Mercoledì 18 Luglio 2018 - 17:54

Casoria, due fratelli beccati con 143 confezioni di marijuana

CASORIA. I carabinieri di Casoria hanno arrestato per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti Giorgio Piscopo, 24 anni, già noto alle forze dell'ordine, e il fratello 20enne, incensurato. Durante alcuni controlli, i militari dell’Arma hanno perquisito l’abitazione dei due, trovandoli in possesso di 143 confezioni di marijuana, del peso complessivo di 130 grammi, 4 stecchette di hashish, del peso complessivo di 6 grammi, 4 dosi di cocaina, del peso complessivo di 0,6 grammi, 2 bilancini di precisione, vario materiale per il confezionamento dello stupefacente e 2 banconote da 20 euro false.

Acerra, picchiano il nipotino di 4 anni per costringerlo a mendicare: arrestati

ACERRA. Picchiano il nipote di soli quattro anni per farlo mendicare, arrestati dai carabinieri. I carabinieri della locale stazione hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia un 56enne e una 44enne della romania, marito e moglie, domiciliati nel campo nomadi di afragola, incensurati. I due sono stati sorpresi e bloccati nel parcheggio della clinica “Villa dei fiori”, mentre picchiavano il nipote di 4 anni, per indurlo a mendicare. il minore è stato affidato ai servizi sociali del Comune. Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati accompagnati nella loro abitazione in attesa di rito direttissimo.

Roma: bimba nasce sul sedile posteriore del taxi

ROMA. Un parto precipitoso. Così è stato definito dai medici del pronto soccorso capitolino Cristo Re di Pineta Sacchetti, a Roma, che si sono visti davanti una scena che non avrebbero mai immaginato: una mamma e la sua bambina, con il cordone ombelicale ancora attaccato, sdraiate sul sedile posteriore di Rovigo 5, il taxi 3570 che l'ha trasportata in fretta e furia. Il mezzo più veloce per arrivare, ha pensato Andres quando è iniziato il travaglio per Maria. La coppia, due spagnoli, lui ricercatore e lei occupata alla Fao, non immaginava davvero di far vivere al tassista Gianluca, una insolita storia a lieto fine che ha trasformato per la prima volta la sua vettura bianca in una sala parto. «Siamo una categoria spesso bistrattata eppure - commenta il presidente del 3570 Loreno Bittarelli - questo episodio conferma il ruolo sociale che i tassisti con le loro auto spesso hanno nella Capitale».

 

Ora Alaia, questo il nome della bimba, sta bene, osservata dai neo genitori, dallo staff medico e anche sotto lo sguardo compiacente di Gianluca Rovigo 5, già ribattezzato 'er ginecologo' dai colleghi. «Signora ce l'abbiamo fatta», ha detto, felice, il tassista 3570, che poi ha raccontato: «Quando mi sono girato, quasi non volevo credere ai miei occhi». E alla neomamma che si scusava per l'accaduto, Gianluca ha risposto: «Ma sta scherzando! Grazie a voi nella mia macchina è successa una cosa bellissima».

Torre del Greco, appaltati i lavori
per l'asilo nido

TORRE DEL GRECO. Partiranno nei prossimi giorni i lavori per adeguare gli spazi attualmente liberi dell'istituto comprensivo Angioletti e trasformarli in aule per accogliere l'asilo nido a Torre del Greco. Sono infatti stati appaltati gli interventi (base d'appalto 445.224,17 euro + Iva) che interesseranno la scuola con sede in via Giovanni XXIII: a risultare vincitrice del bando promosso dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Ciro Borriello è stata la ditta Doldo s.p.a..

Franceschini a sorpresa alla Reggia di Portici

PORTICI. Visita a sorpresa stamane alla Reggia di Portici del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, accompagnato dal sindaco di Portici, Nicola Marrone, da quello di Ercolano, Ciro Buonajuto, e dal direttore del Dipartimento di Agraria, Paolo Masi. Il ministro ha affermato che «la Reggia e gli Scavi di Ercolano possono rappresentare un volano economico per l'intera area vesuviana», ma al tempo stesso ha avvertito che per rilanciare la Reggia «occorrono importanti investimenti». Il titolare dei Beni culturali ha anche annunciato un progetto per una nuova fermata ferroviaria nei pressi degli Scavi di Ercolano, in modo da facilitare l'afflusso dei turisti. Franceschini ha visitato il sito porticese prima di recarsi al museo ferroviario di Pietrarsa, dove assieme agli operatori turistici firmerà la Carta di Pietrarsa nell'ambito degli Stati generali del turismo.

Rubavano auto e pretendevano soldi per la restituzione: arrestate sei persone

NAPOLI. Prima rubavano le auto riuscendo a disattivare qualunque tipo di antifurto, poi contattavano i proprietari e facevano l’offerta per la restituzione: un ‘cavallo di ritorno’ che fruttava migliaia di euro al mese. Ieri su esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Nola i carabinieri hanno arrestato sei persone con le accuse di associazione a delinquere, ricettazione e furto. Le indagini della stazione dei carabinieri di Marigliano hanno portato a scoprire che la banda operava a Marigliano, Brusciano, Mariglianella e Castello di Cisterna, tutti comuni della provincia di Napoli. Sono stati ricostruiti e scoperti 5 estorsioni, 3 tentate estorsioni, 8 episodi di ricettazione di auto e 15 furti d’auto. Sono state inoltre sequestrate 10 centraline per auto di nuova generazione, un dispositivo elettronico “jammer” di ultima generazione utilizzato per la disattivazione del segnale satellitare in modo da inibire gli antifurti posti sulle autovetture, 5 chiavi universali modificate per apertura autovetture.

Grave incidente sull'A1: operaio morto e 4 feriti

NAPOLI. Stavano tutti tornando a casa da La Spezia, dove avevano lavorato. Ma in un tragico schianto sull'A1 un operaio 57enne ha perso la vita e altri 4 sono rimasti gravemente feriti. Sono tutti della provincia di Napoli e viaggiavano a bordo di un furgone che è di proprietà della ditta Entalpia di Pomigliano d'Arco, specializzata in lavori nel settore navale. I feriti sono stati soccorsi dalle ambulanze del 118 e dai vigili del fuoco. Uno di loro è stato soccorso con l'ausilio di un elicottero. Tutti e 4 sono stati trasportati negli ospedali di Roma, Terni e Orvieto. Secondo una prima ricostruzione, il furgone avrebbe sbandato in una curva, forse a causa dell'asfalto bagnato, finendo contro il guard rail. Gli operai sono stati sbalzati fuori dal veicolo. I familiari dei lavoratori sono tutti accorsi nella sede dell'azienda per avere notizie.

Fidanzati uccisi, in un video l'auto
di Ruotolo sul luogo del delitto

SOMMA VESUVIANA. Telecamere che inquadrano l’automobile di Giosuè Ruotolo nei pressi del Palazzetto dello sport dove sono stati uccisi i due fidanzati di Pordenone, Trifone Ragone e Teresa Costanza. È questo l’ultimo particolare emerso dalle indagini in corso per accertare il responsabile del duplice omicidio che tanto ha fatto e sta ancora facendo parlare l’intero paese.

Avvenuto lo scorso marzo nel profondo nord dell’Italia, a sei mesi di distanza l’assassinio dei due giovani ha avuto un inaspettato risvolto a chilometri di distanza, precisamente nella città di Somma Vesuviana, di cui è originario colui che al momento è l’unico sospettato del delitto della coppia, il 26enne Giosué Ruotolo. È proprio del caporale dell’esercito fresco vincitore del concorso per l’ingresso nella Guardia di Finanza l’Audi A3 catturata da una telecamera nei pressi della struttura sportiva dove Trifone e Teresa sono stati raggiunti da sei colpi di pistola. La strada che costeggia il parco di San Valentino e collega il Palazzetto dello sport con l’abitazione dell’indagato sarebbe stata percorsa dall’auto in un tempo troppo lungo per superare le poche centinaia di metri tra la prima telecamera e la seconda che l’ha intercettata in via Colombo, dove il militare sommese abita. Sette minuti che sembrano alla Procura che si sta occupando di un’indagine rivelatasi lunga e complessa davvero immotivati e che, stando agli inquirenti, potrebbero costituire un tempo sufficiente per scendere dall’auto, entrare nel parco, sparare, disfarsi della pistola, poi ritrovata nel lago lì vicino, e rincasare.

Ma era proprio il sommese ex coinquilino del suo collega rimasto vittima di un omicidio ancora senza movente insieme alla sua fidanzata alla guida dell’auto? Giosuè Ruotolo ha affermato di aver trascorso la serata al pc, ed è anche per far luce su questo aspetto che gli inquirenti lo sentiranno nella giornata di martedì, anche se identificare in lui l’autista non sarà semplice, vista la scarsa nitidezza delle immagini della telecamera di videosorveglianza comunale. La sensazione, ad ogni modo, è che la posizione del militare di Somma Vesuviana sia divenuta ancor più scomoda. Gli stessi legali della famiglia Ragone si sono detti convinti che martedì prossimo l’interrogatorio possa rappresentare il momento cardine dell’indagine. Nel frattempo, nell’abitazione di Giosuè Ruotolo a Somma Vesuviana sono nuovamente tornati gli investigatori per ulteriori perquisizioni e analisi, alla ricerca di nuovi elementi che possano costituire prove a carico dell’indagato.

Coppia acido, la vittima in aula: «Non ci vedo quasi più»

MILANO. «Non vado più in discoteca, né continuerò gli studi, dal momento che non ci vedo quasi più». A parlare è Stefano Savi, sfigurato dall'acido in seguito a una delle aggressioni di cui sono accusati Alexander Boettcher e martina Levato. Il 25enne ha reso oggi la sua testimonianza nell'udienza del processo al broker, al Tribunale di Milano, nel quale è parte civile. Accompagnato dal padre e dal fratello gemello, il giovane ha ripercorso i fatti accaduti la notte del 2 novembre 2014: «Erano passate le cinque del mattino - racconta ai giudici del tribunale di Milano - e stavo rientrando a casa dopo aver trascorso una serata piacevole in discoteca, in compagnia dei miei amici».

 
Dopo averne riaccompagnati a casa alcuni, «sono arrivato davanti al cancello di casa mia e sono sceso per mettere l'auto nel box, ma nel momento in cui dovevo risalire in macchina, ho visto una persona che mi lanciava del liquido». Alla domanda del pm Marcello Musso, Savi ha detto di aver avuto l'impressione che si trattasse di «una persona più bassa di me, alta all'incirca un metro e ottanta», precisando poi di non riuscire a essere più dettagliato, data la sua posizione, accucciato per rientrare nell'auto, e il momento concitato.

«Subito - ha proseguito - ho cominciato a non vedere più». Tuttavia, «sono riuscito ad arrivare in giardino dove mi sono pulito il viso. Ho chiamato i miei genitori, ho preso le scale, ho bussato forte alla porta. Poi è arrivato mio padre che mi ha riportato in giardino e mi ha aiutato a sciacquarmi il viso. Avevo gli occhi che bruciavano, non vedevo più». Quindi la corsa al Fatebenefratelli. Il giorno dopo «sono andato al Niguarda per un consulto con il chirurgo plastico e sono stato ricoverato al centro grandi ustioni, dove sono rimasto per circa un mese».

L'occhio destro è apparso subito danneggiato, mentre il sinistro sembrava in condizioni migliori. «Poi - ha aggiunto - ho fatto vari trapianti di pelle e un'operazione all'occhio destro». E ora, «dall'occhio destro ci vedo, poco, mentre il sinistro è completamente cieco». Il 13 luglio scorso Savi ha subìto un intervento all'orecchio. A novembre «dovrò sottopormi a un nuovo intervento. Forse con le cellule staminali, vedremo». Infine spiega di aver ricominciato a uscire: «Certo, sempre accompagnato da mio fratello o dai miei amici, ma almeno esco. Anche se - conclude - in discoteca non ci vado più».

«Siamo stati catapultati in un incubo». «Ho visto mio figlio in condizioni disperate, con il volto completamente devastato», ha detto dal canto suo Alberto Savi, padre del 25enne durante la sua deposizione. Nel descrivere ai giudici ciò che avvenne la notte del 2 novembre 2014, subito dopo l'aggressione al figlio Stefano, l'uomo ha spiegato di aver visto i vestiti che il ragazzo aveva indosso sciogliersi e gli occhi che «quasi non gli si vedevano più le pupille». E al pm Marcello Musso, ha detto di non aver chiamato prima il 113 «per non perdere tempo».

«Mi sono chiesto tantissime volte il perché di tanta violenza - ha poi detto l'uomo - Ho cercato di capire se mio figlio avesse avuto discussioni con qualcuno, ma non sono mai riuscito a trovare una risposta. Ho brancolato nel buio». E, soffermandosi sulla somiglianza con Giuliano Carparelli, il fotografo di moda reale obiettivo della coppia: «Ho avuto modo di far vedere a dieci amici di mio figlio una foto di Carparelli. Ebbene, otto di essi si sono detti certi che si trattasse di Stefano, mentre gli altri due hanno indicato Luca, il fratello gemello. Ma - ha concluso - non si trattava di nessuno dei due».

Ercolano, partito
il trasporto per gli studenti disabili

ERCOLANO. È partito il servizio di trasporto scolastico per gli studenti delle scuole elementari e medie di Ercolano. Si tratta di una notizia molto attesa, soprattutto dalle famiglie dei ragazzi in carrozzella. Soddisfatto il sindaco, Ciro Buonajuto: «Ripristinare questo servizio e fare in modo che partisse in tempi rapidissimi  - ha detto il primo cittadino di Ercolano - è stato un atto di civiltà verso ragazzi che hanno bisogno di assistenza particolare».

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