Venerdì 19 Ottobre 2018 - 2:02

Pocho scova tre chili di droga in uno scooter

NAPOLI. Questa mattina gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Portici Ercolano hanno eseguito un'ordinanza di applicazione della misura cautelare personale della custodia in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura nei confronti di Francesco Sannino, 44enne, già detenuto, Giovanni Esposito Urgo Gigante, 28enne, e Gennaro D'Aamico, 23anni, tutti napoletani, perché gravemente indiziati dei i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente commessi in Portici, Napoli ed Ercolano sino al luglio 2018.

Le misure cautelari sono frutto di un'attività d’indagine iniziata nel mese di maggio, quando il 44enne fu arrestato, unitamente ad un’altra persona, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e il sequestro di oltre un chilogrammo tra hashish e marijuana.

Nell'ambito dell'attività investigativa si palesava man mano l'esistenza di un vero e proprio sistema piramidale, che vedeva all'apice il 23enne.  Le perquisizioni eseguite all'atto dell'esecuzione delle ordinanze hanno consentito di rinvenire e sequestrare nel bar gestito da D'Amico, a Napoli, 27 grammi di marijuana, mentre a casa di Esposito, a Portici, due dosi di cocaina e circa euro 20.000 in contanti. Gli arrestati dopo le formalità di rito sono stati associati alla Casa Circondariale "G.Salvia-Poggioreale" di Napoli a disposizione dell'autorità giudiziaria.

L'attività di contrasto al traffico illecito di sostanze stupefacenti sortiva ulteriore esito positivo nella vicina via Bernardino Martirano, ove, in uno scooter chiuso a chiave e parcheggiato all'interno di autorimessa, i poliziotti del commissariato, collaborati dal reparto Cinofili con i cani "Pocho"(Jack Russel) e "Dorian" (Pastore Tedesco), hanno rinvenuto e sequestrato nel sottosella di uno scooter circa 3 chili di cocaina, una pistola semiautomatica PK380 con matricola abrasa nonché numerose munizioni. Proseguono le indagini della Polizia di Stato per individuare i soggetti nella cui disponibilità era il materiale sequestrato. 

IL VIDEO

 

Rapina-coppiette in azione, ma trova i carabinieri: arrestato

FRATTAMAGGIORE. Pensa che su un’auto ci sia una coppietta ma a bordo ci sono i carabinieri. Arrestato un rapinatore. Indagini per verificare se abbia commesso altri colpi. I carabinieri della Stazione di Frattamaggiore hanno arrestato per rapina aggravata e per violenza e resistenza a pubblico ufficiale Antonio Carrese, un 41enne di Secondigliano già noto alle forze dell'ordine. L’uomo è stato bloccato nel corso di un servizio di osservazione che i carabinieri hanno predisposto su via Napoli dopo rapine perpetrate da un uomo armato di pistola e in sella a uno scooter nei fine settimana ai danni di coppiette appartate. All'una circa di notte, una persona alla guida di scooter si è immessa in via Napoli e si è diretta verso l’auto con a bordo militari. Giunto nei pressi dell’auto civetta ha rallentato bruscamente per sbirciare attraverso i finestrini. Ha estratto una pistola. L’ha puntata verso i militari. Dopo una breve colluttazione è stato disarmato e immobilizzato. L’arma è risultata la replica di una semiautomatica privata del tappo rosso. Lo scooter aveva una targa di fortuna attaccata sopra a quella originale ed è risultato essere intestato alla moglie del 41enne. Proseguono le indagini per accertare l’eventuale coinvolgimento di Carrese nelle rapine consumate in zona. Nel frattempo l’uomo è stato arrestato e tradotto a Poggioreale.

 

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Armi pronte a sparare nella “219"

BRUSCIANO. Blitz nel complesso di edilizia popolare “Legge 219”, trovate armi e munizioni. I carabinieri della Stazione Castello di Cisterna insieme a colleghi della Cio del Reggimento Campania nel corso di un servizio di controllo nel complesso di edilizia popolare “Legge 219” hanno rinvenuto e sequestrato in via De Filippo 3 pistole: 2 semiautomatiche calibro 9 con matricola abrasa e un revolver calibro 32 oggetto di furto nascoste in una intercapedine nel cortile di uno degli stabili condominiali insieme a 57 cartucce dei due calibri. Accertamenti per verificare se le armi siano state usate in fatti di sangue e intimidazione.

Candidata con Lega, fuori da Afro Napoli: «Non ci iscriveremo al campionato»

MARANO. La capitana della squadra femminile si candida alle elezioni comunali di Marano con una lista civica alleata a Noi con Salvini e la società, la Afro-Napoli United, annuncia che non formalizzerà l'iscrizione al campionato C1 regionale campano. È la dura presa di posizione della società di calcio nata «come progetto di inclusione e integrazione per dare voce a un'Italia multietnica che già esiste e che quotidianamente è oggetto di discriminazioni e razzismo, vedendosi negare diritti, uguaglianza, opportunità». Il caso nasce dalla candidatura di Titty Astarita, capitana dell'undici femminile del club, nella lista “Movimento civico maranese" a sostegno della candidatura a sindaco di Rosario Pezzella, sostenuto anche dalla lista Noi con Salvini. «Che compatibilità può esistere - scrive il club in una nota - fra l'Italia dell'amministrazione leghista di Lodi che nega la mensa scolastica ai figli degli immigrati più poveri e l'Afro-Napoli? Quale terreno d'incontro e di dialogo, fra chi sta provando ad annientare il modello d'integrazione virtuosa di Riace e i valori che abbiamo messo insieme al pallone a centrocampo dalla nostra prima partita? Quanto è conciliabile il razzismo dei colpi di arma di fuoco contro migranti e rifugiati, legittimato istituzionalmente dall'alto e fattosi senso comune al punto di spingere dei ragazzini baresi a ricoprire di schiuma un loro coetaneo di origini straniere "così diventa bianco", con il progetto di inclusione che ci vede in campo dal 2009?». La scelta di Titty Astarita, prosegue l'Afro-Napoli United, «ci ha lasciato perciò esterrefatti. Ci addolora la sua perseveranza nel rifiutare il passo indietro da noi richiestole, soprattutto perché dopo un anno di partecipazione alle vicende dell'Afro-Napoli, in un ruolo chiave di rappresentanza, le dovrebbe essere stato chiaro che quella candidatura la poneva automaticamente fuori dal perimetro dell'idee-guida che sono alla base del nostro sodalizio».

"Sfogliatelle" da spaccio, 70 arresti in Campania: ko 5 organizzazioni

CASERTA. Nelle prime ore della mattinata odierna, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli - Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dall’Ufficio Gip presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di 72 indagati (dei quali 2 in atto già ristretti), ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e produzione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (ex artt. 73 e 74 d.P.R. 309/90).

Il provvedimento cautelare recepisce gli esiti di una complessa attività di indagine, condotta tra i mesi di febbraio 2015 e maggio 2017,  in merito alla riorganizzazione della gestione delle piazze di spaccio nel comune di Santa Maria Capua Vetere e nelle aree limitrofe (comuni di San Tammaro, Curti, Casapulla, San Prisco e Macerata Campania) conseguente alla disarticolazione del gruppo Fava avvenuta nell’anno 2013.

Gli spunti offerti dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e le ulteriori attività investigative, consistite in attività tecniche di intercettazioni, telefoniche ed ambientali, captazione di immagini attraverso telecamere spia, servizi di Ocp e riscontri, hanno consentito di confermare l’ipotesi degli inquirenti in ordine al fatto che l’attività di spaccio del tipo cocaina e crack, lungi dal fermarsi, si articolasse in nuove e più articolate forme, con la diffusione di vere e proprie piazze di spaccio nel comune sammaritano che si approvvigionavano dello stupefacente nella provincia di Napoli.

L’approfondimento delle fonti di approvvigionamento, in particolare della cocaina, ha consentito di appurare che analogo sistema delle piazze di spaccio era presente anche in diversi contesti territoriali delle province di Napoli e Avellino, con molteplici soggetti a cui erano affidate, attraverso una suddivisione particolareggiata dei ruoli, le funzioni di acquisto, gestione e spaccio dello stupefacente.

In particolare, l’estensione dei mezzi investigativi su un numero sempre maggiore di soggetti ha consentito di isolare quattro ulteriori strutture associative ex art. 74 d.P.R. 309/90 finalizzate alla commissione di analoghi delitti. Ovvero: un gruppo operante nell’area vesuviana, segnatamente nei comuni di Acerra, Pomigliano D’Arco, Castello di Cisterna, Somma Vesuviana, San Vitaliano e Marigliano. Per tale gruppo è stata riconosciuta anche l’aggravante dell’associazione armata (comma 4° ex art. 74 d.P.R. 309/90); un gruppo attivo nell’area nord-ovest della provincia di Napoli (Comune di Giugliano in Campania); un gruppo operativo nell’area nolana e in quella della confinante provincia di Avellino (Comuni di Nola, Cimitile, Camposano, Roccarainola e Avella); un gruppo localizzato nei quartieri napoletani di Scampia, Secondigliano e Capodichino.

Nelle dinamiche criminali ricostruite vi è anche l’episodio di una spedizione punitiva progettata ai danni di uno degli indagati, ritenuto responsabile, dagli altri sodali, della sottrazione di una cospicua partita di stupefacente. L’atto ritorsivo, minuziosamente pianificato quanto a modalità e mezzi (armi da fuoco), non si è, poi, concretizzato solo grazie all’intercessione di esponenti di spicco del clan “Vollaro”, operante nell’area vesuviana.   

L’esperienza criminale degli indagati, alcuni dei quali annoverano precedenti specifici, ha fatto si che sviluppassero vari metodi per eludere le indagini e le intercettazioni, tra cui l’utilizzo di linguaggio in codice per camuffare il contenuto delle conversazioni (utilizzando termini quali “aperitivo”, “pastiera”, “sfogliatelle”, “arance”, “grappa barricata”, “festa bianca”, “apparecchiare la tavola”, “preparare il presepe”, “gas soporifero”, “bianchetto”, “calzare le scarpe ai bambini” per avanzare richieste di stupefacente, espressioni quali “10 euro di nafta”, “marca da bollo da 10 euro”, “serie A”, “il camino è buono”, “fratello grosso”, “quanti invitati siete”, “portare il verde”, per indicare, invece, la qualità e le quantità richieste di stupefacente) e l’attribuzione di nomignoli per impedire l’identificazione dei colloquianti (“la Signora”, “il Polacco”, “O’ Viking”, “O’ Leone”, “il Messicano”, “il Killer”, “Diablo”, “Pistola”, “Bastone”, “il Geometra” e “O’ Gnu” ).

I luoghi individuati per le attività di spaccio cosiddetto “al minuto” erano le principali piazze del comune di Santa Maria Capua Vetere, l’area adiacente una chiesa nel comune di San Prisco, la villa comunale del comune di San Tammaro, lo spazio antistante una scuola del comune di Marigliano e diversi circoli ricreativi e sale giochi dell’area vesuviana.

Nel corso dell’attività sono già stati eseguiti 6 arresti in flagranza di reato, deferiti in stato di libertà 9 persone, segnalati ai competenti Uffici Territoriali del Governo diversi acquirenti quali assuntori, nonché recuperate numerose dosi di droga di diversa fattispecie. Il Gip, condividendo l’impianto accusatorio dell’autorità giudiziaria inquirente, ha disposto per 60 indagati la custodia cautelare in carcere, mentre per altri 12 è stata individuata la misura degli arresti domiciliari.

Casoria, droga e munizioni in casa: coniugi in manette

CASORIA. Droga e munizioni a casa di una coppia. Carabinieri arrestano i due trentenni. Questa notte, a Casoria, i Carabinieri della Stazione di Qualiano hanno arrestato in flagranza Aldo Buro, 30 anni, già noto alle forze dell'ordine e la moglie Nunzia Porta, 29 anni, incensurata. Entrambi sono ritenuti responsabili di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio e di detenzione illegale di munizioni per arma da fuoco. I militari dell’Arma li hanno scoperti in possesso del citato materiale nel corso di perquisizione nella loro casa in via Mauro Mitilini. Rinvenuti e sequestrati 3,5 chilogrammi di hashish suddivisi in 44 panetti, 360 grammi di marijuana in 5 buste di cellophane, 100 euro in banconote di vario taglio ritenuti provento di illecita attività e 3 bilancini di precisione. Sequestrata anche una cartuccia per pistola semiautomatica calibro 7,65 e materiale vario per il taglio e il confezionamento degli stupefacenti nonché fogli manoscritti sul contenuto dei quali sono in corso approfondimenti. Gli arrestati sono stati condotti nelle Case Circondariali di Poggioreale e Pozzuoli.

San Giovanni, killer in azione: colpi di pistola contro casa di un insospettabile

di Luigi Sannino

NAPOLI. Una nuova “stesa”, tanto per non perdere l’abitudine e mantenere sempre alta la tensione negli ambienti di malavita del quartiere San Giovanni a Teduccio. Ma nessun investigatore si era illuso sulla possibilità di una tregua duratura, anche se la sparatoria dell’altra notte, eseguita in via Nuova Villa, ha una particolarità: il bersaglio dell’intimidazione, a meno che non si tratti di un clamoroso errore dei pistoleri, non risulta affiliato a nessun clan. Infatti il 46enne Rosario Lo Rocca, pur abitando in una zona sotto l’egida del clan D’Amico, ha un profilo secondo i carabinieri che non lo accosta alla criminalità organizzata. Per cui le ipotesi in questo caso, a differenza degli altri avvenuti nell’ultimo anno, sono due: una vicenda personale, come un pregresso litigio e successiva vendetta, o i contrasti dei “Gennarella” con i Silenzio di via Alveo Artificiale. 

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Polveriera Vasto, ambulanza presa d’assalto

NAPOLI. Ancora un’aggressione ai danni di un equipaggio del 118 intervenuto la notte di sabato al Vasto per soccorrere un extracomunitario privo di conoscenza.  Alcune persone hanno circondato l’autoambulanza minacciando con bottiglie e una siringa il personale a bordo. L’episodio è accaduto proprio nel quartiere che il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, aveva visitato due settimane fa prima di recarsi al Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico presso la Prefettura di Napoli. 

Ercolano, armi e proiettili nell'officina

ERCOLANO. I carabinieri della tenenza di Ercolano hanno tratto in arresto 2 fratelli incensurati per detenzione illegale di armi. A.V., 45enne e A.V., 50enne nascondevano una semiautomatica con matricola abrasa, un revolver, 69 cartucce di vario calibro e 2 caricatori. I militari le hanno trovate perquisendo l’officina meccanica dei due e l’abitazione del primo. Il terzo fratello, invece, 41enne, è stato denunciato per inosservanza delle prescrizioni sulla custodia delle armi; proprietario di 2 fucili da caccia detenuti regolarmente, li teneva però in un comunissimo armadietto di legno in garage. Le armi e le cartucce sono state sequestrate. Gli arrestati, per i quali ovviamente vale la presunzione d'innocenza, sono stati rinchiusi in carcere.

Ottaviano, 20enne preso con 12 dosi di cocaina

OTTAVIANO. Un 20enne di Ottaviano, Alfonso Giaquinto, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, è stato arrestato dai carabinieri della locale stazione per detenzione di stupefacente a fini di spaccio. I militari lo hanno notato su via San Leonardo e il suo atteggiamento li ha insospettiti; anche lui poi li ha visti e ha tentato di correre via, gettando in un’aiuola “qualcosa” ma i militari sono riusciti a bloccarlo. Perquisito, Giacquinto è stato trovato in possesso di 12 dosi di cocaina quindi è stato arrestato. A casa sono stati rinvenuti, sotto al letto del giovane, un bilancino di precisione e bustine di cellophane. Il tutto è stato sequestrato così come un cellulare che, anche una volta in caserma, continuava a squillare: verosimilmente erano gli acquirenti che avevano bisogno di rifornirsi.
l’arrestato è ai domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.

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