Lunedì 20 Novembre 2017 - 18:31

Partiti i saldi a Napoli, ma pochi acquisti. L'allarme dell'Ascom

NAPOLI. Sono partiti questa mattina i saldi a Napoli. Tanta gente in strada nelle strade dello shopping, ma i negozi sono vuoti. Pochissimi gli acquisti. 'Le stime sui saldi estivi indicate dal nostro Osservatorio non lasciano ben sperare, anche se siamo necessariamente votati all'ottimismo. D'altra parte i saldi estivi hanno avvio dopo un mese di giugno che ha visto prelevare dalle tasche delle famiglie importanti risorse per imposte e tasse comunali (IMU e TASI). Lo afferma Pietro Russo, presidente di Confcommercio Imprese per l'Italia della Provincia di Napoli, in occasione dell'apertura dei saldi in Campania. "Le stime, elaborate dall'Ufficio Studi di ConfcommercioNapoli - continua Russo -, prevedono una spesa media di 176 euro a famiglia per gli acquisti e di 75 euro a persona. La percentuale dei consumatori dell'Area Metropolitana di Napoli che si dichiara intenzionata ad approfittare dei saldi di fine stagione è passata dal 70,3% del gennaio 2010 al 49% del maggio 2015. Venti punti in meno in cinque anni. I consumatori di Napoli e provincia - conclude il leader di Confcommercio Napoli - acquisteranno prevalentemente presso la distribuzione tradizionale (49,3%), nei centri commerciali artificiali (13,1%), mercatini rionali (10,4%), internet (17,2%)".

Torre del Greco, preso rumeno

TORRE DEL GRECO. Su di lui pendeva un mandato di arresto europeo per furto in abitazione. Sorin Solomon, 23enne rumeno, è stato arrestato ieri sera dagli agenti del commissariato di polizia di Torre del Greco. Quando lo hanno rintracciato, l'uomo si trovava presso il campo rom di via Giovanni XXIII. Il provvedimento restrittivo nei confronti di Sorin SOLOMON era stato emesso il 18 giugno scorso a seguito di un furto in un’abitazione nella città di Arad in Romania, avvenuto il 9 maggio scorso e di cui l’uomo era stato riconosciuto autore, insieme ad altri due complici. Nella circostanza, i tre si erano impossessati di 26.000 lei, equivalenti a circa 6.000 euro.

Agguato notturno a Forcella, ucciso Emanuele Sibillo

NAPOLI. Intorno alle 2 e 10 in via Oronzio Costa, teatro di quattro sparatorie in sei giorni, è stato ucciso il 19enne Emanuele Sibillo, ras dell'omonimo clan dei Decumani alleato dei Giuliano di Forcella. Il suo corpo senza vita è stato scaricato, presumibilmente dagli amici che l'avevano soccorso, davanti all'ospedale Loreto Mare, dove però i medici non hanno potuto fare nulla. Era latitante da giugno scorso per il mega blitz compiuto dai poliziotti della Squadra mobile della questura, che ora indagano sull'omicidio. Era considerato un "emergente" e accusato di un omicidio e tre tentati omicidi, alcuni commessi da minorenne. Il giovane è stato centrato da un solo colpo alla schiena, che gli ha bucato il polmone. A terra gli investigatori hanno trovato e sequestrato tredici bossoli di tre calibro diverso: 9, 7e65, 38. Hanno sparato quindi tre pistole.

Dopo un mese fallisce il Mergellina Sprint

Fallisce dopo solo 1 mese il servizio Mergellina sprint. Borrelli e Simioli: "SI TRATTAVA DELL'ULTIMO "PACCO" DELL'ASSESSORE VETRELLA CHE DEVE PAGARE I DANNI DI TASCA PROPRIA. QUESTI TRENI CI IMPIEGAVANO IL DOPPIO DEL TEMPO DEI FRECCIA ROSSA E DI CONSEGUENZA SONO STATI UN MEGA FLOP". ----

 

NAPOLI. Dopo un mese termina il servizio Mergellina sprint. Un servizio istituito dall'assessore Vetrella in piena campagna elettorale dopo anni di protesta degli utenti.

 

"Si trattava palesemente di una "sola" o meglio di un "pacco" come avevamo denunciato sin dall'inizio. A parte il fatto che questi treni ci impiegavano oltre due ore per andare e tornare da Roma. Il doppio del tempo per chi parte da Piazza Garibaldi con il Freccia Rossa. Poi era evidente che si trattava di una operazione elettorale del fallimentare assessore Vetrella che per 5 anni ha abbandonato questa stazione al suo destino - accusano Francesco Emilio Borrelli consigliere regionale di Davvero Verdi e Gianni Simioli della radiazza - permettendo che diventasse una cattedrale nel deserto e solo a pochi giorni dalle elezioni ha ottenuto una fase sperimentale di pochi giorni, giusto il periodo delle votazioni, quindi totalmente inutile. Per far rivivere la zona bisognerebbe portare molte più corse di treni per Roma e far rivivere la stazione altro che far circolare 2 "navette" per pochi giorni".

 

Ecco in cosa consisteva il “Mergellina Sprint”, costituito da due coppie di collegamenti veloci su ferro Napoli/Mergellina-Napoli/Campi Flegrei-Roma Termini, senza fermate intermedie, disponibile dal lunedì al sabato secondo i seguenti orari: Napoli Mergellina 6.26 – Napoli Campi Flegrei 6.30/31 - Roma Termini 8.40; Roma Termini 9.14 – Napoli CF 11.27/28 – Napoli Mergellina 11.33; Napoli Mergellina 15.50 – Napoli CF 15.55/56 - Roma Termini 17.59; Roma Termini 18.48 – Napoli CF 20.50/51 – Napoli Mergellina 20.56.

Ruspe in azione a Giugliano: abbattute 6 villette abusive

GIUGLIANO. Non si fermano gli abbattimenti degli edifici abusivi. Ieri la polizia di Giugliano guidata dal dirigente Pasquale Trocino è giunta all’alba in via Madonna del Pantano, tra le frazioni di Varcaturo e Lago Patria, per eseguire la demolizione di 6 ville abusive su ordine della Procura. Il posto si trova sulla stessa strada di quello degli altri manufatti abusivi abbattuti lunedì scorso. Questa volta quindi non si sono registrati disordini. Gli edifici abbattuti ieri appartenevano ad un 40enne ritenuto vicino al clan camorristico dei Casalesi, in passato indagato per lottizzazione abusiva, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. 

Omicidio Paduano, ergastolo alla Vecchione

NOLA. Omicidio Paduano: ergastolo per la mantide di Nola, la sentenza emessa dal Gup condanna al carcere a vita Adelina Vecchione, la spietata assassina che il 23 marzo 2014, arse vivo il 74enne fabbro in pensione di Casamarciano, Felice Paduano, restando a guardare mentre bruciava. Tre anni di reclusione e una multa di duemila euro, la condanna stabilita per Domenica Sepe, l’amica della fredda assassina, accusata di ricettazione di denaro e della catenina d’oro rubata alla vittima. Dunque si conclude con una sentenza esemplare, ma che non sorprende affatto: l’efferatezza dell’omicida era stata riconosciuta sin da subito dagli inquirenti, definita dal Gip Paola Borrelli «sadica e priva di umanità». Adelina Vecchione, 40enne priva di scrupoli e pronta a tutto per procurarsi denaro, adescava anziani promettendo loro sesso e passione, poi però li narcotizzava e li derubava di tutto ciò che poteva, lasciandoli storditi e a mani vuote. Domenica Sepe, consapevole delle gesta della sua amica, le dava una mano, la incitava e a volte la aiutava anche ad agganciare la vittima. Era lei che poi si occupava di rivendere gli oggetti preziosi rubati, ricavandone una buona percentuale. Un modus operandi che ha fatto numerose vittime in tutto il territorio. Con Felice Paduano qualcosa è andato storto. Adelina lo incontra in una strada isolata di Casamarciano, dove si appartano con la speranza del pensionato, uomo attraente e fascinoso nonostante l’età, di un incontro amoroso. Ma poco prima che si consumi la passione, Adelina come sempre brinda a quell’incontro, con spumante corretto allo Xanax, poi dice al “vecchio” di mettersi comodo reclinando i sedili dell’auto, mentre lei si fuma una sigaretta, giusto il tempo di far assopire l’uomo. Ma la dose di narcotico stavolta è stata eccessiva, Paduano si sente male. Adelina imperterrita lo deruba dei soldi e degli oggetti che ha indosso e lo lascia li. Il giorno dopo, saputo che il vecchio non ha fatto ritorno a casa, si reca sul luogo del misfatto, lo trova ancora lì e decide di sbarazzasi del corpo e di cancellare ogni traccia, sparge sull’auto e sul corpo di Paduano della benzina e gli dà fuoco, come racconterà alla sua amica. Ora la condanna all’ergastolo.

Tenta di truffare un sacerdote, un denunciato a Sant'Anastasia

SANT'ANASTASIA. «Sono lo zio dello sposo di oggi, arriverà un messo a consegnare un orologio per mio nipote, pagatelo, poi appena arrivo vi do i soldi». È così che R.M., un 51enne napoletano, ha tentato di truffare un sacerdote di una chiesa di Sant’Anastasia dove da lì a poco si sarebbe celebrato un matrimonio. Il 51enne truffatore aveva studiato bene la mossa, si era letto le pubblicazioni imparando nomi e proponendo anche aneddoti conosciuti della famiglia dell'“affezionatissimo" nipote. Così aveva chiesto al sacerdote di ricevere il regalo e fare la sorpresa allo sposo, chiedendo la gentilezza di anticipare la “piccola" somma di 600 auro, poi appena arrivato alla cerimonia avrebbe risarcito con l’aggiunta di un’offerta per la parrocchia. Ma al sacerdote la cosa non è andata giù, tant’è che ha avvisato il comandante della locale stazione dei carabinieri. All’arrivo del messo gioielliere infatti sono arrivati anche i carabinieri e c’è voluto un attimo per capire che l’orologio era una “patacca" e il messo in realtà “lo zio" al telefono. Gli operanti hanno identificato il truffatore (un personaggio già noto proprio per reati simili) e lo hanno denunciato in stato di libertà. Nel corso dell’intervento i militari di Sant’Anastasia hanno riscontrato tentativi di truffa simili anche in altre parrocchie della zona.

 

Sparatoria in via Oronzio Costa: ancora terrore al centro di Napoli

NAPOLI. Ancora una volta la camorra fa fuoco e ancora una volta il teatro degli attacchi è il centro di Napoli. Un raid in via Oronzio Costa, nella zona dei Tribunali che ha scosso la quiete della notte. 

Dominicano rischia il linciaggio ai Quartieri: accusato di aver abusato di una 12enne

NAPOLI. Per la folla era già tutto deciso e scritto: quel domenicano era un pedofilo. Per questa ragione è stato aggredito e per poco linciato. Momenti di terrore ai Quartieri spagnoli, dove i carabinieri sono dovuti intervenire per sottrarre al linciaggio di una folla inferocita un 23enne dominicano accusato di aver molestato una ragazzina di 12 anni.
I militari della compagnia Napoli Centro sono dovuti accorrere in massa dopo aver ricevuto una telefonata nella quale si segnalava la presenza di decine di persone che assediavano l'abitazione nella quale abita l'extracomunitario. Rilasciato nella notte, è indagato.

Revocata la misura di prevenzione al figlio del “giaguaro"

NAPOLI. Colpo di scena  in cassazione . Per i giudici di legittimità Pagnozzi Paolo non è un soggetto pericoloso. Infatti, la  sesta sezione penale della Suprema Corte, in totale accoglimento del ricorso redatto dall’avvocato Dario Vannetiello, ha annullato il decreto emesso dalla Corte di Appello di Napoli – VIII sezione – con il quale era stata applicata nei suoi confronti la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Come è noto la misura di prevenzione comporta delle consistenti limitazioni nella libertà di movimento adottate nei confronti di chi è probabile possa commettere  reati Pagnozzi Paolo è ritenuto da un ventennio dalla direzione distrettuale antimafia ritenuto uomo di vertice dell’omonima organizzazione camorristica che opera a cavallo delle province di Benevento ed Avellino, con diramazione nella zona di Napoli - Ponticelli nonché con significativa ramificazione nella città di Roma.  Infatti,  come emerso nell’ultima inchiesta denominata camorra capitale, è proprio il fratello  maggiore di Paolo Pagnozzi, Domenico,  ad essere ritenuto il capo della associazione che avrebbe innumerevoli interessi nel centro di Roma e nella  zona est della capitale. Con questa favorevole decisione Pagnozzi Paolo ha, di fatto, chiuso i suoi conti con la giustizia, in quanto non ha condanne da scontare ed allo stato ha un unico procedimento penale a carico per il non grave reato di violenza privata. La sua storia giudiziaria è molto particolare in quanto ha parecchi primati: è stato colui che ha ottenuto la condanna più bassa mai inflitta per un partecipe ad una associazione camorristica (solo un anno e quattro mesi di reclusione, dopo due annullamenti disposti dalla Corte di cassazione); pur pluriprocessato, è stato assolto per ben cinque volte nelle inchieste di camorra che hanno riguardato il clan Pagnozzi, optando coraggiosamente sempre per il rito abbreviato. Da oggi, per la prima volta  è un uomo completamente libero e senza il peso di processi da affrontare. In tutti i processi ha avuto sempre un unico difensore, l’avvocato  Dario Vannetiello del Foro di Napoli.             

                                    

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