Domenica 20 Agosto 2017 - 2:03

Evaso per evitare l'arresto, usa nome falso: preso

NAPOLI.  I carabinieri del Nucleo Radiomobile di Napoli hanno sorpreso un 41enne già noto alle forze dell'ordine, che non poteva stare in strada essendo sottoposto alla detenzione domiciliare per un furto in abitazione ad Avellino. L'uomo è stato bloccato e durante le fasi dell'identificazione ha tentato di evitare le manette dando generalità false, ma è stato inutile perché i militari attraverso riscontri incrociati hanno accertato la sua vera identità. L'uomo è stato quindi arrestato per evasione e false attestazioni a un pubblico ufficiale e ora si trova ai domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.

Vendevano pane nell'auto sequestrata e senza assicurazione: denunciati padre e figlia di Sant'Antimo

CASANDRINO. Un 65enne di Sant’Antimo, già noto, e la figlia 26enne avevano esposto in vendita, senza alcuna autorizzazione e tenendoli nel bagagliaio della loro auto, 70 kg di pane. I carabinieri della stazione di Grumo Nevano li hanno sorpresi e denunciati per violazioni alla legge che regola l’igiene nella produzione e nella vendita delle sostanze alimentari e delle bevande. La merce è stata sequestrata e affidata per la distruzione a una ditta autorizzata alla raccolta e al trattamento dei rifiuti organici. La giovane è stata inoltre contravvenzionata perché guidava quell’auto benché fosse sottoposta a fermo e priva di assicurazione ed era sprovvista di patente. Il veicolo è stato subito sottoposto a sequestro. 

Tenta di fuggire con 20 dosi e centinaia di euro addosso

NAPOLI. In sella alla sua Vespa non si è fermato all’alt imposto dai carabinieri della stazione di Poggioreale, quindi è stato inseguito e bloccato. Perquisito, Salvatore Longobardi, un 30enne del luogo già noto alle forze dell'ordine, è stato trovato in possesso di 20 dosi di hashish - in totale 80 grammi - e 650 euro in banconote di vario taglio. Arrestato per detenzione di droga a fini dispaccio, è stato tradotto ai domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo.

Appiccavano roghi per percepire la paga: indagati 15 volontari dei pompieri

RAGUSA. Un gruppo di volontari dei vigili del fuoco avrebbe appiccato il fuoco per potere guadagnare dieci euro all'ora per ogni intervento. È quanto ha scoperto la Squadra mobile di Ragusa che ha sgominato una banda di volontari. Secondo l'accusa avrebbero appiccatto incendi e simulato richieste di soccorso per poi percepire ingiuste somme di denaro dallo Stato. La polizia di Stato di Ragusa, con l'operazione "Efesto", ha disarticolato "un gruppo criminale composto da 15 volontari dei Vigili del Fuoco, del distaccamento di Santa Croce Camerina (Ragusa)". Arrestato il capo del gruppo di volontari. Durante il turno come volontario, con la complicità dei colleghi, sarebbe andato ad appiccare incendi per poi uscire con l'autobotte a spegnere le fiamme e percepire così le indennità. 

I Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Ragusa, nel maggio del 2015 hanno segnalato alla Squadra Mobile di Ragusa alcune anomalie connesse a delle incongruenze sulle schede di intervento redatte dal personale volontario del distaccamento di Santa Croce Camerina. Acquisiti gli elementi dal Comando, i poliziotti della Squadra Mobile hanno avviato un´indagine accurata al fine di verificare l´esistenza di fatti reato. La prima anomalia riscontrata che ha permesso l´avvio delle indagini era da individuare sul numero degli interventi effettuati dal turno "D". Rispetto agli altri volontari, gli indagati operavano per 3 volte in più. A dispetto di 40 interventi di una squadra, loro ne effettuavano 120 creando malumore per alcuni e volontà di aggregarsi in altri, così da ottenere più denaro.  

Quasi tutti hnano ammesso le proprie responsabilita' durante gli interrogatori, delineando, in modo ancora piu' chiaro, quanto gia' constatato con le indagini della Squadra Mobile. D.D.V. e' stato sottoposto agli arresti domiciliari perche' ha continuato a reiterare il reato. 

Tentano di fare razzia in un appartamento, presa gang di ladri a Casoria

CASORIA. I carabinieri del nucleo Radiomobile della Compagnia di Casoria sono intervenuti all'alba su segnalazione di un cittadino nell'appartamento al quinto piano di un condominio. Nell'appartamento hanno sorpreso quattro ladri intenti ad armeggiare vicino alla porta d'ingresso. Alla vista dei carabinieri la ''squadra'' di ladri ha tentato di fuggire dal terrazzo condominiale, ma sono rimasti bloccati perché la porta di accesso al terrazzo stesso era chiusa a chiave. I militari li hanno bloccati e arrestati. Si tratta di quattro uomini di origini georgiane di 32, 37, 28 e 30 anni, già noti alle forze dell'ordine, senza fissa dimora e già sottoposti all'obbligo di firma. Ai ladri i militari hanno inoltre sequestrato un ciclomotore risultato rubato qualche mese fa a Napoli, oltre a passepartout artigianali, giraviti, taglierini, chiavi inglesi, martelli e numerosi cellulari. Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati portati al carcere di Poggioreale. 

Corruzione e appalti pilotati, arrestato il sindaco di Torre del Greco: il prefetto lo sospende

TORRE DEL GRECO.  Aveva presentato le sue dimissioni al termine dell'ultimo consiglio comunale. Ciro Borriello, sindaco don Torre del Greco, ha ricevuto questa mattina una ordinanza di custodia cautelare. Sono stati i militari della Guardia di Finanza a notificargli il provvedimento della Procura di Torre Annnunziata. Sei in totale gli arresti eseguiti. Oltre al sindaco di Torre del Greco Ciro Borriello, anche nei confronti di rappresentanti della società F.lli Balsamo e di altri due imprenditori corallini, Francesco Poeti e Virgilio Poeti.

L'attività investigativa ha consentito di portare alla luce la commissione dei reati di corruzione di pubblico ufficiale per atti contrari ai doveri d'ufficio, truffa ai danni di ente pubblico e falsità in atto pubblico, tutti compiuti a vantaggio della ditta di Massimo e Antonio Balsamo, importante realtà economica imprenditoriale operante nel settore dei rifiuti in tutta la Campania.

Secondo la tesi della magistratura, è stato portato alla luce "un mercimonio della funzione pubblica svolta dal sindaco - si legge nella nota della Procura - L'azienda, mediante escamotage contabili, avrebbe costituito fondi neri di denaro contante" per "ripagare lautamente gli atti contrari ai doveri d'ufficio commessi dal primo cittadino", somme "consegnate al sindaco nel corso di incontri mensili che avvenivano in luoghi appartati, privi di copertura dei cellulari e mediante passaggi da un'auto all'altra". Nonostante "l'estrema riservatezza e accortezza", però, gli incontri "sono stati integralmente documentati" tramite videoriprese e intercettazioni ambientali. Il prefetto di Napoli, Carmela Pagano, ha sospeso Borriello dal suo incarico. In seguito alla sospensione le funzioni di sindaco vengono assunte dal vicesindaco.

"Attendiamo di conoscere quali sono le accuse mosse al nostro sindaco, pienamente fiduciosi nell'operato della magistratura ma al tempo stesso consapevoli dell'onestà con la quale Ciro Borriello ha portato avanti il mandato di primo cittadino conferitogli dagli elettori tre anni fa". Lo afferma il vicesindaco di Torre del Greco, Romina Stilo.

 Ma il sindaco di Napoli, Luigi de Magistis, la pensa in maniera diversa: "Le accuse sono molto gravi, se fossero provate è il mercimonio della funzione che maggiormente deve essere preservata, quella di essere il rappresentante di un territorio''.

Arrestato l'assassino di Carlo Marigliano

C’è la svolta nell’omicidio di Carlo Marigliano, il 31enne tassista napoletano trovato morto in un’auto a Little Rock, in Arkansas. La polizia locale su Twitter ha annunciato di aver arrestato un afroamericano 35enne gravemente indiziato per l’omicidio del giovane napoletano. Il presunto killer si chiama Andre Jackson e la polizia ha anche diramato la fotosegnaletica. Ora, prosegue il Dipartimento di polizia di Little Rock, si cerca almeno un complice di Jackson nel delitto, una 30enne anche lei afroamericana e identificata in Charina Fort. Jackson è accusato di omicidio aggravato e per gli investigatori il movente del delitto sarebbe proprio una rapina, come da subito ipotizzato. Il papà di Carlo, Ciro Marigliano, anch’egli tassista, già negli Usa da giorni, ha fatto sapere di essere soddisfatto dell’arresto del presunto killer del figlio e di augurarsi che la giustizia faccia completamente il suo corso. Ciro Marigliano ha colto anche l’occasione per smentire e tacciare quanti, soprattutto sui social, avevano scritto «tutte sciocchezze su mio figlio» ribadendo che suo figlio Carlo era un ragazzo semplice e splendido, dedito alla famiglia e al lavoro. Carlo Marigliano non aveva amicizie pericolose, né tantomeno bazzicava negli ambienti della malavita. Il 31enne tassista napoletano, freddato la mattina dello scorso 28 luglio a Little Rock, in Arkansas, si sarebbe però trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Vale a dire nel mirino di una banda di balordi intenzionati a impossessarsi della sua auto.

Non ha i soldi per pagare gli operai: imprenditore suicida

Un imprenditore di Umbertide si è ucciso ieri impiccandosi nella sua azienda. Ha lasciato una lettera in cui spiega che le banche gli avevano negato linee di credito e da mesi non pagava gli stipendi agli operai. Nella stessa lettera ha chiesto ai suoi avvocati di provvedere ai suoi dipendenti. Lascia moglie e due figli. L'imprenditore ,che ieri mattina si è ucciso nella sua azienda di Umbertide, stava per firmare un accordo con i sindacati che lo avrebbe portato al pagamento dilazionato degli stipendi dovuti ai suoi circa 130 dipendenti. Invece, di prima mattina, uno di loro lo ha trovato impiccato in un  sottoscala. Nella lettera che ha lasciato nel suo ufficio l'uomo ha raccontato che non aveva più accesso a linee di credito in banca e che non riusciva più a sostenere la situazione. Sul posto sono intervenuti i poliziotti del commissariato di Città di Castello e i sanitari che però. purtroppo, non sono potuti intervenire in nessun modo. Il pm ha subito disposto la restituzione del corpo alla famiglia.

Violentano una 16enne per oltre un anno: in manette i due aguzzini

 I carabinieri della Stazione di Bari Scalo della Compagnia di Bari Centro, in collaborazione con l'Aliquota della Polizia Municipale presso la Sezione di Polizia Giudiziaria, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola, su richiesta del sostituto procuratore Simona Filoni, nei confronti di un 69enne barese e di un 45enne di Triggiano, con l'accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una 16enne barese. Le indagini sono state avviate dopo una denuncia; il racconto della ragazzina ha consentito di individuare i responsabili e di raccogliere una serie di elementi in merito ai luoghi teatro degli abusi. La sedicenne ha ricostruito l'adescamento, la "iniziazione" alla vita sessuale, fino agli ultimi episodi, con una precisione di dettagli, situazioni, luoghi, riferimenti, che, sottolineano gli investigatori, non hanno lasciato spazio in merito alla loro attendibilita' e credibilita'. Rapporti completi ed abusi perpetrati da piu' di un anno, ma anche le minacce e la paura della vittima che il padre scoprisse quanto avvenuto. Sarebbe stata proprio la consapevolezza che la minore avrebbe taciuto, a indurre i due indagati ad abusarne ripetutamente. Nel corso delle indagini e' emerso anche che la minore e' stata condotta dai due all'interno di una delle loro abitazioni, alla presenza di entrambi, al fine di farla assistere a film pornografici. I due, dopo la notifica dell'ordinanza, sono stati condotti ai domiciliari presso le rispettive abitazioni, con l'accusa di violenza sessuale aggravata.

Sant'Antimo, illuminazione pubblica: cittadini in rivolta

SANT'ANTIMO. Un intervento più volte sollecitato, tardivo e parziale. Faccio davvero fatica a credere che, come mi dicono, il sindaco se ne sia fatto pure vanto”. Così la consigliera di centrodestra Ivana Tarantino sul guasto all’impianto di pubblica illuminazione che per oltre dieci giorni ha lasciato al buio i cittadini di via Solimene a Sant’Antimo (Na). L’esponente di opposizione, dopo aver constatato che l’intervento comunale non ha risolto completamente il problema, si è recata a protocollare l’ennesima istanza al sindaco Aurelio Russo, già ripetutamente sollecitato dai cittadini e, ufficialmente, dalla stessa consigliera. “Chi ha competenza specifica - avverte la Tarantino - deve intervenire tempestivamente e, possibilmente con la massima efficienza anche perché l’assenza di illuminazione espone gli abitanti e gli automobilisti a più di un rischio per la propria e altrui incolumità”. Un primo ripristino degli impianti di pubblica illuminazione vi è dunque stato ma, avverte l’esponente di centrodestra, “solo parzialmente oltre che in inspiegabile ritardo”.Da qui la decisione di tornare al Palazzo municipale e protocollare l’istanza di riattivazione ‘completa e definitiva’ del servizio di pubblica illuminazione. Poi, perché no, anche un piccolo sfogo sulla pagina di Facebook. Precisazioni che non sono sfuggite al primo cittadino che ha voluto ricordare che, indipendentemente dalle sollecitazioni il “potere dispositivo” (sic!) appartiene a lui e dunque anche il merito. Quanto è bastato, a scatenare la reazione di numerosi cittadini su questo quanto sulla tempistica di questo “potere dispositivo”. 

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