Domenica 19 Agosto 2018 - 22:50

Mazzola e scalpello per minacciare l'ex moglie, arrestato

ERCOLANO. Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Polizia Portici Ercolano, hanno arrestato nel tardo pomeriggio di ieri, un 40enne originario di Torre del Greco, per i reati di evasione dagli arresti domiciliari. I poliziotti, sono intervenuti in piazza Pugliano su richiesta dell'ex moglie dell'uomo che mentre si trovava a casa di un familiare era stata raggiunta telefonicamente dal 40nne che assolutamente voleva incontrarla. L'uomo al rifiuto della donna si è presentato armato di mazzuola e scalpello all'esterno del cortile condominiale dove era la donna che era riuscita a chiudere il cancello giusto in tempo. Prontamente i poliziotti sono intervenuti ed hanno rintracciato l'uomo che intanto aveva fatto rientro nella sua abitazione in quanto sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. I poliziotti all'interno di un armadi, nell'abitazione dell'uomo hanno rinvenuto lo scalpello e la mazzuola che aveva impugnava poco prima per minacciare l'ex moglie. L'uomo è stato condotto al carcere di Poggioreale. 

Spari contro cancello condominiale a Portici

PORTICI. Spari nella tarda serata di ieri a Portici. Diversi colpi sono sti esplosi contro un cancello del parco condominiale “Astino" in via Dalbono. La polizia, che è intervenuta sul posto e a cui sono affidate le indagini, ha trovato nove bossoli calibro 9 x 21.

Sbarco fantasma di migranti a Pantelleria, fermato a Ischia scafista tunisino

ISCHIA. Un cittadino tunisino è stato fermato con l'accusa di essere lo scafista dello sbarco fantasma avvenuto a Pantelleria nel luglio scorso. La Compagnia della Guardia di Finanza di Marsala, con la collaborazione della Tenenza di Ischia, ha dato esecuzione ad un provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Marsala a carico di un tunisino indiziato del delitto di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, per aver organizzato e condotto, quale scafista, un viaggio dalle coste tunisine a quelle dell'isola di Pantelleria, con a bordo due connazionali. I due tunisini erano stati rintracciati nel mese di luglio, privi di documenti di identità, sull'isola pantesca, dove erano sbarcati qualche giorno prima. Le investigazioni delle Fiamme Gialle di Marsala sono state avviate dopo che i due migranti erano stati trasferiti presso l'Hot Spot di Trapani-Milo e hanno preso prezioso spunto dalle dichiarazioni rese da uno di essi, il quale ha fornito dettagliate informazioni circa le modalità con cui hanno raggiunto l'isola di Pantelleria. «Questi, dopo aver lasciato Pantelleria una volta compiuto lo sbarco in rassegna, aveva trovato rifugio presso l'isola di Ischia, dove vivono la moglie e la figlia e dove è stato fermato, dietro attivazione della Compagnia di Marsala, dai finanzieri della locale Tenenza, che lo hanno condotto al carcere di Napoli Poggioreale». Nel corso delle indagini tecniche è altresì emerso come Berhouma Moncef fosse in procinto di organizzare nuovi e più lucrosi viaggi, adoperando natanti di maggiori dimensioni, così da poter trasportare un maggior numero di soggetti clandestini con un introito minimo di 15.000/20.000 euro a viaggio. 

Sesso nell'auto blu, doppia inchiesta: due ipotesi di peculato e assenteismo

di Bruno Pavone

NAPOLI. E dopo la passione, incontrollata e incontrollabile, arriva la bufera. Sì, per i due focosi amanti di cui il Roma nell’edizione di ieri ha scritto in esclusiva si prevedono tempi duri. La relazione dei carabinieri Vomero-Arenella è stata inviata alla Procura di Napoli, per accertare se ci siano o meno profili penali. Non certo nel rapporto sessuali, per così dire, all’aperto, perché se pur un comportamento deprecabile, sicuramente, al momento non ha profili di violazione penale. Il particolare che è al vaglio della procura partenopea è l’ipotesi di peculato. Il dipendente della Giunta regionale ha infatti ammesso di essere stato in servizio quando ha praticato sesso con una sua collega, che a sua volta è uscita dalla sede della regione all’orario prefissato ma non ha timbrato il cartellino. Peculato anche perché il dipendente della Regione ha usato l’auto blu della Giunta per questioni personali. Ha speso benzina, fatto chilometri e forse usato anche l’apparecchio Telepass a spese dell’ente pubblico. Insomma un guaio molto grosso. Anche perché oltre alla questione penale c’è anche quella disciplinare. La regione Campania è venuta a sapere di quanto accaduto ai due focosi amanti che non hanno usato mezze misure per esprimere la loro passione. 

CONTINUA A LEGGERE SUL GIORNALE ONLINE

Centro Direzionale, controlli anti-prostituzione minorile: ferito agente della Municipale

NAPOLI. Durante i controlli per il contrasto al fenomeno della prostituzione minorili effettuati dall’Unità operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori un agente è stato seriamente ferito in varie parti del corpo con un paio di forbici da un soggetto fermato per accertamenti. Il personale impegnato nel pattugliamento della zona del Centro Direzionale, zona in cui si svolge la prostituzione  maschile e dove sono stati segnalato soggetti giovanissimi che si vendono, ha notato in Via Taddeo da Sessa un ragazzo giovanissimo, all’apparenza di minore età. Durante la fase di osservazione il ragazzo veniva avvicinato da automobilisti in cerca di prestazioni sessuali pertanto gli agenti lo hanno fermato e condotto nel veicolo di servizio per sottoporlo alle rituali procedure di identificazione negli uffici. Il giovane durante il trasporto ha cominciato a dare in escandescenze ingiuriando gli agenti e colpendo con pugni i finestrini del veicolo finchè improvvisamente ha estratto da una scarpa un paio di forbicine da manicure e si è avventato verso l’agente che gli stava di fianco procurandogli una profonda ferita sulla fronte. L’uomo ha nuovamente cercato di colpire dirigendo i colpi successivi verso il viso dell’agente che fortunatamente è riuscito a pararli frapponendo il braccio destro dove è stato ferito in più punti. I componenti della pattuglia a bordo sono riusciti con enorme difficoltà a placare la furia dell’aggressore, che continuava a minacciare impugnando le forbici, a disarmarlo e a dichiararlo in arresto. L’uomo, tale N.M. egiziano di 20 anni, pluripregiudicato e irregolare sul territorio nazionale, solo pochi giorni fa era stato denunciato all’Autorità Giudiziaria dalla Polizia Locale in quanto era stato riconosciuto quale autore del furto di uno smartphone di ultima generazione dalla vittima che era stata derubata in Piazza Garibaldi. L’egiziano è stato associato alla Casa Circondariale di Napoli Poggioreale a disposizione della Magistratura per i reati di tentato omicidio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale mentre l’agente, che è stato medicato con punti di sutura alla testa e al braccio, ha riportato una prognosi di 10 giorni oltre a dover avviare la dovuta profilassi antivirale per i prossimi mesi.

«Babygang scatenate, gettano un uomo nel cassonetto»

NAPOLI. Ancora babygang a Napoli (nelle foto due fotogrammi tratti dai video). «Due video, postati sulla pagina facebook “Made in Vrenzolandia" ripropongono il tema delle baby gang che tormentano e molestano le persone, arrivando addirittura a scaraventarne una in un cassonetto della spazzatura». A denunciarlo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e lo speaker radiofonico Gianni Simioli, sottolineando che «in un primo video si vede un gruppo di ragazzi che segue passo passo un uomo per poi prenderlo in braccio e gettarlo in un bidone della spazzatura che poi chiudono anche». «Nel secondo invece una decina di scalmanati in metropolitana prende di mira prima una persona anziana costringendola nei fatti a scendere dal convoglio e poi indirizza le sue “attenzioni" verso una signora che appare visibilmente intimorita per quelle che sono vere e proprie molestie nei suoi confronti» hanno aggiunto Borrelli e Simioli per i quali «questi video che girano sui social non devono essere presi come “scherzi" o “goliardate" perché vengono messe in atto vere e proprie violenze che vanno punite per quel che sono».

Suicidi in carcere, disposte ispezioni: si parte da Poggioreale

NAPOLI. «Desta preoccupazione il crescente numero di suicidi che si stanno verificando all'interno delle carceri, un fenomeno che impone un'attenta riflessione sulle cause e sulle origini che stanno alla base di questi gesti». È quanto si legge in una nota del Ministero della Giustizia. Il ministro Alfonso Bonafede e il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Francesco Basentini, hanno disposto «l'avvio di una mirata attività ispettiva orientata a raccogliere tutti gli indispensabili elementi informativi - cause, dinamiche e modalità dei fatti - in riferimento ad ogni suicidio avvenuto dal 1 gennaio 2018 e rispetto ad ogni ulteriore evento futuro della stessa natura. L'iniziativa si inquadra nella maggiore attenzione impressa dall'amministrazione sulle condizioni dei detenuti». Si partirà dal carcere di Poggioreale a Napoli. 

Canile municipale di via Janfolla, accordo per la gestione sperimentale

NAPOLI. È stata approvata la delibera di giunta comunale a firma dell'assessore al Welfare con delega alla Tutela degli Animali Roberta Gaeta e dell'assessore al Patrimonio Ciro Borriello avente come oggetto l'accordo con l'Asl Na 1 – Servizi Veterinari e l'Università degli studi di Napoli “Federico II” per la gestione sperimentale del complesso municipale di accoglienza per cani di via Janfolla. «Con questo Accordo sarà garantita la messa in esercizio della struttura – spiega l'assessore Gaeta – un nuovo spazio pubblico, in cui si concorre in maniera sinergica e condivisa all'ulteriore sviluppo delle azioni di contrasto al randagismo e di educazione alla corretta e consapevole relazione con gli animali domestici. Napoli è una città che vuole tenere conto delle esigenze di tutti, in un ottica di civiltà e rispetto di ogni essere vivente, ponendo in essere azioni pensate ed elaborate proprio per la tutela degli amici a quattro zampe. Questo è l'esito positivo di un percorso importante, condotto con il prezioso contributo della Garante dei diritti degli Animali Stella Cervasio. Inoltre, il funzionamento della struttura, sarà assicurato dal personale del Comune, dell'Asl Na 1 Servizio Veterinario e della Federico II, coadiuvati dall'associazionismo volontario, con il coinvolgimento attivo del territorio e dei cittadini».  

Pompei, nuovi scavi in collaborazione con Università italiane e straniere

POMPEI. A Pompei proseguono le attività di ricerca e di studio condotte in collaborazione con università italiane e straniere in città e nel suburbio. Oltre al grande cantiere dei nuovi scavi della Regio V, sono in corso indagini in aree già alla luce, allo scopo di approfondire la conoscenza delle fasi più antiche della città e acquisire ulteriori elementi relativi alla storia degli spazi urbani, al loro impiego nel tempo e alla influenza sulla vita sociale ed economica della città. Una conoscenza che è alla base della tutela e della salvaguardia del sito. Dal Foro Triangolare al Tempio di Esculapio, dalle fulloniche della Regio VI alla Necropoli di Porta Sarno, dalle botteghe di via dell'abbondanza nell'Insula VII, alla Casa del Leone presso l'Insula Occidentalis, informa la Soprintendenza in una nota, sono diverse le campagne di studio condotte dal Parco archeologico in collaborazione con l'Università Federico II o le concessioni come quelle dell'Università degli Studi di Genova, l' École Française de Rome e l'Università di Rouen, la Universidad Europea de Valencia sotto la supervisione del Parco, nonché l'attività di scavo presso il sito di Civita Giuliana con il supporto della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Nell'area del Foro Triangolare, si è da poco concluso il progetto di scavi in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Napoli ''Federico II'', avviato nel 2016, volto a definire le diverse fasi edilizie del circuito murario urbano in questo settore della città e a stabilirne le relazioni con il vicino portico occidentale e con il cosiddetto Tempio Dorico.

LE INDAGINI. Le indagini di scavo del 2017 avevano portato alla luce due tratti murari posti in prossimità della Schola (tomba a esedra): il primo, una porzione di muro in grandi blocchi di tufo, rinvenuto dal Maiuri, l'altro un muro in opera incerta. Le indagini hanno analizzato il rapporto tra i due tratti murari rintracciati, per chiarirne la cronologia e contribuire a definire lo sviluppo delle mura urbane in questo tratto e la loro strutturazione nel corso del tempo. È molto probabile che questo settore del Foro Triangolare fosse interessato tra III e II secolo a.C. dalla presenza di un imponente sistema difensivo costituito da una struttura a doppia cortina e nucleo interno. Nell'ambito dello stesso progetto è stato condotto e concluso lo scavo al Tempio di Esculapio (Asclepio in greco), posto nel Quartiere dei Teatri, all'incrocio tra via di Stabia e la cosiddetta via del Tempio di Iside, allo scopo di riesaminare la struttura dell'edificio per ricostruirne le fasi edilizie, dalla sua costruzione all'eruzione del 79 d.C. Per molto tempo, l'attribuzione di questo luogo di culto è stata controversa. Si riteneva che il tempio fosse dedicato a Giove Meilichio, divinità ctonia e funeraria, il cui culto difficilmente trova spazio all'interno delle città. Studi recenti tendono ad attribuire la titolarità del culto al dio della medicina e della guarigione, Asclepio. Attribuzione già sostenuta da J. J. Winckelmann sulla base del rinvenimento di due statuette (secondo lo studioso, raffiguranti Asclepio stesso e Salus), e rafforzata dal rinvenimento di una cassetta contenente strumenti chirurgici e decorata da un rilievo in bronzo raffigurante il dio. 

L'EVOLUZIONE. L'evoluzione delle installazioni produttive e le produzioni tessili e dell'antica Pompei, sono, invece, oggetto del programma di ricerca ''Spazi urbani di produzione e storia delle tecniche a Pompei e Delo'' condotto dall' École Française de Rome e dall'Università di Rouen sulle fulloniche e su una bottega della Regio VI, con l'obiettivo di comprendere il funzionamento dell'economia urbana attraverso le attività produttive di due città antiche. Presso la necropoli di Porta Sarno, invece, durante uno scavo di emergenza del 1998-99 furono scoperte alcune tombe sannitiche e due recinti funerari romani. Quest'estate si è avviata la prima campagna del progetto di studio e indagine scientifica , oggetto della convenzione con il Colegio de Doctores y Licenciados de Valencia, la Universidad Europea de Valencia e l'Institut Valencià de restauració I Conservació sotto la direzione di R. Albiach e L. Alapont, finalizzata al restauro dei monumenti funerari e alla documentazione fotogrammetrica e planimetrica della necropoli. Gli scavi archeologici in alcune botteghe di Via dell'Abbondanza (in corrispondenza della Regio VII, Insula 14,) condotti dall'Università degli studi di Genova (coordinamento equipe universitaria prof. Silvia Pallecchi), hanno permesso il recupero di varie tipologie di materiali (ceramica, intonaci, metalli, reperti faunistici, malacofauna, monete, carporesti), utili per la comprensione di questi spazi e della loro articolazione in un periodo compreso tra il II sec. a.C. ed il 79 d.C. Lo studio, attualmente in corso, dei reperti qui ritrovati è preziosa fonte di informazione sugli aspetti della vita quotidiana, degli usi e costumi degli abitanti di Pompei. 

CASA DEL LEONE. Presso l'Insula Occidentalis, un nuovo tratto del peristilio della Casa del Leone (VI 17, 25), è emerso nel corso delle recenti indagini condotte dal Parco, in collaborazione con l' Università di Napoli Federico II, (coordinatore dell'equipe universitaria Prof. Luigi Cicala). L'area del peristilio, posta su uno dei terrazzamenti inferiori del complesso abitativo era, difatti, stata reinterrata dopo gli scavi borbonici. Oggi lo studio di tali ambienti è fondamentale, anche in funzione del progetto di musealizzazione del soprastante Laboratorio di Ricerche Applicate. Nel suburbio settentrionale dell'antica Pompei, in località Civita Giuliana, infine, il Parco Archeologico di Pompei ha ripreso gli scavi nell'area di una grande villa rustica oggetto di cunicoli clandestini intercettati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Gli scavi negli scorsi mesi hanno portato in luce cinque ambienti pertinenti al quartiere servile della villa. È stato possibile realizzare i calchi di due letti e per la prima volta, il calco integro di un cavallo, rinvenuto con gli elementi della bardatura nella stalla di fronte a una mangiatoia. L'intervento, da poco avviato in un'ottica di tutela del territorio, mira a completare lo scavo della stalla dove è stato rinvenuto l'equino, riportando in luce tutto l'ambiente e le murature perimetrali. 

Discarica davanti al cimitero di Chiaiano

NAPOLI. Calcinacci, materassi, sacchi della spazzatura, ma anche mobili, divani, lavandini, valigie, pneumatici usurati, ricambi di moto e chi più ne ha, più ne versa. È questa l’immagine del degrado che si può notare in prossimità del cimitero comunale di Chiaiano. Rifiuti speciali e pericolosi, tutti accatastati sotto un sole cocente e ancora una volta scaricati all'aperto, che trasformano così una zona naturale, come quella di Chiaiano, in una discarica di prodotti di ogni tipo, abbandonati senza alcun rispetto per l'ambiente. «Questa zona – sbotta un commerciante di frutta - era un gioiellino, ora è stata trasformata in una discarica a cielo aperto». «L’ultima bonifica di pulizia “parziale” da parte degli operatori ecologici mandati dal Comune, tuona un altro residente - è stata fatta un mese fa, dove sono stati prelevati alcuni rifiuti ingombranti». Tutto ordinato, tutto pulito. Fino a quando, qualcuno non ha deciso di smaltire di nuovo i suoi rifiuti.Rifiuti che sono considerati speciali e pericolosi, e che dovrebbero essere smaltiti correttamente: di certo non abbandonati all’aperto. Non è soltanto una questione di civiltà e di rispetto per l'ambiente: va ricordato che si tratta di un vero e proprio reato, per cui si incorrono in sanzioni amministrative anche molto salate, e che può scattare anche la denuncia per reato ambientale. Nonostante tutto, però, gli “scaricatori” di materiale edile e di mobili, continuano a sversare nel quartiere. E così da circa due mesi il quartiere periferico della zona collinare è stato trasformato in una discarica a cielo aperto. Da qualsiasi punto di vista si osservi il problema, quello che colpisce sono le dimensioni. Esagerate. Basta farsi un giro per la Municipalità di Chiaiano, per capire quanti sono grandi i gesti di inciviltà e come sia grande l’esborso a cui è obbligata la città, per cancellare piccoli gesti di maleducazione quale l’abbandono dei rifiuti. L’abbandono di materiale ingombrante o, speciale, costituisce non solo un comportamento deprecabile da un punto di vista ambientale e di decoro pubblico, ma causa ingenti costi aggiuntivi al servizio di raccolta rifiuti. La zona in cui vengono abbandonati i materiali di risulta, si trova a pochi passi del cimitero comunale di Chiaiano, il cui perimetro esterno anch’esso versa in condizioni di degrado. Nel piazzale antistante, infatti, la strada oltre ad essere sporca e piena di detriti, sta per collassare. Cosa aspetta il Comune ad intervenire per ripristinare il manto stradale? La gente lamenta una rapida bonifica, l’installazione di telecamere in zona e personale di polizia ambientale.

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
SCATTI DI BIRRA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli