da parte di un'assistente sanitaria in forze all'Ulss2. Un fatto gravissimo sul quale come autorità sanitaria cittadina mi auguro venga fatta al più presto chiarezza - sottolinea il sindaco di Treviso Giovanni Manildo - Ho per questo scritto al direttore generale affinché oltre all'indagine interna vengano date tutte le rassicurazioni necessarie alle famiglie".

"Il Comune di Treviso come noto si sta battendo e rivendica con forza l'importanza della vaccinazione come strumento di tutela del benessere e della salute dei nostri bambini. Ringrazio per questo i consiglieri Giovanni Gajo e Nicolò Rocco primi firmatari della mozione proposta dal consigliere Nicolò Rocco che prevede l'obbligo di vaccinazione nelle scuole di competenza comunale", spiega.

"Mi piacerebbe che chi ha potere in Regione dedicasse le sue energie a ripristinare l'obbligo vaccinale tolto nel 2007. I frutti indiretti di questa scelta vanno combattuti anche da un punto di vista informativo: noi non abbiamo dubbi, stiamo con i medici, stiamo con la salute dei cittadini", conclude.

Corteo al Vomero contro i box interrati

Corteo domani alle 17 per le strade del quartiere Vomero promosso dalla Rete sociale contro i box, composta da associazioni, comitati, cittadini, studenti, che si concentreranno in piazza degli Artisti. La Rete si batte contro la realizzazione di 900 box privati sottoterra in piazza degli Artisti, via Tino da Camaino e Largo De Bustis. '«Se gli atti amministrativi impongono alla pubblica amministrazione la firma della convenzione con la cooperativa assegnataria dei lavori - si legge nella nota - , i cittadini, le associazioni, gli operatori del mercato si opporranno e resisteranno».

Completata la lista dei seggi per le primarie Pd

E' stata completata la lista dei seggi presso i quali ci si potra' recare domenica 30 aprile per esprimere la propria preferenza alle primarie PD. Cosi la nota della presidente della commissione provinciale per il congresso, Grazia Tatarella. «Non appena avremo completato gli ultimi adempimenti, anche on line - sul sito e sui social - sara' disponibile l'elenco completo da consultare e scaricare. La commissione - si legge nella nota - ha recepito le osservazioni e le sollecitazioni dei rappresentanti delle mozioni sulla necessita' di contenere il numero dei seggi per favorirne il controllo. I rappresentanti della mozione Emiliano erano orientati a ridurre ancora maggiormente il numero dei seggi ma l'elenco approvato comprende, allo stato, un numero gia' di molto inferiore rispetto al 2013. Sono infatti in tutto 138 i seggi: 34 a Napoli e 104 nella sua provincia. Abbiamo approvato un dispositivo nel quale poniamo il divieto esplicito di allestire seggi nei caf e negli esercizi commerciali ammettendo la presenza di gazebo in alcune zone. Avremo un seggio in ogni quartiere, due nelle zone con piu' di 50.000 abitanti e tre - come nel caso di Fuorigrotta - nei territori con oltre 70.000 abitanti. Ci siamo soffermati un po' di tempo in piu' sull'aspetto organizzativo allo scopo di creare le condizioni che garantiranno il regolare svolgimento di tutte le operazioni in occasione della imminente competizione congressuale. L'auspicio - conclude Tatarella - e' che tutte le attivita' previste si svolgeranno nel rispetto di quanto stabilito dal regolamento che i nostri volontari dislocati nei seggi si impegneranno a far osservare».

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