Martedì 19 Febbraio 2019 - 21:01

Bambini usati per consegnare cocaina, 12 arresti a Ponticelli

NAPOLI. Bambini più che ragazzini, di Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio. Erano stati assoldati da un’organizzazione che gestiva traffici di cocaina tra Napoli est e la provincia sud, sgominata ieri dai carabinieri nel corso di un blitz scaturito dall’inchiesta coordinata dalla Dda. In 12 sono finiti in manette, ma tra essi non c’è nessuno dei giovanissimi, tutti non imputabili in quanto hanno meno di 14 anni. Il più piccolo ne ha 11. Consegnavano o nascondevano lo stupefacente.

La gang aveva base in via al Chiaro di Luna, a Ponticelli, con a capo i Gravino: Giovanni, promotore e organizzatore con la stretta collaborazione della moglie, e il fratello Enzo. Al primo, 38enne, gli investigatori sono arrivati indagando sull’omicidio di un 75enne pensionato di Portici, colpito il 28 luglio 2014 da un proiettile vagante nel corso di una rapina a un imprenditore. Giovanni Gravino con il delitto non c’entrava, ma in alcune intercettazioni si faceva il suo nome e i militari dell’Arma indagando hanno scoperto il traffico di droga.

Incendio distrugge fabbrica a Casoria, nube nera sull'area nord

CASORIA. Un incendio sta interessando un capannone industriale a Casoria. Le fiamme hanno provocato un'enorme colonna di fumo nero visibile anche dalla città di Napoli. L'incendio è scoppiato intorno alle 7 di questa mattina e sul posto, in via Indipendenza, sono accorse diverse squadre dei Vigili del Fuoco tuttora impegnate a spegnere le fiamme. Ancora da stabilire la natura dell'incendio. Disagi per i residenti dei palazzi circostanti dove alcune persone risultano intossicati dal fumo sprigionato dall'incendio. Chiusa la scuola "Maglione-Moscati" in via Martiri d'Otranto.

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Festa dello Sport al Don Bosco, 500 giovani da Campania e Basilicata

NAPOLI. Domenica 17 febbraio, l’istituto Salesiano Napoli Don Bosco, ospiterà la quarta giornata della Festa dello sport, il tradizionale appuntamento sportivo promosso dal Movimento Giovanile Salesiano (MGS) che riunisce mensilmente nei vari centri dislocati sul territorio circa 500 ragazzi - di scuola elementare, media e superiore - provenienti dagli oratori Salesiani della Campania e della Basilicata. L’evento, che si svolgerà dalle 09:00 alle 17:00, coadiuvato da educatori, animatori e allenatori Salesiani, ha lo scopo di trasmettere, attraverso lo sport e il gioco, valori e principi fondamentali per la crescita personale e collettiva di ciascun individuo come la lealtà, l’amicizia e la socializzazione. Il Don Bosco Napoli, centro d’accoglienza giovanile, guidato dai Salesiani e da un’equipe tecnica di educatori, assistenti sociali, psicologi, volontari e insegnanti, dispone al suo interno, di un ampio oratorio, frequentato principalmente nelle ore pomeridiane per attività ludiche e di formazione, di una comunità di tipo familiare per minori e per stranieri, di un centro di intervento diurno nella forma semiresidenziale, di un centro di educativa territoriale e di una scuola professionale.

Scomparso da 10 giorni, 27enne ritrovato a Posillipo

NAPOLI. Quando lo hanno ritrovato non ricordava la sua identità e camminava disorientato senza scarpe. È la storia di uno giovane di 27 anni rintracciato dagli agenti del Commissariato Posillipo. Ieri pomeriggio è stata diffusa una nota della Sala Operativa relativa ad un uomo che girovagava in via Santo Strato in un terreno incolto. Gli agenti lo hanno trovato confuso, senza documenti e non in grado neanche di dire chi fosse. Per cercare di risalire alla sue generalità i poliziotti hanno consultato il sito della trasmissione “Chi l’ha visto” tra le cui foto pubblicate relative a persone scomparse c’era anche quella del 27enne. Si era allontanato di casa il 3 febbraio ed i familiari avevano subito denunciato il suo allontanamento. Il 27enne una volta calmatosi ha detto di sentirsi al sicuro con i poliziotti che lo hanno accompagnato presso una struttura sanitaria cittadina per le dovute cure.

Si scaglia con una zappa contro un poliziotto, arrestato

ISCHIA. Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Ischia hanno arrestato Carmine Di Meglio, 63enne, per oltraggio, resistenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale. Gli agenti intervenuti nel Comune di Barano d’Ischia, in via Cretaio, hanno notato alcune persone e tra queste il 63enne, che senza autorizzazioni da parte dei tecnici del Comune, stava recintando un terreno. Il 63enne, nella circostanza appena ha visto la presenza degli agenti, i quali stavano invitando i presenti a non effettuare nessuna recinzione, si è scagliato contro uno di loro con una zappa, facendolo rovinare a terra. L’uomo è stato bloccato ed arrestato e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria sarà giudicato con rito per direttissima nella giornata di domani. Le altre quattro persone che si accompagnavano al 63enne sono state denunciate in stato di libertà.  

 

L'ombra dei Saltalamacchia sul ferimento dell'innocente

di Luigi Nicolosi

NAPOLI. L’inedito assetto di camorra instauratosi tra i Quartieri Spagnoli e il rione Sanità potrebbe aver avuto un peso determinante nell’agguato che il 4 febbraio scorso ha portato al ferimento di un’innocente dominicana tra i vicoli di Materdei. La novità investigativa, emersa all’indomani dell’arresto dei due rampolli della “mala” di Santa Lucia, inquadrerebbe infatti come reale obiettivo del raid un uomo del clan Sequino che sarebbe miracolosamente riuscito a scampare alla morte.

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Bimbi sfruttati per l'elemosina, scoperti 7 casi in un mese e mezzo

NAPOLI. Sette casi di bambini sfruttati per l'accattonaggio in strada sono stati scoperti da inizio anno ad oggi dalla Polizia Muncipale a Napoli. L'ultimo intervento è stato effettuato ieri dall'Unità operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori della Polizia Municipale, che in seguito alle segnalazioni pervenute dall'Eav (Ente Autonomo Volturno), è intervenuta all'interno della Stazione Garibaldi della linea Circumvesuviana. Qui ha trovato una donna di 26 anni, seduta vicino ai binari ferroviari, che elemosinava in compagnia dei suoi tre figli di età compresa tra 1 e 4 anni. Gli agenti hanno avvicinato la famiglia e senza turbare i piccoli li hanno accompagnati negli uffici dove sono state avviate le procedure del caso anche alla presenza dei Servizi Sociali immediatamente coinvolti. La mamma, che ha dichiarato di vivere in un Comune dell'area vesuviana è stata sottoposta ai rilievi foto-dattiloscopici per la compiuta identificazione. Nel frattempo, i bimbi hanno trascorso del tempo con gli agenti e con gli assistenti sociali che hanno avviato una prima fase di osservazione accertando le buone condizioni di salute e igieniche dei piccoli che hanno mostrato cordialità e buona socializzazione. Durante l'attività, si è provveduto anche a verificare le condizioni abitative della dimora della famiglia e di concerto con i Servizi Sociali, visto che la più piccola dei bimbi si alimenta ancora con latte materno e considerato il forte legame tra i bimbi e la madre, si è provveduto a riaffidare i piccoli alla donna allertando però sia la Procura per i Minorenni di Napoli che i Servizi Sociali del Comune di residenza per un'urgente presa in carico della famiglia. La donna sarà deferita alla Procura di Napoli per il reato di impiego di minori in accattonaggio. L'attività di repressione del fenomeno messa in campo dall'Unità operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori ha consentito di individuare, dal primo gennaio 2019 ad oggi, quindi in un mese e mezzo, ben sette casi in cui i minori erano impiegati in strada a chiedere l'elemosina. In tutti gli episodi, i genitori sono stati denunciati alla magistratura mentre i minori sono stati segnalati sia al Tribunale per i Minorenni che ai Servizi Sociali per i provvedimenti successivi a loro tutela. 

Babygang, allarme della Dia: «Esercito di riserva della camorra»

ROMA. Particolare attenzione merita il rapido diffondersi di episodi riprovevoli e violenti commessi dalle babygang, espressione di una vera e propria deriva socio-criminale. È quanto rileva la Dia, direzione investigativa antimafia, nella sua relazione semestrale al Parlamento relativa ai primi sei mesi del 2018, affrontando il tema della Camorra. Le azioni delle babygang, spesso connotate da un'ingiustificata ferocia, sfociano, spiega la relazione, in episodi di bullismo metropolitano e atti vandalici, consumati anche in danno di istituti scolastici ed edifici pubblici. Spesso, chiarisce la relazione, si tratta di gruppi composti da ragazzi considerati a rischio di devianza per problematiche familiari o perché cresciuti in contesti che non offrono momenti di aggregazione sociale: fattori che concorrono ad un percorso di arruolamento nelle fila delle consorterie criminali. I minori, infatti, rappresentano un ''esercito'' di riserva per la criminalità, da impiegare, in particolare, nelle attività di spaccio delle sostanze stupefacenti ove, come più volte emerso dalle attività investigative, partecipano persino i bambini. A quanto afferma la relazione, il sistema criminale campano opera in tutti i settori d'interesse delle associazioni mafiose, con alleanze con gruppi operativi in altri territori, laddove queste si rivelino funzionali al raggiungimento dei propri scopi. Le intese sono frequenti per le attività connesse al traffico di stupefacenti, alle estorsioni e alla contraffazione. Un altro settore dove si ravvisa, sempre più di frequente, l'infiltrazione della criminalità organizzata è la sanità. La presenza di parenti all'interno della gerarchia di comando conferma la centralità della famiglia, quale strumento di coesione. Non di rado le alleanze sono state rafforzate da matrimoni tra giovani di gruppi diversi, con le donne che assumono, sempre più spesso, ruoli di rilievo nella gerarchia dei clan, soprattutto in assenza dei mariti o dei figli detenuti. Si è assistito, in generale, rileva la Dia, alla scomparsa dei capi carismatici, alcuni detenuti e altri costretti da tempo alla latitanza, il cui ruolo è stato assunto da familiari o elementi di secondo piano, che non sempre hanno mostrato pari capacità nella guida dei sodalizi.

Detenuto morto, ancora proteste: «Verità per Claudio» FOTO

NAPOLI. Uno striscione con su scritto: «Verità per Claudio morto nel mostro di cemento». Ancora proteste davanti al carcere di Poggioreale per la morte del detenuto 34enne Claudio Volpe. Dopo la tensione della scorsa notte, i manifestanti hanno bloccato la strada nei pressi del carcere. Tra di loro i familiari di Volpe e alcune associazioni che appoggiano la protesta. 

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