Giovedì 19 Luglio 2018 - 3:52

Ottaviano, il bimbo che la madre lanciò dal balcone lascia l'ospedale

OTTAVIANO. Il Santobono lo ha dimesso. Il piccolo di 11 mesi che la madre gettò dal balcone della sua abitazione a Ottaviano, in via Cazzelli, è uscito dall'ospedale pediatrico napoletano. Nella caduta, il piccolo riportò un trauma cranico e una frattura alla clavicola. Il bambino è stato amorevolmente curato dal personale medico e infermieristico dell'ospedale, all'interno del quale c'è anche stata una gara di solidarietà per il bimbo. Il piccolo adesso è stato trasferito in una casa famiglia, dove resterà fino a che non verrà individuata la famiglia a cui sarà affidato.

Tentato omicidio, per i nipoti del boss Licciardi il processo torna in Appello

NAPOLI. Furono condannati per tentato omicidio in primo grado alla pena di 12 anni. Vincenzo e Antonio Licciardi, hanno cercato di ammazzare il 31 marzo del 2013 il dominicano Rivas Josèa dopo che quest’ultimo aveva negato ad Antonio Licciardi di ballare con la sua fidanzata in discoteca. Il primo colpo fu schivato Rivas e colpì all’addome un altro cittadino domenicano, Portolatin Cruz Virginio, poi, la pistola si inceppò e cosi Rivas scampò alla morte. Il gip emise un’ordinanza di custodia cautelare il 2 aprile ma Vincenzo Licciardi riuscì a rendersi latitante fino al 25 maggio del 2013. All’esito del giudizio di primo grado, gli imputati furono condannati a dodici anni per il delitto di tentato omicidio aggravato dai futili motivi e per il delitto di detenzione e porto in luogo pubblico di un’arma da sparo. In sede di appello, il sette luglio del 2014, la pena fu ridotta per entrambi a 10 anni. Già nel corso del giudizio di primo grado i due fratelli Licciardi avevano provveduto ad offrire un risarcimento dei danni pari a ventimila euro al Portolatin e mille euro al Rivas. Ma sia il Giudice di prime cure che la Corte di appello avevano negato la concessione dell’attenuante del risarcimento sulla base di diffuse argomentazioni: non vi era stata alcuna resipiscenza da parte degli imputati; non era possibile stabilire se gli imputati avessero utilizzato denaro proprio per risarcire; le somme non erano state ritenute proporzionate alla gravità del fatto. La questione è stata portata innanzi alla Corte di Cassazione. Nonostante il Procuratore Generale, Iacoviello, avesse insistito per la conferma della sentenza di condanna, hanno prevalso e convinto i Supremi Giudici le articolate argomentazioni giuridiche di cui si sono resi protagonisti gli avvocati Dario Vannetiello ed Eduardo Cardillo. Infatti, la Suprema Corte di cassazione, I sezione penale, ha annullato la sentenza emessa dalla quinta sezione Corte di Appello  di  Napoli, relativamente alla concedibilità dell’attenuante del risarcimento del danno, la quale  comporta la riduzione della pena sino ad un terzo di quella inflitta. Pertanto la sentenza di condanna non è divenuta definitiva e dovrà svolgersi un nuovo giudizio innanzi ad altra sezione della Corte di appello di Napoli all’esito del quale dovrà procedersi ad una riduzione della pena di anni dieci, già pena mite considerato la gravità dell’azione posta in essere dagli imputati. 

Torre del Greco, obbligazionisti Deiulemar ascoltati in Parlamento

TORRE DEL GRECO. «La Commissione Finanze della Camera ha accettato di ascoltare i risparmiatori truffati del crac Deiulemar nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui rapporti tra banche e cittadini». È quanto dichiara il deputato del Movimento Cinque Stelle Luigi Gallo. Il
M5S in ufficio di presidenza della Commissione Finanza di Camera ha ottenuto l'audizione dei truffati della Deiulemar nell'ambito dell'indagine
conoscitiva sui rapporti tra banche e cittadini.

Boscoreale, tentano
di rubare uno scooter: arrestati

BOSCOREALE. I carabinieri li hanno bloccati mentre tentavano di rubare uno scooter parcheggiato in strada. Sono stati arrestati così due minorenni a Boscoreale, dove i militari della locale stazione li hanno ammanettati in flagranza di tentato furto aggravato. Si tratta di un 16enne già noto alle forze dell'ordine e di un 15enne. I giovani, dopo aver forzato il bloccasterzo, hanno portato via un "honda sh" - di proprietà di un 32enne gragnanese - parcheggiato in via Promiscua.

Blitz dei carabinieri al Comune di Pozzuoli, nel mirino gli appalti pubblici

POZZUOLI. I carabinieri stanno eseguendo alcune perquisizioni negli uffici del Comune di Pozzuoli su delega della Procura della Repubblica di Napoli. L'operazione per acquisire documentazione in uffici delle palazzine del complesso comunale.Indagati i dirigenti dell'ufficio tecnico comunale.

I carabinieri scovano un enorme carico di pasta rubata a Scafati

MARIGLIANO. Circa 260 quintali di pasta rubata e pronta ad essere venduta a 50 centesimi a pacco. I carabinieri della stazione di Marigliano  e quelli della tenenza di Scafati hanno rinvenuto un enorme carico di pasta di provenienza furtiva tenuto nascosto in attesa "di involarsi" in un deposito in via Galileo Ferraris. Nel deposito sono stati rinvenuti e sequestrati 174 quintali di pasta "Garofalo", 84 quintali di pasta "De Matteis", 4.200 bottiglie (da 0,5 litri l'una) di aceto balsamico "Colavita". Nel deposito, della ditta "covit s.r.l." (società di riassetto commerciale e industriale) sono state bloccate e identificate 6 persone residenti tra il nolano e la zona stabiese (5 delle quali già note alla forze dell'ordine). I militari hanno accertato che era già cominciata la commercializzazione della pasta ad alcuni negozi della zona, che tenuto conto del "prezzo stracciato" di acquisto, per liberarsene al più presto possibile l'avevano messa in vendita in "offerta speciale": a 50 centesimi a pacco

Dimaiolines, ecco il comitato dei creditori a Torre del Greco

TORRE DEL GRECO. Prima della Deiulemar, la Dimaiolines fu la prima compagnia armatoriale di Torre del Greco a fallire, lasciandosi dietro di sé un disastro da 40 milioni di euro. Una storia che si trascina ormai da sei anni. Oggi è nato il comitato dei creditori della Dimaiolines.  Componenti del Comitato, con compiti di vigilanza sull'operato del curatore, saranno gli avvocati Marcello Ambrosino, Massimo Avvinto e Giuseppe Colapietro. Il presidente è l'avvocato Colapietro: «Ricordo che il crac ha avuto scarso clamore, ma ha coinvolto quasi mille risparmiatori, titolari di obbligazioni mai emesse dalla stessa "Dimaiolines"», ha detto Colapietro.

Blitz antidroga a Portici: 4 arresti

PORTICI. Quattro persone in manette a Portici. È il bilancio di un blitz antidroga condotto dagli agenti del commissariato Portici-Ercolano e della squadra mobile di Napoli in esecuzione di un'ordinanza cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli. I poliziotti hanno arrestato Federico Irollo, 39enne napoletano, Giovanni Ascione, 22enne originario di Massa di Somma, e Gennaro Ferrara, 42enne nato a Cercola. Inoltre, al termine di una perquisizione, in via Canarde San Pietro, a Portici, gli agenti hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro una ingente quantità sostanza stupefacente quantificata in (808,10 grammi di haschisc e 65,36 di marjuana) nonché un bilancino di precisione, arrestando Antonio Irollo 41enne napoletano affittuario dell'appartamento.

Droga e affari all'estero, colpo agli Amato-Pagano: 9 arresti

NAPOLI. Nove trafficanti arrestati e beni seqestrati per un valore di 10 milioni di euro. Ecco il bilancio di una maxi operazione della polizia (Squadra Mobile di Napoli e Sco) e della Guardia di Finanza contro il traffico internazionale di droga e il riciclaggio: poliziotti e militari hanno eseguito le misure cautelari in varie regioni d'Italia e all'estero. In manette sono finiti ex "scissionisti" di Secondigliano e Scampia:componenti di una holding che acquistava dai cartelli sudamericani e poi gestiva ingenti carichi di droga. Sequestrate, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, tre società in Spagna, nell'Isola di Man e nell'Emirato di Dubai, nelle quali venivano reinvestiti i proventi del malaffare. All'inchiesta hanno contribuito diversi collaboratori di giustizia, tra i quali i Leonardi

“Boxlandia" a Sorrento: condannati i quattro imputati

SORRENTO. Tutti condannati. Si chiude con la condanna di tutti e quattro gli imputati il processo “Boxlandia” sulla costruzione di 250 box nel mega parcheggio di vico Rota a Sorrento, da realizzare su un tipo agrumeto sorrentino. Il collegio della seconda sezione penale del tribunale di Torre Annunziata (presidente Maria Rosaria Aufieri) ha letto la sentenza nel tardo pomeriggio di ieri, dopo una lunga camera di consiglio e un acceso scontro con uno dei difensori, per l'ennesima volta assente “per motivi di salute” e sostituito d'ufficio da un altro legale su indicazione dei giudici “perché aveva tutto il tempo di nominare un sostituto processuale”. Tutti gli imputati sono stati condannati a un anno e 8 mesi per abuso d’ufficio e falso. Condanna, dunque, per l’ex assessore provinciale di Salerno, Adriano Bellacosa, proprietario del fondo di vico Rota dove dovevano essere realizzati i box. Stessa pena al titolare della ditta di costruzioni Giuseppe Langellotto e ai due tecnici della Provincia di Napoli, Lucio Grande e Dario Perasole, che concessero il permesso a costruire. Pena sospesa e interdizione dai pubblici uffici per 18 mesi. Disposto il risarcimento per le associazioni ambientaliste Wwf e Vas. «Sono trascorsi cinque anni ma abbiamo vinto». Soddisfazione è stata espressa dal presidente Wwf Oasi Terre del Tirreno, Claudio d'Esposito, che cinque anni fa denunciò lo scempio che si stava compiendo riuscendo a bloccare i lavori per il megaparcheggio. 

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