Sabato 16 Dicembre 2017 - 6:23

Capri, furgone in mare, sciagura sfiorata

CAPRI. Furgone in mare nel porto di Capri.Tragedia sfiorata, per fortuna, a parte i danni della cooperativa Portuali, proprietaria del veicolo, che effettua servizi di facchinaggio e trasporto bagagli e merci, nessun ferito. Il furgoncino era parcheggiato a pochi passi dal porto di Capri, a bordo non c’era nessuno. Il veicolo è affondato nelle acque del porto nella tarda serata di ieri probabilmente per un guasto all'impianto frenante che ha portato il mezzo a scivolare e cadere in acqua a causa della pendenza del basolato. Ad accorgersi dell’incidente un cittadino di Marina Grande che ha allertato i componenti della cooperativa che a loro volta hanno lanciato l’allarme ai mezzi di soccorso. Sul posto sono giunti i Vigili del fuoco, i militari della Guardia Costiera e gli agenti della Polizia, insieme a numerosi volontari che hanno tirato a secco il veicolo con l’ausilio del verricello in dotazione ai Vigili del fuoco e con l'aiuto dei subacquei ci Capri

Corsi di formazione, scandalo da 4 milioni di euro

NAPOLI. Corsi di formazione per 320 giovani napoletani, con stage pagati presso le aziende, mai partiti. In fumo il bando da 4 milioni di euro, attinti dai  fondi europei Por Fse 2007-2013. 
Sedici progetti della durata di 9 mesi in diversi settori, dal turismo alla ristorazione, alle attività ricettive, rivolti a persone da 18 a 55 anni e finalizzati all’inserimento lavorativo. 
Ma non sono bastati 4 anni alla Regione Campania per concludere l’iter amministrativo. Nonostante il bando sia stato lanciato nel 2011 e la graduatoria degli assegnatari sia pronta dal novembre 2013, i finanziamenti non sono mai stati attivati. Soldi non spesi, che ora saranno rispediti a Bruxelles, visto che la rendicontazione dei progetti va fatta entro il prossimo dicembre.
Beffati i 16 enti di formazione, in maggioranza di Napoli, che 2 anni fa hanno vinto il bando e sono stati inseriti in graduatoria, beffati i 320 napoletani che in tutto questo tempo avrebbero potuto partecipare ai corsi e ai tirocini pagati presso le aziende, con la possibilità di essere assunti alla fine del percorso. Un’altra occasione persa per creare sviluppo e occupazione in un territorio sofferente e piegato dalla crisi. 

BEFFATI 16 ENTI DI FORMAZIONE. Dopo più di un anno di richieste di chiarimento cadute nel vuoto, adesso i 16 assegnatari – Pmi Consulting, Csm Service, Obiettivo Napoli, Salernet, Res International, Scep, Piemmei Napoli, Arci Nuova Associazione Napoli, Delois International Consulting, Ideeazioneimpresa srl, Safim, Protom Group spa, Sep Scuola di Estetica professionale, Academy School slr, Noesis, Consvip – hanno deciso di far fronte comune per chiedere all’Ente di riattivare subito la procedura. 
«In un momento storico di forte crisi economica – scrivono in una nota congiunta –, dove gli operatori economici, specialmente al meridione, affrontano ogni giorno grosse difficoltà per poter sopravvivere e cercare di garantire un minimo di attività lavorative, e nonostante la grande disponibilità di fondi strutturali europei, la Regione Campania pensa di poter sperperare le proprie risorse comunitarie rimandandole al mittente».

4 ANNI PER UN BANDO. Il 30 dicembre 2011, la Ragione, con decreto dirigenziale 324, approva il bando da 4 milioni di euro, per l’avvio dei corsi di formazione, dal titolo “Po Campania Fse 2007-2013. Asse IV Capitale Umano”. Due gli obiettivi: “Aumentare l’accesso all’istruzione e alla formazione iniziale, professionale e universitaria, migliorandone la qualità” e “Migliorare le caratteristiche, l’attrattività, nonché l’accessibilità dell’offerta di formazione per gli adulti in particolare nel settore della ricerca e dell’innovazione”. Il bando, articolato in 16 progetti, prevedeva un percorso formativo di 200 ore, nel quale si sarebbero dovute apprendere le conoscenze di base, seguito da un tirocinio pagato di 800 ore presso le aziende di settore, finalizzato all’inserimento lavorativo. I corsi erano rivolti a 320 persone dai 18 ai 55 anni. In pratica stage di 9 mesi presso le aziende, con un rimborso (indennità di frequenza) di 2,50 euro all’ora e le spese di viaggio pagate. 
L’11 giugno 2012, 6 mesi dopo, con decreto dirigenziale dell’Agc 17 numero 94 viene nominato il Nucleo di Valutazione che ha il compito di verificare l’ammissibilità dei progetti presentati e valutare le proposte progettuali pervenute ammissibili e di redigere la graduatoria. Il Nucleo conclude le sue attività il 6 novembre 2013: un anno e 5 mesi dopo. 
Il 22 novembre successivo, i risultati sono trasmessi, con nota 802778, agli atti della Direzione Generale per l’Istruzione, la Formazione, il Lavoro e le Politiche Giovanili della Regione Campania e, il 30 dicembre, con decreto dirigenziale numero 980 Dip 54 Direzione 11, arriva la presa d’atto della verifica di ammissibilità e della graduatoria e si rinvia a successivi atti l’ammissione al finanziamento e l’impegno di spesa per la realizzazione dei progetti. 

E QUI SI FERMA L’ITER. Perché, da allora, i finanziamenti non sono mai partiti e per più di un anno i 16 enti non hanno più avuto alcuna risposta, nonostante le numerose sollecitazioni inoltrate. Il 25 novembre scorso, quindi, inviano una nota agli assessori al Lavoro e all’Istruzione e al servizio. «Visto che la graduatoria degli assegnatari è pronta da più di un anno – scrivono - e nessun ricorso, nel frattempo, è stato presentato, chiediamo un incontro sui tempi della chiusura del procedimento amministrativo vista la scadenza del Por».

«Il RISULTATO è che i 16 percorsi formativi destinati ai 320 allievi non sono partiti. Sprecato l’impegno di oltre 60 partner (aziende ed enti di formazione ed istituzioni) coinvolti nelle attività con tutto il loro personale. Il finanziamento da 4 milioni di euro non è stato speso e va rispedito al mittente, mentre c’è da pagare il costo della commissione di valutazione, senza aver conseguito il risultato». «A questo punto – concludono – desideriamo capire di chi sia la responsabilità di questo ritardo. Se sia imputabile alla politica, incapace di gestire la spesa, o piuttosto alla burocrazia, magari per l’ostruzionismo di qualche dirigente».
«Il nostro auspicio - commenta Giuseppe Gilardi, presidente di Obiettivo Napoli onlus - è che l’iter burocratico possa riprendere subito. Territori sofferenti come quello napoletano non possono permettersi di perdere l’opportunità di utilizzare risorse disponibili per avviare attività e creare occupazione per i giovani».

Strade chiuse, maratona di Napoli senza domenica ecologica

napoli. Troppe strade chiuse, salta la domenica ecologica. Sul dispositivo del traffico che, in occasione della maratona di Napoli, vietava la circolazione su tutto il territorio cittadino il Comune è stato costretto a fare dietrofront. 
Il blocco del traffico veicolare sarà limitato al solo percorso della Maratona di Napoli, e comunque fino alla conclusione della corsa, ovviamente per non interferire  col passaggio degli atleti per alcune strade cittadine. «La decisione di Palazzo San Giacomo - è specificato in una comunicazione ufficiale - nasce da sopravvenuti accadimenti come la temporanea chiusura di importanti assi viari di collegamento tra zone cittadine come via Miano ma anche dei lavori di messa in sicurezza di alcune alberature di via Manzoni».

la maratona. Una mattinata tutta dedicata alla corsa quella in programma oggi Napoli, in occasione della maratona internazionale di Napoli-trofeo Banca del Sud. 
In strada infatti scendono i 1.200 atleti iscritti alla diciassettesima edizione della gara podistica organizzata dalla Napoli 1000venti, che quest’anno annovera al via rappresentanti di ben 29 nazioni.

Bimba morta al Santobono, medici indagati

È stata disposta l'autopsia sul corpo della bimba di 8 mesi morta dopo essere stata dimessa dall'ospedale pediatrico Santobono di Napoli dove era stata curata per problemi respiratori. L'autopsia sarà eseguita lunedì prossimo. Secondo quanto si apprende, contestualmente, verranno emessi anche gli avvisi di garanzia, come atto dovuto nell'ambito delle indagini che si stanno concentrando sulla decisione di dimettere la bimba dall'ospedale.

A disporre l'esame autoptico sono stati i magistrati titolari dell'indagine, il procuratore aggiunto Luigi Frunzio e il sostituto Emilia Gentile. In Procura, intanto, sono state consegnate, dalla Polizia di Stato, le documentazioni sequestrate ieri nell'ospedale pediatrico. Gli investigatori hanno anche raccolto le testimonianze dei genitori della bimba.

Il commissariato di polizia di Ponticelli ha ascoltato la pediatra della famiglia mentre gli agenti del commissariato del Vomero hanno acquisito la cartella clinica nel nosocomio pediatrico napoletano.

È una coppia giovane, il papà ha 27 anni, la mamma un anno in meno, quella che ieri ha perso la propria bimba deceduta dopo un aggravamento delle condizioni e mentre la stavano riportando in ospedale. La coppia, distrutta dal dolore, ha anche un bambino di qualche anno.

La dirigenza dell'ospedale pediatrico Santobono di Napoli ha avviato un'indagine interna in merito alla morte della bambina deceduta ieri dopo essere stata dimessa dalla struttura ospedaliera. A coadiuvare il lavoro di indagine - a quanto rende noto l'azienda ospedaliera - alcuni dirigenti inviati dalla Regione Campania. I vertici del Santobono ricordano, inoltre, che stesso nella giornata di ieri, giorno del decesso della bimba di appena 8 mesi, la struttura ospedaliera ha immediatamente informato «la magistratura e i competenti uffici regionali».

Giugliano, rapinava Poste e supermercati per costruire case e magazzini

GIUGLIANO. Ieri i militari della Compagnia di Giugliano in Campania, diretti dal capitano Francesco Piroddi, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli, di 5 appartamenti, 2 magazzini, un'autorimessa, tutti intestati ad Anna Sequino Anna, 53enne incensurata di Giugliano. L'attività investigativa, avviata nel marzo 2013 a seguito della proposta dell'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nei confronti del figlio della donna, Francesco De Rosa, 31enne, pregiudicato, ha consentito di appurare che la donna era fittiziamente proprietaria dei beni, tutti nella disponibilità indiretta del figlio, l'edificazione è stata completata in concomitanza con tre rapine commesse, tra l'anno 2001 e il 2008, dal giovane ai danni di due uffici postali e un supermercato ubicati nel centro Italia, durante le quali furono asportati complessivamente 70mila euro. Evidente sproporzione tra i redditi dichiarati da De Rosa Francesco, Sequino Anna e De Rosa Ciro, 55enne padre di Francesco, e gli averi nella loro disponibilità. Il valore complessivo dei beni finiti sotto sequestro è pari a due milioni di euro.

Carnevale, lunedì scuole chiuse a Frattamaggiore

FRATTAMAGGIORE. Carnevale, allarme teppisti: lunedì scuole chiuse a Frattamaggiore. Ordinanza del sindaco. Prevenire le conseguenze di scherzi stupidi, lancio di uova, bombolette spray: con questo obiettivo il primo cittadino di Frattamaggiore, Francesco Russo, recependo le preoccupazione dei dirigenti scolastici del Secondo Circolo didattico “Giuseppe Mazzini”, dell’istituto comprensivo “Giulio Genoino”, della scuola media “Massimo Stanzione”,  della media “Bartolomeo Capasso”, del liceo classico “Francesco Durante” e dell’Isis “Filangieri” per «probabili atti di intemperanza da parte di gruppi di teppisti in occasione del Carnevale ai danni sia dei alunni che del personale dipendente», ha  ritenuto opportuno «prevedere un  intervento al fine di invitare i cittadini ad evitare atti di intemperanza in occasione del Carnevale». 

 

Pozzuoli, traffico di droga per conto del clan: due condanne

POZZUOLI. Due condanne e un’assoluzione. È questa la sentenza della Corte di Appello di Napoli nei confronti di tre uomini del clan, finiti in manette nel 2008 nel corso di un’operazione contro il traffico di droga gestito del clan Beneduce  nei quartieri di Monterusciello, Rione Toiano e a via Napoli. Si tratta di Antonio Luongo, 37 anni, detto “o pazz”,  condannato a 8 anni di reclusione in quanto ritenuto capo e promotore di un’organizzazione  dedita al traffico di sostanze stupefacenti; Pasquale Fabio Lucci, 35 anni, condannato a 9 anni; e Giovanni Marfella, 28 anni, assolto dopo una precedente condanna a 10 anni. I tre sono difesi dagli avvocati Antonio Abet, Giuseppe Perfetto e Achille Rinforzi. Sentenze ribaltate dopo che nel 2011 la Cassazione aveva annullato le pensanti condanne nei confronti dei tre. Infatti, in Primo Grado e poi in Appello Luongo era stato condannato 26 anni, Marfella a 10 anni e Lucci a 12 anni di reclusione. Ma la Suprema Corte aveva annullato tutto e il processo era ritornato in Appello. Nel 2011 la tesi difensiva dell'avvocato Abet aveva dimostrato che non sussisteva un sottogruppo del clan facente capo a Luongo e che Marfella e Lucci non facevano da promotori a Luongo. Elementi mutuati dal processo per associazione. Da qui la decisione della Cassazione di annullare le sentenze fino all’epilogo di ieri. I tre erano finiti in manette per i reati di “associazione per delinquere finalizzata all'acquisto e alla vendita di stupefacente” il 15 luglio 2008 su disposizione del Gip presso il Tribunale di Napoli e su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. L'operazione scaturì a seguito dei controlli delle attività illecite condotte dal clan Beneduce che ha nel Rione Toiano, a via Napoli e a Monterusciello le piazze di spaccio della droga. Indagini partite dal maggio del 2003, quando fu emessa una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di esponenti della fazione che fa capo a Gennaro Longobardi. Nel corso delle indagini, condotte attraverso le intercettazioni telefoniche ed ambientali e i racconti dei collaboratori di giustizia, partirono serrate attività investigative in merito alla vendita di sostanze stupefacenti al Rione Toiano. Periodo in cui si registrò l’ascesa di Antonio Luongo, detto “o pazz”, quale braccio destro di Gaetano Beneduce.

SANTA MARIA LA CARITA'. Chiusa azienda tessile. Su 60 dipendenti,40 al nero

SANTA MARIA LA CARITA'. Chiusa azienda tessile gestita da italiani. Su 60 lavoratori, 40 sono risultati al nero. emersione del lavoro nero, I controlli dei carabinieri sono scattati ieri sera a Santa Maria la Carità, in collaborazione con i colleghi del nucleo ispettorato del lavoro All’interno dell'opificio sono state trovare al lavoro decine di dipendenti, tutti italiani, seduti dietro le rispettive macchine da cucire, in piena attività.
In un’atmosfera improvvisamente diventata un po’ tesa i militari hanno chiesto al titolare la documentazione amministrativa necessaria per attività e lavoratori.
Su 63 dipendenti identificati solo 24 sono risultati regolari, gli altri 39 tenuti a lavoro “in nero”.
Gli specialisti dell’arma del nucleo ispettorato del lavoro, approfondendo le verifiche hanno riscontrato nella stessa attività 481 violazioni tra irregolarità contrattuali e mancato rispetto delle norme per la sicurezza dei lavoratori, elevando sanzioni per circa 300mila euro.
l’attività è stata chiusa.
Nella stessa giornata i militari hanno controllato un altro opificio a Sant’Antonio Abate gestito da un bengalese, all’interno del quale su 5 lavoratori bengalesi solo uno è risultato irregolare. L’attività è stata comunque sospesa per le irregolarità amministrative rilevate, contestate sanzioni per circa 8mila euro.

Trovata una pistola del clan Contini: potrebbe aver fatto fuoco

NAPOLI. I carabinieri della compagnia di Poggioreale hanno svolto, in un complesso di edilizia popolare su via Stadera, area sotto l’influenza del clan camorristico Contini, uno specifico servizio finalizzato al contrasto dell’illegalità diffusa, con perquisizioni e controlli di pregiudicati della zona, rinvenendo in un vano ascensori e sul solaio di un fabbricato una pistola calibro 38 special con 5 cartucce, risultata rubata il 20 set 2011 ad un 50enne di Civitella del Tronto, 850 grammi di marijuana, divisa in 6 confezioni e un bilancino di precisione. Tutto il materiale è stato sequestrato e la pistola sarà inviata al racis di roma per gli accertamenti balistici di rito.

Castellammare di Stabia. Incidente davanti al Cimitero, traffico in tilt. Nessun vigile urbano

CASTELLAMMARE DI STABIA. Sabato mattina, il cimitero di via Napoli è da sempre uno dei luoghi più affollati della città. Un tamponamento davanti all'ingresso provoca un ferito. Il ragazzo sullo scooter cade e si frattura un braccio, viene chiamata l'ambulanza che accorre tempestiva per portare via l'infortunato. Ma l'automobilista resta lì al centro della strada, con lo scooter e il casco sul selciato. È una mamma spaventata per l'accaduto e con un bambino piccolissimo nell'auto. Qualche passante si adopera per facilitare la viabilità difficile. Arriva un autobus turistico ed è il totale caos. Ma mentre tutti cercano di fare qualcosa, manca il protagonista principale: un vigile urbano che, nonostante le numerose richieste dal parte della dirigenza del Cimitero e da parte della cittadinanza, è rarissimo vedere in settimana. Figurarsi il sabato mattina.

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