Martedì 17 Ottobre 2017 - 13:13

Legge Severino, oggi attesa la decisione sul ricorso di de Magistris

NAPOLI. È attesa per oggi la decisione dei giudici del Tribunale di Napoli che dovranno pronunciarsi sul ricorso avanzato dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris contro la sospensione dalle funzioni prevista dalla Legge Severino.   A dare avvio alla vicenda la condanna in primo grado per abuso d'ufficio non patrimoniale relativa all'inchiesta "Why not". «Non possiamo assistere ad altalene istituzionali continue» ha detto de Magistris, in attesa che vada in scena l'ennesimo capitolo di una vicenda che si protrae dall'autunno 2014 tra sentenze e ricorsi. 
L'ex pm si dice «sereno e tranquillo» e fiducioso nei suoi legali e nel ricorso presentato che, sottolinea, «dal punto di vista tecnico è ineccepibile: la giustizia è dalla nostra». 
   Tutto ha inizio il primo ottobre 2014 quando l'ex Prefetto di Napoli, Francesco Musolino, applicando la Legge Severino, emana il provvedimento con cui lo sospendeva. Immediata la reazione
dell'ex pm che presenta ricorso al Tar Campania contro il provvedimento. De Magistris si inventa la figura di sindaco di strada e affida la guida di Palazzo San Giacomo al suo vice sindaco, ora ex, Tommaso Sodano. Un'esperienza che, in parte, termina il 30 ottobre quando il collegio del Tar Campania all'unanimità accoglie il provvedimento e sospende la sospensione rinviando gli atti alla Corte Costituzionale per non manifesta infondatezza della questione di illegittimità costituzionale degli articoli 10 e 11 della Legge Severino. Ma dietro l'angolo, arrivano, il 12 novembre, i ricorsi al Consiglio di Stato presentati dal Governo nella figura del ministro dell'Interno Angelino Alfano, dal Prefetto e da due associazioni. Ricorsi che vengono respinti dai giudici il 20
novembre. Una decisione che sembra poter chiudere la questione in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale. Il Movimento in difesa del cittadino, invece, chiama in causa la Corte di Cassazione. Ai giudici viene chiesto di esprimersi rispetto a chi ha la competenza per decidere sui ricorsi alla sospensione tra il Tar e il Tribunale ordinario. Una decisione che arriva lo scorso 26 maggio e che riapre il caso. La Cassazione, infatti, si esprime in favore del Movimento in difesa del cittadino e afferma che debba essere il Tribunale ordinario a esprimersi. L'ennesimo capitolo della vicenda, quindi, si scriverà oggi. «Mi auguro - ha detto de Magistris - che si vada verso un giudizio della Corte Costituzionale sulla Legge Severino a tutto tondo e, se il Parlamento lo ritiene, verso una modifica di alcune parti della norma che sono palesemente incostituzionali». 

 

 

Legge Severino, oggi attesa la decisione sul ricorso di de Magistris

NAPOLI. È attesa per oggi la decisione dei giudici del Tribunale di Napoli che dovranno pronunciarsi sul ricorso avanzato dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris contro la sospensione dalle funzioni prevista dalla Legge Severino.   A dare avvio alla vicenda la condanna in primo grado per abuso d'ufficio non patrimoniale relativa all'inchiesta "Why not". «Non possiamo assistere ad altalene istituzionali continue» ha detto de Magistris, in attesa che vada in scena l'ennesimo capitolo di una vicenda che si protrae dall'autunno 2014 tra sentenze e ricorsi. 
L'ex pm si dice «sereno e tranquillo» e fiducioso nei suoi legali e nel ricorso presentato che, sottolinea, «dal punto di vista tecnico è ineccepibile: la giustizia è dalla nostra». 
   Tutto ha inizio il primo ottobre 2014 quando l'ex Prefetto di Napoli, Francesco Musolino, applicando la Legge Severino, emana il provvedimento con cui lo sospendeva. Immediata la reazione
dell'ex pm che presenta ricorso al Tar Campania contro il provvedimento. De Magistris si inventa la figura di sindaco di strada e affida la guida di Palazzo San Giacomo al suo vice sindaco, ora ex, Tommaso Sodano. Un'esperienza che, in parte, termina il 30 ottobre quando il collegio del Tar Campania all'unanimità accoglie il provvedimento e sospende la sospensione rinviando gli atti alla Corte Costituzionale per non manifesta infondatezza della questione di illegittimità costituzionale degli articoli 10 e 11 della Legge Severino. Ma dietro l'angolo, arrivano, il 12 novembre, i ricorsi al Consiglio di Stato presentati dal Governo nella figura del ministro dell'Interno Angelino Alfano, dal Prefetto e da due associazioni. Ricorsi che vengono respinti dai giudici il 20
novembre. Una decisione che sembra poter chiudere la questione in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale. Il Movimento in difesa del cittadino, invece, chiama in causa la Corte di Cassazione. Ai giudici viene chiesto di esprimersi rispetto a chi ha la competenza per decidere sui ricorsi alla sospensione tra il Tar e il Tribunale ordinario. Una decisione che arriva lo scorso 26 maggio e che riapre il caso. La Cassazione, infatti, si esprime in favore del Movimento in difesa del cittadino e afferma che debba essere il Tribunale ordinario a esprimersi. L'ennesimo capitolo della vicenda, quindi, si scriverà oggi. «Mi auguro - ha detto de Magistris - che si vada verso un giudizio della Corte Costituzionale sulla Legge Severino a tutto tondo e, se il Parlamento lo ritiene, verso una modifica di alcune parti della norma che sono palesemente incostituzionali». 

 

 

Ultras contro il presidente De Laurentiis, a Fuorigrotta ancora uno striscione

NAPOLI. Spunta nella notte ancora uno striscione fatto dagli ultras del Napoli per potestare contro la gestione del calcio Napoli da parte del presidente Aurelio De Laurentiis. È il terzo nel giro di meno di una settimana e c'è da scommetere che non sia l'ultimo.

È gravemente malato, uomo dei Moccia torna a casa

NAPOLI. Le sue condizioni di salute sono incompatibili con il regime detentivo e per questo motivo il Giudice di Sorveglianza ha sospeso l’esecuzione della pena concedendo a Gennaro Tuccillo (personaggio di spessore della malavita di Afragola, legato al clan Moccia) gli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Afragola. 

IL RICORSO. Una vittoria voluta fortemente dal legale difensore di Gennaro Tuccillo, Dario Vannetiello che ha presentato un’istanza all’ufficio di Sorveglianza competente sulla casa circondariale di Sulmona, dove il suo assistito, sta scontando una condanna a 14 anni, 5 mesi e dieci giorni, fine pena novembre 2025. Il provvedimento d’urgenza del giudice di sorveglianza è arrivato sulla scorta della relazione sanitaria disposta dall’Asl1 di Avezzano del 15 giugno scorso, in cui si certifica la grave situazione sanitaria di Tuccillo, voluta e presentata dall’avvocato Vannetiello. Quest’ultimo, quindi, è riuscito, a dimostrare che lo stato clinico di Tuccillo ha una prognosi infausta a medio-breve termine, ovvero le sue condizioni di salute incidono in maniera rilevante sul suo regime di vita. Le sue condizioni di salute sono, quindi, incompatibili con il regime detentivo. 

LE CONDIZIONI DI SALUTE. Una vittoria inaspettata per la famiglia Tuccillo che proprio nei giorni scorsi, tramite la figlia Teresa aveva inviato alla stampa un dura missiva in cui si chiedeva di tener conto delle condizioni di salute del padre, e rimodulare il regime detentivo. Gennaro Tuccillo, così come afferma la figlia Teresa, oltre ad essere affetto da epatite C cronica evolutiva, calcolosi colecistica, parocele derivante da ingravescenza di ernia addominale, è affetto da cirrosi epatica con asciti, con elevatissima probabilità di morte (come diagnosticato da tutti i medici che fino ad ora si sono occupati di lui). 

La MISSIVA DELLA FIGLIA. Di seguito riportiamo la lettera di Teresa Tuccillo, inviata alcuni giorni prima della decisione di ieri: «Sono Tuccillo Teresa, figlia di Tuccillo Gennaro, di 54 anni, attualmente detenuto presso la casa di reclusione di Sulmona e gravemente malato. Ma più malata di lui vi è la giustizia, quella assopita, quella indifferente, quella disumana. Temo che mio padre Tuccillo Gennaro morirà nelle mani dello Stato, di quello Stato che avrebbe dovuto punirlo per i reati commessi, ma anche curarlo. Perché mio padre è gravemente malato. Mio padre non deve stare in carcere perché non può rimanervi ancora. Lo hanno detto i sanitari della casa di reclusione di Sulmona. Non sono praticabili adeguare cure presso la casa di reclusione e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, considerato che  anche  nella rete carceraria, con riferimento alle specifiche patologie, non esistono istituti caratterizzati dalle condizioni atte a rendere compatibile il regime detentivo con lo stato di salute di mio padre, ne ha disposto il trasferimento presso l’Ospedale civile di L’Aquila. Lo hanno detto i medici dell’ospedale civile di L’Aquila, che non è in grado di assicurare la dovuta assistenza sanitaria per mancanza di un reparto di epatologia. Lo hanno rappresentato i legali con istanze rivolte all’ufficio di Sorveglianza di L’Aquila di ricovero urgente presso strutture altamente specializzate, nonchè con istanze  di differimento pena con procedura d'urgenza e, poi, di sospensione della esecuzione della pena. Però, tutte le istanze difensive e tutti i solleciti per la decisione rivolti all’ufficio di Sorveglianza di L’Aquila, dopo oltre 10 giorni, non sono stati ancora decise. La mancata decisione nonostante i medici abbiano relazionato al magistrato di sorveglianza che mio padre Tuccillo Gennaro è a rischio di morte improvvisa a breve termine e che è persino peggiorato. È sconfortante la  mancanza di scrupolo, la mancanza di umanità con cui l’ufficio di Sorveglianza di L’Aquila omette di valutare con urgenza le istanze. Mio padre, in questo momento, è condannato a morire. Tante volte, seguendo la cronaca, in casi simili ho pensato: “se succedesse a me farei l’impossibile, protesterei, mi incatenerei”. Adesso che, invece, sono coinvolta io in prima persona, avverto forte il senso di impotenza, il senso di abbandono da parte delle istituzioni, della Giustizia che agisce con la indifferenza, senza umanità. Questo è un ulteriore tentativo affinchè sia consentito a mio padre di lasciare il carcere e di curarsi alleviando i dolori di morte che lo affliggono. Spero che questo mio disperato appello venga raccolto e che riuscirà a placare la rabbia di ingiustizia. Voglio solo esprimere pacificamente il mio dolore per evitare che, in futuro, si verifichino altri casi del genere». 

De Magistris, ecco i nuovi assessori: «È rinnovamento»

NAPOLI. "Non c'è stata disintegrazione, ma rinnovamento. Anche le squadre di calcio cambiano, ora c'è un team consolidato e siamo carichi per la volata finale. In un momento di difficoltà economica, senza soldi, è motivo di orgoglio non cedere a compromessi: dialogo con tutti ma preservando l'autonomia". Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris nel corso di una conferenza a palazzo San Giacomo.

"Hanno esploso proiettili istituzionali contro il nostro lavoro sui rifiuti. Il primo atto che facemmo fu quello di togliere i rifiuti dalle strade della città, insieme al referendum sull'acqua pubblica". Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris nel corso di una conferenza a palazzo San Giacomo.

"La nomina del vicesindaco credo che arriverà domani. Ho preso una decisione, ma prima di renderla pubblica voglio comunicarla e discuterla con altri". Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris nel corso di una conferenza a palazzo San Giacomo.

"Sul ricorso contro la sospensione sono molto fiducioso, perchè sul piano tecnico è ineccepibile, abbiamo la giustizia dalla nostra parte. Sono tranquillo, ma abituato a tutto. Se dovesse andar male non sarà una tragedia, in attesa del giudizio penale continueremo a fare quello che abbiamo fatto 8 mesi fa: trascorrerò l'estate per strada con 40 gradi, cosa che tra l'altro mi farà piacere perchè sarò a contatto tra la gente". Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris nel corso di una conferenza a palazzo San Giacomo.

Riciclaggio, assolto l'ex capo della Mobile Vittorio Pisani

NAPOLI.  È stata confermata la sentenza di assoluzione dell'ex capo della squadra mobile di Napoli, Vittorio Pisani, al processo sul riciclaggio nel settore della ristorazione a Napoli. La sentenza è stata emessa oggi dalla I sezione della Corte d'Appello di Napoli. La Corte ha accolto le richieste degli avvocati Giovanni Cerino e Salvatore Nugnes, legali di Pisani. Il pg aveva chiesto invece la condanna a due anni di reclusione.    

Pisani era imputato di abuso di ufficio, falso, rivelazione di segreto e favoreggiamento.  In particolare l'ex dirigente della squadra mobile di Napoli era accusato di aver rivelato dell'esistenza di un'inchiesta in merito al riciclaggio nell'attività di ristorazione ai diretti interessati. Pisani era già stato scagionato dalle accuse dalla sentenza emessa dalla VII sezione del Tribunale di Napoli il 18 dicembre 2013.

Agenzia assicurativa falsa, sequestrate centinaia di polizze: tre denunce

NAPOLI. In una agenzia di pratiche auto e assicurative, in via Dei Cimbri, era possibile non solo stipulare polizze, ma potevano essere pagate anche le tasse automobilistiche, effettuare rinnovi di patenti  ed altro, peccato, però, che i contratti emessi, erano contraffatti. A scoprirlo è stata la Polizia di Stato che, a seguito di un controllo, al fine di accertare l’autenticità di una polizza emessa, hanno portato alla luce una realtà che era sotto gli occhi di tutti. L’indagine degli agenti del Commissariato di Polizia “Vicaria-Mercato” è scattata all’indomani dell’esibizione di un contratto assicurativo, della durata di 6 mesi, presentato da una donna, di nazionalità georgiana, la cui autovettura Audi A3, era stata sottoposta a sequestro amministrativo, perché priva di contratto assicurativo. I poliziotti, quando si sono trovati tra le mani il contratto assicurativo, benché recasse il nome di una nota compagnia assicuratrice, hanno nutrito qualche dubbio. Di qui è scattata l’indagine che ha consentito di localizzare dove fosse ubicata l’agenzia di pratiche auto, che aveva emesso quel contratto, la cui insegna in caratteri macroscopici, richiamava l’attenzione con la dicitura “Assicurazioni tutti i rami – Rinnovo patenti – Tasse di circolazione – Bolli auto”

Una Notte al Santuario di Pompei... Viaggio con i 5 sensi

POMPEI. Un tour con i cinque sensi è quanto propone l'evento ''Una notte al Santuario'', che ripropone per il terzo anno la Curia della basilica mariana, con la Pastorale giovanile guidata da don Ivan Licinio. L'iniziativa prevede visite serali guidate nei luoghi d'interesse storico-artistico del Tempio mariano, fondato dal Beato Bartolo Longo alla fine dell’Ottocento.
In collaborazione con l’Archivio Storico “Bartolo Longo”, i partecipanti di “Una notte al Santuario” saranno guidati dai giovani di don Licinio in percorsi, oltre che visivi (opere d'arte e monumentali), anche tattili (toccando i libri appartenuti al beato Bartolo Longo), olfattivi (alle donne sarà donata una rosa del giardino del beato Longo) e del gusto quando, a fine percorso, saranno offerti melone e fichi a tutti, ''Come faceva Bartolo Longo con i suoi orfanelli'', ha raccontato il giovane don Ivan che quest'anno ha previsto anche una visita guidata in lingua inglese e Lis (linguaggio dei segni per i non udenti).  Le date dell'evento sono: 26 e 27 giugno, 17 e 18 luglio. I percorsi guidati partiranno alle 20.15, alle 20.45 (in lingua inglese e LIS) e alle 21.15. Il tour, della durata di un’ora, ha il costo di 3 euro, destinati a finanziare il viaggio dei ragazzi alla Giornata Mondiale della Gioventù del 2016 con Papa Francesco a Cracovia. Il tour nel santuario di notte prevede anche la visita dell’Archivio storico, della Cappella “Bartolo Longo”, della Vecchia Sacrestia, della Basilica, della Cripta, del Giardino dei Santi Pellegrini, della Facciata Monumentale e del Campanile. L'evento è stato presentato da mons. Pasquale Mocerino, Rettore del Santuario, don Salvatore Sorrentino, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale delle Vocazioni e responsabile della Biblioteca e Archivio Storico “Bartolo Longo”, e i ragazzi della Pastorale giovanile, con don Licinio. Assente il vesvovo, monsignor Tommaso Caputo.

Quartieri Spagnoli, 15enne gambizzato

NAPOLI. Un 15enne incensurato è stato ferito a una gamba nella notte, intorno all'una e 30, da un solo colpo di pistola esploso da un altro giovanissimo in via Concordia, poi fuggito su un motorino guidato da un complice. Le indagini, condotte dai poliziotti del commissariato Montecalvario, continuano ininterrottamente anche questa mattina nella zona dei Quartieri Spagnoli. Il minorenne, curato all'ospedale dei Pellegrini, ha rifiutato il ricovero ed è tornato a casa. Guarirà in 15 giorni

Torre del Greco, con 2 euro vince 2 milioni

TORRE DEL GRECO. Gratta e Vinci milionario a Torre del Greco. Un superfortunato giocatore ha vinto la bellezza di due milioni di euro acquistando un tagliando del valore di appena due euro. La maxivincita è stata realizzata all'interno di un tabacchi di via Cappella Nuova, e nel rione Monte è immediatamente scattata la caccia al superfortunato. Intanto da stamattina il tabacchi è meta di "pellegrinaggio" da parte di cittadini, curiosi e giocatori.

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