Lunedì 26 Giugno 2017 - 4:00

Pizzerie centenarie, cerimonia in Comune

Domani, giovedì 15 giugno alle ore 12 presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, il Sindaco Luigi de Magistris consegnerà nelle mani del Presidente dell’Unione Pizzerie Storiche Napoletane "Le Centenarie", Antonio Starita, una targa di riconoscimento all'unicità e alla tradizionalità del lavoro centenario svolto dalle più antiche pizzerie della nostra città.

Risale infatti allo scorso 13 Dicembre 2016 la costituzione dello statuto condiviso da 10 realtà storiche del mondo della pizza partenopea nato con l'obiettivo di salvaguardare l'autenticità della pizza napoletana, le sue tradizioni e la sua reale espressione che l’ha resa famosa in tutto il mondo.

In particolare, fanno parte dell’Unione le seguenti Pizzerie (che saranno presenti alla cerimonia): Starita a Materdei, Antica Pizzeria Port’Alba, Pizzeria Gorizia 1916, Pizzeria Umberto a Via Alambardieri, Pizzeria Mattozzi a Piazza Carità, Pizzeria Capasso a Porta San Gennaro, Pizzeria Lombardi 1892 a Via Foria, Antica Pizzeria da Michele, Pizzeria Ciro a Santa Brigida e Pizzeria Ciro dal 1923 a Gaeta (unica Pizzeria fuori area partenopea). Tutte le pizzerie, in seguito, esporranno fuori al proprio locale la targa che ne contraddistinguerà l’appartenenza all’Unione e la storicità dell’attività.

Bambini minacciati e rapinati, arrestato un 26enne

FRATTAMINORE. I carabinieri della Stazione di Orta di Atella, a Martina Franca, in collaborazione con personale della locale Compagnia dei carabinieri, a seguito di un'articolata attività investigativa le cui risultanze sono state condivise dall'autorità giudiziaria, hanno dato esecuzione all'ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di Antonio Auletta, 26 anni, residente a Frattaminore. L'uomo è ritenuto responsabile, in concorso con un altro soggetto, di circa 21 rapine compiute ai danni di ragazzi minori, di età compresa tra i 10 e i 16 anni, dal mese di gennaio al mese di marzo 2017. Nello specifico l'arrestato, previa minaccia con un coltello, costringeva i minori a consegnargli il telefono cellulare, per poi allontanarsi a bordo di una bicicletta. I militari dell'Arma, acquisita informalmente la notizia di reato, hanno messo in atto articolati dispositivi di osservazione che hanno in breve tempo permesso di identificare i rapinatori. Tutti gli episodi di rapina sono stati denunciati da parte dei genitori delle vittime. Auletta Antonio è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la comunità "il risorto", sita a Martina Franca. Indagini in corso volte alla cattura del complice. 

Bloccato all'aeroporto con oltre 3 chili di cocaina, arrestato

NAPOLI. Nel quadro dell’intensificazione del dispositivo di contrasto ai traffici illeciti in genere, con particolare attenzione alle aree di vigilanza doganale, i finanzieri del comando provinciale della Guardia di finanza di Napoli hanno individuato ed arrestato un trafficante di sostanze stupefacenti che trasportava 3,300 chili ci eroina.
In particolare, i finanzieri della tenenza di Capodichino, congiuntamente a funzionari doganali, durante i normali controlli ai passeggeri in transito presso lo scalo aeroportuale partenopeo, hanno fermato un cittadino di origine tanzaniana, giunto a Napoli con volo proveniente da Johannesburg (Sudafrica) – via Amsterdam, in quanto insospettiti dal nervosismo manifestato mentre raggiungeva l’uscita dell’aerostazione. Al termine di accurati controlli sulla persona e sul bagaglio a seguito, i finanzieri hanno rinvenuto, abilmente occultati nella tracolla, 4 involucri contenenti sostanza stupefacente. L’analisi chimica consentiva di accertare che si trattava di eroina purissima. Il corriere, S.I.Y. di 24 anni, è stato arrestato con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, reato punito con la pena da 8 a 20 anni di reclusione. La lotta ai traffici illegali in genere ed il contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, oltre a prevenire e reprimere altre forme più gravi di illegalità, mira alla salvaguardia della vita umana.

Ischia, sigilli a un altro stabilimento balneare

ISCHIA. Ancora un sequestro di una porzione di stabilimento balneare nel comune di Barano, sull'isola d'Ischia. La Guardia Costiera di Ischia ha eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip di Napoli su richiesta della Procura partenopea, di una porzione di uno stabilimento balneare in località Baia dei Maronti per occupazione abusiva di demanio marittimo. Le indagini coordinate dalla quinta sezione Reati ambientali della Procura di Napoli hanno consentito di accertare l'occupazione abusiva da parte dello stabilimento balneare di un'area del demanio marittimo pari a circa 71 mq, ulteriore rispetto a quella oggetto della concessione demaniale marittima rilasciata dal Comune di Barano d'Ischia. Il sequestro preventivo, spiega il procuratore di Napoli Nunzio Fragliasso, «si è reso necessario per evitare che la libera disponibilità dell'area demaniale marittima, occupata abusivamente dalla struttura balneare, potesse consentire la prosecuzione del reato e l'aggravamento delle conseguenze dello stesso». 

Agguato al Centro direzionale: ferito in auto

NAPOLI. Ferito con un colpo di arma da fuoco mentre era alla guida della sua auto. È successo la scorsa notte a Ferito, dove F.T., 32 anni, residente a Ercolano e senza precedenti di polizia, è stato ferito al ginocchio destro ed è stato curato alla clinica Villa Betania, dove i sanitari hanno estratto dal ginocchio la pallottola e lo hanno giudicato guaribile in 20 giorni. Agli agenti della Polizia di Stato intervenuti ha raccontato di essere stato affiancato da un'auto mentre percorreva, a bordo della sua vettura, la strada statale 162 all'altezza dello svincolo del Centro direzionale poco prima di mezzanotte. L'altro automobilista avrebbe quindi esploso il colpo di arma da fuoco che lo ha ferito al ginocchio destro. Il 32enne ha spiegato ai poliziotti di non aver ricevuto mai alcun tipo di minaccia. Indaga la Polizia. 

La cocaina in un nascondiglio “a matrioska”: preso

CARDITO. Le 21 dosi di cocaina erano all’interno di un pacchetto di sigarette, chiuso in un borsellino, a sua volta nascosto nel cruscotto dell’auto. I Carabinieri di Crispano hanno controllato Loreto Polito, un 30enne di Acerra già noto alle forze dell'ordine, mentre era alla guida di una Smart su via Aldo Moro e lo hanno trovato in possesso dello stupefacente. Il 30enne è stato tratto in arresto per detenzione di stupefacente a fini di spaccio ed è stato tradotto ai domiciliari dove attende il rito direttissimo. Il veicolo è stato sottoposto a sequestro perché circolava senza copertura assicurativa.

Parcheggiatori abusivi, arrivano i primi "Dacur" VIDEO

NAPOLI. Per contrastare il fenomeno dei parcheggiatori abusivi a Napoli, sono stati organizzati nelle scorse settimane dall’Ufficio prevenzione generale della questura, con la collaborazione di tutti i commissariati cittadini, diversi mirati servizi, anche attraverso operazioni ad alto impatto (action day) su tutto il territorio. I servizi hanno consentito di tracciare una mappatura dei parcheggiatori abusivi presenti sul territorio, e sono state elevate 129 contravvenzioni con sanzioni amministrative (sanzione pecuniaria da 1000,00 a 3500,00 euro) e l’ordine di allontanamento dal luogo in cui è stato commesso il fatto. Il provvedimento di allontanamento, sulla base del recente provvedimento di legge in materia di sicurezza della città (decreto Minniti) e  in attesa dei regolamenti di polizia urbana che potranno consentire l’applicazione anche in altre aree del territorio cittadino, è stato applicato nei confronti dei parcheggiatori che sono stati sorpresi ad esercitare l’attività illegale nei pressi delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, marittime o delle fermate degli autobus del trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano.Aal momento sono stati emessi dal questore 12  provvedimenti di divieto di accesso (DACUR), di durata variabile fino a sei mesi nei confronti di chi non ha precedenti penali, e da sei mesi a due anni per coloro che negli ultimi cinque anni sono stati condannati con sentenza di appello o definitiva per reati contro la persona o il patrimonio. 

«A Napoli mancano legalità e senso civico», l'analisi del Censis. De Magistris: non è affatto vero

Napoli «è la provincia italiana in cui si sequestrano i maggiori quantitativi di merce falsa» e sul suo territorio «sono rappresentate tutte le fasi della filiera» della contraffazione, dalla produzione alla vendita abusiva di merce contraffatta, anche perché è «un territorio dove il senso civico e la cultura della legalità risultano particolarmente deficitari» e «ciò induce i consumatori a rivolgersi all'industria del falso per acquistare prodotti griffati a prezzi sostenibili con l'errata percezione che produzione e vendita di merce falsa non siano un crimine, o comunque siano un reato di lieve entità». L'analisi è del Censis, che in una nota illustra i risultati della ricerca realizzata per il ministero dello Sviluppo Economico e presentata nell'ambito della 2ª Settimana nazionale anticontraffazione da Loredana Gulino, direttore generale Lotta alla contraffazione-UIBM, e Giorgio De Rita, segretario generale del Censis.

Nel 2016, rileva la nota, il 24% degli articoli contraffatti intercettati da Agenzia delle Dogane e Guardia di Finanza sul territorio nazionale, per un totale di oltre 6 milioni di pezzi, è stato scoperto nel territorio partenopeo: come dire che un articolo contraffatto ogni quattro è stato rinvenuto qui. Complessivamente, tra il 2008 e il 2016 nella provincia sono stati confiscati 68.942.099 articoli falsi, il 15,1% del totale nazionale.

Tra le categorie merceologiche più presenti nei sequestri dell'ultimo anno figurano gli occhiali, gli accessori e l'abbigliamento. Ma ci sono anche circa 900.000 strumenti da ferramenta, oltre 500.000 tra stampe, litografie e incisioni, oltre 20.000 pezzi di ricambio per auto. E soprattutto etichette, contenitori, marchi, buste, kit per l'assemblaggio e il confezionamento di merce che arriva neutra sul territorio e poi viene falsificata sul posto.

L'impresa locale del falso si basa sulla equilibrata coesistenza di soggetti appartenenti a etnie diverse ed è in grado di sostenere elevati ritmi di produzione e di coprire diverse gamme di prodotti: da quelli finemente rifiniti realizzati da artigiani locali a merce di bassa qualità in arrivo dall'Estremo Oriente e assemblata da lavoratori stranieri. La Cina è il Paese di provenienza del 57,7% dei prodotti sequestrati alle Dogane nel 2016.

Sul territorio della città e nella provincia la produzione in appartamenti, sottoscala, magazzini prosegue senza sosta, nonostante le attività di contrasto delle Forze di polizia e della Polizia locale. Nel 2016 i reparti provinciali della Guardia di Finanza hanno sequestrato complessivamente oltre 11 milioni di beni di consumo, oltre 4 milioni di accessori e abbigliamento, più di 3 milioni di prodotti elettronici e oltre 1 milione di giocattoli contraffatti o non norma. La Polizia locale di Napoli ha effettuato 2.632 controlli antiabusivismo e elevato 495 verbali. Nella sola zona della Duchesca nel 2016 sono stati posti sotto sequestro 40 locali tra magazzini e depositi.

Ma Napoli, osserva il Censis, «non è solo produzione: sul territorio sono rappresentate tutte le fasi della filiera del falso, fino a quella della vendita abusiva di merce contraffatta. Il commercio abusivo è un fenomeno molto diffuso nella città, dove la vendita avviene principalmente su strada ad opera di cittadini extracomunitari, principalmente senegalesi e nigeriani entrati irregolarmente nel nostro Paese».

«Napoli - sottolinea il Censis - è anche un territorio dove il senso civico e la cultura della legalità risultano particolarmente deficitari. Ciò induce i consumatori a rivolgersi all'industria del falso per acquistare prodotti griffati a prezzi sostenibili con l'errata percezione che produzione e vendita di merce falsa non siano un crimine, o comunque siano un reato di lieve entità. La camorra non è stata a guardare: di fronte a un business poco rischioso ma assai redditizio si è infiltrata in tutti i livelli della catena produttiva, inserendosi a monte della filiera, con l'acquisto e la gestione tramite prestanome degli opifici del falso, e a valle, interessandosi direttamente della distribuzione dei prodotti falsi attraverso l'imposizione ai commercianti dei prodotti da acquistare o chiedendo il pizzo per le postazioni di vendita».

Per arginare il mercato del falso, è la conclusione del Centro studi, «la sola azione di repressione e di contrasto non è sufficiente. Occorre anche spingere sul pedale della sensibilizzazione e dell'informazione dei cittadini-consumatori, al fine di disincentivare l'acquisto e togliere ossigeno al commercio della merce contraffatta».

DE MAGISTRIS. «Non è affatto vero che a Napoli il senso civico sia inferiore rispetto ad altre città». Questo il commento del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a quanto contenuto nell'analisi del Censis sulla contraffazione. «Non è solo l'opinione di un napoletano e del sindaco - ha sottolineato de Magistris - basta vedere che Napoli, da quando noi amministriamo, ha il maggior numero di luoghi affidati e adottati esclusivamente per senso civico dei napoletani, oltre 400, e basta vedere il livello di partecipazione popolare, di antimafia sociale nei fatti, di schieramento delle forze in campo. Detto questo a Napoli c'è contraffazione, c'è criminalità e anche tanta. C'è un tema di repressione, come in tutte le grandi citta del mondo, né più né meno, e c'è un tema di prevenzione».

A Napoli, ha ricordato de Magistris, «in questi anni abbiamo fatto uscire migliaia di persone dal circuito di illegittimità e di abusività, nel quale si trovavano semplicemente perché facevano attività creativa, di artigianato partenopeo, a volte anche di autoimprendiotorialità, ma non avevano le autorizzazioni che noi abbiamo dato in cambio del rispetto del decoro, di alcune regole. È la riemersione dal nero in attività legali. Altre cose sono le attività criminali, che non possono essere tollerate e non si deve mai sottovalutare che dietro alcune attività di contraffazione e aubisivismo c'è la criminalità organizzata».

De Magistris ha poi evidenziato l'impegno «delle forze di polizia e soprattutto della Polizia Municipale» che hanno fatto sì che «diverse aree della città non siano più invase da attività abusive. Oggi mi sento di dire che bisogna fare molto di più sul traffico di rifiuti in alcune ore della giornata, per il quale ho chiesto un impegno più forte delle forze di polizia. Ma il senso civico è alto, l'amministrazione è molto schierata, in modo chiaro e non solo sulla repressione ma anche nell'ottica della prevenzione, e ci auguriamo che anche altre articolazioni dello Stato diano il loro contributo».

Mamme e medici insieme per il vaccino day

Domani, mercoledì, a Napoli il primo vaccino day. Mamme e Ordine dei medici insieme per una vaccinazione consapevole. E i Verdi lanciano l’Osservatorio sulle bufale del web che spaventano le famiglie.

NAPOLI. Domani, mercoledì 14 giugno, alle 11, nella sede dell’Ordine provinciale dei medici, in Riviera di Chiaia 9/C, Napoli ospita il primo vaccino day. «Sarà una giornata nel corso della quale le mamme di Chiaia, riunite nell’associazione Tutte, guidata dalla consigliera della Municipalità di Chiaia, Benedetta Sciannimanica, insieme ai medici daranno informazioni alle famiglie interessate alla vaccinazione obbligatoria affinché sia fatta con convinzione e non solo per costrizione» ha raccontato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, tra i promotori dell’iniziativa insieme al presidente dell’Ordine dei medici di Napoli, Silvestro Scotti.

«Replicheremo l’iniziativa ogni mese per dare risposte chiare e scientifiche e rassicurare le famiglie spaventate da tante campagne portate avanti spesso da persone senza alcun titolo medico o scientifico» ha continuato Borrelli annunciando «la creazione di un Osservatorio contro le bufale del web che spaventano le famiglie con l’obiettivo di raccoglierle per poi confutarle con dati di fatto basati sulla scienza e non sulle chiacchiere dei tuttologi del web».

Monterusciello a secco, l'ira di Figliolia: non si agisce così

POZZUOLI. «Il servizio idrico della Regione Campania ci ha ridotto improvvisamente la fornitura di acqua causando in particolare problemi seri di approvvigionamento in tutta la zona di Monterusciello. Si tratta di una decisione scellerata, presa senza alcun preavviso da tecnici e dirigenti dell’ente regionale che mette in ginocchio 45mila abitanti. Posso capire la siccità e l’emergenza idrica, ma non sono questi i modi di agire. Credo che andavano convocati tutti i sindaci per trovare una soluzione condivisa, come ad esempio una turnazione dell’approvvigionamento, che non penalizzasse in questo modo la nostra comunità. Mi metterò immediatamente in contatto con il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca per manifestargli il mio disappunto e cercare di trovare la migliore soluzione possibile per affrontare questa emergenza». A dirlo è il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia appena dopo aver ricevuto la notizia della mancanza improvvisa di acqua in tutta Monterusciello. Secondo le notizie giunte dalla Regione, il problema continuerà anche nei prossimi giorni, quando a partire dalle ore 21 e fino alle 6 del giorno successivo ci potrebbe essere una mancanza d’acqua in seguito alla riduzione della fornitura operata dal servizio idrico regionale.

 

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