Venerdì 19 Gennaio 2018 - 16:27

Revisioni auto fasulle, 12 denunciati

NAPOLI. False revisioni a Napoli: i carabinieri denunciano 12 persone, tra titolari di centri per revisioni e tecnici collaudatori, per aver evaso pratiche senza di fatto testare i veicoli. Nel corso dell'operazione è stato anche sequestrato materiale informatico per la simulazione dei collaudi. Gli indagati facevano le revisioni addirittura senza gli autoveicoli sul banco. Lo hanno accertato i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli nel corso di un’indagine durante la quale sono stati fatti lunghi servizi di osservazione e conseguenti riscontri ducumentali. Ai militari e’ bastato sorvegliare l’esterno dei centri di revisione con telecamere nascoste rivolte verso gli ingressi ai banchi di collaudo, dimostrando successivamente come in quegli orari invece dei veicoli formalmente revisionati, di fatto arrivavano a piedi proprietari o tecnici portando solamente i documenti di circolazione su cui apporre infine il tagliando della pratica, solo fittizia, completata. Cosi’ era tutto piu’ facile, clienti compiacenti e soddisfatti da una parte e dall’altra titolari e tecnici che con software illegali installati ad hoc procedevano a collaudi falsi senza spreco di energie e soprattutto senza la presenza fisica del veicolo, che di fatto otteneva la revisione senza conferme circa il regolare funzionamento delle parti meccaniche essenziali. In sintesi incoscienti da ambo le parti, non solo per le gravi violazioni penali ma soprattutto per le pesanti conseguenze morali nel determinare un concreto pericolo per la sicurezza delle persone. Dopo alcune settimane di controlli i militari hanno identificato e denunciato 12 persone (titolari o dipendenti) di 8 tra i piu’ attivi centri di revisione napoletani. Le accuse sono contestate sono falsita’ ideologica in
certificati commessa da persone esercenti di un servizio di pubblica utilita’, sostituzione di persona, riciclaggio, soppressione di targhe, violazione della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.
 

Caivano, spaccio in bici: pusher arrestato al Parco Verde

CAIVANO. Spacciava in sella alla sua mountain bike tra i giardinetti del Parco Verde, arrestato un 33enne. Ieri sera, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Afragola, hanno bloccato Nicola Anatriello, in quanto ritenuto responsabile dei reati di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente. I poliziotti lo hanno sorpreso dietro l’Isolato 17 del Parco Verde di Caivano mentre spacciava in sella a una bicicletta. Grazie alle risultanze di un’attività investigativa finalizzata al contrasto dello spaccio nel parco, gli agenti erano già da alcuni giorni sulle tracce di un pusher che, fingendo di circolare in bici tra i giardinetti, spacciava crack. Bloccato il 33enne, i poliziotti hanno effettuato un’accurata perquisizione della zona trovando, nascosto tra l’erba, in una piccola buca, un barattolo di plastica trasparente dal quale Anatriello prelevava le dosi che poi in sella alla sua bicicletta vendeva. All’interno sono state infatti rinvenute 11 dosi di crack in carta cellofanata e termosaldata.
 

Finale di Coppa Italia, condannato Genny ’a carogna

NAPOLI. Il giudice per le udienze preliminari di Roma ha condannato a due anni e due mesi di reclusione Gennaro De Tommaso, al secolo Genny “a carogna”, capoultras della Curva A del Napoli. L'accusa aveva chiesto tre anni e sei mesi contestando i reati di resistenza a pubblico ufficiale, incitamento alla violenza, per aver indossato la maglietta con su scritto “Speziale libero”, lancio di fumogeni e scavalcamento della recinzione di protezione dello Stadio Olimpico. Il giudice, accogliendo in parte le richieste della difesa, sostenuta dall'avvocato Giovanna Castellano, lo ha condannato solo per resistenza e scavalcamento. Attualmente De Tommaso e' sottoposto al solo obbligo di firma e al Daspo per il quale pende ricorso al Tar.

'Calchi' degli Scavi di Pompei studiati come la Sindone

POMPEI. Saranno restaurati ma anche studiati come la Sindone, per la prima volta, i "calchi" delle vittime dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., custoditi negli Scavi di Pompei. Il lavoro di restauro avverrà nel laboratorio della Soprintendenza, dove è appena iniziato il trasferimento dagli attuali ambienti espositivi.Il restyling è stato inserito nell'ambito del Grande Progetto Pompei. Sono in tutto 86 i calchi di Pompei, di cui oltre 20 saranno esposti in occasione della mostra  "Pompei e l'Europa. 1748- 1943",  in programma dal prossimo 27 maggio.
Attualmente, i "calchi" sono esposti in alcuni edifici degli scavi di Pompei (Macellum, Granai, Terme Stabiane, Villa dei Misteri). Gli studiosi del laboratorio di restauro della Soprintendenza lavoreranno nell'adiacente area dell'Insula Ocidentalis, con ulteriori cantieri allestiti in situ presso l'Orto dei Fuggiaschi e nei pressi di Porta Nocera.
L'intervento, oltre a consentire la ricomposizione di alcuni di loro ritrovati in frammenti, come quelli presso via di Nola, prevede indagini a raggi X, studi specifici sul Dna, ricostruzioni con laser scanner.
La Soprintendenza ricorda, inoltre, che proprio al fine di consentire l'allestimento della mostra proseguono i lavori all'Anfiteatro che resterà chiuso fino all'inaugurazione della stessa (27 maggio).

 

Cantante neomelodico arrestato dalla polizia

NAPOLI. Il noto cantante neomelodico Raffaele Migliaccio detto "Raffaello" di 28 anni, nella notte, in via Stadera angolo via Santa Maria del Pianto nel quartiere Poggioreale. Era in compagnia della fidanzata e di un amico, a bordo di una fiammante Mercedes, quando è stato fermato dagli agenti della sezione “Volanti” dell'Ufficio prevenzione generale della questura per un controllo. L’uomo, sapendo di aver commesso delle infrazioni al Codice della strada e temendo il ritiro della patente, nell’atto della compilazione dei verbali ha chiesto agli agenti di essere clementi nei suoi confronti, offrendo loro la somma di 400 euro. A un poliziotto ha anche aggiunto testualmente: “ma come non sai chi sono io? Io sono il famoso cantante neomelodico, ma che state facendo, non avete rispetto per il successo? Io sto pieno di soldi, quando tenete bisogno sono a disposizione” . Allora i poliziotti hanno ammanettato in flagranza di reato il cantante, perché responsabile del reato di istigazione alla corruzione, conducendolo al carcere di Poggioreale. E' stato anche denunciato per minacce a pubblico ufficiale. Avrebbe detto a un agente: "togliti la divisa ed esci fuori".

Rissa tra cugini per soldi,
tre in manette

CERCOLA. Una rissa tra tre uomini in pieno centro scoppiata per motivi economici e conclusasi con l’arresto di tutti i protagonisti dell’episodio, ora ai domiciliari in attesa di rito direttissimo. I carabinieri di Cercola, mentre erano impegnati nella normale attività di pattugliamento del territorio, hanno notato lungo il centralissimo corso Domenico Riccardi tre soggetti intenti a colpirsi con calci e pugni. Raggiunto il bar presso il quale si consumava la rissa sono immediatamente intervenuti per bloccarli e mettere così fine alla stessa. Solo a quel punto i carabinieri hanno potuto ricostruire l’intera faccenda, appurando come tutto fosse partito da una lite cagionata da controversie di natura economica risalenti a vari anni fa. Una vicenda datata ma non certo dimenticata, visto il rancore covato e poi esploso prima in un aspro diverbio e poi degenerato in violenza pura, con calci e pugni tra parenti. Tutti già noti alle forze dell’ordine i protagonisti della vicenda, ma con precedenti di poco conto. Si tratta dei fratelli Giuseppe e Pasquale Rapicano, rispettivamente di 52 e 43 anni, il primo residente nel non lontano quartiere napoletano di Ponticelli e il secondo nel vicino comune vesuviano di San Sebastiano al Vesuvio. Nello stesso paese e neanche a troppa distanza è residente anche il terzo protagonista dell’episodio, omonimo del cugino Pasquale ma di una decina di anni più vecchio.

La maggioranza si dimette,
a San Sebastiano arriva il Commissario

SAN SEBASTIANO AL VESUVIO. Sciolto il locale consiglio comunale, l’intera maggioranza ha rassegnato le proprie dimissioni. Nel pomeriggio di oggi gli otto consiglieri che finora hanno sostenuto il decaduto sindaco Giuseppe Capasso hanno rinunciato alla loro carica rendendo di fatto necessario l’arrivo del commissario prefettizio, che verosimilmente sarà designato già in queste ore. Con questo gesto per certi versi inaspettato si conclude l’intricata vicenda che ha come protagonista l’ex primo cittadino e le sue velleità di concorrere alle prossime elezioni regionali. Capasso, dopo aver fatto causa al proprio comune per aver ricevuto una multa di 41 euro per divieto di sosta, peraltro pagatagli dal consigliere d’opposizione Rino Manzo, era stato dichiarato decaduto ottenendo così la possibilità di candidarsi alla tornata elettorale di fine maggio senza che il comune da lui guidato fino a qualche mese fa fosse sciolto. Ma il giochetto della multa e della decadenza non era piaciuto ai vertici del Pd nazionale, che di fatto avevano posto un veto sulla sua candidatura. Probabilmente proprio per cercare una via d’uscita alla situazione di stallo venutasi a creare sono arrivate da parte di Capasso le pressioni sulla sua maggioranza affinché dimettendosi in massa determinasse lo scioglimento del comune e facesse uscire lui dalla pesante condizione di sindaco decaduto. Pressioni che si sono rivelate efficaci, visto che hanno portato l’intero gruppo di “Uniti per San Sebastiano” a uscire dalla pubblica assise. A firmare le dimissioni il presidente del consiglio comunale Biagio Pizzo e i consiglieri Raffaele Aratro, Pasquale D’Avino, Giuseppe Panico, Pasquale Filosa, Nunzia Riccardi, Vito Rivellini e Gianluca Sannino.

Castellammare di Stabia. Furto sacrilego nella Chiesa del Carmine

CASTELLAMMARE DI STABIA. La mamma arriva con la carrozzina e il suo bambino, nella Chiesa del Carmine di Castellammare di Stabia. Mette nelle mani del figlioletto una moneta e lo invita ad accendere una candela elettronica. Il bimbo volta il capo e guarda verso la statua di Sant’Antonio di Padova. La mamma gli chiede: «Cerchi il Bambinello Gesù? Non c’è più. Lo hanno rubato».
Infatti, tra le mani del Santo di Padova non è rimasto che il piccolo lenzuolo in gesso sul quale era adagiato il Bambinello. Nel tentativo di portare via la preziosa rappresentazione dalla statua, chi ha agito ha staccato anche un paio di dita alla mano sinistra del Sant’Antonio. È l’ennesimo furto sacrilego perpetrato sul territorio, dopo quello della Madonnina sul Monte Faito, trovata frantumata in un dirupo. Si fa di nuovo strada il sospetto che ad agire possa essere una setta satanica perché diventano sempre più numerosi gli episodi inquietanti che stanno allarmando i fedeli: dal monte Faito a tutta la Penisola sorrentina, dall'autunno scorso, si contano tantissime sparizioni di immagini sacre e molto spesso le effigi vengono deturpate o oltraggiate. Questa volta, i ladri delle effigi sacre hanno preso di mira la Chiesa della Madonna del Carmine per portare via il bambinello Gesù dalle braccia della statua di fattura antica che si trova tra le altre rappresentazioni sacre nella cappella dei confessionali della chiesa. Il Sant’Antonio è stato oltraggiato in pieno giorno. Nessuno ha visto niente. Ma i fedeli sono addoloratissimi. E qualcuno ha rimediato alla sottrazione poggiando nelle mani della statua un piccolissimo bambino Gesù preso dal la culletta di un presepe. È minuscolo e, di certo, nessuno lo ruberà.                                                                              

Via Don Bosco allagata. Le buche diventano laghetti

 

NAPOLI. "Via Don Bosco - denunciano Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della radiazza - con o senza pioggia è oramai una delle strade più pericolose di Napoli. In particolare le innumerevoli buche quando sono coperte d'acqua diventano ancora più a rischio e causano gravi incidenti. Stamattina la pioggia battente ha trasformato la via in una sorta di fiume in piena. Non è possibile che per gli automobilisti e i pedoni questa zona della città sia di fatto impraticabile e che non venga risistemata a dovere".

Bancarotta, torna libero Felice Marinelli

NAPOLI. Il gip ha revocato gli arresti domiciliari per Felice Marinelli, ex consulente di Luigi Bobbio, al comune di Castellammare di Stabia e arrestato a gennaio con l'accusa di bancarotta fraudolenda per il crack di Multiservizi. AMPI SERVIZI DOMANI SUL ROMA

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