Domenica 25 Febbraio 2018 - 14:29

Cocaina e crack, due pusher presi a Nola

NOLA. A Nola, in piazza Principe Umberto, i carabinieri della stazione di San Vitaliano hanno tratto in arresto Salvatore Palmieri, 23 anni e Raffaella Tufano, 27 anni, entrambi di Marigliano e già noti alle forze dell'ordine.
I due sono stati bloccati subito dopo aver ceduto una dose di cocaina a un acquirente del posto poi segnalato quale assuntore alla prefettura di napoli.
A seguito di perquisizione personale sono poi stati trovati in possesso di 27 grammi di vari tipi di stupefacente in dosi (15 grammi cocaina e 12 di crack) nonché di 1.158 euro ritenuti provento di illecita attività.

Trasporta rifiuti speciali, preso
ad Acerra

ACERRA. Nel corso di controlli per il contrasto al trasporto e alla gestione illecita di rifiuti i carabinieri della stazione Forestale di Marigliano hanno denunciato un 64enne di Caivano già noto alle forze dell'ordine che con il suo furgone si aggirava per la zona Asi di Acerra trasportando senza alcuna delle previste autorizzazioni rifiuti speciali non pericolosi: 5 quintali di materiale ferroso. Il mezzo e il materiale trasportato sono stati sequestrati. Contestate anche sanzioni amministrative per inosservanza a norme del codice della strada.

Ercolano, sequestrate 8 tonnellate di sigarette di contrabbando

ERCOLANO. I carabinieri della Tenenza di Ercolano, agli ordini del tenente Cristian Petruzzella, hanno arrestato per contrabbando di sigarette Patrizia Lavino, una 51enne di Ercolano già nota alle forze dell'ordine. Nel corso di controlli nel capannone di una ditta di parcheggio mezzi pesanti gestita dalla donna, i militari dell’Arma di Ercolano hanno scoperto che usando un gioco di sporgenze e rientranze della costruzione vi era stato ricavato un locale segreto, tipo scatole cinesi, all’interno del quale sono state rinvenute e sequestrate 800 casse di sigarette di contrabbando, pari a 8 tonnellate di “bionde” illegali, che, verosimilmente erano in procinto di essere distribuite in vendita tra Napoli e Provincia e si stima avrebbero fruttato fino a un milione di euro. Il sequestro ad opera dei militari di Ercolano è il più ingente degli ultimi anni.

Messico, scomparsi da 18 giorni tre napoletani

NAPOLI. «Daniè, stavamo facendo benzina e ci hanno fermato “le guardie” con due motociclette ad un auto. Ci hanno detto “seguiteci”». È il messaggio vocale su watsapp che arriva a Daniele. È l’ultima volta che Daniele ha sentito la voce del fratello, scomparso da 20 giorni in Messico con il papà e il cugino. La storia della famiglia Russo parte da un biglietto di sola andata per il Messico. A bordo dell’aereo c’è Raffaele Russo, 60 anni. Dalle “Case nuove”, il quartiere mercato, al Messico  per mettere su qualche soldo come venditore ambulante. L’avventura messicana era cominciata da qualche mese. Le cose andavano bene, tanto che a dicembre arrivano in Sud America anche i figli Francesco, il maggiore, e Daniele di 20 anni. E non solo. La “colonia” messicana dei Russo si allarga a fine gennaio, quando anche l’altro figlio di Raffale, 25 anni, e il cugino dei tre ragazzi, Vincenzo Cimmino di 29, sono partiti per raggiungere i parenti e lavorare. Tutti insieme, felici e con gli affari che vanno bene. Insomma, tutto alla meraviglia fino al 31 gennaio, quando Antonio, Raffaele e Vincenzo, scompaiono nel nulla, in una vicenda da romanzo giallo. «Fino ad allora non avevamo avuto nessun problema, era andato tutto benissimo» ci racconta Daniele, tornato a Napoli solo due settimane fa, dopo dieci giorni di speranze e ricerche, fino ad ora vane. Daniele racconta la vicenda con lucidità, nonostante ormai lo sconforto lo accompagni tutti i giorni.«Mio padre era uscito di casa nelle prime ore della mattina. Non l’abbiamo sentito tutta la mattinata. Dalle 15 abbiamo iniziato a chiamarlo, ma il telefono risultava sempre spento. Dopo qualche ora, preoccupati, abbiamo deciso di mobilitarci: abbiamo chiamato il proprietario dell’auto che utilizzava mio padre per localizzarla. Rintracciata l’automobile, sono andati sul posto mio fratello Antonio e mio cugino Vincenzo». Da lì, siamo a Tecalitlán città dello stato di Jalisco, partono le ricerche. Non c’è l’auto, nessuno ha visto Raffaele. Daniele continua a tenersi in contatto con  il fratello e il cugino, quando arriva il messaggio audio da cui è partito il racconto: «”Le guardie” ci hanno detto “seguiteci”». Daniele non sa più cosa pensare. Spera che le forze dell’ordine abbiano notizie del papà. Ma è comunque agitato. Così, preoccupato, chiama la polizia. «Una donna - dice Daniele raccontando la telefonata - mi ha detto che di mio padre non sapevano niente, ma che stavano scortando Antonio e Vincenzo in caserma. Non mi hanno spiegato nemmeno perché». Lo scenario, secondo quanto racconta Daniele, cambia venti minuti dopo: «Richiamo la polizia e la stessa donna che mi aveva risposto prima ritira tutto: “non ho mai detto che stavamo trasportando i due ragazzi”». Da allora in poi, nessuna notizia. Ricerche forsennate per dieci giorni in Messico, ore a guardare il telefono nella speranza di una telefonata che porti qualche notizia, contatti con le autorità messicane. Ma nulla di nulla. Così Daniele è tornato a Napoli e ieri ha coinvolto le autorità italiane per cercare di trovare i parenti. La famiglia Russo continua a sperare.

Permesso per giocare partita calcio, evade affiliato a clan

NAPOLI. Gli hanno concesso qualche ora di permesso per disputare una partita di calcio e lui ne ha approfittato per scappare: un detenuto e' evaso dall'istituto penale minorile di Airola, in provincia di Benevento. Si tratta di un ragazzo di 22 anni, ritenuto un affiliato di spicco di un clan camorristico del Vesuviano. "Basta detenuti maggiorenni con elevato spessore criminale affiliati ai clan camorristici che inquinano le progettualita' della giustizia minorile", commentano i sindacati di polizia penitenziaria USPP, CISL Sinappe Uil e Osapp i quali annunciano che chiederanno al prossimo Governo "di cambiare la legge che prevede l'estensione della detenzione fino a 25 anni e l'impossibilita' di trasferire i detenuti infra 21 anni presso strutture carcerarie per adulti".  

Castellammare di Stabia: sciopero degli studenti del Liceo Plinio Seniore

CASTELLAMMARE DI STABIA. Hanno alzato le mani urlando slogan per farsi sentire dalla dirigente scolastica Fortunella Santaniello. Gli studenti del liceo classico Plinio Seniore protestano perché affermano di dovere andare incontro a troppi disagi per i turni dovuti alla carenza di aule a disposizione della platea scolastica. L'istituto, durante la protesta, è stato presidiato anche dalla polizia, che non è dovuta intervenire.

Senza patente, provocò incidente mortale sulla Sorrentina. Non risarcirà l'Axa

TORRE ANNUNZIATA. Sette anni fa, in un drammatico incidente stradale, perdeva la vita un giovanissimo avvocato, il 24enne Andrea Chiappetta, figlio del giudice Stefano Chiappetta. Al ragazzo prematuramente scomparso venne intitolata anche un’aula del Tribunale di Torre Annunziata, dove si stava formando e dove il padre lavorava. 
Ebbene, il processo per il risarcimento delle persone rimaste vittime in quel sinistro che coinvolse bel tre autovetture, ha un epilogo che merita di essere raccontato. Dopo quell’incidente, infatti, Emanuele Spera (che guidava l’auto in stato di ebbrezza e senza patente, poiché gli era stata sospesa) ha venduto tutto il suo patrimonio immobiliare, per sottrarsi al pagamento dei danni ai 4 feriti. Spera era alla guida di una Toyota e risultò che non era in possesso della patente, per giunta era anche positivo all’alcoltest. 
Con un lungo iter giudiziario, le compagnie assicuratrici hanno indennizzato un po’ tutti e volevano rivalersi su Spera, in quanto se il guidatore è ubriaco l’assicuratore non copre i danni. 
O meglio, l’assicurazione paga i terzi, ma poi si rivale su coloro che hanno “aggravato il rischio”.
La società AXA ha proposto un’azione revocatoria (in soldoni: un’azione per far tornare indietro “il bene” e dichiarare inefficace la vendita) contro Spera. Ma il Tribunale l’ha rigettata e li ha condannati alle spese. Per Andrea Chiappetta sono stati risarciti 1.375.840 euro - corrisposti agli eredi Chiappetta.
Particolare curioso: il patrimonio immobiliare di Spera (quello sul quale avrebbe voluto rivalersi l’assicurazione) è finito nelle mani del Antonio Somma, famoso per essere il patron della Bivans, la maggiore scuderia italiana di cavalli da trotto e rinomato broker stabiese, salito agli onori della cronaca per essere impegnato in azioni giudiziarie su Londra e New York, sul quale hanno indagato anche investigatori israeliani e a cui furono sequestrati centinaia di migliaia di euro, poi dissequestrati dal Tribunale di Torre Annunziata. 

Comune: sì a mille assunzioni
in tre anni

NAPOLI. La Giunta del Comune di Napoli ha approvato la delibera sul piano del fabbisogno del personale 2018/2020, provvedimento con il quale viene fatta la programmazione delle assunzioni che saranno attuate nell’Ente nel prossimo triennio. «Le scelte operate sono il frutto di un delicato equilibrio tra la necessità di incrementare la dotazione organica effettiva dell’Ente e quella di contenere la spesa del personale nei limiti imposti dal legislatore negli ultimi anni e ovviamente l’onere finanziario che le assunzioni comportano è coerente con il contenuto del piano di riequilibrio appena approvato» dice il proponente Enrico Paniniis.

I dipendenti a tempo indeterminato in servizio al primo gennaio 2018 sono 7.397 (compresi i dipendenti di qualifica dirigenziale). Nel 2017 si sono ridotte di ben 782 unità, confermando il trend degli ultimi anni, e nel prossimo biennio (2018/2019) cesseranno la loro attività lavorativa  almeno altre 1000 unità. A fronte di tale riduzione, si è  programmata la copertura di  410 posti, nel 2018, di 415 nel 2019 ed infine di 195 posti nel 2020, tutti di categoria C e D in vari profili (agente di polizia municipale, profili educativi, ingegneri e architetti, vari profili amministrativi ). E’ prevista anche la copertura a tempo indeterminato di 19 posti di qualifica dirigenziale nell’anno 2019.

Acquistavano on line, ritiravano merce e scappavano senza pagare: coppia nei guai

SANT'ANTIMO. I carabinieri della tenenza di Sant'Antimo hanno scoperto che 2 complici si erano organizzati per truffare i clienti di un sito di annunci rispondendo ad alcune inserzioni di oggetti di elettronica e concordando un incontro durante il quale si impossessavano della merce senza pagare, lasciando i venditori con nulla in mano, i carabinieri li hanno incastrati organizzando la vendita simulata di un tablet: i 2 hanno risposto all'annuncio e si sono presentati all'appuntamento ma si sono trovati davanti i militari. hanno tentato il tutto per tutto provando a fuggire, ma sono stati bloccati e tratti in arresto per violenza, resistenza e lesioni a un p.u. L'immediata perquisizione a casa ha portato a rinvenire una bici elettrica provento di una truffa consumata con quelle modalità pochi giorni fa e un fucile sovrapposto con canna mozza rubato a cellole nel 2011; risponderà per questo anche di ricettazione e detenzione clandestina di armi modificate. è stata denunciata per ricettazione anche la 31enne, anche lei di Sant'Antimo, arrivata sul luogo concordato per la vendita insieme ai 2 arrestati: la donna è stata trovata in possesso, a casa, di 2 bici elettriche di dubbia provenienza, quindi sequestrate. Gli arrestati sono in attesa del giudizio direttissimo. 

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