Domenica 25 Febbraio 2018 - 14:33

Per combattere la camorra Alfano invia 50 uomini

NAPOLI. “A seguito dei recenti episodi di criminalità che si sono verificati a Napoli”, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha disposto il potenziamento dei servizi di prevenzione e di controllo del territorio con l’invio immediato di oltre 50 unità di rinforzo del Reparto Prevenzione Crimine della Polizia di Stato e delle Compagnie Intervento Operativo dell’Arma dei Carabinieri. "Con questo nuovo dispositivo – ha sottolineato il ministro Alfano in una nota – intendiamo rafforzare ulteriormente la presenza delle Istituzioni sul territorio napoletano, perché siamo al fianco dei tanti cittadini onesti che possono e devono contare sullo Stato a difesa della legalità e nella lotta alla criminalità”.

 "Siamo stati in continuo contatto con le forze dell'ordine tutta la notte. Oggi mettiamo a punto il piano di contrasto da parte dello Stato. Siamo in contatto con il ministero, vediamo quanti uomini ci manderanno, ma noi più che di uomini parliamo in termini di equipaggi: credo che ci sarà un cospicuo numero", aveva detto poche ore prima il prefetto di Napoli Gerarda Maria Pantalone a margine del comitato per l'ordine e la sicurezza in città che si è svolto questa mattina.

Ma anche il sindaco Luigi de Magistris fa proposte operative:  "Utilizzando la polizia della città metropolitana per fare pulizia ambientale potremmo liberare gli agenti della municipale di Napoli per attività sul territorio al confine tra la devianza, il crimine e le attività lecite". "Faremo una serie di richieste al Governo: servono più risorse economiche, anche per le politiche sociali e culturali. Nuove risorse servono anche per rimpinguare l'organico della polizia municipale di Napoli, che è quello più basso in assoluto in paragone con le altre grandi città italiane". Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, a margine del comitato per l'ordine e la sicurezza in città che si è svolto questa mattina in Prefettura.

 

Rione Sanità, diciassette ucciso: voleva fare il pizzaiolo. Così si muore nei rioni bunker

NAPOLI. Mancano dieci minuti alle cinque del mattino quando due scooter di grossa cilindrata sono piombati a folle velocità in piazza San Vincenzo, nel cuore del rione Sanità. Lì, come ogni fine settimana, c’era un gruppo di ragazzi che chiacchieravano tra loro. Ma a loro, ai killer, nulla interessava se non incutere terrore come spesso hanno fatto nelle settimane precedenti. Uno sparo, poi il secondo, e via via il terzo, il quarto fino ad arrivare a diciotto colpi esplosi in aria. Forse un rimbalzo, forse un proiettile partito ad altezza uomo, forse il destino maledetto che maledettamente decine su ogni cosa. Quel che è successo è che Gennaro Cesarano, detto Genny, un ragazzino con qualche problema alle spalle ma una famiglia onesta, è stato trafitto. Un solo colpo che gli ha trapassato il petto da una parte all’altra. Un attimo e i sicari in sella allo scooter sono usciti dalla Sanità passando per i Vergini continuando a fare fuoco. Genny era quasi senza fiato in una pozza di sangue. I suoi amici si sono affiancati a lui, lo hanno soccorso e portato di corsa al vicino Pellegrini ma poco dopo, alle 5,10 è arrivato cadavere, senza vita. Stremato. Il panico, la rabbia, il dolore per una faida tremenda che sta insanguinando la città da mesi e mesi. Una guerra che con molta probabilità ha fatto la seconda vittima innocente. Gli investigatori infatti ritengono che il giovane sia stato forse colpito per errore da un proiettile vagante. 

Torre del Greco, nuovo sequestro di tonno rosso

TORRE DEL GRECO. Gli uomini dela Capitaneria di Porto di Torre del Greco, agli ordini del comandante Rosario Meo, hanno proceduto ad un nuovo sequestro di tonno rosso: tre gli esemplari sottoposti a sequestro in quanto al di sotto della taglia minima consentita. I due trasgressori, oltre al sequestro del pescato, sono stati immediatamente denunciati alla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata per il mancato rispetto della taglia minima consentita e opportunamente verbalizzati. Un analogo sequestro era stato effettuato la scorsa settimana. Deferiti all’autorità giudiziaria anche due titolari di concessioni marittime in ambito portuale per occupazione abusiva in merito alla realizzazione di strutture non autorizzate.

Portici, preso con la droga nel marsupio

PORTICI. La droga l'aveva nascosta nel suo marsupio. Un espediente inutile, perché i carabinieri di Torre del Greco, agli ordini del maggiore Michele De Rosa, lo hanno arrestato. È finito così in manette a Portici con l'accusa di detenzione a fini di spaccio di stupefacente Francesco Bartiromo, 21 anni, già noto alle forze dell'ordine. Il giovane porticese è stato notato a piedi sul corso Garibaldi, in atteggiamento sospetto, dai militari dell’Arma che lo hanno fermato per controlli. Sottoposto a perquisizione è stato trovato in possesso, in un marsupio, di 3 stecchette di hashish, del peso complessivo di 5 grammi, un bilancino di precisione e 11 euro in denaro contante, ritenuti provento d’illecita attività. Il giovane è stato posto ai domiciliari in attesa di rito direttissimo.

 

 

 

Fiaccolata per Anatoliy, Depalma:
siamo poveri, ma di umanità

CASTELLO DI CISTERNA. Lo Stato ha invaso le strade di Castello di Cisterna. Ha mostrato il petto all’illegalità durante la fiaccolata organizzata per Anatoliy, l’eroe a cui Marco Di Lorenzo e Gianluca Ianuale sabato scorso hanno strappato la vita durante una rapina, togliendolo troppo presto alla moglie Nadiya e alle sue due figlie.
«Chiedo perdono alla famiglia di Anatoliy, a nome di tutta la comunità, per il dolore che le abbiamo arrecato» ha detto il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, durante la messa che ha anticipato la fiaccolata. La funzione è stata officiata nella chiesa di San Nicola in memoria del manovale ucrainio che Depalma ha ricordato così: «Da un ucraino abbiamo imparato il senso della vita. Anatoliy non ragionava con i calcoli ma con il cuore. Un uomo semplice, un eroe feriale che ha avuto il coraggio di dire no alla prepotenza. Noi siamo poveri, non per la crisi, ma di umanità. Abbiamo creato una società senza cuore, dove l’uomo non vale niente». Per il vescovo la tragica perdita di Anatoliy deve rappresentare «l’occasione di un risveglio collettivo. Oggi dobbiamo dire basta all’illegalità, all’omertà, all’indifferenza, che non appartiene alla nostra cultura meridionale. Noi meridionali siamo gente di cuore». Nel frattempo la comunità ucraina attendeva all’esterno con la propria bandiera aperta stretta tra le mani.
A seguire ha preso il via il corteo silenzioso illuminato dalle fiaccole per le strade della città in lutto. A guidare la sfilata le bandiere dell’Italia e dell’Ucraina portate da cittadini dei due Paesi e un mazzo di fiori adagiato tra le braccia di una ragazzina, poi dei bambini con lo striscione “No alla violenza, grazie Anatolij” e i gonfaloni di diversi comuni della provincia di Napoli da cui sono arrivati diversi sindaci. Tra i presenti il sottosegretario Alfano, i generali De Vita e Virno, il viceprefetto del Prete, l’ex questore Malvano, tra la folla la mamma di Ciro Esposito, il deputato Russo e l’ex governatore Bassolino e Valeria Ciarambino. Migliaia di persone hanno aderito alla manifestazione che lungo il tragitto si è fermata per un minuto in silenzio davanti alla “Cisternina”, covo di alcuni criminali della zona e dove risiedono gli assassini di Anatoliy, e all’esterno dell’abitazione della famiglia Korol dove sono partiti gli applausi. La fiaccolata è terminata all’esterno del supermercato “Piccolo”, luogo in cui “Antonio” è stato ucciso. C’erano mazzi di fiori, lumini accesi e il suo volto gigante alla parete e una donna ucraina ha letto un messaggio: «Non basta evitare il male, il bene bisogna farlo», mentre il sindaco Sorrentino ha annunciato l’intenzione di realizzare un gemellaggio col paese natìo di Anatoliy in Ucraina.

Pompei, Visitatori "prigionieri" in cima al campanile urlano per il panico

POMPEI. Turisti in preda al panico questo pomeriggio a Pompei, bloccati in cima al campanile a causa di un guasto all'ascensore, senza la possibilità di scendere dai circa 80 metri di altezza, perché le scale erano chiuse da un cancello di sicurezza. Erano in 15 i visitatori che hanno vissuto la curiosa esperienza, convinti di essere stati dimenticati. Hanno cominciato a urlare con tutte le loro forze in cima al campanile del santuario, sollevando la curiosità dei pellegrini che sostavano nel piazzale del Santuario dedicato alla Vergine del Rosario. E per placare gli animi sono intervenuti i volontari dell'associazione dei Carabinieri i quali hanno percorso la lunga e faticosa salita per aprire il cancello che, per motivi di sicurezza, rimane chiuso.
  La sorpresa, per i salvatori e per i visitatori 'liberati' dalla temporanea prigionia sulla cima del campanile, è stata quella di trovare le vie di fuga completamente imbrattate dagli escrementi degli uccelli che hanno eletto l'area non praticata a loro dimora.
  La discesa è diventata, pertanto poco agevole, a rischio di scivolare a causa del materiale viscoso accumulatosi da anni. Nel gruppo dei 15 visitatori  c'erano anche un anziano e due bambini. La vicenda ha avuto un lieto fine, ma sembra che da qualche tempo sul campanile incomba una maledizione. Un mese fa un fulmine mandò in corto circuito tutti i meccanismi che regolavano proprio gli ascensori, ma anche la videosorveglianza del Santuario e il funzionamento delle campane, rimaste mute per circa una ventina di giorni.

Lungomare, ecco come sarà: lavori per 12 milioni

NAPOLI. E’ stata approvata dalla Giunta de Magistris la delibera a firma dell’assessore Carmine Piscopo riguardante il progetto definitivo di riqualificazione urbana del Lungomare, nel tratto compreso tra piazza Vittoria e il Molosiglio. Il progetto approvato in Giunta è stato elaborato con il contributo del Gruppo di lavoro tecnico formato dai rappresentanti del Comune e della Soprintendenza, così come previsto dal Protocollo d’intesa del 19 marzo 2014.
Il progetto ha tenuto nel debito conto anche le indicazioni e le osservazioni avanzate, negli incontri, dalle  associazioni di categoria e dai principali portatori di interesse dell'area (albergatori, ristoratori,commercianti, ecc).

“ Siamo particolarmente soddisfatti  - ha dichiarato il Sindaco Luigi de Magistris, assieme all’assessore Piscopo - che la Soprintendenza abbia condiviso questa scelta strategica ritenendola utile alla valorizzazione del bene ambientale costituito dal Lungomare di Napoli, sottolineando nel proprio parere che“l’incremento delle aree pedonalizzate e la limitazione del traffico veicolare possono arrecare benefici alla conservazione de beni culturali dell’area e alla loro migliore visibilità, godibilità e fruizione. ”La rigenerazione di questo tratto di costa - hanno concluso - con la realizzazione di arredi e attrezzature stabili ne consentirà il pieno utilizzo da parte di tutti i cittadini, potenziando l’offerta turistica con positive ricadute anche occupazionali.”

Sul progetto si registra anche una precisazione – di natura più tecnica - di Piscopo sulla riqualificazione del Lungomare, che “  con la ripavimentazione in pietra lavica, è anche un vero e proprio intervento di recupero storico della sua antica immagine, prima della modificazione voluta dal regime fascista nel 1938 in occasione della visita di Hitler. “ “ La riqualificazione ha da sempre rappresentato un obiettivo strategico della Giunta de Magistris, che ha visto il Sindaco in più occasioni impegnato in prima persona  nella difesa di tale scelta -  ha dichiarato l’Assessore Piscopo - In particolare, va sottolineato il ruolo del Soprintendente Garella, che ha mostrato sensibilità culturale,  impegno fattivo e doti di grande equilibrio istituzionale nel lavoro svolto congiuntamente.”

Il progetto definitivo approvato prevede in particolare:

·        la sostituzione della pavimentazione attuale in asfalto con una nuova pavimentazione in pietra lavica, scelta frutto di una approfondita, originale e specifica ricerca storica condotta attraverso documenti
inediti, immagini storiche e atti del Comune presenti presso il nostro Archivio storico;

·        l’ampliamento del marciapiede lato edifici, al fine di aumentare lo spazio pubblico per la sosta dei pedoni, regolamentando quello destinato alle occupazioni da parte di bar e ristoranti;

·        la razionalizzazione delle attuali funzioni stradali attraverso la realizzazione di due corsie veicolari, per garantire il transito dei mezzi di soccorso e di quelli autorizzati; la realizzazione di uno spazio da destinare all’uso ciclabile, in coerenza con il tracciato generale della rete cittadina, e la previsione di aree pubbliche di sosta per i pedoni e di aree da destinare all'occupazione da parte di bar, ristoranti e alberghi;

·        la rifunzionalizzazione del sistema di raccolta delle acque di piattaforma e degli impianti fognari, risolvendo le attuali criticità;

·        l’adeguamento e l’implementazione dell’impianto di pubblica illuminazione, attraverso sistemi sostenibili e di risparmio energetico

 Il valore complessivo dell’intervento è di circa 12 milioni di euro.

" Con questa delibera  - osserva Piscopo - entriamo nella fase operativa.  All’atto del trasferimento dei fondi da parte della Regione Campania, che già ha confermato di voler sostenere economicamente l’opera,  procederemo all’indizione della gara che sarà espletata  in due mesi. I lavori prenderanno il via per l’inizio della primavera del 2016 e si concluderanno in sei mesi."

Ultras Napoli, monta la protesta: decine di murales contro De Laurentiis

NAPOLI. Hanno un solo modo per far sentire la loro voce: striscioni e murales. Sono gli ultras e in particolare una parte di quelli che militano in Curva B, gli Ultras 72 del compianto capotiforo Pasquale D'Angelo. Destinatario dei murales comparsi questa notte a Napoli, nella zona di Fuorigrotta, è ancora una volta il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, “colpevole” di non aver attrezzato la squadra con una rosa adeguata e di non aver comprato giocatori all'altezza. Già da quest'estate gli Ultras 72 sono stati i primi a far sentire la loro voce di dissenso con lunghi messaggi indirizzati anche al mister Sarri. Un anno caldo e che comporterà di sicuro tanti momenti di tensione e tanti sacrifici. Il loro obiettivo, come hanno sempre ribadito, è il rispetto della “maglia” e dei “colori”. “Basta illusioni”. Questo pretendono.

Ucraino ucciso, presi i rapinatori-killer: hanno confessato

NAPOLI. I carabinieri di Castello di Cisterna hanno fermato a Scalea i due presunti responsabili dell'omicio di Anatoliy Korol, l'ucraino ammazzato nel corso di una rapina a Castello di Cisterna. Sono Marco Di Lorenzo di 32 anni e Gianluca Ianuale di 20, entrambi figli, anche se il primo non è stato riconosciuto dal padre, del pluripregiudicato e capoclan della zona, Vincenzo Ianuale. I carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, agli ordini del colonnello Luca Corbellotti e del maggiore Michele D’Agosto, li hanno trovati in provincia di Cosenza. Si nascondevano in un immobile disabitato nelle campagne di Scalea. Qualche ora di interrogatorio con il procuratore capo di Nola, Paolo Mancuso, e il pm che dirige le indagini, Arturo De Stefano, durante le quali hanno confessato di aver ucciso il 38enne ucraino. A sparare materialmente è stato il più giovane dei due.  «Una risposta corale», così il generale Antonio De Vita, comandante della comando provinciale dell’Arma dei carabinieri, ha definito il risultato raggiunto. «Noi dovevamo dare una risposta, che non potrà far rivivere Anatoliy però sicuramente potrà dar fiducia alle due figlie e alla vedova della vittima».

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