Lunedì 26 Giugno 2017 - 3:59

Zio a nipote usurai arrestati a Pianura

NAPOLI. Un professionista sotto usura è stato costretto a restituire soldi e beni per un valore pari a più di 5 volte il prestito. Ma alla fine i carabinieri hanno arrestato lo strozzino e un nipote intervenuto in un secondo tempo, entrambi napoletani di Pianura. Nell'inchiesta è finita una cittadina russa, indagata a piede libero. Tutto è cominciato quando un architetto di Quarto
in serie difficoltà economiche nel 2011 si era rivolto a un ultrasessantenne già noto alle forze dell'ordine per un prestito di 30.000 euro, ma poi era rimasto invischiato nella tela usuraria, tanto da essere costretto a cedere denaro e beni immobili per un valore più di cinque volte superiore al debito contratto. Allo strozzino non era comunqu8e bastato, tant'è che all'inizio di quest'anno ha chiesto ulteriori interessi che a suo dire erano maturati nel tempo e aveva cominciato a pretendere 500 euro al mese.
Un vortice inarrestabile. Una sequela di richieste con ricatti e minacce ai quali hanno posto fine i carabinieri della Stazione di Pianura, che hanno tratto in arresto per usura ed estorsione  Francesco Quaranta, 69 anni, residente in via comunale Sartania  e il nipote, Francesco Quaranta, 22enne. Per concorso nel reato è stata denunciata a piede libero  una cittadina russa 47enne. I militari hanno accertato che il 69enne si era reso responsabile di usura ai danni del professionista, un architetto 36enne, che a fronte di un prestito di 30.000 euro nel 2011 era stato costretto con minacce fisiche e verbali a corrispondere denaro per 10.000 euro e a cedere un appartamento e un box auto del valore di circa 150.000 euro. A partire dai primi di marzo, inoltre, con il supporto del nipote e della 47enne lo strozzino aveva ripreso a chiedere ulteriori pagamenti: interessi maturati dal prestito iniziale, 500 euro al mese per tutto il 2015. I malviventi sono stati bloccati in strada, nel corso di un incontro concordato con la vittima del reato per il pagamento di una "rata". Gli arrestati sono stati tradotti alla Casa circondariale di Poggioreale

Torre del Greco, marittimo morto
in Spagna

TORRE DEL GRECO. Tragedia in Spagna, a bordo della nave Jolly Titanio: il marittimo Mario Sannino, 58enne di Torre del Greco, è morto. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, Sannino si trovava a bordo della nave nell’area portuale di Castellon in Spagna, quando è finito in mare per ragioni che non sono ancora chiare. Il corpo è stato ritrovato dai soccorritori.

Casoria, pizzo al cantiere per “lavorare tranquilli”: preso 40enne

CASORIA. “Per continuare a lavorare dovete pagare’”, con queste parole l’ambiente della criminalità di Casoria aveva mandato il suo esattore a chiedere il pizzo al titolare di un cantiere edile. Ma i carabinieri della locale Compagnia sono intervenuti proprio nel momento della cessione della tangente, arrestando in flagranza di reato per estorsione aggravata dal metodo mafioso Giovanni Capuozzo, 40enne di Casoria, detto “Giovanni ‘o luong”, già noto alle ffoo e ritenuto gravitare nella sfera del crimine organizzato di Casoria. Nel corso di attività investigativa rivolta a contrastare il fenomeno estorsivo i militari riescono a circoscrivere un momento in cui il titolare di un cantiere sta per cedere alla richiesta di pagamento imposta dalla malavita in cambio della “tranquillità ” per la prosecuzione dell’opera. Organizzato un servizio ‘ad hoc’ i carabinieri in borghese riescono ad assistere al momento del passaggio della busta con i soldi. Immediatamente Capuozzo viene bloccato, perquisito e la busta recuperata, all’interno ci sono 500 euro.Con gli elementi raccolti e dato il ‘curriculum’ delinquenziale del Capuozzo è scattata l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Dopo le formalità di rito l’arrestato è stato condotto al carcere di Secondigliano.

 

Maxi-sequestro da 10 milioni a imprenditore, memoria storica del clan

CASERTA. La polizia sta eseguendo da questa mattina un maxi sequestro di beni nelle province di Napoli, Caserta ed Alessandria ad un imprenditore ritenuto elemento di spicco del clan dei Casalesi. L'operazione è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e vede impegnati gli uomini del Servizio centrale operativo e delle squadre mobili di Napoli e Caserta.

Il valore del patrimonio sequestrato, tra cui società immobiliari, terreni e rapporti bancari, è di oltre 10 milioni. Nel corso delle indagini, gli investigatori della Polizia hanno ricostruito le acquisizioni patrimoniali dell'imprenditore indagato, evidenziando l'origine illecita dei beni e la loro sproporzione rispetto ai redditi dichiarati. 

Il nome dell'imprenditore 53enne è Maurizio Capoluongo: l'uomo è tato arrestato dalla Polizia di Stato il 9 ottobre scorso, ad Aversa nel Casertano. Il sequestro di oggi è stato emesso su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (sostituti procuratori Sirignano, D'Alessio e Maresca). "Colletto bianco" del clan, in particolare della fazione Zagaria del clan dei Casalesi, abile negli affari e nel tessere rapporti con il potere politico, Capoluongo, all'occorrenza, era anche pronto a uccidere: è ritenuto, infatti, coinvolto nell'omicidio di Ciro Nuvoletta, fratello minore dei boss Nuvoletta. Capoluongo è considerato, tra l'altro, una memoria storica del clan: vanta una militanza trentennale al fianco prima del fondatore del clan dei Casalesi, Antonio Bardellino, poi di
Michele Zagaria e Nicola Schiavone, figlio di Francesco Schiavone "Sandokan". Fu proprio grazie a "sandokan" che uscì indenne dalla terribile faida interna avviata proprio da Francesco Schiavone, Francesco Bidognetti, Vincenzo De Falco e Mario Iovine, quest'ultimo ritenuto l'esecutore materiale dell'uccisione di Bardellino.
 

 

 

Sequestrata centrale del falso, tra i prodotti anche le cravatte con marchio Marinella

  • VIAREGGIO. Smascherata a Viareggio la centrale del falso. Grazie ad un'operazione - denominata Glamour - della guardia di finanza di Viareggio nata la scorsa estate dopo i sequestri di merce a un venditore ambulante di origine campana che vendeva sulle spiagge della Versilia cravatte e foulard, poi risultati contraffatti, della griffe Marinella. Le indagini hanno proceduto, con l'autorizzazione e la direzione della procura della Repubblica, ad una serie di pedinamenti ed intercettazioni che hanno permesso di ricostruire la filiera del falso. Alle spalle c'era una organizzazione ben strutturata con base a Napoli e nei comuni limitrofi. Lunedì scorso, quindi, 40 militari delle fiamme gialle viareggine e del primo gruppo di Napoli hanno eseguito 13 perquisizioni che hanno richiesto anche l'intervento dei vigili del fuoco per abbattere porta blindate. Alla fine, in tre aziende di abbigliamento e in locali nella disponibilità degli indagati sono stati sequestrati 150mila prodotti con marchio Marinella, Gucci, Versace, Corneliani, Rolex, Dondup e Armani, tutti rigorosamente contraffatti. Sequestrate anche 1000 cravatte made in China, pronte ad essere smerciate sul territorio nazionale con il marchio Marinella. Durante le perquisizioni sono stati trovati anche i cliché utilizzati per la riproduzione dei marchi falsi.

Scontro tra auto e scooter,
muore ragazzo di 22 anni

SOMMA VESUVIANA. Un impatto violento, frontale, tra un'auto e uno scooter. Per un giovane 22enne di Somma Vesuviana non c'è stato nulla da fare. Nonostante indossasse il casco l'impatto violento non ha lasciato scampo alla giovane vittima: troppo gravi le ferite riportate. L'incidente mortale mercoledì sera su via Tappia Furignano, lo scontro è avvenuto tra lo scooter guidato dalla vittima e un'utilitaria alla cui guida c'era un uomo di Saviano. Sul posto sono giunti i carabinieri e l'ambulanza del 118 che ha potuto solo constatare la morte del 22enne di Somma Vesuviana. I militari hanno effettuato tutti i rilievi del caso e interrogato l'automobilista, nel frattempo in evidente stato di choc per quanto accaduto. Dalla prima ricostruzione sembrerebbe che l'auto avesse impegnato una svolta per entrare nella sua proprietà mentre sopraggiungeva la vittima a bordo dello scooter.

Appalti a Ercolano, Finanza in Comune

ERCOLANO. La Guardia di Finanza ha bussato alle  porte del Comune di Ercolano e sequestrato alcuni atti relativi ad appalti pubblici. Sotto osservazione, in particolare, le opere di restyling di corso Resina, i lavori di Pugliano, e quelli relativi alla costruzione della nuova caserma dei carabinieri. Al momento non ci sarebbero nomi iscritti nel registro degli indagati, anche se nei faldoni acquisiti dagli inquirenti sono segnati nero su bianco nomi, cifre e dati riguardanti i lavori messi in atto.

La vittoria di Napoli sul colera è lo spot per la campagna di vaccinazioni

NAPOLI. Nel 1973, a Napoli, un'epidemia di colera sconvolse Napoli. Una prova dura per la città, vinta con la vaccinazione. Chiesta a gran voce dai napoletani, scesi addirittura in piazza per ottenerla. L'infezione fu sconfitta grazie a «una organizzazione che permise di vaccinare 800 mila persone in due settimane. Molti ricordano la paura della malattia, pochi l'efficienza del sistema e la centralità del vaccino», spiega Silvestro Scotti, presidente dell'Ordine dei medici di Napoli che, in collaborazione con il Museo della arti sanitarie cittadino ha organizzato un evento basato su foto, video e rappresentazioni teatrali proprio per non dimenticare le grandi epidemie vissute dalla città. E tutto ciò che si è fatto per superarle. «Quello che colpisce nelle foto e nelle immagini del 1973 - dice Scotti all'Adnkronos Salute - è la partecipazione di tutta la popolazione. La protesta per chiedere il vaccino, le file in attesa di essere vaccinati. E traspare la fiducia verso l'immunizzazione». E questo, per il presidente dei medici napoletani, «era un segno di grande civiltà. Qualcosa che si sta perdendo con la diffusione della cultura anti vaccino che è legata all'individualismo crescente. Chi si vaccina, infatti, oltre a non ammalarsi, contribuisce a non far ammalare gli altri. Questo elemento oggi viene considerato sempre meno, ci si preoccupa assai più del minimo effetto collaterale rispetto al vantaggio sociale». L'evento, organizzato nella sede del museo delle arti sanitarie,«si sviluppa attraverso una mostra fotografica e di strumenti medici che parte dall'epidemia dell'800. Pochi sanno che ci furono 3 milioni di vaccinati contro il vaiolo, all'epoca del Regno delle Due Sicilie poco prima dell'800. Per vaccinare non c'erano le siringhe, si usava lo scarnificatore in osso, per 'graffiare' la pelle e mettere poi sulla ferita le gocce di vaccino». Le epidemie della città sono state raccontate, nel corso della manifestazione organizzata dall'Ordine dei medici, anche attraverso le parole di Axel Munthe, medico svedese ma napoletano per scelta, e quelle di Matilde Serrao. E con le immagini degli archivi della Rai, che testimoniano il dolore della città colpita, ma anche il suo riscatto. «Partendo dal ricordo di quella stagione di paura, in cui le intense emozioni sollevate dal nemico invisibile fecero acquisire coscienza non solo sui problemi ma anche sulle possibili soluzioni e compiere conseguenti scelte, si apre la riflessione sulle consapevolezze che forse oggi mancano e sulle decisioni che è urgente assumere in merito a salute e prevenzione«, aggiunge Scotti. «Gli straordinari effetti determinati dall'adozione su larga scala della prevenzione vaccinale sulla mortalità di molte malattie infettive letali - continua - hanno fatto perdere la percezione della pericolosità delle stesse e hanno paradossalmente favorito un calo di interesse verso le vaccinazione«. A questo si è aggiunto «il diffondersi di posizioni vaccinali estese anche attraverso l'azione sui social. Gli allarmi infettivi di questi ultimi mesi, con la quotidiana denuncia della ripresa di malattie infettive che potrebbero essere debellate da una convinta azione preventiva, impongono un rinnovato impegno per favorire la crescita tra la popolazione di una cultura vaccinale e una rinnovata attenzione alla prevenzione in senso più ampio», conclude Scotti. 

Afragola, ambiente: via agli incontri nelle scuole

AFRAGOLA. È previsto per venerdì il primo degli incontri per il ciclo “Ritorniamo alla Terra Felix”. L’appuntamento è al liceo “Brunelleschi” per le 10,20. Dopo la proiezione di un documentario sul tema dell’ambiente, ci sarà un dibattito a cui prenderanno parte gli esperti. Interverranno il sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo (nella foto); gli assessori Nunzia Porroni (Pubblica istruzione) e Salvatore Iavarone (Ambiente); la dirigente scolastica, Adele Vitale; la dirigente scolastica regionale, Luisa Franzese; il consulente ambientale Giovanni Auriemma; la presidente di legambiente Afragola, Giusiana Russo; Vincenzo Tosti del Coordinamento Terra dei Fuochi e l’esperto in materie ambientali Raffaele Zito. Gli interventi saranno moderati dal giornalista Ferdinando Pelliccia. Il ciclo di incontri dal titolo “Ritorniamo alla Terra Felix” è proposto dall’amministrazione comunale nelle scuole del territorio e organizzato dall’assessorato all’Ambiente e dall’assessorato alla Pubblica istruzione. Si tratta di quattordici appuntamenti in altrettante scuole della città, dalle elementari alle superiori, aperti anche ai cittadini, per promuovere la cultura della tutela ambientale. Dopo il liceo Brunelleschi, sarà la volta dell’Istituto Pascoli. 

Casoria, sequestrati sette scuolabus

CASORIA. Controlli dei carabinieri a tutela della sicurezza dei trasporti, 17 violazioni accertate e 7 scuolabus sequestrati. I carabinieri della locale Compagnia hanno svolto uno specifico servizio di controllo del territorio finalizzato al controllo degli autobus destinati al trasporto scolastico. In particolare hanno controllato 24 veicoli, sequestrato 7 bus, contestate 17 violazioni al codice della strada, irrogando sanzioni amministrative per complessivi 6.289 euro. 

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