Sabato 21 Aprile 2018 - 23:12

Pachistano arrestato a Napoli, nessun collegamento con Jihad

NAPOLI. Nessun collegamento con il terrorismo è finora emerso dagli accertamenti avviati a Napoli dopo l'arresto, due giorni fa nell'aeroporto, di un pachistano giunto nello scalo partenopeo con un passaporto falso. Lo si apprende a Napoli da fonti investigative qualificate. Il pachistano, bloccato dalla Guardia di Finanza, è in cella con l'accusa di detenzione di documenti falsi e la sua posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti. Non si esclude, comunque, che le informazioni sul suo conto finora raccolte dalle forze dell'ordine possano finire sulla scrivania dei magistrati della sezione antiterrorismo della Procura della Repubblica di Napoli.

Turbativa d'asta, arrestato reggente del clan Foria

POMIGLIANO. Arrestato per tentata estorsione e turbativa d'asta con l'aggravante delle modalità mafiose, Nicola Foria, 57 anni, ritenuto il reggente dell'omonimo clan di Pomigliano d'Arco, e delle aree limitrofe. L'uomo è stato arrestato insieme ad altre due persone, Giuseppe Falco, 31 anni, e Tommaso Rega, 52 anni, dai carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, in esecuzione ad ordinanze di custodie cautelari emesse dal Gip del tribunale di Napoli, che ha anche disposto il divieto temporaneo di esercitare totalmente per sei mesi l'attività professionale per un avvocato, il 43enne Luigi Esposito, e disposto il sequestro preventivo di beni riconducibili agli indagati per un valore di cinque milioni di euro. I quattro, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbero cercato di entrare illecitamente in possesso di un immobile, oggetto di un'asta pubblica dopo il fallimento della società proprietaria, tentando, in un primo momento, di corrompere, tramite l'intermediazione dell'avvocato, un imprenditore intenzionato a partecipare alla gara, per poi minacciarlo con metodi mafiosi. L'indagine, partita a giugno scorso, ha consentito di individuare gli autori dei reati, e di porre a sequestro preventivo tre società operanti nel settore dell'edilizia e dei trasporti commerciali, dodici fabbricati, quattro terreni e dieci rapporti bancari riconducibili agli indagati, per un valore complessivo di cinque milioni di euro. 

Processo per la morte di Bifolco, udienza a porte chiuse

NAPOLI. È stata incentrata sulle testimonianze di due carabinieri l'udienza nel tribunale di Napoli sull'omicidio di Davide Bifolco, il ragazzo di 17 anni ucciso nel rione Traiano di Napoli il 5 settembre del 2014 con un colpo di pistola partito dall'arma di ordinanza di un militare durante un inseguimento. «È stata un'udienza positiva - ha fatto sapere l'avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Bifolco - perché sono stati fatti passi in avanti verso l'accertamento della verità ma anche perché si è squarciato il velo pure sulle non verità». In tribunale sono stati chiamati a deporre il collega di pattuglia del militare che ha sparato e il comandante della stessa pattuglia. «Davide è stato sempre identificato durante l'inseguimento come colui che indossava una maglietta bianca - continua l'avvocato Anselmo - indumento che non figura tra i reperti e di cui si sono perse le tracce. Lo stesso carabiniere ha anche affermato che, probabilmente, il passeggero che era in sella allo scooter guidato da Davide non era Arturo Equalibe, il latitante ricercato dalle forze dell'ordine, così come abbiamo sempre sostenuto e come hanno sostenuto i nostri testimoni».

Camorra, de Magistris ad Alfano: «Rafforzare forze dell'ordine»

NAPOLI. Un appello «sentito, accorato, doveroso e fondato» al ministro dell'Interno Angelino Alfano affinchè per Napoli sia disposto «un rafforzamento» delle forze dell'ordine per far fronte alla nuova ondata di omicidi di camorra che dalla scorsa estate si susseguono in città. A lanciarlo è il sindaco di Napoli Luigi de Magistris a margine della seduta del Consiglio comunale e dopo gli ultimi fatti di sangue di ieri. «Ritengo - ha detto de Magistris - che ci sia la necessità da parte del Ministro di rivedere le scelte del Viminale su Napoli. Stamattina - ha aggiunto - apprendo che è stato disposto un ulteriore rinforzo per la città di Milano. Come è sicuramente e massimamente prioritaria la prevenzione contro qualsiasi ipotesi di rischio terroristico - ha aggiunto il sindaco - d'altra parte sono mesi che sottolineamo alle autorità competenti la necessità di rinforzi per le forze dell'ordine che operano a Napoli in modo encomiabile e in condizioni difficili''. Richieste a cui - ha riferito de Magistris - è stato risposto dicendo che ''non ci sono uomini, ma - ha evidenziato - vediamo che quando servono si trovano». 

Ercolano, morto il 14enne travolto dal treno della Circum

ERCOLANO. Non ce l'ha fatta Antonio Di Rosa, il 14enne che due giorni fa era stato travolto da un treno della Circumvesuviana mentre attraversava i binari alla stazione di Ercolano. Il ragazzino ercolanese, le cui condizioni erano apparse subito gravissime, è spirato all'ospedale Loreto Mare dove si trovava ricoverato. Lo studente dell'istuto "Tilgher" era giunto in ospedale con lesioni a colon, milza e fegato. Inutili i tentativi dei medici di strapparlo alla morte. La città si era mobilitata per donare il sangue necessario alle trasfusioni, ma purtroppo non è bastato.

Torre del Greco, il sindaco difende i vigili anti-fannulloni

TORRE DEL GRECO. «È inaccettabile che persone elette dal popolo e che devono quindi tutelare il bene pubblico e la giusta condotta per salvaguardare tale tutela, possano poi lasciarsi andare a simili dichiarazioni. Arrivare a denigrare il lavoro compiuto dagli agenti di polizia municipale, ai quali è arrivata una specifica richiesta in tal senso dalla Procura competente, è gravissimo». Così il sindaco di Torre del Greco, Ciro Borriello, replica alle dichiarazioni rese da alcuni consiglieri comunali di opposizione che - in articoli apparsi su diversi organi di informazione - hanno criticato l’utilizzo degli agenti di polizia municipale per seguire le indagini che hanno portato all’emissione di sette avvisi a comparire nei confronti di altrettanti dipendenti comunali

Tari: Napoli è la seconda città più cara

La TARI (Tassa sui Rifiuti) è aumentata, in media, del 32,4% (72 euro in più) tra il 2012 e il 2015. Nell'ultimo anno, invece, l'aumento è stato del 3,3% (10 euro medi in più), passando, pertanto, da una tariffa annua di 224 a 296 euro medi a famiglia.

La tassa sui rifiuti, quindi, risulta più alta di 66 euro rispetto alla Tasi, la tassa sulla prima casa. A calcolarlo è stato il Servizio Politiche Territoriali della UIL che ha elaborato i costi in 103 città capoluogo di provincia, per una famiglia di 4 persone con una casa di 80 mq.

Nel 2015 a Salerno si è registrato il costo maggiore per la tasse dei rifiuti con 462 euro l'anno a famiglia. Seguono Benevento (454 euro), Grosseto (450 euro) e Siracusa  (444 euro). Ascoli Piceno, Isernia, Belluno, Novara e Vibo Valentia, invece, le città meno care. 

Per quanto riguarda le grandi città, invece, la più cara è Cagliari dove la tariffa sui rifiuti pesa 450 euro medi sul bilancio delle famiglie.

Seguono Napoli (436 euro medi), Reggio Calabria (431 euro), Venezia (334 euro), Milano (331 euro), Genova (330 euro) Roma (318 euro), Bari (308 euro).

«I dati sopra esposti - ha detto il Segretario Confederale della Uil Loy -  sono una ragione di più per non "#staresereni"».

Torna la guerra di camorra, pluripregiudicato ucciso a Secondigliano

NAPOLI. Omicidio a Napoli nel quartiere Secondigliano. Un uomo, il pluripregiudicato 58enne Vincenzo Allocco, è stato ucciso in via Gherardo Marone. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri.

Napoli, stop alle auto per 4 giorni a settimana

NAPOLI. Stop alle auto a Napoli per quattro giorni alla settimana fino al 31 dicembre. E' quanto stabilito dal Comune di Napoli alla luce del superamento, evidenziato dal bollettino dell'Arpac, del limite giornaliero di pm10 per la trentacinquesima volta in una delle centraline di rilevamento. La disposizione dirigenziale stabilisce il divieto di circolazione dei veicoli privati destinati al trasporto di persone e merci sull'intero territorio cittadino per le giornate di lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9 alle ore 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30, fino al 31 dicembre 2015.

Omicidio nel 2007, in manette mandanti ed esecutori

TORRE ANNUNZIATA. I Carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta della Dda partenopea nei confronti di 5 indagati, tutti detenuti per altra causa, ritenuti responsabili a vario titolo di omicidio premeditato, porto e detenzione di armi, ricettazione e spari in luogo pubblico, tutti con l'aggravante delle finalità mafiose. L'indagine, condotta dal settembre 2014 a luglio scorso, ha consentito di ricostruire il movente e la dinamica dell'omicidio di Giuseppe Serra, ucciso il 6 giugno 2007 a Torre del Greco, identificandone i mandanti e gli esecutori considerati elementi apicali del clan camorristico Di Gioia-Papale, all'epoca dei fatti operante sul territorio di Torre del Greco ed Ercolano. Giuseppe Serra, detto "Peppe 'o svizzero", era stato scarcerato da un anno al termine di una reclusione lunga 25 anni per aver militato nella Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. Dopo la scarcerazione, con l'appoggio del clan Chierchia della vicina Torre Annunziata, aveva avviato in proprio attività estorsive e traffico di stupefacenti a Torre del Greco. La sua espansione, secondo gli investigatori, ne decretò la condanna a morte eseguita al termine di una riunione di camorra, eseguita con 5 colpi di pistola.

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